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giovedì 14 luglio 2011

Giuseppe Bevilacqua - Deposizione del 06 giugno 1994 - Terza parte

Segue dalla seconda parte.

A.B.: Mi ero dimenticato una cosa, che macchina ha lei?
G.B.: Io a quell’epoca tenevo una Lancia.
A.B.: La Lancia e prima?
G.B.: Prima della Lancia tenevo una 131.
A.B.: 131, quindi lei ha sempre avuto una macchina per…
G.B.: Si anche per mio lavoro avevo la macchina del lavoro, ecco.
A.B.: Senta, questa persona che lei ha visto, non aveva… a parte la calvizie, aveva baffi, barba?
G.B.: No, non…
A.B.: Ecco, le posso domandare se le hanno mostrato due fotografie? Se sono queste le fotografie? Che sono allegate a questo verbale suo?
P.M.: Vediamo di prendere le foto originali avvocato.
Presidente: Dunque, allora, avvocato, il teste si sieda per favore, si però… avvocato se lei non parla al microfono… Eh? Ce lo dica di là, ce lo dica di là poi magari glielo mostriamo. Piuttosto signor Bevilacqua mi vuol dire in misura americana quanto è alto lei? 5 piedi e 7 pollici?
G.B.: 5 e 7.
Presidente: 5 piedi e 7 pollici.
G.B.: Si, ma ricordi che io stavo a 8/10 metri da lui, mica tenevo il metro!
Presidente: Certamente.
G.B.: Non può essere preciso…
Presidente: Va bene, benissimo. Lei non è alto 1,82?
G.B.:
Presidente: Va bene, non importa, proseguiamo.
A.F.: Ha detto quanto lui.
Presidente: E lui… i nostri calcoli… Ora vedremo meglio, dovrebbe essere alto sull’1,70 se è 5 piedi e 7 pollici o facciamo misurare pure lui domani dai periti
P.M.: Ci ha detto, tanto, che non…
A.F.: Facciamo la misura, se la differenza è 15 centimetri o 12…
A.B.: No Presidente io non ho domande soltanto…
P.M.: Io si Presidente
A.B.: Per le contestazioni produco quella…
Presidente: Benissimo vi sono contestazioni sulla produzione?
P.M.: No, per carità, per carità! Signor Bevilacqua io effettivamente non ho capito se lei poi ha fatto nella sua mente un passaggio ulteriore per riconoscere, come ci ha detto oggi, le sembianze della persona…
A.B.: La domanda, scusi.
P.M.: Ecco…
A.B.: La domanda.
P.M.: Volevo capire se dopo aver visto quelle foto lei ha visto il signor Pacciani da qualche parte e le è venuto in mente che potesse essere lui o da quelle foto non ha mai più visto…
G.B.: No l’avvocato presentato foto per far vedere che teneva i baffi, io non guardavo le persone, non ero innamorato di lui…
P.M.: Certo.
G.B.: Solo che ho visto la divisa e mi resi conto di quello…
P.M.: Ma come mai…
G.B.: Non è mica guardavo per fare un inchiesto?!?
P.M.: Certo, ma come mai oggi ci ha detto che assomiglia a Pacciani? Perché lo vede oggi o perché lo ha rivisto poi nel telegiornale, chiedo scusa…
G.B.: L’ho visto oggi perché telegiornale non guardo troppo perché io giro molto i miei lavori.
P.M.: Allora il signor Pacciani, quello che è in mezzo ai due avvocati, assomiglia alla persona…
G.B.: Si.
P.M.: …che lei vide?
G.B.: Si
P.M.: Per le caratteristiche che lei ci ha detto?
G.B.: Si.
P.M.: Bene grazie.
A.B.: Mi scusi Presidente, questa è una domanda nuova, credo di poter aver diritto a farla, ecco ma scusi lei ha detto che addirittura un suo cognato, ora non ci ho gli atti sotto gli occhi, avrebbe mostrato a lei una fotografia…
G.B.: No non è vero nulla.
A.B.: Sul giornale Il Messaggero.
G.B.: Non è vero nulla.
A.B.: Non è vero nulla, quindi lei ha detto cose diverse?
