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lunedì 21 febbraio 2011

Rolando Castrucci - Deposizione del 26 maggio 1994 - Seconda parte

Segue dalla prima parte

Presidente: Signori avvocati? Nessuna. Allora avvocato Bevacqua. L’avvocato vuol farle qualche domanda anche lui.
A.B.: Ma più che farle domande io mi permetto di rileggere quello che lei disse
P.M.: Mah, non lo so…
A.B.: Faccio le domande.
P.M.: Grazie. Sennò lo leggo io.
A.B.: Di fatti lo leggo io. E dunque lei come fu chiamato? Da chi fu chiamato? E perché fu chiamato?
R.C.: In dove?
A.B.: E non lo so me lo dica lei dove. Cioè in questa veicenda, per questa vicenda
Presidente: Fu chiamato da chi? Carabinieri, Polizia, vuol dire l’avvocato, per deporre, per testimoniare, per raccontare quello che sapeva.
R.C.: Sono andato, si, dai Carabinieri ma mi ci hanno portato la Polizia, dai Carabinieri.
A.B.: Ecco il primo contatto che lei ha avuto con loro è stato di sua iniziativa oppure su iniziativa dei Carabinieri? Cioè è andato lei da loro o son venuti loro da loro, da lei?
R.C.: Non lo so. Son venuti loro da me.
A.B.: E’ e mi dica che cosa le hanno detto.
R.C.: M’hanno fatto montare su una macchina e m’hanno portato in giro.
A.B.: In giro?
R.C.: Si in giro e hanno detto un sacco di barzellette.
Presidente: Sentiamo.
R.C.: Le inventavano di tutte per sapere qualcosa da me. Un no so icchè voleano sapere…
Presidente: Cosa le avevano raccontato? Ce le racconti anche a noi così stiamo allegri. Cosa le raccontavano?
R.C.: E dopo siamo andati dai…
A.B.: No mi dica una barzelletta di queste, via ci racconti un po’ di questi… Il Presidente vuole sapere le barzellette, quello che le hanno raccontato.
Presidente: Cioè cosa…
R.C.: Barzellette… Le ho detto barzellette per modo di dire… Cose così…
A.B.: Se la ricorda qualcosa di queste, così? Mentre giravate, giravate, giravate… Cosa le raccontavano? Cosa le dicevano? E lei su questo, lei se lo ricorderà
R.C.: Volean sapere l’amicizia che ci potea esse’ fra me e questo signor Pacciani, io ho avuto quell’occasione di conoscerlo perché gli ho restaurato la casa per ordine del marchese Rosselli, in dove abitavano, poi non ci ho avuto più contatti con lui, sicchè…
A.B.: E le hanno domandato tante altre cose? O no? Che tipo era? Che carattere aveva? Se era focoso? Le hanno domandato tutte ‘ste cose? Volevano sapere da lei qualcosa di preciso? O no?
R.C.: Io… Prima di tutto non capisco… Non le capisco tutte quelle…
Presidente: Bisogna lei
A.B.: Ma non posso toccare perché mi hanno vietato di non toccare proprio… Sennò mi piglio la scossa
Presidente: Bisogna avvocato non vada troppo veloce nelle domande
A.B.: Guardi me.
Presidente: Lo guardi si.
A.B.: Lei quando è entrato in questa macchina, il primo approccio, sa cosa significa l’approccio? Siamo entrati, dice: Venga signor Castrucci in macchina la dobbiamo portare… Lei ha avuto un po’ paura o no?
R.C.: M’hanno detto Polizia criminale, m’hanno fatto vedere i documenti e gli avevo da andare con loro.
A.B.: Polizia criminale?!
Presidente: Criminale.
P.M.: Forse hanno detto Criminalpol, si fa prima.
Presidente: Criminalpol.
P.M.: No, no, per evitare magari suggestioni.
Presidente: Le hanno fatto vedere il tesserino, naturalmente…
P.M.: Che c’era scritto Criminalpol eh?
A.B.: Quindi erano persone in borghese?
P.M.: Quindi si son qualificate per fortuna.
A.B.: Si certo.
Presidente: Erano in borghese?
R.C.: Si erano in borghese.
A.B.: E la macchina era una macchina così detta Civetta, una macchina in borghese anche quella. Una macchina civile.
R.C.: Si.
A.B.: Civile. Le macchine non sono in borghese. Ci sono anche quelle in divisa. E allora che fa lei? Ci racconti un pochino perché…
P.M.: Non l’hanno intimorito.
