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lunedì 17 gennaio 2011

Ruggero Perugini - Deposizione del 23 maggio 1994 - Sesta parte

Segue dalla quinta parte.

Presidente: Signori avvocati di parte civile? Prego, avete domande? Nessuna? Benissimo. Avvocato Bevacqua prego.
Avvocato Bevacqua: Certo. Scusi dottor Perugini, lei ha fatto prima una ricostruzione di questa personalità dicendo che aveva visto dei fori, aveva visto il corpo della Bonini nel 1951, tutta quella documentazione, mi pare d’aver detto questo, no?
R.P.: No.
A.B.: Ah.
R.P.: Non ho detto questo. Io non ho visto
A.B.: Ah.
R.P.: Ho visto alcune delle fotografie dell’epoca. Per quanto riguarda la collocazione, la sede dei complessi lesivi, quelli emergono da un verbale di autopsia che fu all’epoca firmato. A parte… Vede…
A.B.: Perché non c’era, pare che l’abbia trovato stamattina il Pubblico Ministero.
R.P.: No, no, no guardi…
A.B.: Beh così ho capito io.
R.P.: No. Il dato oggettivo è questo: il verbale d’autopsia che è stato poi acquisito dal P.M. parla in termini estremamente più dettagliati, estremamente più dettagliati di quei complessi lesivi ai quali ho fatto cenno, però c’è una piuttosto congrua documentazione sulle modalità in cui l’omicidio del Bonini fu commesso, documentazione che non è stata acquisita dal P.M. recentemente e si tratta di atti della sentenza di appello. Se vuole io posso mostrarglieli.
A.B.: No ce l’ho anch’io la sentenza di appello.
R.P.: Benissimo. No della sentenza d’appello, della prima sentenza che parlano e piuttosto dettagliatamente di come si svolsero le cose. Lei ricorderà avvocato che all’inizio io ho detto senza precisare esattamente lo strumento contundente che la Corte all’epoca ipotizzò: l’uso di un randello, di un corpo contundente, nella lettura degli atti
A.B.: Una pietra.
R.P.: Nella lettura… Un randello. Nella lettura di quegli atti questo tipo di… Per essere molto preciso, questo tipo di precisazione io non ho trovato un riscontro, un dato di riscontro invece sul duplice, sull’esistenza di un duplice complesso lesivo, ferite da frantumazione, quindi da corpo contundente, ferite da arma da punta e taglio.
A.B.: Quindi secondo lei chi prima colpisce con un pugno e poi uccide con un coltello usa due corpi contundenti?
P.M.: Lo dice la sentenza se non sbaglio.
A.B.: Si.
Presidente: Pubblico Ministero per favore.
A.B.: Io sto parlando, chi colpisce con un pugno, con un calcio…
Presidente: Pubblico Ministero.
A.B.: Perché non si sa se fosse pugno, calcio, pare che fosse una pedata e poi, o prima o durante, colpisce anche con un coltello usa due mezzi diversi.
R.P.: Avvocato mi…
Presidente: Risponda dottore.
R.P.: Mi, mi permetta di risponderle io ho parlato dell’esistenza di due complessi lesivi di diversa natura che fa presupporre l’esistenza di due strumenti da offesa.
A.B.: Ho capito.
R.P.: Mi consenta di sottolineare il fatto che al momento in cui si parla di complesso lesivo che avrebbe prodotto lo sfracellamento del cranio del Bonini, sfracellamento multiplo, si parla di uno strumento diverso da un piede perché risulta inverosimile la versione che fu data dall’imputato in quella circostanza di aver dato pedate perché il medico legale si espresse dicendo: io non credo che si possano produrre lesioni del genere esclusivamente tirando calcagnate.
A.B.: Va bene. Senta, aldilà di questo dato che per lei è importantissimo ancorché in quel primo episodio, l’omicidio del ’51, muore solo una persona e non muoiono altre persone, la ragazza è viva, rimane viva e vitale tant’è che pare facciano anche all’amore, io le domando se in tutti…