G.B.: No, tu l’hai detto avvocato io no.
A.B.: Ora glielo leggo eh? Un suo parente gli ha fatto vedere qualche fotografia?
G.B.: Ma chi mi lo ha fatto vedere?
A.B.: Ah?
G.B.: Chi lo fatto a me vedere questi foto?
A.B.: Sul giornale lei ha visto la foto del signor Pacciani?
G.B.: No.
A.B.: Ecco, com’è arrivato lei a dire…
G.B.: Io mia volontà, andato alla Polizia perché nisciuno mi è venuto a trovarmi al mio posto di lavoro, neanche uno…
A.B.: Ma è fuori zona…
G.B.: Io stavo la mattina, dopo io volevo parlare con Carabinieri…
P.M.: Ci vuole spiegare come mai? E cosa fece?
G.B.: Scusi?
P.M.: Ce lo vuole spiegare questo che sta dicendo? Lei volontariamente voleva parlare con i Carabinieri e cosa…
G.B.: Si perché la sera che sono stati ammazzati i francesi, io ci ho due cani da guardia, io a quell’epoca abitavo più o meno fra i cento metri sotto il luogo dove sono stati ammazzati, i miei due cani, uno è campione di difesa d’Italia, volevano saltare la rete che è quasi due metri e mezzo d’altezza e non li lasciava andare, perché li cani con i recchi forse sentiva i francesi urlare e io osservava e metti i cani a catena perché teneva paura perché se attaccavano qualcuno. Dopo quando io ho sentito, la mattina, sulla radio in tutto della faccenda io volevo parlare con un poliziotto per spiegare che è possibile più o meno l’orario.
P.M.: E c’è andato dai Carabinieri?
G.B.: Si.
A.B.: Senta scusi, io forse qua leggo cose strane però lei ha detto questo, l’ha detto lei io non lo sapevo fino a che non l’ho letto e lei ha detto questo: “Dal ’74 al ’79 sono stato direttore del cimitero militare USA de I Falciani, per tale motivo ho avuto modo di ben conoscere la zona” eccetera, eccetera “In merito al duplice omicidio dei cittadini francesi, dopo che un mio cognato” vede che mi ricordo del cognato…
G.B.: Si ci ho sette o otto..
A.B.: “Il mio cognato mi ha portato in visione, a Nettuno, il quotidiano La Nazione che riportava appunto articoli del fatto e la foto di una persona raffigurante certo Pacciani Pietro, mi ricordo di questo.”
G.B.: Può essere possibile ma…
A.B.: No l’ha detto lei!
G.B.: Forse non rese conto, lei fatti tanti domande di quelle che sapevo…
A.B.: L’origine del suo racconto alla Polizia ha questa matrice
G.B.: C’è anche un po’ di tempo fa avvocato.
A.B.: Ohooo, quindi lei viene, così detto allertato, cioè viene spinto a dire alla Polizia che lei aveva visto una persona dopo che un suo cognato, l’ha detto lei…
G.B.: Si ma lui mi fa vedere quello tanto tempo dopo…
A.B.: No, non ci siamo capiti.
G.B.: No.
A.B.: O non ci vogliamo capire.
G.B.: No io non ti capito avvocato, scusi.
A.B.: No tu m’hai capito ma non ci vogliamo capire.
G.B.: Davvero non ti capito.
A.B.: Eheee te lo dico io che tu m’hai capito. Suo cognato le ha portato a lei… ha portato un documento a Nettuno, Nettuno sa dov’è? Vicino al mare, l’ha detto lei, va bene? “In visione a Nettuno”, Nettuno, sa dov’è Nettuno?
G.B.: Si.
A.B.: Ohooo, ci ha un cognato lei a Nettuno?
G.B.: No.
A.B.: Ce l’ha un cognato in Italia?
G.B.: Si.
A.B.: Ohoo, ha mai parlato con suo cognato di Pacciani?
G.B.: Veramente no ma quando lui viene di Firenze mi porta i giornali.
A.B.: Ohooo, quindi suo cognato è fiorentino?
G.B.: Forse lui mi ha fatto vedere i giornali.
A.B.: Ohoo ma no l’ha detto lei perché io non me lo invento, capisce?
