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mercoledì 28 settembre 2011

Gino Bruni - Deposizione dell' 8 giugno 1994 - Sesta parte

Segue dalla quinta parte.

Presidente: Avvocato Bevacqua prego.
A.B.: Chiedo scusa signor Cairoli? Ecco, senta signor Cairoli lei poc’anzi mi pare che abbia detto, non so se sbaglio, che nell’occasione in cui avrebbe sentito questa conversazione c’era un’altra persona che lei non si sa come mai… va be’ non se la ricorda, non sa chi era e non era… com’era questa persona che parlava con questo signore? Com’era? Giovane, vecchio, anziano…
G.C.: Non glielo so dire assolutamente…
A.B.: Ah quindi non si ricorda né che era giovane, né che era vecchio, né che aveva la barba, né che era…
G.C.: No.
A.B.: Perché tutti qua ricordano tutto eccetera, lei non si ricorda questo dato?
G.C.: No perché non è che ho fatto molto caso a quello.
A.B.: Ah, ha fatto caso invece alla pistola…
G.C.: Beh insomma non era…
A.B.: Siamo d’accordo.
G.C.: …circa venti minuti, non so… dieci/quindici…
A.B.: E lei per venti minuti non si ricorda neppure le fattezze di questa persona? Mi consenta di avere qualche perplessità?
G.C.: Perfetto.
A.B.: Tutti ce l’hanno, posso averla anch’io?
G.C.: Si, si…
A.B.: Grazie. Allora senta…
Presidente: Avvocato il teste falso è colui che ricorda alla perfezione tutto.
A.B.: Presidente allora il teste falso è anche quello che dice io questo non l’ho detto, è teste falso perché dice di non averlo detto…
Presidente: Chi dice una cosa avvocato che è talmente riscontrata…
A.B.: Sono dei punti di vista, mi perdoni.
Presidente: No avvocato non sono punti di vista questi sono fatti e il fatto è che lui gli era stata ritirata quella pistola dai Carabinieri…
P.M.: E dice di non averlo detto a nessuno, l’ha detto oggi, dice: Non l’ho detto a nessuno.
Presidente: Sul resto possiamo discutere.
A.B.: Certo Presidente.
Presidente: E si può discutere ma su questo no.
A.B.: Mi consente la Corte di fare un’altra domanda?
Presidente: Prego.
A.B.: Grazie. Senta signor Cairoli lei ha detto poc’anzi, mi pare che abbia detto così, che nell’occasione avrebbe sentito questo signore perché parlava con quest’altro di cui lei, nonostante venti minuti l’avesse visto, non ricorda nulla né se era alto, basso, eccetera, mi perdoni, che gli era stato appena ritirata la pistola…
G.C.: Non ho detto appena.
A.B.: Non ha detto appena, ha detto app… Io ho capito… Lei ha detto app..
G.C.: Gli era stata ritirata la pistola ma non è che ho approfondito quando, come, perché.
A.B.: Ecco, va bene, allora…
G.C.: Non mi interessava.
A.B.: Siccome ho sentito app… io mi sono attaccato… non è Ascoli Piceno… senta allora, mi scusi tanto, lei dopo quella sua venuta qui a Fi… a Firenze e la sua dichiarazione alla Corte di Assise, lei si è dato da fare mi pare no? Con la SAM per andare a parlare con il signor Bruni o no?
G.C.: Come dato da fare? In che senso?
A.B.: No, è stato portato, trasportato…
G.C.: No, no…
A.B.: Mi spieghi che cosa è successo, lei si è visto altre volte col signor Bruni?
G.C.: Se ho visto?
A.B.: Si è visto in questi giorni col signor Bruni?
G.C.: Il signor Bruni l’ho visto a casa sua, si.
A.B.: Ecco, mi spieghi perché è andato a casa sua.
G.C.: Perché uscendo dalla… scusi… dalla… mi sembra dal giudice, il signor giudice ha detto…
A.B.: Da quale giudice?
G.C.: Dal dottor…
A.B.: Canessa?
P.M.: Il P.M.
G.C.: Canessa.
A.B.: Il P.M.
