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mercoledì 2 marzo 2011

Mario Vanni - Deposizione del 26 maggio 1994 - Quarta parte



Segue dalla terza parte.


P.M.: Senta una cosa, quando Pacciani era in carcere per l’episodio delle figlie, lo ricorda?
M.V.: Si.
P.M.: sa… Allora facciamo ancora prima, quando ha saputo che Pacciani è stato in carcere, se l’ha saputo, incarcerato per l’episodio delle figlie?
M.V.: Eh l’ho saputo da i’ giornale
P.M.: Lei prima non sapeva niente? Nessuna delle figlie o la moglie si era mai lamentata con lei?
M.V.: Per carita!
P.M.: Lui aveva mai detto a lei che rapporti aveva con le figlie?
M.V.: No non m’ha mai detto nulla.
P.M.: Senta una cosa, dopo che Pacciani era in carcere per l’episodio delle figlie lei è mai stato a casa della moglie di Pacciani?
M.V.: No.
P.M.: Mai?
M.V.: Non so’ mai stato.
P.M.: Mai?
M.V.: Mai.
P.M.: Un teste ci ha detto di averla accompagnata a casa di Pacciani, dove c’era la moglie perché lui era in carcere, mentre questi era in carcere.
M.V.: Ma codesto gli è avvenne quando mi mandò una lettera
P.M.: E allora scusi io le ho chiesto se ci è…
M.V.: Una volta.
Avvocato Bevacqua: Faccia la domanda, scusi, Pubblico Ministero
P.M.: La domanda: è mai stato
A.B.: Se lui è andato a portargli una lettera
P.M.: No io gli ho chiesto se è mai stato… scusi un attimo, perché io la domanda la faccio come credo
Presidente: Pubblico Ministero forza, andiamo.
P.M.: io ho chiesto se è mai stato, lui ha detto: non sono mai stato. Ora mi sta dicendo: si la volta della lettera; me lo spieghi lei.
M.V.: Una volta.
P.M.: Allora c’è stato?
M.V.: Una volta.
P.M.: Come mai?
M.V.: A Mercatale.
P.M.: Come mai andò a casa della signora Pacciani che lei, a quel che ho capito, frequentava poco? Qual’era il motivo?
M.V.: Io andetti per fargli vedere questa lettera
P.M.: Come mai lui in carcere le fece vedere questa lettera? Cosa c’era scritto in questa lettera? Primo, perché ci andò a fargliela vedere; Secondo cosa c’era scritto?
M.V.: Eh c’era scritto che s’andava a fa’ delle merende, ti rammenti quella cosa, quell’altra…
P.M.: E lei le merende le porta a far vedere alla moglie? Non ci è mai stato? Signor Vanni ma si rende conto di quello che ci sta dicendo?
M.V.: Ma io la portai così… perché io gli dissi un ci ho a che vedere nulla diobono
P.M.: Vede’ nulla di che?
M.V.: A fa questa lettera, io così…
P.M.: Cosa diceva questa lettera?
M.V.: Gliel’ho detto, diceva: ti ricordi quando si andava a fa’ delle merende, di che giorni, poi…
P.M.: Signor Vanni, non tocca a me, ma lei deve dire la verità
M.V.: Disse che le figliole l’avevano rovinato, che lo so io…
P.M.: E allora perché lei portò la lettera alla moglie? La lettera era indirizzata a lei o alla moglie?
M.V.: A me.
P.M.: Perché se si parlava di merende la portò alla moglie?
M.V.: Perché mi venne l’idea di portalla così alla moglie
P.M.: Per andare dalla moglie cosa prese la sua lambretta?
M.V.: Eh?
P.M.: Come andò a portare questa lettera alla moglie?
M.V.: Si andetti co’ la Sita, co’ l’autobus.
P.M.: Io temo che lei stia dicendo non solo…
Presidente: Dunque, dunque, dunque
P.M.: Ecco Presidente…
Presidente: Io l’ammonisco, guardi che lei è singolarmente reticente a dire poco
P.M.: Forse senz’altro più che reticente.
Presidente: Capito? Quindi se lei va avanti così lei rischia un’incriminazione per falsa testimonianza con tutti i guai relativi
M.V.: Io… O che ho a dire?
Avvocato Bevacqua: Presidente chiedo scusa ma, mi perdoni, credo che questa…
Presidente: No è reticente avvocato, costui è reticente quantomeno e lo è fin dall’inizio e su questo particolare ancora di più, dica la verità!
M.V.: Io la senta un n’ho fatto nulla di male
Presidente: Ah non ha fatto nulla di male?
M.V.: No nulla di male.
Presidente: Ma lei deve dire la verità. Perché portò la lettera alla signora Pacciani? Alla Manni Angiolina, perché?
M.V.: Ma per fargliene vedere
Presidente: Per fargliela vedere… Ma cosa c’era scritto lì dentro? Perché?
M.V.: Eh i che c’era scritto?
Presidente: Se era indirizzata a lei?
M.V.: Si. Eh c’era scritto, dice: ti ricordi quande s’andava a fa’ le merende?
Presidente: Ma cosa m’importa se c’era scritto, cosa c’era scritto? Perché la porto?
