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sabato 26 settembre 2009

Udienza del 20 maggio 1999 - 1

Quella che segue è una sintesi dell'udienza del 20 maggio 1999 relativa al Processo d'appello per i delitti del "mostro di Firenze" davanti alla prima sezione della Corte d'Assise d'Appello di Firenze.

Espletate le formalità di rito il Presidente concede la parola al Procuratore Generale
Procuratore Generale: - "L'attendibilità dei testimoni va riscontrata anche sulla base di riscontri esterni, riscontri esterni che non devono essere fatti sulle singole circostanze ma sul racconto del collaborante che può anche ispessirsi strada, strada. In questo caso, per venire alla sentenza, i riscontri per Vanni e Pacciani, è proprio un capitolo della sentenza, do per certa l'attendibilità del Lotti, vediamo se i riscontri esterni individualizzanti, cioè riferiti alle singole persone, ci sono o non ci sono. Vanni, dice la sentenza, era il migliore amico di Lotti, quindi Lotti non aveva motivo di accusare ingiustamente il Vanni. La sentenza fa riferimento ad un episodio che ci racconta la Bartalesi Alessandra, con la quale il Lotti qualche volta è uscito, si è appartato sulla piazzola degli Scopeti, Lotti voleva soldi in prestito, Vanni non glieli ha dati, è il periodo in cui Vanni gira con biglietti da centomila in tasca, questi soldi, insomma, non glieli ha dati. Lotti avrebbe detto: "ora ci penso io". Si dice in sentenza "non è un elemento tale da far ritenere che da questo mancato prestito si sia scatenata la furia vendicativa di Lotti che accusa Vanni" così sembra anche a me ma è un episodio che va registrato. Allo stesso modo si parla di Pacciani e si dice "stavano sempre insieme" e il rapporto omosessuale, che c'è stato o non c'è stato, non è scatenante nei suoi confronti. Un mezzo riscontro oggettivo di astio nei confronti di Vanni e Paccia non si riscontra. Si dice ancora "non è emerso alcun dato negativo che possa aver indotto lo stesso Lotti ad accusare gli altri" infatti la prima accusa nei confronti del Vanni e del Pacciani parte dal teste Pucci Fernando e scrive la sentenza, "il Lotti ha resistito a lungo prima di accusarli". Questo argomento della Corte mi lascia perplesso perchè le posizioni Pucci e Lotti sono strettamente concatenate tra di loro; è vero che formalmente ha reso per primo dichiarazioni alla polizia giudiziaria il Pucci però sono dichiarazioni rese nel 1996, cioè non sappiamo il retroterra. Pucci, dice: "io non ho voluto avere a che fare più nulla con Lotti" ma in un altro momento dice: "il Lotti mi ha parlato degli altri omicidi dopo gli Scopeti". Questo la dice lunga sui rapporti che continuavano ad esserci tra Pucci e Lotti. Si passano la palla vicendevolmente. Si parla del programma di protezione, esso non lo esenta certo dalle conseguenze penali per i reati ai quali ha collaborato, s'è discusso a lungo di questo programma di protezione e in effetti davanti al giudice del merito il programma di protezione ha poca influenza ma scatta ai meccanismi interni suoi, che sfuggono alla cognizione vostra, e che riguardano il Tribunale di sorveglianza. Dire che non ci siano vantaggi da un programma di protezione non è del tutto esatto. Per i precedenti riscontri siamo ancora a livello minimale che a mio avviso non sono sufficienti per ritenere riscontrata la posizione di Vanni. Si fermano qua gli argomenti di riscontro esterni: nessun motivo di astio, nessun motivo di accusare per trarre vantaggio dal programma di protezione. Un argomento che almeno dalle pagine che ha dedicato la sentenza, sulla posizione del Vanni, si dice: "lo stesso Lotti ha detto la verità anche in ordine alla provenienza delle cartucce" a me questo punto mi pare non possa dirsi provato, addirittura si anticipano conclusioni che dovevano essere evitate, Lotti ha detto: "so che il Toscano forniva i proiettili e li dava a Vanni che li poretava a Pacciani, proiettuili Winchester con l'H sul fondello." Fino al 1981 i proiettili portavano impressa l'H poi la W. A Toscano sono stati trovati, mi pare, 200 e più proiettili con la lettera W, quindi proiettili che non sono quegli degli omicidi. La sentenza sviluppa tutto un argomentare sul perchè sia stato Toscano a dare i proiettili H al Vanni, ma è un argomentare che non è fondato. Omicidi commessi, forse per vendere i feticci, ma che necessità c'era che si dovevano essere invaghiti proprio delle cartucce H quando il Toscano aveva altre cartucce? Si può replicare che le cartucce gliele ha date in un momento un certo numero e quindi chi le aveva ha utilizzato sempre queste. La prova che Toscano avesse cartucce H, si ritrova in sentenza dalle dichiarazioni di Mocarelli Lorenzo, fanno un controllo, andava a sparare al poligono fino al '78/'79 poi però ha venduto la pistola. Toscano tutte le sue pistole le ha dichiarate, ha dichgiarato i proiettili e quindi siccome Mocarelli si è ritirato dall'attività di poligono a quell'epoca i proiettili con la W che hanno trovato in casa a Toscano non potevano provenire dal Mocarelli che ha dichiarato di aver dato proiettili al Toscano, però in una deposizione in cui non si ricorda nulla, ha circa 80 anni il testimone, quindi deve riferire fatti del '78/'79 non se ne ricorda. Quindi questo riscontro non mi pare sia sufficientemente provato.
