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giovedì 31 marzo 2011

Marcello Fantoni - Deposizione del 30 maggio 1994 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.

Presidente: Avvocato Colao.
Avvocato Colao: Scusi, lei ha detto che in un’occasione riparò la Fiat Cinquecento del Pacciani perché aveva i fili invertiti, quindi aveva dei disturbi all’accensione.
M.F.: Si.
A.C.: Ora questa circostanza dei fili invertiti è normale, le domando in una Cinquecento abbia i fili invertiti?
M.F.: Si, perché lui mi disse ci aveva già, come dire, provato a farla ripartire da lui, io icchè gli ha fatto unnoso. Può darsi li abbia invertiti lui, oppure io li ho trovati invertiti. Io provai anche, c’è su’ i’ verbale, provai anche a cambiargli le candele e gli chiesi se ci aveva delle candele asciutte, mi diede delle candele finite, va bene ma insomma, e non riusciva a ripartire, cioè partiva un cilindro ma non partiva regolare, allora mi accorsi che c’era dei fili invertiti, rimisi i fili a posto e la macchina ripartì.
A.C.: Scusi e non si meravigliò lei di questi fili invertiti e non glielo disse a Pacciani: Qui ci sono i fili invertiti?
M.F.: Si glielo dissi e lui mi disse s’era provato da lui a rimettila in moto.
A.C.: Lui le disse?
M.F.: Lui disse che s’era provato lui a falla ripartire.
A.C.: E quindi che lui aveva invertito i fili?
M.F.: Mah, io un c’ero a vedere! Comunque io gli ho trovati invertiti… eh… questo…
A.C.: Bene grazie.
M.F.: Prego.
Presidente: Altri avvocati di parte civile? Niente. Avvocato Bevacqua.
Avvocato Bevacqua: Senta signor Fantoni…
M.F.: Si.
A.B.: Lei ha detto che c’è scritto nel verbale, ora, pocanzi ha detto, quando l’ha letto lei? L’ultima volta il suo verbale?
M.F.: No unn’ho capito.
A.B.: Lei ha detto: questa cosa che mi sta domandando c’è scritto nel verbale. Quando l’ha letto lei l’ultima volta il verbale?
M.F.: Il verbale ch l’ho fatto io a San Casciano due o tre anni fa.
A.B.: Due o tre anni fa.
M.F.: Pressappoco. Io non…
A.B.: Lei di recente non l’ha letto lei il verbale?
M.F.: No.
A.B.: No. Bene, bene. Lei ha detto: “rammento che una volta, dopo cena…”
M.F.: Si.
A.B.: Dopo cena….
M.F.: Dopo cena.
A.B.: … a Mercatale agli inizi del paese, va bene? Dove c’era un’autofficina…
M.F.: Si.
A.B.: Ha visto questa macchina, il Pacciani le ha chiesto che aveva la Cinquecento eccetera, e quindi lei l’ha messa a posto, va bene?
M.F.: Si.
A.B.: Lei ha pure detto che non va mai a mangiare fuori, a queste…
M.F.: Infatti.
A.B.: … Feste de l’unità o altre feste però che frequenta queste feste.
M.F.: Certo.
A.B.: Ecco, ricorda se poteva essere, dato che l’officina era chiusa, dato che tutto era buio, perlomeno era chiusa l’officina, forse i negozi erano chiusi, se vi siete trovati anche se lei non ha mangiato, se vi siete trovati in occasione di una festa del genere? Perché anche a Mercatale fanno le feste de l’Unità…
M.F.: No.
A.B.: Non soltanto a Cerbaia, o no?
M.F.: Non ho capito bene, abbia pazienza.
A.B.: Ricorda se questa volta, era una volta che c’era una festa, comunque sia la festa, della Madonna, del’Unità, del Garofano, di quelle che c’erano, si ricorda che c’era una festa? La volta che lei prese, mise a punto questa Cinquecento…
M.F.: No, no quello era un giorno di lavoro.
A.B.: Era un giorno di lavoro.
M.F.: Era un giorno di lavoro, io ero a lavorare, gliel’ho detto, ero a lavorare e lo lasciò detto a mia moglie se io andavo a dargli un’occhiata per rimettila in moto. Io ero a lavorare, tornai, cenai e dopo cena chiamai lui, mi voleva fa’ salire, dice: No, io non vengo su in casa, si va subito a dargli un’occhiata…
A.B.: E questa macchina era ferma agli inizi del paese?
