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martedì 3 maggio 2011

Luca Iandelli - Deposizione del 31 maggio 1994 - Prima parte

Luca Iandelli fu ascoltato il 31 maggio 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.

P.M.: Diverse persone, tra cui Salvadori Antonella ci hanno raccontato di un episodio che sarebbe avvenuto di cui lei è stato protagonista al cimitero di San Casciano, sembra nell’86. Se è vero questo fatto lo vuole raccontare alla Corte?
L.I.: Si è vero.
P.M.: Ci hanno raccontato il giusto. Ci vuole raccontare cosa avvenne?
Presidente: Ce lo racconti.
P.M.: Nei dettagli eh signor Iandelli, lei è già stato così dettagliato col P.M., vediamo se riesce a rispiegarlo lei senza domande.
L.I.: Si mi trovavo in auto in una piazzola antistante il cimitero di San Casciano in auto e… Succede che nel buio, nel silenzio io sento un urto, mi trovavo con questa ragazza, sento un urto di canna, di ferro, urtare un finestrino, un deflettore dell’auto e…
Presidente: Sentì scusi un urto metallico?
L.I.: Si un urto proprio metallico di ferro al che mi attirò l’attenzione e vidi… ho riconosciuto una pistola impugnata, la canna… più che altro la canna di una pistola impugnata e ho visto… avevo questa persona appoggiata al vetro, ho visto che praticamente abbracciava l’auto al che io ho provato ad urtare con le mani per vedere se se ne andava e lui è rimasto ancora lì per un lasso di tempo intorno ai 30/40 secondi abbracciando la macchina, ecco, fino a che io non sono riuscito a mettere in moto l’auto e scappare.
P.M.: E’ riuscito a scappare?
L.I.: Si.
P.M.: Come ha fatto? Questa operazione…
L.I.: Ho fatto che…
P.M.: E’ stato facile o…
L.I.: Mah è stato facile, ho girato la chiave, ancora non ero seduto sul posto di guida e la macchina s’è mossa, ha fatto due otre metri girando la chiave, non è entrata in moto subito, poi dopo due o tre metri, nonostante lui fosse ancora sui vetri…
Presidente: vetri anteriori, scusi?
L.I.: Vetri anteriori. Lui aveva la faccia dalla parte del finestrino… del vetro, non del finestrino, guida. Si è avviato il motore al che io sono… nello spavento ho dato accelerazione, l’auto ha iniziato… è partita e non avendo appoggio dei sedili sono caduto indietro, la macchina è andata sotto sterzo, ho fatto due giri praticamente, o un giro e mezzo del piazzale, ecco. C’è una piazzola molto larga.
P.M.: E questa persona che era sul vetro è caduta? Ha lasciato la presa? La macchina s’è fermata?
L.I.: No lui è rimasto agguantato all’auto per diversi metri, minimo quattro o cinque metri fino a che l’auto è andata in questa direzione e lui probabilmente s’è staccato, poi ho perso di vista perché era buio.
P.M.: Quando s’è staccato prima l’ha visto anche in faccia o no?
L.I.: Ho avuto la faccia qui a pochissima distanza però non l’ho mia… non lo so. Non l’ho visto in…
P.M.: Ecco…
L.I.: Il volto era vicino.
P.M.: Sul vetro praticamente.
L.I.: Era applicato sul vetro
P.M.: Come schiacciato.
L.I.: Come schiacciato anzi era proprio schiacciato perché il vetro era un po’ appannato e quindi sola la… diciamo… la faccia ha sbrinato quella parte lì del vetro.
P.M.: Senta una cosa…
Presidente: Scusi, scusi un attimo, il vetro è quello… il finestrino lato guida?
P.M.: No, no davanti.
Presidente: O del parabrezza?
L.I.: Si del… il vetro proprio, no il finestrino, il vetro.
P.M.: Parabrezza davanti