G.C.: Ci presentò tre persone che andavano, mi sembra che andavano a fare un’intervista a questo Bruni…
P.M.: Non un’intervista…
G.C.: Non un’intervista…
A.B.: Un’intervista, va be’ chiamiamola intervista.
G.C.: Un interrogatorio, ecco.
A.B.: E allora?
G.C.: E siccome era sulla strada…
Presidente: Agenti di Polizia.
G.C.: Non lo so, erano tre persone… agenti di Polizia… poi… nel vederle non potevo sapere che fossero agenti di Polizia…
A.B.: E allora?
G.C.: E allora ha detto: Siccome sono sulla strada posso accompagnare io perché so dov’è. Poi siamo andati…
A.B.: C’era anche sua moglie? La signora?
G.C.: Si, si.
A.B.: E allora?
G.C.: Niente siamo andati in casa sua e li hanno accolti non tanto bene queste persone qui, poi siamo entrati…
A.B.: Li hanno accolti perché? Cosa hanno detto? Scusi, per capire…
G.C.: Perché li avevano scambiati per giornalisti, perché venti giorni prima, dopo ci han detto che erano arrivati i giornalisti e cominciarono ad importunare questa famiglia.
A.B.: E quindi dopo si sono…
G.C.: Dopo si son presentati e niente hanno fatto delle domande e mi pare che il signor Gino Bruni negasse tutto…
A.B.: Negasse tutto.
G.C.: E a quel punto i tre signori hanno detto: Andiamo via che tanto non serve più, ormai continua a negare, andiamo via.
A.B.: Ecco senta in quell’occasione c’era anche lei presente con questi signori?
G.C.: Si c’ero presente.
A.B.: C’era anche la sua signora?
G.C.: Si.
A.B.: Quindi anche lei diceva al signor Bruni… contestava al signor Bruni…
G.C.: No, io, io non ho mai detto niente.
A.B.: E che ci sta a fare?
P.M.: L’ha spiegato, li ha portati.
G.C.: Li ho portati, poi ho visto che…
A.B.: Non capisco anche la signora che ci stava a fare, li portava solo lei?
G.C.: Li avevo accompagnati, non è che…
A.B.: Ma la signora…
G.C.: Non vedevo niente di speciale…
A.B.: E quanto tempo ci sono stati là?
G.C.: Non tanto.
A.B.: Cioè quanto? Cinque minuti? Dieci?
G.C.: Un dieci minuti, si.
A.B.: Solo dieci minuti?
G.C.: Grosso modo si.
A.B.: Forse un’ora o no?
G.C.: Un’ora? No.
Presidente: Un’ora lo dice lui.
G.C.: No, no, no assolutamente.
A.B.: Va bene, cinque minuti.
G.C.: Non dica cinque minuti per sfottò, saranno stati dieci, quindici minuti non…
A.B.: Guardi io non sfotto nessuno, qua c’è uno che rischia tanto, capisce?
G.C.: Ho capito ma io…
Presidente: Avvocato… Comunque la circostanza è…
A.B.: Si, siamo d’accordo.
Presidente: Altre domande signori nell’ambito del confronto? Possiamo licenziare…
A.B.: Si si può licenziare tutto.
P.M.: Chiedo la trasmissione degli atti del confronto Presidente.
Presidente: Può andare anche il Bruni naturalmente.
P.M.: Senz’altro.
A.P.: Per la domanda che facevo prima?
Presidente: Ah scusi.
A.P.: Se lei ritiene di poterla ammettere e cioè se a seguito di quelle lesioni riportate nella colluttazione con Pacciani il signor Bruni fece richiesta di pensione di invalidità adducendo che si era procurato quelle lesioni durante il servizio di guardiacaccia o comunque durante il suo lavoro.
Presidente: Non posso porre questa domanda avvocato, capito? Sarebbe un reato prescritto ma insomma… Dovrebbe confessare un reato pur se prescritto.
A.B.: Ecco c’è un articolo… 83..84…
Presidente: Dunque possiamo licenziare il Bruni o no?