M.V.: Eh mi venne così di portalla.
P.M.: E’ vero allora che lei andò con la Sita?
M.V.: Si.
P.M.: E’ sicuro?
M.V.: Co’ la Sita.
P.M.: Presidente chiedo innanzitutto la trasmissione degli atti di questa testimonianza e vado avanti con le contestazioni. Un teste dice che lei andò con una certa apparente fretta da lui e gli chiese di portarlo un pomeriggio, anzi una sera, subito di corsa con la macchina a casa della signora Pacciani, è vero o no?
M.V.: Si.
P.M.: Mah allora guardi lei ha ammesso di aver mentito. Se ne rende conto o no?
M.V.: Però a tornare tornai con l’autobus.
P.M.: Ma io le ho chiesto come ci è andato non com’è tornato signor Vanni, per cortesia.
M.V.: Si.
P.M.: Oltre che commettere reati e quelli sono fatti suoi, nessuno glielo può impedire…
M.V.: E mi portò i’ Nesi.
P.M.: …finchè la legge ce lo consente…
M.V.: Mi portò i’ Nesi, Renzo.
P.M.: E allora non ho capito, il fatto che lei neghi queste circostanze, che apparentemente poi sono quelle che sono, ci fa capire che lei ha un atteggiamento non solo di reticenza ma di paura, come mai non ci voleva dire…
Presidente: Come mai dice queste cose?
M.V.:
Presidente: Che non stanno né in cielo né in terra?
M.V.: Mah
Presidente: Mah, non lo sa neanche lei, meno male. Ha paura di qualcheduno?
M.V.: No, non ho paura di nessuno.
Presidente: Infatti mi sembra strano.
P.M.: Poi sull’argomento paura ci arriviamo
Presidente: Di chi dovrebbe avere paura?
M.V.: Eh?
Presidente: Di chi dovrebbe avere paura lei? Di nessuno. E allora perché dice queste cose che non stanno né in cielo né in terra? Ripeto.
M.V.: Mah io insomma co’ i Pacciani non ci ho nulla a che vedere all’infori da ave’ fatto qualche merenda, come ripeto
P.M.: E qualche fallo, se non sbaglio.
M.V.: Qualche… Eh?
Presidente: Lasciamo stare, lasciamo stare.
A.B.: (incomprensibile)
Presidente: Ma nessuno l’accusa di avere nulla a che fare con quello che presuntamente avrebbe commesso il Pacciani, assolutamente.
P.M.: Proviamo ad andare avanti a me interessa il contenuto di questa lettera. Lei oltre che il contenuto, i ricordi delle merende, ricorda se questo contenuto aveva un motivo per cui lei, come ci ha detto, andasse di corsa da questa donna?
M.V.: Bah io…
P.M.: Tanto da chiedere un passaggio al Nesi anziché aspettare la Sita?
M.V.: Perché ero amico di Nesi, mi portò lui, non c’era la Sita subito…
P.M.: No, no, signor Vanni guardi io fino a un certo punto…
Presidente: Non svicoli eh? Non faccia finta di non capire
M.V.: si.
P.M.: Non sta che peggiorando una situazione che per la quale valuterà il giudice competente. Insisto: perché lei andò di corsa a chiedere un passaggio al Nesi a portare questa lettera, diretta a lei, alla signora Pacciani?
M.V.: Perché la Sita subito la non c’era
P.M.: E come mai aveva necessità di andarci subito?
M.V.: I’ Nesi eh mi portò
P.M.: Come mai aveva necessità di andarci subito?
M.V.: Pe’ fargli vede’ questa lettera.
P.M.: Come mai aveva bisogno di andare…
Presidente: Perché doveva andarci subito? O non poteva fargliela vedere il giorno dopo o una settimana o quando capitava?
M.V.: Eh mi venne idea di andare allora. Bah…
P.M.: Continuiamo con il contenuto di questa lettera, questa lettera conteneva delle minacce?
M.V.: Eh?
P.M.: Questa lettera conteneva…
M.V.: No, no, niente minacce.
P.M.: E’ sicuro?
M.V.: Bah io son sicuro.
P.M.: Il Nesi ci ha detto il contrario.
M.V.: E che gli ha detto il Nesi?
P.M.: Questo, se permette, glielo dirò al momento opportuno. Io le dico che c’è stato riferito il contrario.
Presidente (fuori microfono): Sempre peggio.
M.V.: Mah…
P.M.: Quando le mostrò la lettera, la signora Pacciani, cosa le disse?
M.V.: Mah, i che la disse? Dice, la mi disse: i che t’ho a fare se t’ha mandato la lettera?
P.M.: Scusi, lei gliela va a mostrare in fretta, quindi ci sarà un contenuto che lei le vuol far… rendere noto, a questo contenuto, che noi sappiamo da terzi, quale essere, non da lei, ma bontà sua lei sta tenendo questo atteggiamento, la signora Pacciani cosa le rispose?
M.V.: La mi rispose: I che ti devo fare se t’ha mandato la lettera? Mah… Io presi e venni via. Subito.
P.M.: Va bene.
M.V.: Presi l’autobus e venni a San Casciano.
Segue...

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