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martedì 22 dicembre 2015

Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 9 marzo 1998 - Undicesima parte

Segue dalla decima parte.

Avvocato Filastò: E poi la donna. La donna a quel punto lì è diventata l'oggetto da disprezzare, l'oggetto da cui estirpare la caratteristica della femminilità. Diceva un esperto di psicologia, il dottor Tranchini; lui è un "castrino". Dove con la parola "castrino" si intende durissimo, acerrimo censore. Fra i sinonimi "castrino" ha questo significato. "Ora, questa" - Luberto, dice - "conflittualità intrapsichica, evidentemente la pulsione ad agire, la motivazione ad agire assume quasi significato di una coazione a ripetere, quindi, ritualistico nel senso di ripetere, con una dinamica analoga, azioni simili motivate, che sono motivate dalla stessa spinta pulsionale." E questa pulsione è condivisibile? Ve lo chiedo. Si può condividere una pulsione eccezionale, straordinaria, come quella che abbiamo detto? Può appartenere, nell'arco di diciassette anni, perché con buona pace del Pubblico Ministero, che circoscrive questi delitti a quelli che partono -chissà perché poi, forse in replica me lo spiegherà lui - dall'ottobre dell'81, all'85, quindi, circoscritti in un numero di anni determinato, in realtà sono diciassette anni che va avanti questa storia nella provincia di Firenze. Può appartenere nell'arco di diciassette anni tutto questo a un gruppo di normali campagnoli di Mercatale, di San Casciano Val di Pesa. C'è poi l'aspetto del perfezionamento. Professor Galliani. Verbale di dibattimento Pacciani, udienza 15 luglio '94, pagina 56. Dice il professor Galliani: "Evoluzione delle fantasie sottese." Evoluzione. Non solo la fantasia originaria ossessiva, ma una evoluzione di questa fantasia. "Evoluzione delle fantasie sottese alla esecuzione dei delitti; dalla fantasia di interrompere, uccidendo, l'atto sessuale, alla fantasia di escindere parti del corpo femminile." "Se si fa riferimento ad un soggetto, se ne può cogliere anche delle componenti di perfezionamento delle azioni corrispondenti all'evolversi di questa iniziale fantasia." Al'inizio c'è: si interrompe l'atto sessuale delle coppie. Siamo di fronte all'omicidio del '68: Antonio Lo Bianco e Barbara Locci. Preliminari: si sono appena cominciati a spogliare,- arriva lui e l'ammazza. Poi, all'interno di una pulsione, che poi sarà sempre quella, di chi a un certo punto, per certi versi disprezza la donna ed ha orrore delle sue parti femminili, riveste il cadavere della donna, le rimette le mutande. Questa è la prima. Si arriva al 1974. Nel 1974, la fantasia è ancora quella: interrompere l'atto sessuale, intervenire sulla coppia; non allo scopo di rapinarla, o neppure, come vuole oggi il Pubblico Ministero, per portare via i feticci da vendere al misterioso dottore... La scommessa vale sempre, eh, dottor... magari si riduce la posta, quello che vuole lei, o portarla, trasferirla in una specie, che le devo dire, di gioco goliardico: stare una mattinata intera davanti a Palazzo Vecchio con un cartello attaccato al collo con scritto: "Io sono un serial-killer", bisognerebbe farlo. Scusi, eh, se scherzo. D'altra parte lei sta lì, e mi sollecita. Fosse dall'altra parte non mi solleciterebbe. O probabilmente... È qui e mi sollecita qualche scherzetto. Non mi guardi male così, sennò mi impressiono. Allora, 19.74. 