P.M.: Senz’altro Presidente. Vada signor Bruni, vada. Lo accompagna per piacere? Naturalmente la Corte dispone la trasmissione di copia del verbale al Pubblico Ministero. Vogliamo andare avanti?
P.M.: Presidente due minuti per organizzare, per vedere quali testi sono venuti perché ho qualche certificato anche stamani.
A.B.: Anche per calmarci un pochino…
Presidente: Cinque minuti.
P.M.: La camomilla!
Presidente: Dieci minuti di sospensione.
(PAUSA)
 Presidente: Dei famosi verbali della Manni Angiolina ci occorrerebbe che lei ci desse gli atti in suo possesso relativamente ai fatti del ’70.
P.M.: Ho gli atti del procedimento come inizia, cioè gli atti del P.M.
Presidente: Quelli che lei ha.
P.M.: Si senz’altro.
Presidente: Solo in visione ovviamente a soli questi fini…
A.B.: Presidente potrei fare un’istanza? Mi permetto di chiedere… in ordine all’ultimo confronto che vi è stato.
Presidente: Si, scusi avvocato che concludiamo questo…
A.B.: Certo.
Presidente: Era già qualche tempo che glielo volevamo dire e invece…
P.M.: Si è un procedimento che era pendente davanti al Pretore di Borgo San Lorenzo, qua c’è tutto.
Presidente: Va bene, gli atti in suo possesso a questi soli fini e unicamente in visione ovviamente. Prego avvocato Bevacqua.
A.B.: Grazie signor Presidente, le chiedo scusa, subito dopo la… durante l’interruzione di questa udienza il signor Assenti Mauro, residente in Dicomano, Viale don Bosco, n.10, nipote acquistato del signor Bruni, mi ha riferito alla presenza di tante persone che in realtà la durata di quel colloquio è stata di oltre un’ora/un’ora e mezza, questo se eventualmente la Corte lo volesse sentire, non so se sia ancora qui…
P.M.: Potremmo sentire Presidente chi l’ha fatto questo colloquio? Sono tanti…
A.B.: Non ho finito, non ho finito, chiedo scusa signor Pubblico Ministero.
Presidente: Sentiamo, sentiamo, facciamo parlare l’avvocato Bevacqua.
A.B.: Mi perdoni.
P.M.: Prego.
A.B.: Poi lei faccia correttamente tutto quello che lei deve dire; questa è una prima circostanza che può avere un valore o non avere un valore. Mi diceva anche che questo signor Bruni è affetto di un grossissimo male…
Presidente: Questo purtroppo lo sappiamo.
A.B.: Poi un’altra circostanza che io chiedevo alla corte di verificare è questa, chiedevo, chiedo alla Corte, in ordine a questa deposizione Cairoli-Consigli, sembrerebbe che i signori Cairoli e Consigli, anzi questo è certo, avrebbero reso una dichiarazione al Pubblico Ministero il giorno 27 maggio 1994, questi signori mi pare che sono stati sentiti dalla Corte eccellentissima esattamente il primo di giugno, se non sbaglio, che si può verificare?
Presidente: Si può verificare avvocato. Primo di giugno, si.
A.B.: Ecco quindi sono stati sentiti il primo di giugno, il due di giugno sarebbe stato sentito spontaneamente recatosi dai Carabinieri il signor Bruni…
P.M.: 2 giugno era domenica se non sbaglio…
A.B.: 2 giugno.
P.M.: Ah, chiedo scusa, si, si era festivo.
A.B.: Sembrerebbe…
Presidente: 2 giugno era giovedì.
P.M.: Giovedì.
A.B.: Grazie Presidente, sembrerebbe che prima quindi che questi signori fossero stati sentiti dalla Corte si sarebbero recati, ecco volevo sapere questo, presso il signor Bruni, perché così dice il signor Bruni, con i signori della SAM e questi due signori, prima ancora che questi signori dovessero essere interrogati dalla Corte; io volevo che la Corte accertasse questa circostanza e perché questi signori Consigli e Cairoli si son recati prima di essere sentiti dalla Corte con i signori della SAM dal signor Bruni. Se è vero, io questo volevo innanzitutto accertare…
Presidente: Se non ricordo male ciò che ha detto il Cairoli, lui ha detto che dopo essere stato interrogato dalla Corte…
A.B.: Però Presidente dopo quando? Il signor Bruni mi dice… Il signor Bruni dice…
Presidente: E’stato… dunque…
A.B.: io mi sono recato…
Presidente: Sono stati sentiti quando?
