giovedì 27 novembre 2008

Francesco Fiori

Originario di Caprese Michelangelo, in provincia di Arezzo. Dal 1960 al 1969 fu in servizio presso la tenenza dei Carabinieri di Lastra a Signa. Nel 1982, dopo il duplice omicidio di Montespertoli, parlando con l'appuntato Ugo Piattelli, che aveva prestato servizio a Signa, ricordò l'episodio omicidiario in cui persero la vita Barbara Locci e Antonio Lo Bianco avvenuto nel 1968, non tanto per l'arma usata quanto per la circostanza che anche in quell'occasione erano state uccise un uomo ed una donna con colpi di arma da fuoco.
In "Dolci colline di sangue", l'autore, Mario Spezi, indica invece che il giudice istruttore Vincenzo Tricomi, gli riferì che "Arrivò un biglietto anonimo, scritto in stampatello. Anzi, la scritta era su un vecchio ritaglio di giornale che parlava dell'omicidio del '68". Vi si leggeva: "Perché non andate a rivedere il processo di Perugia contro Stefano Mele?" Il ritaglio si è perso e non è mai stato ritrovato.

Rif.1 - Dolci colline di sangue pag.69
Rif.2 - Esame di testimonio senza giuramento del 28 novembre 1986 - Francesco Fiori

1 commenti:

Carlo Palego ha detto...

Il fatto che un'evidenza di importanza cruciale come la segnalazione anonima del giugno/luglio 82 (forse attribuibile al Cittadino Amico del singolare appello a mezzo stampa dei CC di Borgognissanti del Luglio 1982) che fece aprire agli inquirenti del caso Mostro la cosiddetta pista sarda (che si trattò di anonimo e non di reminiscenza di Fiori è un fatto pressoché certo, come dimostrano anche documenti originali degli uffici della Della Monica e di Tricomi reperiti dall'Avv. Vieri Adriani) sia stata fatta immediatamente sparire, è un fatto enorme dai più sottovalutato.