L.I.: Parabrezza si.
P.M.: Questa persona ha lasciato la presa, lei ha avuto modo di vederne almeno la fisionomia?
L.I.: No la fisionomia corporea del fisico no, mi ricordo che ho visto che aveva, impugnava questa pistola sicuramente e l’altro braccio era fasciato di qualcosa di bianco, aveva qualcosa di bianco insomma intorno a questo braccio,
P.M.: Lei ha cercato nei giorni successivi di capire chi poteva essere perché l’ha cercato o se c’è stato qualcosa del genere è stato casuale?
L.I.: Né l’uno né l’altro.
P.M.: Allora ci spieghi com’è stato se lei, come sembra, ha raccontato ad altre persone di avere in qualche modo cercato di capire chi poteva essere.
L.I.: Non ho capito la domanda scusi.
P.M.: Allora proviamo in un altro modo, lei il giorno dopo, o nei giorni successivi ha visto una persona che assomigliava a quello di quella notte?
L.I.: No.
P.M.: Qualcuno con…
L.I.: No perché non l’ho riconosciuto proprio, poteva essere una persona qualsiasi.
P.M.: Certo, qualcuno con il braccio fasciato bianco?
L.I.: Se ho guardato se individuavo qualcuno con il braccio fasciato?
P.M.: Si.
L.I.: Si ho guardato, così casualmente ma…
P.M.: E chi ha trovato se l’ha trovato?
L.I.: No, non l’ho trovato.
P.M.: Non c’era nessuno con il braccio bianco?
L.I.: No.
P.M.: Forse lei ha detto qualcosa di diverso? Non lo ricorda?
Presidente: Lo ricorda?
P.M.: Vuole…
L.I.: No.
Presidente: Ricorda che disse qualcosa di diverso precedentemente?
L.I.: No.
Presidente: Proviamo a leggerglielo.
P.M.: Si. Le contesto che gli si dice: “Mi si chiede se abbia, successivamente all’episodio, rivisto una persona con un braccio ingessato o fasciato e se abbia quindi potuto ricollegare tale circostanza all’uomo di cui ho parlato, questo non è avvenuto, mi si fa presente che Luigi il pasticcere ha dichiarato che io, nel raccontargli l’episodio, gli riferii anche che il giorno dopo vidi il Pacciani con il braccio ingessato e che quindi maturai la convinzione che era stato proprio il Pacciani quello che avevo visto quando ero in macchina.” Ricorda che le è stato contestato questo?
Avvocato Bevacqua: Prosegua, scusi.
P.M.: Si, si, intanto questo le è stato contestato.
A.B.: Questo lo diceva quell’altro.
P.M.: Questo gli è stato… mi lasci finire per cortesia.
A.B.: Eh no.
Presidente: Lasciamo fare la domanda al Pubblico Ministero.
P.M.: Ricorda che le è stato contestato questo?
L.I.: Ricordo ma che io ho detto che non l’avevo visto.
P.M.: Lei ha detto di non… non ha detto questo a questo Luigi il pasticcere che si chiama Caioli.
L.I.: Si, non l’ho detto.
P.M.: lei non ha detto questo?
L.I.: Non l’ho detto questo, che ho trovato Caioli e abbiamo parlato in merito a questa circostanza si, non di questo partcolare.
P.M.: Quindi Caioli se l’è inventato?
L.I.: Penso… Non lo so, probabilmente, domandatelo a lui.
P.M.: Certo, l’abbiamo già chiesto, lui ha detto il contrario, che lei gliel’ha detto, chiedo un confronto Presidente, sul punto.
Presidente: Va bene.
P.M.: Seconda domanda, lei ha detto alla sua ragazza dell’epoca, Salvadori Antonella, che successivamente aveva riconosciuto in quella persona col braccio bianco il Pacciani?
L.I.: Non mi sembra.
P.M.: La signora ci ha detto il contrario, chiedo il confronto anche su questo Presidente, non ho altre domande, prima il Caioli e poi…

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