G.B.: L’ho detto io là, l’ho detto, io ho firmato per quello, io l’ho detto.
A.B.: Allora io produco questo documento da cui risulta la sua… così…
G.B.: Ma è un giornale venduto a milioni… Non è che portava a posta per me, non è mica stata stampata per me. Io non vedo quello che tu vuoi arrivare avvocato.
A.B.: No, io voglio arrivare soltanto ad una cosa…
G.B.: E ce lo dici io l’ho letto.
A.B.: Che lei anche se non ha visto, secondo lei, il Pacciani alla televisione, ha visto le foto del Pacciani che le sono state mostrate da suo cognato…
G.B.: No state mostrate da quel signore là.
A.B.: Dopo.
G.B.: Uno di quelli lì.
A.B.: Dopo, dopo.
G.B.: Ma anche mio cognato ha portato il giornale e anche dopo, che lui viene a trovarmi una o due volte all’anno.
A.B.: Ma insomma avete parlato di questo…
G.B.: Non lo ricordo.
A.B.: Ah non lo ricorda, questa cosa non la ricorda, va be’ io ho prodotto il documento quindi mi pare che sia abbastanza importante, grazie.
P.M.: Un’ultimissima domanda, se è consentito, era quella che stavo facendo prima poi ci siamo un po’ interrotti, se io non ho capito male lei ha detto: io al momento dell’omicidio abitavo abbastanza vicino al luogo del fatto…
G.B.: Si.
P.M.: Ha parlato anche di metri?
G.B.: Tu fai un ligno diretto dove sono stati ammazzati i francesi a 3/400 metri.
P.M.: Lei in che via abitava?
G.B.: Non abitavo in un via, abitavo dietro cimitero.
P.M.: Ah, ecco. Senta una cosa, e lei ha detto, se non ho sempre capito male: i miei cani quella notte volevano…
G.B.: Si.
P.M.: Sentivano qualcosa?
G.B.: Si.
P.M.: Lei però non li sciolse?
G.B.: No perché i cani certe volte… un animale, una lepre, cinghiale…
P.M.: Sentivano qualcosa. E lei ha detto: io poi andai dai Carabinieri l’indomani?
G.B.: Ho chiesto: quando veniva uno parlar con me?
P.M.: E sono venuti?
G.B.: No, andato io.
P.M.: E’ andato lei. I Carabinieri di dove?
G.B.: Io ho chiesto Carabinieri del Nettuno per chiamare Firenze e dire quello lì di Firenze.
P.M.: E sono venuti dei Carabinieri da lei?
G.B.: No venuto io.
P.M.: E’ andato lei; si ricorda dove?
G.B.: A Borgo Ognissanto.
P.M.: E parlò con dei Carabinieri?
G.B.: Si.
P.M.: Quanti giorni dopo il fatto?
(…)
G.B.: Non lo so avrò messo dentro il verbale perché parlava de…
P.M.: E non ricorda se erano più di uno… erano un ufficiale? Era un sottufficiale?
G.B.: Era due/tre.
P.M.: Due o tre. Ricorda… lei conosce i gradi italiani? Lei sa…
G.B.: No, perché vestire civile.
P.M.: Ah ecco! Grazie, non ho altre domande.
A.B.: Su questa domanda che ha fatto il Pubblico Ministero… si ho quasi finito… senta, lei la sera sente questi cani che abbaiano, lei era dentro o fuori il cimitero?
G.B.: Dentro.
A.B.: Dentro il cimitero e la sera stessa se ne va a Nettuno?
G.B.: Scusi?
A.B.: La sera stessa se ne va a Nettuno lei?
G.B.: Non ti capisco.
A.B.: Lei ha detto che poi ha chiamato i Carabinieri di Nettuno
G.B.: Io andato via di Firenze nell’89.
A.B.: Ah quindi questa faccenda dei Carabinieri di Nettuno è dopo, nell’89?
G.B.: Si, si.
A.B.: Quattro anni dopo.
G.B.: Si.
A.B.: Quattro anni dopo, lì per lì non ricordava?
G.B.: Ho parlato due/tre volte prima ma non ho chiesto di fare un verbale scritto.
