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mercoledì 23 settembre 2015

Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 3 marzo 1998 - Diciannovesima parte

Segue dalla diciottesima parte.

Avvocato Mazzeo: "No, alla donna no. No". Pagina 29-30, volume II dell'incidente probatorio. C'è un altro collega della parte civile, l'avvocato Pellegrini, che in quel contesto, insomma, la cosa è veramente indigeribile. È indigeribile. È vero, ha ragione il Pubblico Ministero che con queste dichiarazioni non si doveva arrivare a dibattimento, sono d'accordo con lui. Ma non nel senso che ha detto lui, che si doveva concludere con un rito abbreviato: si doveva concludere con un'archiviazione. Qui non si doveva impegnare il tempo delle Signorie Loro con situazioni di questo genere e con richieste di ergastoli correlate a queste. In un paese civile non si arriva al dibattimento con un chiamante in correità di questo profilo, di questa personalità, di questo interesse, di questa banalità. Povero disgra... Alla fine, guardi, veramente scatta la pietà cristiana. Oltre certi limiti di indignazione scatta la pietà cristiana. "No, no, alla donna no." Allora l'avvocato Pellegrini, sempre nel volume II dell'incidente probatorio, pagina 55, sì, 55, volume II, riprende l'argomento perché dice, questa non la può passare, qui bisogna metterci una pezza. E come sempre succede, le pezze sono peggiori del buco. Perché dice: "Ma alla Pia fu sparato un colpo di pistola, due colpi o nessun colpo?" Questa è un po' più corretta come domanda, perché perlomeno conclude dicendo nessun colpo. E Lotti: "No, alla ragazza no. Come, sparato alla ragazza? No." 'Non me l'ha detto nessuno che gli hanno sparato alla ragazza, come facevo a dirlo?' Insiste l'avvocato Pellegrini: "Non fu colpita alla testa con un colpo di pistola?” Questa è suggestivissima, perché voglio dire, quando tu, se sei una persona normale, ti accorgi che gli avvocati della parte che non ti dovrebbe crocifiggere, insistono tanto su questo e tu dici sempre no, un qualche dubbio di dire: non sarà meglio rifugiarsi in un 'non ricordo'? Invece no, qui è stato correttissimo. Vede che i semplici a volte, sia pure contro la loro volontà, aiutano la ricerca della verità: a contrariis, ma l'aiutano. Fosse stato uno più smaliziato. Invece no. L'avvocato Pellegrini dice: "Ma non fu colpita alla testa con un colpo di pistola?" "No, sparò all'uomo." Anche all'avvocato Pellegrini gli dice così. E insiste l'avvocato Pellegrini: "Non ci fu nessun colpo di pistola verso la ragazza?" Qui la cosa comincia a diventare una farsa, se non fosse una tragedia. Ma l'avete visto quante domande gli hanno fatto su questo argomento? Tutte che suggeriscono la risposta, tutte che suggeriscono la risposta. Una comunque callida persona capace, diciamo, di riflettere su quello che gli sta succedendo, si sarebbe rifugiato in un "non ricordo". E questo, no. Invece, no, lui dice: "Ma quale... Non ci fu nessun colpo di pistola verso la ragazza?" Ottava domanda, eh, su come morì la Pia Rontini; che lui era a due-tre metri, ha detto. Poi dice 10 metri, poi non tanto vicino... Però, questo, è sicuro : "No, non fu sparato." E infatti, la risposta, pagina 55 volume II, anche all'avvocato Pellegrini, è un secco "No". Poi da qui passiamo, dall'incidente probatorio, passano alcuni mesi, andiamo all'udienza dibattimentale del 28 novembre del '97, fascicolo 55. Pagina 47. Quindi pagina 47 del fascicolo 55 dell'udienza dibattimentale del 28/11/97; "alcuni mesi dopo..." Con tre puntini di sospensione. L'avvocato Bertini che, voglio, dire, che è il suo avvocato, domanda: "Ha avuto l'impressione" - qui siamo arrivati all'impressione - "che avesse colpito ambedue i ragazzi?" Dice: 'magari la rimediamo così. Lui ha sparato al ragazzo, però qualche colpo di scancìo può avere attinto la ragazza. Quindi, in fondo, non si contraddice Lotti quando dice, alla ragazza, no? Notate la callidità, diciamo... No, la callidità, la suggestione della domanda, no? Questa è la teoria della pallottola vagante che fu sostenuta dalla Commissione Warren, qui in dimensione molto più piccola, ovviamente, a proposito dell'omicidio di Kennedy, no - alcione sere fa hanno dato quel bellissimo film - per dimostrare che Kennedy fu ucciso da un unico sparatore. Siccome c'erano delle ferite che non si spiegavano, allora fu teorizzato, con le leggi della fisica, che una pistola orientata da una parte, poi era risalita, poi era andata a destra, poi era scesa a sinistra. E finalmente... senza neanche sciuparsi. E quindi l'avvocato Bertini dice: "Ha avuto l'impressione che avesse colpito..." -impressione, vai - "che avesse colpito ambedue i ragazzi?" E allora Lotti comincia a dire: "Mah, di colpi ne è partiti diversi. Li avrà presi di certo, di certo, tutti e due. E bene." Come dice quel proverbio? Oh, non mi entra in testa, eh.