A.B.: Il signor Bruni dice davanti ai Carabinieri, ce l’ha detto oggi, lui si reca davanti ai Carabinieri il 2 di giugno, il 2 di giugno… dice che si reca dai Carabinieri dopo che presso di lui si sono recati tre persone della Polizia giudiziaria + Consigli e il signor… la signora… e il signor Cairoli.
Presidente: Dunque allora Consigli e Cairoli sono stati sentiti il primo di giugno, nella mattina…
A.B.: Ohooo…
Presidente: Secondo quello che ha detto, mi pare di aver capito, il Cairoli, dopo essere stato sentito dalla Corte lui avrebbe accompagnato questi tizi eccetera..
A.B.: Quindi… ecco bisognerebbe accertare se dopo significa la sera stessa o, signor Presidente, come dice il Bruni: qualche giorno prima sono venuti da me questi signori della SAM con i due, cioè prima che questi signori erano stati sentiti… sarebbero stati sentiti dalla Corte di Assise.
Presidente: Lui dice poi di averli accompagnati eh naturalmente…
A.B.: Presidente, il Bruni ha detto che c’era la signora che gli diceva: Digli della pistola! Non me lo sono inventato io, quindi ecco, volevo capire perché, quindi le circostanze vorrei che fossero verificate se la Corte lo ritiene opportuno…
P.M.: Presidente chiedo di poter dire qualcosa.
A.B.: E’ questa: Uno – se questi signori sono stati per oltre un’ora o un’ora e mezza e non i cinque o dieci minuti presso la casa del signor Bruni e quando questo fatto si sia verificato tenendo presente che i due, il signor Bruni rende dichiarazioni cosiddette spontanee ai Carabinieri è il primo giugno…
Presidente: (fuori microfono) Questa è una circostanza che non ho chiara nemmeno io.
A.B.: …i signori vengono sentiti…
P.M.: Se mi consentono Presidente… Presidente mi scusi… mi scusi Presidente…
Presidente: Prego.
P.M.: Se mi consentono forse si può…
Presidente: Comunque possiamo chiarire facilmente.
P.M.: Ecco, non solo, se permettono io chiarirei l’andamento di come sono andati i fatti, lo conosco e poi invito la Corte a fare le verifiche se le ritiene opportune. Un certo giorno, che ora non ricordo ma comunque è lì il verbale, questi signori si presentano in Procura, quindi siamo ben lontani dal pensare se saranno poi ammessi dalla Corte, bene questo è l’ottica, questi signori dicono una certa cosa, il signor Bruni non è identificato, viene incaricata la Polizia Giudiziaria dal sottoscritto, di identificare questo signor Bruni e di verificare alcune delle circostanze che vengono dette, quella più importante in quel momento è quella relativa al possesso di quel Bruni o di un certo Bruni la cui pistola sia stata o meno controllata. Quel giorno lì viene incaricata la Polizia giudiziaria di questo e mi risulta, perché lo so, che lo stesso giorno che sono stati sentiti, si sono presentati, la Polizia Giudiziaria la stessa sera ha svolto questa attività che penso, anzi senz’altro, l’ha svolta per identificarlo con la collaborazione di quei signori. Quindi per chiarezza e sentiremo… io li inviterò come testi… gli agenti della Polizia giudiziaria che hanno fatto questo accertamento alfine della verifica se esiste un Bruni, se quei signori hanno detto qualcosa che può interessare per la Corte perché prima che il P.M. possa chiedere alla Corte l’ammissione di un teste bisogna vedere se la cosa interessa, questa attività fu fatta lo stesso giorno in cui si sono presentati dal sottoscritto, che sia durata un’ora o cinque minuti il sottoscritto non lo sa. Quando al rientro, il giorno successivo mi sembra c’era una domenica, io ho verificato che le persone potevano dire quel che dicevano aveva un riscontro nell’esistenza di una persona fisica che effettivamente aveva una pistola di quel tipo che era stata controllata, ho chiesto io alla Corte l’ammissione di quei testi ed ecco quindi spiegato tutto il mistero aldilà della durata di un’ora o di cinque minuti. La Corte ha ammesso quei testi quindi sono venuti dopo che loro testi hanno indicato alla Polizia chi era questo Bruni e dove abitava, abbiamo appreso oggi che ci sono andati a casa insieme. Io sapevo un racconto simile dalla Polizia ma era un racconto che io volevo che fosse fatto davanti a loro, quindi come data, la data in cui sono avvenuti tutti questi fatti è la data di quel verbale del P.M.. I Testi hanno deposto davanti a loro dopo che io ho offerto a loro Corte il motivo per sentirli, finché non avevo la possibilità di dire era un argomento che a loro poteva interessare e che un Bruni, teste derelato, esisteva io non ne ho chiesta la citazione, nel tutto mi sembra siano passate 48 ore o il tempo… il lunedì, dopodiché loro sanno cos’è successo.