A.B.: Ecco scusi ma lei la giurisdizione territoriale, anche se voi avete la extraterritorialità perché… perché è degli Stati Uniti d’America quel terreno…
G.B.: Si.
A.B.: Lei se aveva bisogno di qualche cosa dove si rivolgeva? A quale stazione?
G.B.: I Carabinieri più vicino.
A.B.: Qual’erano?
G.B.: San Casciano.
A.B.: Lei non è andato a San Casciano?
G.B.: Si, parlato con maresciallo là.
A.B.: Quando ha parlato?
G.B.: C’era pole dopo la faccenda.
A.B.: Però non ha messo a verbale nulla il maresciallo?
G.B.: Non credo.
A.B.: No, va bene, grazie. Quindi a Nettuno c’è andato nell’89?
G.B.: Si.
A.B.: Ecco scusi, nell’89 va a Nettuno, va bene?
G.B.: Si.
A.B.: Ecco e cosa dice ai Carabinieri di Nettuno? Perché dice qualcosa ai Carabinieri di Nettuno? Che cosa dice?
G.B.: Perché la faccenda veniva fuori dei francesi, nisciuno di mai…
A.B.: Che faccenda veniva fuori?
G.B.: Faccenda dell’omicidio di francesi, forse può esse utili quelli che sapevo.
A.B.: Certo ma venuto fuori questo omicidio dei francesi, veniva fuori anche il nome di qualche indagato? Di qualcuno che… Su cui…
G.B.: No, anche… Io ho parlato con i Carabinieri due/tre volte, loro detto che mi chiamavano a me.
A.B.: Ah.
G.B.: Invece io ho insistito per dire il mio.
A.B.: E lei, scusi, ai Carabinieri di Nettuno cosa doveva dire esattamente?
G.B.: Detto… C’era certi particolari che la faccenda dei francesi pensava importanti.
A.B.: E quali sarebbero questi particolari.
G.B.: Scusi?
A.B.: Quali erano questi particolari che secondo lei…
G.B.: Quelli che tu letto là.
A.B.: E anche dei cani?
G.B.: Si.
A.B.: Anche dei cani. E poi non l’hanno più sentita?
G.B.: No, i Carabinieri di Nettuno chiamati quelli di Firenze, loro sono chiamati me.
A.B.: Ah, questo succedeva nel ’90… ’91… ’92…
G.B.: ’90, penso ‘90/’91.
A.B.: Benissimo, grazie.
Avvocato Fioravanti: Presidente, avvocato Fioravanti vorrebbe fare qualche domanda.
Presidente: Possiamo anche farla. Forza signori, vediamo di essere però stringenti perché state domandando le stesse cose da un quarto d’ora.
A.F.: No io non domando le stesse cose Presidente perché ho… Signor Bevilacqua lei ha detto: “quando ho sentito la radio la mattina dopo”
G.B.: Si, preciso non ricordo ma l’ho sentito.
A.F.: la radio la mattina dopo?
G.B.: La radio, poteva essere giornale, qualche modo l’ho visto la faccenda.
A.F.: Ma lei alla sera…
G.B.: La strada era chiusa per andare a San Casciano.
A.F.: lei ha detto: “alla sera ho sentito i cani, li ho dovuti legare perché pensavo aggredissero qualcuno e la mattina dopo”
G.B.: Si.
A.F.: Queste testuali parole io l’ho segnate e poi saranno anche registrate “la mattina dopo ho sentito la radio” è… qui…
G.B.: Normalmente, la radio io metto ogni mattina alle sei e mezzo per sentire il giornale.
A.F.: Ecco e quella mattina…
G.B.: Perché io andavo a lavorare alle sei e mezzo la mattina, l’unica ragione… Andavo a prendere caffè e vedo che la strada per andare a ponte Scopeti in su era chiuso.
A.F.: Ecco ma lei la mattina dopo aver sentito i cani alla sera…
G.B.: No sentiti i cani dalle 11 alle 2 del mattina.
A.F.: Ecco e la mattina ha sentito la radio con il fatto?
G.B.: Poteva esse mattina, poteva esse un po’ più tardi perché non guarda orologio ogni volta…
A.F.: Del giorno 9?