Avvocato Filastò: (voce fuori microfono)
Avvocato Mazzeo: Eh? Sì, qui veramente brutta.
Avvocato Filastò: (voce fuori microfono)
Avvocato Mazzeo: Eh. questa è l'ennesima gigantesca offesa, offesa, offesa, alla vostra umanità, signori. Guardate, alla vostra intelligenza.
Avvocato Filastò: (voce fuori microfono)
Avvocato Mazzeo: La domanda è orrenda.
Avvocato Filastò: (voce fuori microfono)
Avvocato Mazzeo: E, dopo alcuni mesi, appunto noi abbiamo la progressione, per usare un linguaggio caro al Pubblico Ministero abbiamo una progressione delle rivelazioni. Voi la chiamate, Signori? Eh? Quando vi guardate nello specchio la mattina, dopo questo episodio della vostra vita, eh, e vi ricorderete, se mai ne avrete voglia, di queste situazioni, io non so cosa deciderete. Cosa direte? Siamo stati presi in giro? Avrete rispetto per la vostra intelligenza e prima ancora di avere pietà per l'infelice? "Ha avuto l'impressione di avere colpito ambedue i ragazzi?" "Mah, di colpi ne è partiti diversi. Li avrà presi di certo tutti e due." Bene, insiste l'avvocato Bertini, che sono convinto - non ho elementi per dirlo - non debba essere quell'avvocato - non lo so, comunque lo sottolineo - che, nella telefonata che Lotti fa alla Nicoletti, dice: "L'avvocato" - non so chi era. Si dirà, si dovrà dire, se quella telefonata è genuina - "mi ha detto che è poco, che devo dire di più.", ve lo ricordate? - "che devo parlare dell'84, dell'83, dell'82... Ma io un so nulla, che dico?”
Presidente: Ora non lo so, ma mi pare che fosse un altro...
Avvocato Mazzeo: Sì, Presidente. Ma siccome, Presidente, la ringrazio del richiamo, però... No, e torna anche a proposito, Presidente. Perché, vede, in questa - e apro una piccolissima parentesi con molta serenità, con molta pacatezza e magari col tono un po' sforzato solo dalla stanchezza, dopodiché, se non le dispiace, io smetto - dovuta... Io devo dire questo. E questo argomento mi pare che sia funzionale al discorso che stiamo facendo. Perché, vede, c'è stato finora, in sette giorni, in sette giorni di contumedia contro il Vanni -  tre giorni ha parlato il Pubblico Ministero che è la pubblica accusa; due giorni hanno parlato le parti civili, che sono la privata accusa; un giorno ha parlato l'avvocato Bertini che, in pratica, è un accusatore anche lui, no, evidentemente del Vanni - quindi, in sei giorni, ininterrotti, o comunque interrotti relativamente, le vostre orecchie sono state bombardate, eh? da una, per carità, legittima - correggo: legittima, legittima, previsto dalla legge, legittimo tentativo di disumanizzazione ingigantito dai mass-media - disgraziatamente il Pacciani è andato a morire proprio adesso - da un tentativo di disumanizzazione di una persona umana, che è una di quelle cose, signor Presidente, che uno se le deve ricordare poi quando si sveglia la mattina e si guarda allo specchio. E questo tentativo di disumanizzazione, addirittura, è stato così montante che è arrivato a lambire anche i difensori, sì, Presidente, di questa persona. Perché mi è stato riferito - e poi se qualcuno me lo contesta, io prendo dei verbali e glielo leggerò, ma voi ve lo ricordate sicuramente - che qualche collega - devo chiamarlo così, perché è un avvocato come me e come l'avvocato Filastò - è arrivato a dire in que... la calunnia, no, è un sentimento, un venticello, che questo tentativo... che noi si difende una persona che loro non avrebbero difeso, eh. Sono discorsi di questo genere che si sono sentiti dire in questa Corte. Eh? Ecco. Avvocato Filastò: (voce fuori microfono)
