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sabato 30 maggio 2009

Udienza del 17 maggio 1999 - 04

Quella che segue è la trascrizione integrale dell'udienza del 17 maggio 1999 relativa al Processo d'appello per i delitti del "mostro di Firenze" davanti alla prima sezione della Corte d'Assise d'Appello di Firenze.

Segue dalla parte 03.
Relatore: Si arriva all'ultimo duplice omicidio, l'ultimo che ci interessa in questo processo, intendo dire, che è quello dell'81. Allorquando i carabinieri di Calenzano vengono avvertiti che in località Le Bartoline, zona di Travalle, era stato rinvenuto il cadavere di un uomo; andavano tutti lì e trovavano anche questa volta un'auto Golf, parcheggiata su una strada di campagna non asfaltata, senza sfondo, a 50 metri da una certa Via di Prati, con il vetro anteriore destro infranto. I due sedili anteriori erano ribaltati all'indietro e poggiavano su quello posteriore. Giaceva, il corpo di un uomo, a tre metri sul lato sinistro della macchina, che presentava tracce di colpi di arma da fuoco ed anche di coltello, di arma da punta da taglio. Dalla parte opposta vi era una ragazza, la Cambi Susanna. Si tratta di ragazzi nati, il maschio nel '55 e la ragazza nel '57, che era stata uccisa anche lei con un colpo di pistola e aveva subito anche lei l'escissione ma non completa, mi pare soltanto del pube, vero? Se non confondo.
Avv. Filastò: Solo del pube, si, vero.
Relatore: Calenzano solo questo. Secondo i carabinieri questi ragazzi avevano cenato a casa della madre di lui, del Baldi, avevan detto poi che si recavano a Firenze, qui, a casa della ragazza, in realtà erano andati in questo posto in località Le Bartoline per stare assieme, diciamo. La portiera anteriore sinistra risultava chiusa con il fermo di sicurezza; è da precisare, questo verrà detto anche in motivi aggiunti, che quel giorno due persone raccontavano ai carabinieri che erano stati quasi investiti da una vettura, più o meno a quell'ora, che proveniva a forte velocità e da opposta direzione. Si erano fermati per evitare incidenti, avevano anche lampeggiato; si trattava di una macchina tipo sportivo di color aragosta o rosso sbiadito, condotta da una persona di 45/50 anni, stempiata, dal viso e lo sguardo stravolto con lineamenti tondeggianti. Veniva accertato che il Baldi era stato colpito da 4 colpi di arma da fuoco e da 4 coltellate ed era morto per la consueta anemia. La ragazza era stata colpita da 2 colpi entrambi mortali all'emitorace destro, con il quale aveva trapassato il cuore e da due coltellate inferte in punto di morte ed erano morti entrambi all'interno della macchina, secondo i periti circa verso le 24,00 del giorno 22 ottobre '81. Dopodichè erano stati estratti dalla macchina, era stata prodotta l'escissione della regione pubica della Cambi, da una sola persona con il medesimo mezzo tagliente. Veniva svolta la consueta perizia balistica, quello che vi ho detto. Questi sono tutti gli omicidi dei quali noi dobbiamo parlare giacchè agli odierni imputati sono stati contestati soltanto questi omicidi. Dico soltanto perchè ve ne sono almeno altri tre che sono accomunati a questi, da alcune circostanze, l'uso della stessa pistola, il fatto che si vada a cercare coppie di ragazzi che fanno l'amore, il taglio di parti anatomiche che rendono verosimile che l'assassino, o gli assassini, siano gli stessi e che ci si trovi in presenza del famoso serial killer, un caso di delitti seriali che peraltro in questi casi, agli odierni imputati, i precedenti tre duplici omicidi non sono stati contestati.

Stavo dicendo prima che la Corte di Assise, prima di raccontare almeno in linea almeno generale di questi omicidi, la Corte di Assise di Firenze, nel processo Pacciani aveva scritto che gli sembrava incredibile e impossibile che, almeno con riferimento al duplice delitto degli Scopeti, soltanto uno potesse essere l'assassino, per cui si dice nella nostra sentenza, nessuno aveva ancora capito chi aveva commesso tanti efferati omicidi, qualunque potesse essere la motivazione, non poteva aver agito da solo, ma doveva cercare per forza di stare con qualcun altro, quindi avere almeno un complice che lo aiutasse, che gli coprisse le spalle o comunque lo aiutasse durante l'azione omicida e la successiva fase di prelievo degli organi dalle persone. Tutto ciò aveva fatto dei danni preziosi, su questo siamo tutti d'accordo, e aveva reso vana qualunque istanza di giustizia. Fortunatamente, dice la Corte di Assise, ci si era resi conto di ciò e allora finito quel processo, le indagini erano state riprese di buona lena, grazie al fortunato arrivo in Firenze, in quell'epoca, di un nuovo dirigente della squadra mobile, il quale aveva preso a cuore la faccenda e come dirà lui in dibattimento davanti alla Corte di Assise di Firenze, si era posto a rileggere tutti gli atti. Leggendo tutti gli atti aveva notato che molti testimoni erano stati un po' trascurati dalla Corte di Assise. Ad esempio non si era dato gran peso alle dichiarazioni testimoniali di due coniugi, i coniugi De Faveri, non Del Favero, lo dico per l'avvocato Filastò che scrive Del Favero, si chiamano De Faveri/Chiarappa. La signora De Faveri Marcella e il signor Chiarappa, il pomeriggio dell'omicidio degli Scopeti si recarono a trovare un loro amico che ha una villa, una casa, da quelle parti, se non chè, se ho ben capito, ebbero difficoltà ad entrare in questa strada perchè ivi vi era parcheggiata male una macchina rossa, coda tronca, di tipo sportivo e di ciò, dice il poliziotto, non si tiene debito conto. Farà altri esempi il dirigente della squadra mobile, parlerà dei coniugi Caini su una strada bianca, che riguardano l'omicidio... ...tanti altri, dei quali non parlo ora, ma mi sono limitato a parlare dei coniugi De Faveri/Chiarappa non a caso. Ne ho parlato perchè quello è il momento, che io ho capito almeno, in cui nella testa degli investigatori arriva la 128 coupè rossa con una portiera sbiadita. Nella realtà, nella sentenza impugnata si dirà che il dottor Giuttari, questa cosa la apprese da dei passanti, io ho riletto questo verbale molte volte, persino al computer, ma di passanti non ne ho trovati. Non lo so se voi li avete trovati, io l'unica volta in cui si parla di una macchina di questo genere, a mio parere, è quella.
Avv. Filastò: In quei termini fra l'altro.
Segue...

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