G.B.: Poteva essere, i giorni non ricordo.
A.F.: La mattina dopo che ha sentito i cani?
G.B.: Sempre la mattina dopo.
A.F.: La ringrazio.
Avvocato Santoni: Una domanda Presidente.
Presidente: Avvocato Santoni.
A.S..: Un chiarimento, lei ha detto di aver sentito i cani… vorrei sapere esattamente quando ha sentito i cani rispetto a quando ha visto la persona camminare nel viottolo, va bene? E quando ha avuto la notizia dalla radio o dal giornale che sia, se lo può ubicare un po’ esattamente. Cioè, lei la notizia l’ha sentita quando? Lunedì? Martedì? I cani…
G.B.: Non ricordi i giorni.
A.S.: Però i cani hanno abbaiato in un giorno diverso…
G.B.: A lungo, molto cattivamente, è una cani da guardia addestrata.
A.S.: Lei non riesce a differenziare se i cani hanno abbaiato lo stesso giorno in cui ha visto questa persona…
G.B.: No, sono andato a l’angolo della rete in direzione dove sono stati trovati i francesi.
A.S.: Ma era lo stesso giorno che lei ha visto quella persona?
G.B.: Era la notte prima, la sera prima, la sera del delitto.
A.S.: Il problema è la sera del delitto quand’è.
G.B.: Non ricorda ma è la sera del delitto.
A.S.: No, è la sera prima che ha sentito la notizia alla radio?
G.B.: Si.
A.S.: Che lei ha sentito…
G.B.: Si la sera prima
A.S.: Questo è importante, non dica la sera del giorno del delitto perché ci posso… ci potrebbero essere dei problemi. Io voglio sapere questo..
A.B.: Lei deve fare delle domande i problemi ce li vediamo dopo.
A.S.: me li vedo anch’io se permette.
Presidente: Andiamo avanti! Ma vi rendete conto di quale importanza abbia la circostanza dei cani?
A.S.: Non sei l’unico attento a risolvere i problemi.
Presidente: I quali possono abbaiare anche alla luna! Oppure perché un riccio gli attraversa la strada? Che noi è mezz’ora che stiamo parlando di questi cani? Avanti.
A.S.: Comunque concludendo, lei ha sentito quei cani abbaiare in maniera sospetta…
G.B.: Si.
A.S.: …il giorno prima della notizia della radio?
G.B.: Si.
A.S.: Grazie.
Presidente: Dunque, signori ora basta eh?
G.B.: Signor Presidente io…
Presidente: Faccio una domanda io
Avvocato Colao: Una domanda molto breve, Presidente, sull’altezza, sull’altezza.
Presidente: Sull’altezza, dunque caro Pacciani perché non viene qui?
A.C.: Prego, no, dico…
Presidente:Avvocato non l’autorizzo a fare domande. Pacciani le dispiace venire qui, se crede? Accompagnatelo qui sull’emiciclo. Signor Bevilacqua si vuole alzare per piacere? Se crede eh? Non è mica obbligato.
A.F.: No, no, ci viene.
A.B.: Si assomigliano pure Presidente.
Presidente: Un po’ effettivamente.
A.B.: Molto Presidente!
Presidente: Allora… Il testimone non deve essere ripreso eh! Quindi attenzione! Allora, vediamoci un pochino. Il Pacciani è più basso, mettetevi davanti per favore, no, no, non colloqui Pacciani, non colloqui, lei non parli con l’imputato, mettetevi ad una certa distanza, ecco, allora vediamo, visibilmente… più vicini per cortesia, mi pare che sia più alto e che certamente un 5 cm… Più alto di un palmo si. Il testimone è più alto di un palmo…
A.B.: Bene, si assomigliano molto!
Presidente: Bene.
P.M.: Possiamo sentire anche noi cosa dice… Presidente possiamo sent…
Presidente: Quindi lei… No mi stava dicendo una cosa il teste. Ecco, lo dica pure al microfono.
G.B.: Personalmente l’avvocato… che non conosce neanche tuo nome… e tu potevi vedere la differenza, dieci metri, dell’altezza di lui e me? Tu dicevi più o meno, come ho detti io.