A.B.: No, scusi, Pubblico Ministero lasci parlare, mi lasci fare…
Presidente: Per favore perché sennò già…
A.B.: …il mio lavoro con modestia…
Presidente: Già che ci sono problemi di udito, figuratevi se ora… Proseguiamo.
A.B.: Senta lei entra in questa macchina e, boh… lei gli domanda: Ma cosa volete da me? O non glielo domanda? Lei glielo domanda a loro cosa vogliono?
R.C.: Naturale.
A.B.: E loro cosa gli dicono?
R.C.: Io penso d’aveglielo domandato e poi dopo una mezz’ora mi portarono dai Carabinieri.
A.B.: Ohoo in questa mezz’ora cosa avete detto? Cosa vi siete detti? Cosa avete fatto? In questa mezz’ora, perché lei in questa mezz’ora gira, gira, gira, capisce? O no?
R.C.: I che s’è fatto? Nulla. Siamo andati a finire a San Casciano dai Carabinieri.
A.B.: Dopo.
R.C.: si.
A.B.: Quindi avete girato mezz’ora da casa sua per andare dai Carabinieri.
R.C.: Si.
A.B.: Da casa sua ai Carabinieri quanto c’è di strada?
R.C.: Ma non è i’ fatto di esserci… Sono otto chilometri sicchè…
Presidente: Quanto?
R.C.: Otto chilometri. Da Montefiridolfi a San Casciano…
A.B.: E quindi in quanto ci si arriva normalmente?
R.C.: Dieci minuti
A.B.: Dieci minuti e invece ci siete stati mezz’ora. O no? Ci siete stati mezz’ora?
R.C.:
Presidente: Quindi, dice l’avvocato, andavate molto piano?
R.C.: Eh?
Presidente: In questa mezz’ora che cosa avete fatto’ Perché se ci voleva dieci minuti per andare dai Carabinieri perché ci avete messo mezz’ora?
R.C.: Non me lo ricordo perché erano tutte frasi diverse da i’ vero contenuto… Ecco, per parte mia.
A.B.: Ecco quali erano queste frasi diverse dal vero contenuto?
Presidente: Ecco, cioè provi un pochino a ricordare qualche cosa…
R.C.: Nooo
A.B.: Non vuole oppure non se lo ricorda?
R.C.: Non me lo ricordo.
A.B.: Non se lo ricorda. Diciamo non se lo ricorda.
Presidente: Ma insomma cercavano di farle dire qualche cosa…
R.C.: Si, cose che le un conoscevo, insomma ecco.
Presidente: Su cui lei non sapeva nulla.
R.C.: No.
A.B.: E loro insistevano a che lei le conoscesse oppure no? Volevano che lei… Insomma…
R.C.: Sennò un ci si metteva mezz’ora!
A.B.: Grazie. Allora andiamo avanti con la sua deposizione. Dunque lei viene interrogato, evidentemente viene portato alla stazione di San Casciano, va bene? Da questi signori con i quali avete parlato di barzellette per mezz’ora e viene interrogato e lei fa questa dichiarazione, voglio sapere se lei la conferma: ” Ricordo anche che io Pacciani l’ho rivisto alcuni anni dopo in Mercatale in Piazza del popolo e che mi trovavo lì per effettuare dei lavori in una casa ubicata vicino alla sua abitazione, nella circostanza ricordo che egli ebbe modo di mostrarmi una pistola, non so ricordare se mi chiamò nel suo garage, se mi fece salire in casa o quale fosse l’occasione”, qua non capisco bene, “ricordo però di questa pistola né posso dire da dove egli la prese, dove la ripose, né se c’erano famigliari o altre persone presenti”, questo l’ha detto lei. Quindi io non capisco, è caduta dall’aria questa pistola? Perché lei non vede né dove l’ha presa, né dove la ripose, né se c’erano famigliari, tant’è che, glielo spie… glielo dico: “Mi rendo conto di suscitare delle perplessità” alle stesse persone con cui lei aveva parlato prima di barzellette “col mio racconto ma io non ricordo di essere entrato in particolari discorsi con il Pacciani Pietro tipo la caccia, le ferie, le frecce, il cibo o altro” non capisco bene. Poi le mostrano delle pistole, giusto? Se lo ricorda lei?
R.C.: Si.
A.B.: Quante gliene mostrano di pistole?
R.C.: Quattro o cinque.
A.B.: Ecco innanzitutto lei mi conferma questa circostanza che le ho detto prima io? Che le ho letto?
R.C.: Io confermo quello che ho già firmato.
A.B.: Cioè che lei non sa da dov’è venuta, ad un certo punto lei vede Pacciani con una pistola in mano: guarda che ci ho la pistola! O no?
R.C.:
A.B.: Si o no?