1974, tutto questo si trasferisce nel disprezzo sul cadavere della ragazza, sulla sua, che devo dire, volontà di cominciare a sconciarlo, ecco, la parola è questa. È brutto, ma è così. E allora, a punta di coltello si fanno questi segni, si fanno queste incisioni, tutte queste lesioni gratuite, inutili, per la morte e tutto il resto. Dopo aver, però, usato il coltello per uccidere. Perché è uno di quei casi in cui l'arma... Lui sparava al torace, a quell'epoca. E quella volta la ragazza restò viva e quindi la uccide col coltello. Poi, ultima forma di disprezzo: il tralcio di vite infilato dentro alla vagina. 1981 giugno, la fantasia si è - eh, non è mica facile, eh - la fantasia si è espressa in questa forma orrenda dell'escissione. Quindi, dice giustamente Galliani, non solo c'è la fantasia di questa persona, ma queste fantasie si perfezionano. E anche il modus operandi si perfeziona e si affina allo stesso modo, pur restando sempre sostanzialmente uguale. Sono elucubrazioni? No, è studio, analisi dei fatti. Analisi dei fatti, compreso il 1974, fatto obliterato in questo processo. Che, secondo me, questa obliterazione, è funzionale: niente escissioni, non feticci: non collima con la vendita. Eh, scusate. Quindi è un allontanamento di quell'episodio che è funzionale, è strumentale, purtroppo, ad una impostazione - come ho detto prima - di tendenza, tendenziosa di questo processo da parte della Pubblica Accusa. E anche De Fazio, nel fascicolo 74, pagina 36, udienza del 15/07/94, processo Pacciani, dice: "Noi vediamo un costante, progressivo miglioramento nell'uso, nel buon uso, nel minor spreco dell'uso dell'arma da fuoco." E questo è progressivo. Cioè a dire, si percorre nel tempo. Nel '74, dicevo prima, si spara al torace. Siccome avviene questo episodio, si verifica il fatto che questa ragazza è ancora vivente e quest'uomo è costretto a ucciderla tagliandole la gola, mi pare, la volta dopo si spara alla testa. E da questo momento in poi si spara sempre alla testa. Ripeto: questo può appartenere al gruppo? No, appartiene alla stessa persona che acquista via via una maggiore sicurezza, che perfeziona la sua azione. E questo lo si può notare se mettiamo in conto e osserviamo anche il delitto del 1974, che il Pubblico Ministero vi induce a non ritenere, a non considerare, perché assolutamente inadeguato, rispetto... anzi, non inadeguato, direi nettamente contrastante con la sua impostazione. Presidente, se lei mi concede altri 5 minuti di pausa, poi si va a diritto fino alle due.
Presidente: (voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: Perché devo finire questo.
Presidente: (voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: Se, naturalmente, la Corte non è stanca, ma io oggi vorrei andare...
Presidente: (voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: Grazie.
Presidente: Bene. 