Presidente: Più o meno.
G.B.: E tu non fai vestiti, tu non sei uno che fai vestiti o roba da portare…
A.B.: No, no vestiti voglio da fare.
A.F.: Gliel’hanno fatto il vestito!
Presidente: Silenzio, silenzio, silenzio, il teste ha detto, l’indicazione mia era naturalmente “più o meno”.
P.M.: Più o meno a un’altezza come me.
Presidente: D’accordo, senta piuttosto signor Bevilacqua, signori silenzio, una cosa, lei parla di quel tipo che lei ha visto vestito di verde come uno che aveva, tra l’altro, una incipiente calvizie…
G.B.: Si.
Presidente: Ecco ci vuol dire…
G.B.: No sembrava più una giacca.
Presidente: Prego?
G.B.: Una giacca ulive tipo…
Presidente: No ma a proposito di questa incipiente calvizie, cioè com’era lui come capelli? Come me per esempio?
G.B.: I capelli?
Presidente: Si, oppure li aveva più folti?
G.B.: Uguale ma un po’ più di capelli forse.
Presidente: Aveva più capelli.
G.B.: Qui forse un po’ di più.
Presidente: Più di capelli.
G.B.: Ma naso tu dello stesso.
Presidente: Quindi lei vedendo Pacciani si convince
A.B.: No, il naso è lo stesso.
Presidente: Il naso? No ha indicato anche l’attaccatura dei capelli
P.M.: Facciamoglielo dire al teste invece di voler noi trovare differenze e somiglianze.
Presidente: Tanto per intendersi, allora, lei ha Pacciani qui davanti, ora lei deve essere rigoroso e obbiettivo al massimo grado. Lei guardi Pacciani, ha sempre avuto una capigliatura
G.B.: Sembra lui.
Presidente: Mi sembra lui.
A.B.: Va bene.
Presidente: Non è calvo il…
G.B.: Scusi?
Presidente: Il Pacciani non è che è affetto da calvizie ha l’attaccatura un po’ alta.
A.B.: Ora.
Presidente: Ora…
A.C.: Presidente io penso che lui non capisce
G.B.: No sono un po’ sordo, scusi.
A.F.: Ahaaaa… Ahaaaa…
A.B.: Ci sono delle fotografie ben precise in cui il teste dice di avere… ricorda… le fotografie che ho prodotto io, che poteva assomigliare soltanto dal naso e basta, perché le fotografie di allora, che vedevano il signor Pacciani pieno di capelli, non glielo ricordavano, addirittura soltanto il naso gli ricordava.
Presidente: Va be’…
A.B.: Ora ricorda tutto.
A.F.: E’ scritto agli atti.
G.B.: Può sembrare…
Presidente: Ci sono altre domande?
P.M.: Nessuna Presidente.
Presidente: Avvocato Colao.
A.C.: Mi scusi, sull’altezza io voglio chiedere questo, dunque lei ha detto che ha osservato bene l’uomo che usciva dal viottolo…
G.B.: Si.
A.C.: Bene e si ricorda se rallentò anche la velocità per osservarlo meglio? Della macchina…
G.B.: Scusi?
A.C.: Se rallentò…
G.B.: Io con la macchina?
A.C.: Si.
G.B.: Io fermato con la macchina.
A.C.: Ah si è fermato.
Presidente: Si era fermato avvocato.
A.C.: Allora scusi.
G.B.: Perché pensavo che conoscevo uno di guardia.
A.C.: Ok, diciamo, rispetto al piano dov’era lei con la macchina, rispetto al viottolo, il viottolo era più basso o più alto?
G.B.: Era più basso perché la strada andava così.
A.C.: Ecco, quindi lei apprezzò l’altezza da queste due posizioni…
G.B.: Io non ho mica cercavo a lui… preciso, preciso…
Presidente: Il metro non ce l’aveva, questo l’ha già detto. Basta così, il teste può andare, grazie buongiorno signor Bevilacqua, arrivederla.
P.M.: Presidente cinque minuti.
Presidente: Va bene.
P.M.: Grazie.
Presidente: Sospendiamo dieci minuti.
P.M.: Dieci minuti, grazie.

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