A.B.: Ecco quindi un dato, almeno cronologico, di scienza del signor Pubblico Ministero che lo stesso 27, giorno in cui alle ore 16:00…
P.M.: Per i fini che abbiamo detto è così.
A.B.: 27 maggio alle 16:30 questi signori si presentano… volevo sapere questo… alle 16:30 dal Pubblico Ministero… 5/10 minuti, mezz’ora forse di più…
P.M.: Due ore, tre ore non lo so.
A.B.: La stessa notte questi signori, così dice il Pubblico Ministero, si sarebbero recati…
P.M.: Perché notte? Perché la dobbiamo far diventare notte?
A.B.: L’ha detto lei il 27…
P.M.: La sera. Io ho parlato di sera…
A.B.: La sera.p
P.M.: E’ un orario… ma c’è un orario!
Presidente: Non litighiamo sulle parole, la sera.
A.B.: Sabato sera è subito sera…
P.M.: Bene, spero di aver chiarito e che non c’è necessità di accertamento. I signori della SAM saranno da me sentiti…
Presidente: Venerdì 27 maggio.
A.B.: Non era sabato?
P.M.: Se non sbaglio il lunedì, il lunedì io ne ho chiesto l’ammissione.
Presidente: Si questo lo possiamo verificare.
A.B.: C’era un grosso poeta siculo che diceva…
P.M.: Quindi come loro vedono è tutto lì, faccio presente il motivo per cui i signori, a mio giudizio perché poi la SAM ha fatto… la Polizia ha fatto una sua scelta nel farsi portare per fare prima, il signor Cairoli e la signora Consigli fecero presente e è scritto nel verbale che io ho fornito loro che a loro conoscenza c’era una circostanza che il teste, il signor Bruni, era in gravi condizioni di salute, spiegarono in quel verbale che tipo di conoscenza era a loro nota circa questo stato di salute e fecero presente della necessità che forse era bene non aspettare troppo, è l’ nel verbale.
A.B.: Si certo ma io volevo…
P.M.: Poi il signor Bruni ha ritenuto opportuno andare lui dai Carabinieri, ha detto che poteva venire, è venuto…
A.B.: Questo lo sappiamo.
P.M.: Quindi questo è lo svolgimento lineare dei fatti, possono essere sentiti anche subito coloro che sono andati così ci togliamo il dubbio se è importante per me… non credo proprio che abbia alcuna rilevanza.
Presidente: Avvocato Bevacqua.
A.B.: Scusi signor Presidente, aldilà della linearità o delle curve che ci sono per arrivare a Dicomano e quindi di notte, di sera, io volevo sapere signor Presidente e il Pubblico Ministero me ne da atto che questi signori che erano stati sentiti dal signor Pubblico Ministero…
P.M.: Si erano presentati.
A.B.: O si erano presentati, per carità, sono…
P.M.: Ma è diverso.
A.B.: Ma lei li ha sentiti prima si…
Presidente: Va bene, va bene…
P.M.: Se si presentano che devo fa? Gli chiudo la porta?