R.C.:
Presidente: Va be’ avvocato, cioè, dice, a un certo punto lei ha visto il Pacciani che aveva questa pistoal in mano?
R.C.: Si.
Presidente: E’ vero o no?
R.C.: Si.
A.B.: E da dove l’ha presa questa pistola?
R.C.: Che lo so da dove l’ha presa?
A.B.: Dove l’ha messa la pistola?
R.C.: E che ne so io? Mi sembrava d’avello già detto prima!
Presidente: L’avvocato glielo vuol richiedere, ha capito? Ognuno fa il suo gioco.
R.C.: In do’ la teneva non lo so mica io!
A.B.: Questo non credo sia, purtroppo, un gioco, purtroppo credo non sia un gioco.
Presidente: E’ un gioco processuale
A.B.: E’ un gioco un po’ alterato Presidente, chiedo scusa.
Presidente: Dal caldo forse.
A.B.: Presidente siamo d’accordo. Un po’ alterato nei presupposti.
Presidente: Andiamo avanti.
A.B.: Allora mi scusi, a lei sono state fatte vedere delle pistole, varie pistole, giusto?
R.C.: Si.
A.B.: Però le hanno fatto vedere, glielo dico subito, una Beretta calibro 7 e 65, una Bernardelli calibro 22, lei è stato ferito perlomeno i proiettili li riconosce no? Un revolver calibro 38 marca Astra con guanciale in legno di colore marrone nonchè una pistola Beretta calibro 22 LR. Il Castrucci ha indicato che le dimensioni della pistola potevano essere… Si ricorda quale? Lei disse una, lei… Cosa disse?
Presidente: Ne indicò una. Ne indicò una.
R.C.: Si come colore.
A.B.: Come colore.
R.C.: Mi sembra come colore, più chiara…
A.B.: Senta però non le hanno
Presidente: Io non so perché non ci ho quel verbale in mano…
P.M.: Poi lo diamo Presidente.
A.B.: Lo diamo se c’è contestazione se no non lo diamo.
P.M.: Come no?
A.B.: Lei si ricorda cosa le fecero vedere? Gliela fecero vedere una scacciacani fra queste? Non gliela fecero vedere…
R.C.: No, no, non capisco…
Presidente: Se tra le pistole che le fecero vedere ve n’era una scacciacani, di quelle a salve.
R.C.: Ah, non lo so perché scacciacani la poteva essere anche quella…
Presidente: …che le mostrarono. Lei non sarebbe stato in grado di distinguerla.
R.C.: No, no, no. Non mi hanno fatto vedere nulla…
A.B.: le fecero vedere… Lei…
R.C.: La carica… Insomma i proiettili, nulla.
A.B.: Lei disse che forse poteva assomigliare alla pistola Astra, si ricorda nulla? No?
R.C.: Non lo so.
A.B.: Poi invece al Pubblico Ministero dice: Mah forse era una pistola a tamburo; se lo ricorda questo?
R.C.: La pistola a tamburo un mi sembra di averla vista.
A.B.: D’averla vista. Però lei al Pubblico Ministero ha detto che era una pistola a tamburo.
R.C.:
A.B.: Insomma io volevo sapere se lei veramente questa pistola l’ha vista o non l’ha vista.
R.C.:
A.B.: Non m’interessa più. Grazie.
P.M.: No lasciamolo rispondere.
A.B.: Non m’interessa più né la domanda né la risposta.
P.M.: A me si.
Presidente: Allora gliela faccia lei.
P.M.: Le vorrei far ricordare soltanto… lei una pistola, ci ha detto, l’ha vista, è vero o no? La pistola, una pistola, l’ha vista si o no?
R.C.: Si.
P.M.: Bene, non ho altre domande, grazie.
Presidente: Senta e sempre per restare in questo campo, mica gliela fece prendere anche in mano il Pacciani? Pacciani questa pistola mica gliela fece anche prendere in mano?
R.C.: No, no, no, no.
Presidente: Quindi lei la vide e basta.
R.C.: No, no, no.
Presidente: Nessun’altra domanda?
P.M.: Nessuna grazie.
Avvocato Pellegrini: Questa, a proposito di pistole, sarebbe in grado di riconoscerla adesso quella pistola che vide se gli fossero mostrate?
R.C.: Io no di certo.
Presidente: No di certo.
Presidente: Può andare signor Castrucci, può andare. Può andare via, può tornare a casa.
R.C.: Grazie.
Presidente: Stia attento a non cascare lì, grazie, arrivederci.
A.B.: Alle barzellette stia attento. Quando raccontano le barzellette bisogna stare molto attenti.

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