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giovedì 13 gennaio 2011

Ruggero Perugini - Deposizione del 23 maggio 1994 - Quarta parte

Segue dalla terza parte.

R.P.: Inoltre, no perché c’era anche un altro elemento che è importante: il tessuto familiare.
P.M.: Era proprio questo.
R.P.: Ah…
P.M.: Voi accertate dove è…
R.P.: E’ quello che volevo dire
P.M.: Ecco.
R.P.: Perché come ho detto la presenza di una famiglia, per quanto violentata e vessata, può essere sempre una condizione di impedimento per un uomo che vuole avere la libertà di muoversi, son tutti potenziali testimoni tutto sommato, beh, ci rendemmo conto che invece il microcosmo familiare di Pacciani era… Lo lasciava libero, non che lo lasciasse libero ma non c’era altra possibilità, non è che Pacciani dovesse rendere conto a nessuno di quello che faceva, di come lo faceva, di quando lo faceva. Figlie e moglie tenute in totale soggezione, segregate, cioè un quadro piuttosto… che ci diceva che insomma il Pacciani era libero e tranquillo di fare ciò che voleva.
P.M.: Scusi, invece in quel periodo in cui voi indagate, libero non era, come mai?
R.P.: Non era perché era stato arrestato nell’87…
P.M.: Cioè voi quando iniziate l’indagine lui è detenuto.
R.P.: Lui è detenuto.
P.M.: Quando voi fate questi accertamenti di cui lei ora ci ha parlato Pacciani è detenuto.
R.P.: Lui è detenuto e ho detto l’indagine la iniziammo nell’89, la sviluppiamo rapidamente nel ’90, nel ’90 abbiamo già una serie di elementi che sono per noi di interesse ma fra le altre cose uscì fuori allora un dato che ci pareva significativo, il Pacciani prima o poi sarebbe stato scarcerato, era stato condannato…
P.M.: Per che cos’era detenuto?
R.P.: Era detenuto per la violenza nei confronti delle figlie, le figlie poi ci hanno fatto un certo quadro…
P.M.: Le sentiremo, comunque lui era detenuto perché era stato condannato in espiazione di pena in quel momento per un episodio di maltrattamenti alle figlie.
R.P.: No di violenza…
P.M.: Violenza
R.P.: …carnale continuata, ripetuta nei confronti delle figlie. E quindi quando noi sviluppiamo questi accertamenti lui è in carcere. Fra i tanti testimoni che noi abbiamo sentito, perché non è che potessimo sentire soltanto i familiari perché bene o male i familiari potevano raccontarci una versione che non era del tutto depurata da elementi emotivi, però un dato che ci colpì fu che nell’89, no, nei primi del ’90 così come un dato di conversazione uscì fuori che lui possedeva un altro fucile, rispetto ad un vecchio fucile ad avancarica…
Presidente: Si, si.
R.P.: E la cosa unita al fatto che nel famoso delitto del ’51 figurava una pistola che non era mai stata recuperata…
P.M.: Cioè voi oltre a tutte le caratteristiche che ci ha detto fin’ora vi rendete conto che dagli atti e dall’escussione testimoniali è una persona che in qualche modo ha avuto a che fare con armi, questo…
R.P.: E’ una persona che ha avuto a che fare con armi, non solo, ci viene detto che lui dopo cena usciva col fucile e andava a caccia. E questo fu…
P.M.: Sulla detenzione e sul possesso di queste armi avete potuto fare innanzitutto degli accertamenti…
Avvocato Fioravanti: Presidente sono testimonianze che sentiremo, io non so se questo è il modo di condurre un interrogatorio…
P.M.: Scusi, scusi, mi lasci fare la domanda
Presidente: Avvocato per favore
P.M.: Poi si rende conto
Presidente: Andiamo avanti.
Avvocato Bevacqua: Ma noi dobbiamo farla prima l’eccezione Presidente.
P.M.: No.
Avvocato Bevacqua: Se fa la domanda è finita.
Presidente: Allora sentiamo la domanda qual è.
P.M.: Ohoo, vede, se si fa la domanda forse è meglio, si capisce. Voi avete accertato se era legittimo detentore di armi, cioè se aveva detenuto e denunciato presso qualche ufficio di Polizia armi da quando avete potuto fare questo accertamento in poi? Cioè da quando c’è conoscenza, 18 anni, da quando, dal ‘51 in poi. La domanda è questa non sono per testi
Presidente: Bene.
P.M.: Ha visto che è molto più semplice avvocato.
Avvocato Fioravanti: Questa si.
P.M.: No “questa si” è la domanda!
R.P.: Mi rendo conto che per amore di sintesi tante precisazioni non le ho fatte dandole per scontate
P.M.: Vedo che abbiamo qualche difficoltà le faremo più avanti, non c’è problemi dottore.
Presidente: Continuiamo.
R.P.: Dandole per scontate ma è chiaro che uno degli accertamenti primi che si fa, in un caso del genere, è vedere se una persona detiene armi legittimamente.
P.M.: Sono atti di Polizia quindi se non li fa un vice questore della squadra omicidi non so chi li deve fare…
R.P.: Questo è un dato oggettivo.
Presidente: Bene. Non meravigliamoci tanto perché in questo processo ne abbiamo viste di tutti i colori.
P.M.: Beh allora noi parliamo di quello che abbiamo fatto.
