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lunedì 20 luglio 2009

Udienza del 18 maggio 1999 - 1

Quella che segue è una sintesi dell'udienza del 18 maggio 1999 relativa al Processo d'appello per i delitti del "mostro di Firenze" davanti alla prima sezione della Corte d'Assise d'Appello di Firenze.

Espletate le formalità di rito il presidente, Arturo Cindolo, concede la parola all’avvocato di Mario Vanni, Nino Filastò. Questi insiste sulla richiesta relativa all’acquisizione delle sentenze di primo e di secondo grado del processo a Pietro Pacciani. Chiede inoltre di produrre una "cassetta videoregistrata relativa ad un programma televisivo elaborato dal giornalista Mario Spezi. Nel corso di questa cassetta, che dura circa 60 minuti, il dottor Mario Spezi propone una sua teoria riguardante il «mostro di Firenze», a un certo punto il maresciallo Minoliti che allora era comandante della stazione dei carabinieri di San Casciano viene intervistato da Mario Spezi nel suo ufficio e il maresciallo Minoliti, al minuto 44,12 fa alcune considerazioni circa le indagini fino a quel momento svolte, affermando che lo straccio è inquinato e lo straccio è quello che avvolgeva l’asta guidamolla rappresentante un elemento indiziario a carico di Pacciani, l’asta guidamolla è inquinato e che il proiettile nell’orto di Pacciani, il Monoliti, nega che sia stato reperito, trovato nelle circostanze raccontate dal dottor Perugini e dice che essendo lui presente, questo proiettile venne trovato in circostanze diverse e dice quali erano e non dal dottor Perugini ma addirittura da un’altra persona che si chiamava Schicchi. Ma quello che rileva di più ai fini di questo processo e della posizione di Mario Vanni è quello che dice proprio alla fine il maresciallo Minoliti, il quale è stato trasferito di recente, se non sbaglio, a Carrara. Leggo la frase testuale: «quando cominciò l’indagine su Pacciani un magistrato – io dico un magistrato, ma lui dice anche il nome del magistrato – mi delegò per offrire a Vanni la famosa taglia di 400.000.000 a Vanni, mi sono incontrato diverse volte, Vanni mi rispose, “dei soldi non me ne importa un ca…”» e questa è la parolaccia che mi evito di dire. E’ un documento che a me sembra interessante da diversi punti di vista perché indica e fa toccare con mano quella che altrove abbiamo definito «frenesia indagatoria» da un certo momento in poi su Pacciani, come se si fosse alla ricerca spasmodica di prove che riguardavano Pacciani, come fosse entrato Mario Vanni dentro a questa ricerca e come lui si fosse rifiutato da quell’onesto uomo che è e come quindi quello che poi la difesa o chiunque altro potrà dire, in punto di intervento, di Lotti che in questo processo, nel modo che sappiamo, senza fare un giorno di carcere, protetto, stipendiato e con casa, bhe, direi che questo documento, da questo punto di vista, offre un precedente attendibile.”
Il presidente passa la parola al Procuratore generale, dott. Daniele Propato, che ritiene “l’istanza dell’avvocato Filastò sia irricevibile, poiché la Corte ha emesso ieri un’ordinanza, le ordinanze se non vanno bene le si impugnano ma non si può ritornare sullo stesso argomento, altrimenti come ci ha richiesto l’acquisizione delle sentenze Pacciani ci poteva riproporre l’audizione della Maga di Lodi e così via. (…) Il processo Pacciani è finito con una decisione in un senso ed una decisione in un altro, quindi sui fatti, quelle due sentenze, non fanno prova di nulla e la Corte non potrebbe mai, a mio avviso, utilizzare argomentazioni dell’una o dell’altra per motivare la propria decisione. (…) Per quanto riguarda la videocassetta, da quello che ci ha detto l’avvocato Filastò, ancora si parla del Vanni soltanto in funzione di Pacciani, qua di aste guidamolle, di panno nel quale era avvolto, non si parla, quindi mi sembra che non debba essere accolta la richiesta di acquisizione”.
L’avvocato Pellegrini di parte civile, si associa alla richiesta dell’avvocato Filastò nella richiesta di produzione delle sentenze, si oppone all’acquisizione della videocassetta “trattandosi di un fatto extra-processuale. Là dove la Corte lo ritenesse utile all’accertamento della verità ritengo che si debba sentire anche il maresciallo Minoliti e il dottor Spezi, protagonisti di questa intervista di cui ci ha parlato l’avvocato Filastò”. L'avvocato Colao condivide la posizione del Procuratore Generale poichè "la Corte deve soltanto valutare la congruità dei motivi di appello riguardo alle prove sfogate in primo grado" si oppone pertanto all'acquisizione degli atti del processo Pacciani e della videocassetta. L'avvocato di parte civile di Jolanda Cardini vedova Baldi, si oppone alla richiesta di nuove acquisizioni. Il presidente si riserva di decidere in merito entro il termine dell'udienza.
Segue...

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