A.B.: No…
P.M.: E allora? Dov’è il problema?
A.B.: Che si erano presentati e poi sentiti dal signor Pubblico Ministero dopo la sera stessa evidentemente si sono recati, loro, con i signori della SAM, sono stati un’ora, due ore, un quarto d’ora…
P.M.: Abbiamo spiegato perché.
A.B.: Siamo d’accordo, si sono recati la sera stessa presso il signor Bruni, cioè questo accadeva il 27…
P.M.: Come poteva il P.M….
A.B.: Il 27, potevano andare senza questi, la SAM e basta.
P.M.: Come faceva la Polizia a sapere chi era questo Bruni se non davano…
Presidente: Va bene, signori va bene, la cronologia è questa, va bene?
A.B.: Perché la Corte lo sappia, lo so anch’io, ora finalmente…
Presidente: Lo sappiamo tutti..
A.B.: Grazie Presidente.
P.M.: Se è un problema lo sappiamo…
A.B.: E poi c’è in quella circostanza, riferita a me così davanti a tantissime persone, che questa durata, la durata di questo colloquio con il signor Bruni è stata superiore certamente ad un’ora, le dirò ancora che è stata sentita, voce riferita, addirittura signor Presidente, circa l’attendibilità delle persone più per bene di questo mondo, che la moglie o la convivente del signor Cairoli avrebbe detto al marito: “Ma non sono stati cinque minuti”, mentre usciva da là ma è stato oltre un’ora. Questo se la Corte vuole accertare…
P.M.: Se è questo il succo della deposizione del Bruni io non ho nessun problema.
A.B.: Non è il succo della deposizione, il Bruni non ricorda venti minuti, io ho una persona con la quale parlo per venti minuti mi ricordo i baffi, le sopracciglia, mi ricordo tutto, basta!
P.M.: Se è il problema della durata io…
A.B.: No
P.M.: …chiedo che venga
A.B.: Non è della durata! Lei è troppo intelligente per…
P.M.: …che questo nipote che dovrebbe dire su questa ora, chiedo che venga sentito subito perché… se questo è rilevante… io…
A.B.: Non è rilevante.
P.M.: Non so cosa fare Presidente, di una deposizione come questa l’importante è che ha parlato per un’ora…
A.B.: Ed è importante…
P.M.: E’ ironia, comunque sentiamolo subito.
Presidente: Va bene, se siete, se non avete nulla in contrario…
P.M.: Per carità! Allora chiedo di sentire tutti quelli della SAM per sapere quanto ci sono stati, scusi Presidente… Sentiamo insieme.
Presidente: Se dobbiamo sentire sentiamo tutti.
A.B.: Non ci sono problemi.
P.M.: Non serve assolutamente sapere quanto è durato comunque siccome ci sono anche quelli che ci sono andati sentiamo la signora Consigli, perché abbiamo sentito solo il signor Cairoli, sentiamo questo nipote e tutti quelli della SAM, non vedo… secondo me è assolutamente… Chiedo scusa Presidente io ho numerosi testi citati per oggi, alcuni si sentono male e sono qua, non ho nessun problema per fare la prova che il difensore richiede, per me è assolutamente ultronea perché è su una circostanza, sulla durata, che credo di aver chiarito, allora chiedo di sentire prima i nostri testi poi per la volta che concorderemo facciamo venire tutti questi signori e li sentiremo sull’orario.
A.B.: O li si sentono subito questi o non li si sentono più, mi scusi Presidente, io rinuncio alla… o si sentono immediatamente, così non hanno modo di parlare tra di loro, mi scusi, non mi fido di nessuno, abbia pazienza, non di lei, lei fa il suo dovere come cerco di fare io.
Presidente: A parte la scarsa rilevanza…
A.B.: Siamo d’accordo, allora niente Presidente.
Presidente: Però se volete… ma siccome ci sono testi già citati per oggi, come giustamente mi ricorda il consigliere…
A.B.: Presidente allora rinunzio…
P.M.: Rinunzio anch’io.
A.B.: Come si dice a Satana, nei battesimi si rinunzia…
P.M.: Abbiamo rinunciato.

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