sabato 27 gennaio 2018

27 gennaio 2018

"Posso farne a meno per settimane, poi basta una convergenza a rovesciarmi contro il ricordo di quella giaculatoria penosa, di quel rosario molesto. Annita! Annita! Mi sostituiva alla madre mai completamente sepolta (74). L’unica a cui ha confessato la sua inclinazione perversa, i suoi peccati fatali. Non ho scelto di partecipare all’equivoco, allo sproloquio della demenza degenerativa che ha dato voce e solidità all’orrore delle sue oscenità.
Schiacciato da un elementare passione si fece arma decisiva per compiaciere S. ma si sorprese, suo malgrado, cacciatore e pirata di talento.
La banalità del male. Lo squallore fatto letteratura.
Hai unito frammenti e meriti onestà ma quanto ancora sei disposto a farti scrutare dall’abisso?"

1 commenti:

Donato Pastore ha detto...

Riflettendoci un attimo...
Chi è che era molto legato alla madre ed aveva una sorella di nome Anna?

Sembra l'identikit di un noto scrittore di Parma coinvolto nella vicenda da chi sappiamo.
Che l'autore sia un fan della Carlizzi? Oppure aveva davvero ragione lei?