M.F.: Nella discesa prima di arrivare al paese, dinanzi all’officina, a un’officina meccanica.
A.B.: le disse più volte, il signor Pacciani, che aveva avuto molte noia con l’altra macchina, all’alternatore?
M.F.: No.
A.B.: Allora io le ripeto quello che disse: “il Pacciani ebbe una Ford Fiesta e mi disse che ebbe delle noie all’alternatore”, l’ha detto lei…
M.F.: Si quello me lo disse.
A.B.: Glielo disse?
M.F.: Me lo disse dopo
A.B.: Io sto dicendo se le disse il Pacciani che lui aveva avuto delle noie all’alternatore.
M.F.: Esatto.
A.B.: lei sa se il Pacciani, quando lei ha detto, ha fatto questa dichiarazione ai Carabinieri, il Pacciani lo ha fermato? Le ha contestato che lei non aveva detto la verità ai Carabinieri? Si ricorda quest’incontro?
M.F.: No, non ho capito bene.
A.B.: Si ricorda se lei dopo che fu sentito dai Carabinieri, o dal giudice, dal Pubblico Ministero e questa notizia venne fuori sul giornale, se Pacciani si incavolò, fra virgolette, contro di lei perché, secondo Pacciani, lei non aveva detto la verità? E’ vero o non è vero?
M.F.: E si sarà incazzato di certo, io…
A.B.: Io ho detto incavolato.
M.F.: Incavolato, come la vole.
(…)
M.F.: Si, lui me lo disse dopo che l’aveva fatto il guasto, che l’aveva già fatta riparare, mi disse. L’aveva portata da i’ concessionario.
A.B.: Ricorda lei a quando può risalire…
M.F.: No.
A.B.: …questa confidenza del Pacciani?
M.F.: Le ho detto dopo circa una settimana che era rimasto fermo, io l’anno, il mese…
A.B.: Che era rimasto fermo lui con la Cinquecento?
M.F.: Con la Ford alla Festa, mi disse: io sono andato alla festa e non sono ripartito con la macchina.
A.B.: Ecco…
M.F.: E l’aveva riportata da i’ concessionario, mi disse, poi…
A.B.: Si ricorda se questo giorno, nel quale lui era rimasto fermo, che ricordava a lei, lui ricordava a lei: guarda sono rimasto fermo un giorno. Si ricorda che giorno poteva essere? O era?
M.F.: No.
A.B.: Ecco allora le ricordo quello che lei disse: “Lui mi avvicinò lì a Mercatale…”
M.F.: Bravo!
A.B.: ”..e mi disse che la domenica era rimasto fermo in qualche posto e che poi aveva portato la macchina dove l’aveva comprata e gli avevano cambiato l’alternatore, questo lui mi disse”, se lo ricorda? Se lo ricorda questo?
M.F.: Questo si.
A.B.: E perché ora non se lo vuol ricordare?
M.F.: Come non me lo ricordavo? O non gliel’ho detto!
A.B.: Della domenica, che era domenica!
P.M.: Non c’è mica una data eh!
A.B.: No.
A.B.: La domenica! Certamente non c’è la data.
M.F.: E sarà stato la domenica, che vuole… Un giorno di festa… le feste vedrà…
A.B.: Senta…
M.F.: Si.
A.B.: Lei ricorda quello che disse anche ai Carabinieri, anzi in questo caso l’ha detto proprio al dottor Vigna, Pubblico Ministero, disse, esattamente: “Non ho mai avuto occasione di andare a casa del Pacciani…”
M.F.: Sii
A.B.: “…non sono cacciatore e non mi risulta che Pacciani andasse a caccia.”
M.F.: Pe’ qui poco che è tornato a Mercatale, io lo conosco poco perché io… C’è tornato dopo di me e io non ci ho…
A.B.: Ecco, però lei quello che ha detto, ora non riduca perché lui è imputato e lei è testimone…
Presidente: Facciamo la domanda!
A.B.: Certamente.
Presidente: Facciamo la domanda al teste!
A.B.: Ha ragione Presidente.