R.P.: Prego, mi scusi se l’ho interrotta, vada avanti, no, no mi perdoni.
A.B.: Sembrerebbe che anche nella… In tutti gli altri omicidi non vi sia sempre la presenza di due armi e questo io glielo voglio ricordare e non vi siano sempre le stesse modalità di esecuzione dei delitti, le voglio ricordare quello del ’68 dove si spara ma non si eviscera nulla, non si toglie nulla, non si usa coltello; quello dell’83 dei ragazzi tedeschi…
R.P.: E quello dell’82.
A.B.: E quello dell’82.
R.P.: Bene. Io sono pronto a rispondere.
A.B.: Quello dell’82 lo capisco, lei mi risponde immediatamente…
R.P.: No, no per tutti gli altri se lei mi consente. Vede quando io parlo di firma d’autore parlo di una pluralità di elementi. Una pluralità di elementi non significa due, tre, quattro, cinque, non significa sempre lo stesso numero di elementi presenti su ogni scena del crimine, significa qualcuno di questi elementi presenti sulla scena del crimine. Quello che volevo dirle, è vero quello che lei dice ma lei mi cita il delitto del 1968, delitto nel quale l’assassino si trova di fronte un imprevisto: la presenza di Natalino Mele, figlio seienne della Barbara Locci, è un imprevisto perché va preso in considerazione, perché naturalmente gli imprevisti modificano il comportamento dell’autore del reato. Lei mi parla del 1982, delitto nel quale vengono uccisi la Migliorini e il Mainardi, delitto nel quale il Migliorini (in realtà il Mainardi n.d.r.) ancorché mortalmente ferito riesce ad arretrare con la macchina e si sposta dalla piazzola isolata si va ad infossare con metà macchina sul bordo di una strada che è trafficata, strada che è trafficata, molto trafficata e quindi mette l’assassino in condizioni di non più poter fare altre cose, ciò nonostante in quella circostanza l’assassino compie un atto gratuito, che è un atto di sfida: lo scagliare nei campi le chiavi della macchina, d’avviamento della macchina. Lei mi parla dell’83, l’83 caro avvocato, ho troppa stima di lei per non…
A.B.: La ringrazio, è reciproca.
R.P.: E nell’83 le vittime sono due uomini, circostanza che l’assassino molto verosimilmente non è stato in grado di accertare, sono due uomini ed è chiaro che quindi la diversità della vittima, la diversità della vittima/coppia, quando parlo di vittima parlo di coppia, la diversità non…
Presidente: Coppia: uomo donna.
R.P.: Coppia.
A.B.: Eterosessuale.
R.P.: Coppia eterosessuale. Però in quel caso la coppia è fatta da due uomini, quindi una volta consumata l’uccisione non c’è lo spunto, non c’è la volontà dopo l’accertamento di procedere nessuna ulteriore attività di firma di quel delitto. Quindi lei mi ha citato gli unici tre casi nella serie delittuosa in cui questa firma è stata apposta solo parzialmente. Le dirò che l’unicità dell’arma impiegata, che risulta essere sempre la stessa Beretta calibro 22 long Rifle modello 70, che utilizza, alimenta con cartucce Winchester, è un sufficiente nesso fra questi omicidi e gli altri invece caratterizzati da una firma precisa. Le do atto che l’assenza di altri elementi della ritualità potrebbero destare delle perplessità però le ricordo che gli altri elementi della ritualità, quindi donna, cioè… Donna oggetto… Quindi l’oggetto dell’assassino, coppia, luogo dell’omicidio, epoca dell’omicidio, zona della campagna, tutti contribuiscono a fornire sufficientemente un pezzo di firma, forse non si leggerà nome e cognome ma siamo in grado di intuirlo ugualmente.

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