Presidente: Però il dottor Perugini in quanto a solerzia…
R.P.: Grazie.
Presidente: Prego.
P.M.: Ci sembra l’abbia dimostrato.
R.P.: Quello che volevo dire, per l’appunto, avevamo rilevato che come fascicolo armi al Pacciani risultava un…
P.M.: Ecco, scusi vuole spiegare cos’è il fascicolo armi? Andiamo un attimo per…
R.P.: Si al momento in cui viene denunciato un fucile o un’arma qualsiasi…
P.M.: Da parte di qualsiasi cittadino.
R.P.: Da parte di qualsiasi cittadino naturalmente nella divisione amministrativa di una Questura e come nel comando dei Carabinieri
P.M.: Perché la norma del testo unico di Polizia prevede…
R.P.: Prevede che ci sia l’obbligatorietà di questa denuncia
P.M.: Della denuncia del possesso.
R.P.: Esatto.
P.M.: Aldilà della detenz… del porto.
R.P.: Esatto. Parliamo proprio di detenzione.
P.M.: Allora vediamo il possesso.
R.P.: Ecco, lui risultava aver posseduto fino al 1979 un fucile ad avancarica, un vecchio fucile, che però a seguito di una ordinanza del Prefetto che gli ingiunse di disfarsi di quest’arma, lui aveva ceduto prima a un suo conoscente e poi aveva portato a suo cognato che abitava a Casole nel Mugello e questo era l’unico dato che ufficialmente…
P.M.: Dato ufficiale la detenzione legittima era solo quello. Scusi dottore lei ha accennato ad una detenzione anche precedente, su quella detenzione lì lei ha potuto fare, sugli atti che lei ci ha descritto, cioè atti di Polizia, qualche accertamento? A parte quella sentenza.
R.P.: In realtà…
P.M.: O erano atti vecchi
R.P.: No in realtà noi acquisimmo anche gli atti
P.M.: Quelli realtivi alla detenzione
R.P.: I verbali, le testimonianze di quell’episodio del 1951.
P.M.: Che riguardava che arma scusi? O che armi.
R.P.: Riguardava, dunque all’epoca fu l’imputato stesso a dire che deteneva due armi, aveva detenuto due armi.
P.M.: Fu condannato per detenzione illegittima.
R.P.: Fu condannato per una pistola che fu trovata…
P.M.: E evidentemente confiscata?
R.P.: Evidentemente sequestrata e l’altra invece non fu mai trovata, pare che fosse un revolver, ecco è bene precisarlo questo. Pare che fosse un revolver che lui all’epoca, io sto parlando di atti che abbiamo letto, che lui all’epoca disse. “Mah io la misi dentro una siepe, un cespuglio, poi sparì”, dice: “Tanto era inefficiente”, cosa che invece, non so se rilevi…
P.M.: Non rilevi rimaniamo solo agli atti di Polizia.
Presidente: Rimaniamo agli atti.
P.M.: Lei dice, nel ’51 già c’era stata questa detenzione illegittima…
R.P.: Insomma manca una pistola. Manca una pistola…
P.M.: A tamburo ha detto, non ha niente a che vedere con quella per cui è questo processo, diciamolo subito dottore
R.P.: L’ho detto, l’ho precisato.
P.M.: Ridiciamolo proprio…
R.P.: Ho precisato che era a tamburo, ma infatti il dato oggettivo, la prima preoccupazione in questo contesto investigativo era che il Pacciani sarà prima o poi scarcerato, è una persona che…
P.M.: Sarà prima o poi scarcerato scusi, aldilà di facili ironie
R.P.: Parlo di allora, nell’87.
P.M.: Per il fatto per il quale era detenuto nel ’91.
R.P.: Esatto.
P.M.: Sennò si ingenera una confusione che forse in questo momento… Lei dice, lui era stato indagato per armi, aveva una condanna per armi, nel ’74 o ’79 non aveva più quel fucile, lei, come ufficiale di Polizia giudiziaria, questo dato cerca di svilupparlo anche perché poi è persona che sarà scarcerata e quindi sarà, nel ’91, sarà bene che almeno come Polizia lei si faccia carico di questo…
R.P.: Non solo, non solo…
Avvocato Bevacqua: - INCOMPRENSIBILE -
P.M.: L’ironia era sua l’ho dovuta spiegare io.
Presidente: Signori! Ora basta. Scusi dottor Perugini. Io non vorrei che stamattina, non so cos’è successo, forse l’aula dimezzata vi rende nervosi.
P.M.: Forse, può darsi.
Presidente: Guardate che se continuiamo così perdiamo tempo, se perdiamo tempo lo dobbiamo recuperare perché voi pensate in questa situazione, vorrà dire che in agosto dichiaro il processo urgente e continueremo a fare udienza d’agosto.
P.M.: Siamo a disposizione se necessario.
Presidente: Va bene? E lo sapete che io non sono abituato minacciare invano. State attenti.
P.M.: Presidente, no cortesemente, però quattro anni di indagini del dottor Perugini non le possiamo sintetizza…
Presidente: Ognuno avrà lo spazio che necessita, sia la difesa che l’accusa.
P.M.: Ecco, non li possiamo…
Presidente: Per favore cerchiamo di evitare questi bisticci.
P.M.: Ecco però non possiamo concentrare in un’ora, come stiamo facendo, ecco, cortesemente…
Presidente: Nella maniera più assoluta lei ha tutto il tempo a disposizione e così pure la difesa
P.M.: Si, si senz’altro.
Presidente: Tutti i difensori.
P.M.: Benissimo. Benissimo.
Segue...

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