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giovedì 1 aprile 2010

Pietro Pacciani dal carcere di Sollicciano di Firenze

Qui nel lettuccio della cella mia
nella notte profonda e solitaria
mi vien tanta la malinconia
pensando a questa vita troppo strana

Qui non esiste un giorno d'allegria
e la vita qui è tanto amara;
si fanno quattro passi in compagnia
racchiusi in un cortile che è una bara!

E così finisce la giornata
pensando alla speranza di un domani:
ognuno pensa alla moglie o fidanzata
ma questo giorno non arriva mai!

Dalla finestra dove sono chiuso
io guardo l'orizzone e la natura
ed il mio pensiero ne viene socchiuso
pensando: sono nato alla sventura!

Ho lavorato tanto nella vita
pensando al sacrificio che ho provato.
Speriamo questa lotta sia finita:
forse era meglio se non fossi nato!"
Pietro Pacciani

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