Presidente: Questo fa il meccanico…
A.B.: “Non sono cacciatore, non mi risulta che il Pacciani andasse a caccia”.
M.F.: A me non mi risulta, io non l’ho mai visto.
A.B.: Bene. Benissimo. Senta, lei anche, le hanno domandato se lui usava oltre questa Cinquecento e oltre questa Ford, se lui usava altri mezzi di locomozione: biciclette, tram, altra roba, lei si ricorda se le hanno detto…
M.F.: No.
A.B.: Non si ricorda? Ecco allora io le vorrei dire quello che lei ha detto, vorrei ricordarlo perlomeno…
M.F.: Si.
A.B.: “Vedevo che aveva una vecchia Lambretta che però non ho mai visto in moto…”
M.F.: Si ha ragione.
A.B.: Lei non ha mai visto il signor Pacciani su una Lambretta o su un motomezzo, è vero?
P.M.: No, un attimo, un attimo.
A.B.: Momento.
P.M.: La contestazione è Lambretta, cosa c’entra un moto?
A.B.: La Lambretta che cos’era?
Presidente: Sta parlando di una Lambretta.
A.B.: Di una Lambretta! “Vedevo che aveva anche una vecchia Lambretta che però non ho mai visto in moto”. Ecco lei, scusi, sapeva quindi, dato che mi pare che il signor Pacciani abitava vicino a lei, il signor Paccaini si serviva di lei… Giusto?
M.F.: Un momento. Si serviva di me… M’ha chiamato una volta sola
A.B.: L’ha chiamato una volta sola, va be’; aveva questa Cinquecento, aveva la Ford che lei non ha mai toccato…
M.F.: No.
A.B.: Lei ha visto Pacciani soltanto o con la Cinquecento o con la Ford, sapeva che aveva una Lambretta e basta, non l’ha mai visto sulla Lambretta?
M.F.: No io l’ho vista sempre lì fuori a i’ garage coperta.
A.B.: Coperta. Quindi il signor Pacciani aveva, per quel che le risulta una Cinquecento e una Ford più questa Lambretta coperta, bene?
M.F.: Si.
A.B.: Aspetti. Le voglio domandare un’altra cosa e poi non le domando più nulla. E’ vero che il signor Pacciani andava via, portava via la famiglia il sabato o la domenica? L’ha visto lei più volte? Qualche volta?
M.F.: Qualche volta l’ho visto, non son mica sempre…
A.B.: Il sabato e la domenica il signor Pacciani prendeva la moglie, le figlie, le metteva in macchina o la Cinquecento o la Ford e le portava a girare. Conferma questa circostanza?
M.F.: Certo.
Presidente: Si, ma sempre?
P.M.: Tutte le domeniche?
Presidente: Sempre?
M.F.: Signor Presidente sempre… e un so mica lì a vedere icchè…
Presidente: Appunto!
M.F.: Bah!
A.B.: Normalmente…
Presidente: Qui le si sta facendo dire che questo abitualmente prendeva la famiglia e le figlie e se le portava…
M.F.: Io l’ho viste diverse volte ma sempre non lo posso dire.
A.B.: Comunque l’ha visto diverse volte…
M.F.: A vedere alla finestra icchè fanno gli altri…
Presidente: Diverse volte.
A.B.: Senta, mi scusi, dato che si parla di finestra, dalla sua finestra si vedeva la casa del Pacciani? O si vede la casa del Pacciani?
M.F.: Si vede… Si vede le finestre, i dentro un lo posso vedere…
A.B.: Ma è chiaro! Ho detto la casa.
M.F.: Si, si certo.
A.B.: Non ho detto i mobili, la casa!
M.F.: Certo. Io in cucina ci ho due finestre…
A.B.: Quindi è molto vicino al Pacciani?
M.F.: Certo
A.B.: Quindi, insomma, tutto quello che si fa, si faceva in casa, perlomeno all’esterno, quando usciva qualcuno di casa, se voi eravate affacciati, lo potevate vedere?
M.F.: Certo.
A.B.: Quindi eravate molto prossimi, molto vicini?
M.F.: Vicinissimi.
A.B.: Grazie non ho altre domande.
M.F.: Prego.
Presidente: Vi sono altre domande?
P.M.: Nessuna il P.M.
Presidente: Può andare grazie, buongiorno signor Fantoni.

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