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giovedì 3 febbraio 2011

Pietro Pacciani - Dichiarazioni spontanee del 23 maggio 1994

Il 23 maggio 1994, a seguito di quanto riferito dal dottor Perugini, Pietro Pacciani rilasciò le dichiarazioni spontanee che seguono.

Avvocato Bevacqua: No, credo che il signor Pacciani voglia dire qualcosa, voglia fare delle dichiarazioni spontanee Presidente.
Presidente: Si, allora per favore gli dovete favorire il microfono.
A.B.: Pacciani calma.
Presidente: Allora, rende dichiarazioni spontanee.
Pietro Pacciani: Mi deve scusare signor Presidente ma voleo contestare qui che io quando mi trovavo casiere ni’ ’73 a San Casciano con il marchese Pierfrancesco Rosselli, che ero casiere, pagato tutti i giorni perché aveo 26 vitelloni, lavoravo anche la domenica. Mi si dice che io andavo in giro, andavo qua a spiare a girare a i che? Ma che sono un pazzo vo a guardare icchè fa gli altri io?
Presidente: Nel ’73…
P.P.: Inoltre poi con 26 vitelloni nella stalla e quattr’ore di lavoro in fattoria, io lavorao 12 ore il giorno e ero pagato tutta la settimana, dunque gli domando a lei se io avevo i’ tempo di anda’ a girare… Non aveo i’ tempo nemmeno di legammi le scarpe io! E poi che vo a vede’ i che fa gli altri io?
Presidente: Quindi lei vuol dire che lavorava tutti i giorni compresa la domenica?
P.P.:
Avvocato Fioravanti: Lavoravi tutti i giorni compresa la domenica?
P.P.: Compreso la domenia, anche la notte quande partoriva le vaccine e compagnia bella. Poi mi si dice che andevo a caccia. A caccia. Io il fucile l’ho dichiarato. Avevo un fucile a avancarica denunziato e l’ho regalato a i’ mi’ nipote. C’è tutto su i memoriali che io ho fatto e citato tutto, passo, passo della mi’ vita. Io sbagliai nel 1951, pagai i’ mi’ debito, venni fori, chiesi la riabilitazione, chiesi perdono alla parte lesa, presi moglie e mi feci una famiglia e di questo fatto sia chiuso. Un debito si paga una vorta, non due. Cosa si va a cercare sempre i’ solito chiodo? I’ ’51 e lui qui e lui là e lui sotto e sopra è pagato, tutti siamo soggetti a sbagliare, chiesi perdono, io difesi i’ mio onore e la mi’ moglie e la ragazza dovea esse’ la mi’ moglie, perché certamente questa si lamentava, piangendo, dice: m’ha preso per forza, con violenza, picchialo! Picchialo! Io andai per tirargli du’ pugni, poi dopo e m’ebbi a liberare perché fui aggredito e come l’andette poi, tremante di paura… Tutti può succedere, gli è un fatto che può succedere a tutti. Dice ero geloso. Certamente ero geloso di questa donna, la dovevo sposare, unn’aveo mica piacere me la pigliasse un altro io, la mi’ moglie, la dovea esse’ moglie. Poi si dice, dice che gli ha fatto un toro senza le poppe io domando e dico se un toro e gli’ha le mammelle, io un l’ho mai visto no, eh si e m’è stato contestato. Dice, ha fatto un toro senza le mammelle.
Presidente: No, no,no
P.P.: Una mucca, un toro, non so…
Presidente: Ha capito male, ha capito male.
P.P.: Si, è stat…
Presidente: Si diceva che questo…
P.P.: Ho sentito…
Presidente: Stia a sentire me. Si diceva, perché lei ha capito male, che questo essere strano, questa specie di to… di mucca eccetera, avesse, aveva disegnato anche le mammelle e che poi lei nel colorarlo, o qualcosa del genere, l’ha cancellate, questa mammella che era disegnata lei nel colorare l’ha cancellata.
P.P.: Se si parla di questo quadro che io lo ritenevo di “Fatascienza” non fatto da me, ho fatto la terza elementare non son capace certo a fare un disegno così, io lo ritenevo un quadro di “Fatascienza” invece questo quadro è stato specificato che gliè, l’ha fatto un autore di fama, gliè stato… E si riferiva alla guerra di’ Cile, contro Pinochef e compagnia bella, rivoluzionari, insomma… Ora questo qui io l’ho colorato come ho dichiarato sempre in tutti i memoriali, in tutte… Io non l’ho fatto di certo io questo qui, poi si riferisce le crocette… Sono gocciole dell’ombrello che cadano con l’acqua luccicando co’ i’ sole, sembrano siano crocette, stelle, io un ci ho capito nulla, l’ho solo pitturate e basta!