« DOPO LA SOSPENSIONE »

Presidente: Prego, avvocato Filastò.
Avvocato Filastò: Grazie, Presidente. Avviciniamoci di più a questi delitti, esaminati, comparativamente l'uno rispetto all'altro. Ed è come se la nostra visuale, da una angolazione un po' più lontana, un po' più panoramica, si fosse spostata verso il primo piano, o il primissimo piano. E qui voi trovate una serie di indicazioni che portano tutte alla stessa conclusione della unicità dell'autore dei periti De Fazio e gli altri, che però riportano, secondo una loro angolazione,, delle osservazioni che appartengono, come dicevo prima, ai medici legali, vale a dire al professor Maurri, dottoressa Cucurna e agli altri che si sono occupati dell'esame dei cadaveri. E quindi sono, qui, dei dati di carattere obiettivo, materiali. E riguardano in particolare le escissioni in linea generale, onnicomprensiva. Nel verbale di dibattimento del processo Pacciani, fascicolo 74, pagina 34, voi trovate questa affermazione del professor De Fazio: "La nostra conclusione, sulla quale ci giochiamo ' la nostra professionalità, è che si tratti di una sola mano. Tale ipotesi ha elementi di ancoraggio tali che possono assumere il valore di prova.” Categorica come affermazione. Un esperto di quel livello che guida una equipe che rappresenta il massimo della esperienza, anche, in Italia, si esprime dicendo: "Io qui mi gioco la mia professionalità." Ma sulla base di che cosa? Continua sempre il professor De Fazio: "Ci sono un sacco di altri elementi che concorrono a far ritenere che si tratti di un solo soggetto: uniformità del modus operandi, che si riflette nei risultati; che l'azione di taglio è orientata da sinistra a destra, quindi soggetto destrimane." E qui voi osserverete e vi ricorderete di questo, quando io - tirato con le funi, come ho detto - vi accennerò ad una certa prospettiva che non mi sento nemmeno di definire ipotesi, che invece il Lotti è mancino; ve lo ricorderete questo fatto. "E che si tratti di un soggetto che possa avere una certa dimestichezza con le azioni di taglio. Altrimenti avremmo avuto dei risultati ancorché confrontabili fra di loro, però con delle variazioni in percentuali molto elevate." E da che cosa deriva questo aspetto per cui il professor De Fazio dice: "un soggetto che può avere una certa dimestichezza con le azioni da taglio"? Per esempio, ancora verbali processo Pacciani. Fascicolo 74, pagina 36: "L'azione di taglio portata da una radice della coscia all'altra, lungo tutta l'arcata pubica, seguendo il filo tra piano muscolare e piano del tessuto adiposo, è operazione tutt'altro che facile." E pensate sul momento, eh. È così che fa questa persona. Escinde, facendo un giro con la mano col coltello, in modo da separare il tessuto adiposo dal piano muscolare, scartando il tessuto adiposo . perché è quello che si presta meno alla conservazione. Ed è un'azione di una certa complessità. "Che è tutt'altro" - dice il professor De Fazio - "che facile." Il professor Pierini, tanto caro all'avvocato Colao per la storia del trincetto... 
(voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: Che gli ha dato però poca soddisfazione, indubbiamente, fascicolo 74, pagina 29, dice: "Le quattro escissioni..." - perché sono quattro, capite? E loro ne esaminano quattro. Voi ne dovete esaminare solamente tre, ma sono quattro - "sono state localizzate, come posizione, rispetto alla radice delle coscie e rispetto alla linea dell'ombelico. Poi è stato calcolato l'andamento del perimetro per vedere la figura geometrica risultante." Queste sono constatazioni di carattere obiettivo, che questo professore ha fatto comparativamente. "In ultimo è stato calcolato, rispetto al perimetro, dove probabilmente iniziava il taglio, l'azione di taglio. I risultati sono questi..." Ascoltate i risultati, per tutte e quattro le escissioni, eh. "Per quanto riguarda il perimetro, a parte il secondo caso, i perimetri sono pressoché equivalenti. La cosa più interessante è il livello di schiacciamento dell'ellissoide11 perché facendo questa operazione, questa persona disegna una figura geometrica che è un ellissoide - "perfettamente equivalente in tutti e quattro i casi." Cioè, questa ellissoide appare schiacciato in un certo modo che è equivalente in tutti e quattro i casi. Una specie di firma, una specie di grafia, questa è. "Per quanto riguarda l'elemento profondità di taglio, si tratta di un parametro costante in | tutti e quattro i casi, quindi la profondità di discesa del coltello durante l'escissione è uniforme. L'angolo di incisura, ultimo elemento" - cioè a dire il momento di partenza di questa operazione - "si colloca all'incirca a ore 11, guardando un quadrante di orologio." Sempre. E così De Fazio, fascicolo 74, pagina 11: "La lesività riscontrata nei singoli casi avalla l'ipotesi concretamente che tutti gli omicidi siano stati commessi dalla stessa persona. Si arriva a tale conclusione sulla base di una valutazione che tiene conto anche delle apparenti difformità e della discontinuità della serialità lesiva che caratterizza i casi dal primo all'ottavo." Quindi, considerato tutto: spari, tutto. Non solo escissioni, tutta l'azione. 
Segue...

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