La Corte ritiene intrinsecamente credibile il Lotti quando parla del Vanni e del Pacciani come suoi complici nei quattro duplici omicidi di Scopeti, Vicchio, Giogoli e Baccaiano, quando riguarda i riscontri oggettivi, sulla credibilità intrinseca è un pò avare la sentenza perchè dice che Lotti è stato sempre fermo nel suo racconto, non ha motivi di rancore e quindi è credibile e i riscontri oggettivi li ricava. Pucci, dice la Corte, ha visto poco ma ha visto poco perchè si è tenuto lontano. Vi ho ricordato le dichiarazioni di Pucci, un testimone, ai sensi dell'art 500 comma 3 del codice di procedura penale, dice che ciò che serviva era ciò che si diceva in dibattimento e che il resto poteva essere valutato, adesso l'articolo è cambiato, quello che è stato detto prima e che contrasta con le dichiarazioni rese al giudice insieme ad altri elementi può diventare prova. Ma io vi ho letto le differenze che passano tra le dichiarazioni Pucci nella fase istruttoria e le dichiarazioni in dibattimento, Pucci in dibattimento non ha detto nulla, "si, no, no, si, icchè c'è scritto?..." ma a mio avviso per recuperare il già detto bisognerebbe trovare riscontri anche a questa testimonianza e riscontri a questa testimonianza, diversi dalle dichiarazioni di Lotti non se ne trovano e quindi è il cane che si morte la coda. Presenza della Ford Fiesta, lo dicono Nesi, Pucci e Lotti, del Nesi vi ricordavo la differenza di colore dell'automobile che lui ha visto, rossiccia/amaranto, del Pucci ho già detto e il Lotti non è ancora un riscontro esterno altrimenti diventa sia testimone che riscontro. Avvertimento del Vanni al Pucci per ricordargli che se avesse in qualche modo parlato, rivelato qualcosa il Pacciani avrebbe potuto usare la pistola anche nei suoi confronti è una circostanza che è rimasta solo affermata ma non provata. Questi riscontri li ferisce all'omicidio degli Scopeti che chiama in ballo la questione della 128. Come si poteva immaginare Lotti è venuto davanti a voi e di fronte alla nuova emergenza processuale ha dato la risposta più logica: "le usavo tutte e due". Ma bisogna andare a rileggere le dichiarazioni del Lotti su ciò che riguarda l'automobile 128. Lui quando ha consegnato il certificato di assicurazione fino al settembre '85 sulla Fiat 128 mentre non ha consegnato il contrassegno, quando lo ha consegnato ha impostato le sue dichiarazioni su quel presupposto. "Io fino al 20 settembre non circolavo con la 124 perchè avevo l'assicurazione sulla 128". Si legge da più parti nel verbale dibattimentale "io non avevo i soldi per far andare due macchine. Perchè usavi due automobili? Perchè mi garbava così." A mio avviso non è una risposta valida quando la risposta sia stata data dopo pagine e pagine di domande sulla 128, impostate sul presupposto "io ci ho il certificato di assicurazione, io giravo con quella macchina". I vari testimoni vicini di casa e lo stesso Lotti, parlano di "qualche mese" di aver avuto contemporaneamente 128 e 124. Nel primo dibattimento quando gli hanno fatto qualche domanda, alla fine ha ammesso di essere uscito con la 128 ma ha detto "qualche volta", a voi direttamente ha detto la usavo per i viaggi più vicini, non lontano, combinazione, a Firenze lui ha fatto due incidenti entrambi con la 124. E' credibile che per andare alla piazzola degli Scopeti piglia la 128 e lascia la 124? Ma perchè mai doveva decidersi a comprare un' automobile i cui soldi glieli ha dati il datore di lavoro? Lui non ce li aveva, segno è che la 128 o non funzionava completamente o comunque era diventata una carretta. E' questo il punto da valutare e che ha incrinato certe mie convinzioni. Perchè si assiste a un Lotti che modifica le risposte a seconda delle necessità. La 128 l'hanno vista i coniugi Caini/Martelli ma danno un certo orario e su quell'orario a lungo non s'è saputo nulla, soltanto alla fine, Pucci, dice che hanno spiato la coppia nel pomeriggio ma di questo spiare la coppia nel pomeriggio il Lotti non ne parla, quindi se si son fermati o non si sono fermati è una circostanza completamente dubbia."

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