Presidente: Lei dice le crocette non le ha fatte lei se…
A.B.: No sono delle gocce che luccicano.
P.P.: Che cascano dalle stecche dell’ombrello. Ma ci deve esse’ anche la fotografia, si fa presto a vede’. Poi l’artezza, io se si va a vedere la carta identità, dice, un metro e settanta, io sono un metro e sessantacinque scarso. Ora la carta d’identità si dice a voce: Qaunte tu se’ arto? Mah sarò arto uno e settanta, uno e… Ma non misurato, io mi sono misurato cento vorte, Dio bono non è che io… Io non ho mai detto le bugie mai ho sempre detto la sincera verità. Si può pigliare tutti i passi della mi’ vita che ho fatto, ci ho tutti i libretti di lavoro da i’ ’64 all’87 e qui ci hanno le copie anche i signori avvocati…
Presidente: Quindi lei avrebbe dichiarato un’altezza maggiore?
P.P.: Come? Come?
Avvocato Fioravanti: Un’altezza maggiore avresti dichiarato?
P.P.: No, ma io se si tratta della carta d’identità e si fa a voce, me lo dicano a voce io unn’aveo mica i’ metro pe’ misurammi, dico, sarò… Io unn’ero mai misurato pe’ di’ la verità, che vole noi contadini un si va mica a misurassi e compagnia bella… E poi queste malattie che ho avuto, quella l’è la sincera verità, le malattie che ho avuto, perché ho avuto due infarti e porto sempre i cerotti attaccati per la circolazione di’ sangue e piglio pugnelli di questa terapia e duro fatia a sta’ ritto, poi dice, pericoloso, pericoloso, se si tratta di questa, di questa fotografia della mucca senza mammelle e qui la un ce l’ha, questo è l’originale e questa l’è la copia che ho fatto io se la vole fare vedere… Un ce l’ha, quella lì un ce l’ha la mucca le mammelle e che cos’è? Si va a cercare le lucciole per lanterne, non lo so io. Io unn’ho fatto di’ male a nessuno, ho sempre lavorato, ho voluto bene a tutti ni’ mondo e perché si va a piglià tutta questa matassa di queste frandonie? Dioboia, più che… Io icchè ho fatto l’ho pagato, l’ho scontato icchè si deve andare a cercare? Ma poi si domanda a un contadino, si domanda se un contadino va a pigliare migliaia e migliaia di cartucce e ‘ndo va alla guerra? Noi si comprava un etto di chiodini per raccomodassi le scarpe no mica le cartucce. C’è qui una lettera anonima di’ 13 aprile 1973 arrivata alla magistratura, bisognerebbe leggila, lì c’è quello che è stato, quello il mestiere che faceva, l’artezza, tutto questo che ha fatto… Questa lettera anonima dice tutto.
Presidente: Ma guardi le lettere anonime dicono tante cose
P.P.: Eppoi i trucchi, eppoi i trucchi, c’è de’ trucchi che sono stati fatti, un so mica da chi ma da una persona che mi odia. Io unn’odio nessuno, ho voluto bene a tutti. C’è qualcheduno che mi odia m’ha fatto questi trucchi un gliar’ho mica fatti io, gli è come la cartuccia, si dice, messa ni’ travetto, quella casa è stata vota da sei anni e la cartuccia nella perizia, dice, risale dai tre ai quattro anni, sicchè che ce l’avrò messa io che un c’ero? Ero qua e quando hanno fatto la perquisizione glierano du’ mesi si stava lì, il 1993. Bah…
Presidente: Altro?
P.P.: Io la ringrazio infinitamente, abbiate pazienza
Avvocato Fioravanti: Basta così, basta così.
Presidente: Bene, questo avvocato, che ne facciamo di questo?
A.B.: No, non lo so.
Presidente: La volete produrre?
A.B.: Produciamo, ancora mancano le mammelle, questa è una…
Presidente: Signor Pubblico Ministero lei l’ha vista?
P.M.: Onestamente non ho capito da chi viene, chi l’ha fatta…
Presidente: Sembra che sia..
A.B.: E’ una copia fatta da lui
Presidente: Una copia fatta da lui di un originale di una specie di…
A.B.: Senza…
Presidente: Che viene da un pezzo di giornale…
P.M.: Nessuna opposizione se si capisce
Presidente: Signori avvocati se la volete vedere è qui, possiamo acquisirla per quanto può valere.
Avvocato Fioravanti: La deposita l’imputato quindi…
Presidente: E quindi la depositiamo. Il dottor Perugini può andare? Per ora?
A.B.: Per me si, tanto ritornerà
P.M.: Per il P.M. senz’altro.
Presidente: Certo, bene, dottore grazie. Arrivederla.

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