Avvocato Mazzeo: 'Perché io, uno che ha buttato la moglie,..', e poi è completamente falso, come sarà detto. Va bene? Questo significa non avere nozione di deontologia forense, perché avvocato significa chiamato, chiunque sia infelice, perché accusato, ha diritto ad avere un avvocato, da che mondo è mondo. La più antica professione del mondo, dopo un'altra, che non nomino. Ma in senso positivo, questa. Tutti, anche voi nella vita potreste aver bisogno dell'avvocato. E potreste essere sommersi da accuse, le più infamanti possibili. Sentirsi dire in Corte di Assise: 'ma io quello non lo avrei difeso', significa non sapere che cos'è un avvocato. Quindi, dice Bertini: "Ma ha avuto l'impressione che avesse colpito ambedue i ragazzi?” Insisto, Presidente. Insisto perché questa cosa, a sommessissimo parere di questo difensore, è veramente intollerabile, inaccettabile in qualunque consesso civile, eh. Dopo il rosario che vi ho recitato prima, eh. Dopo, questo arriva, come .colpo finale, dopo il rosario. E tenete sempre presente la Cassazione quando dice: "Le rettifiche, le modifiche, eccetera, devono essere genuine." Non devono essere suggerite, oppure correlate a fare entrare il quadro in una cornice che è quella dei dati oggettivi. La ragazza morì con un colpo di pistola in testa. Dice: "Ma di colpi ne è partiti diversi, li avrà presi di certo tutti e due...", bene. Bertini insiste: "Quando la Pia fu trascinata fuori, era ancora viva la ragazza?" Dice Lotti: "Eh, l'aveva ferita, la unn'era proprio morta in quel momento lì." Ma questo è un aspetto che mi interessa relativamente. Sono io a chiederglielo, a quel punto, il 09/12, fascicolo 62, perché mi interessa rilevare questo aspetto: se casuale, se casuale. Perché io ho dato il beneficio... gli ho concesso... Non me lo ricordavo. Sono io a fare la domanda qui. Udienza 09/12, fascicolo 62, pagina 42. Pagina 42. È il sottoscritto, avvocato Mazzeo, che dice: ma non è possibile che debba essere così sfacciata la cosa. Io non ci posso credere. Non ci credo io agli avvocati’ che dicono: ma tu devi dire di più. Non ci credo io a questo che oggi ha detto: dentro il furgone non starò, e domani mi dice, no, mi sono sbagliato. Può darsi che sia sincero. Può darsi che veramente lui, poverino, sta facendo imo sforzo. Si sbaglia e si corregge. Sono io a dargliela l'ultima carta. Dico, può darsi che mi dirà... Dice: 'no, effettivamente io non l'ho visto. Non l'ho visto se è stato sparato con la pistola, non lo so, non l'ho visto'. E io domando: "In che modo fu uccisa la ragazza?" Undicesima domanda, eh, sull'argomento. Pagina 42. Lotti: "Da principio con la pistola." Mi piace, quel "da principio". "Da principio con la pistola." Pagina 47. Lotti: "Gli hanno sparato e hanno preso anche lei." Tipico esempio di aggiustamento in conseguenza di contestazione. Cioè a dire, di aggiustamento non genuino, non spontaneo; di aggiustamento che rivela la callidità, la falsità del dichiarante. La sua bugia. Perché lui dice una cosa, poi si viene a sapere, si viene a sapere. Infatti questa proprio non la puoi mandare... Poi ci penso io e mi aggiusto. Presidente, io, se non le dispiace, avrei esaurito le mie energie.
Presidente: (voce fuori microfono)
Avvocato Mazzeo: Sono le due, Presidente. È dalle nove che sto parlando.
Presidente: (voce fuori microfono)
Avvocato Mazzeo: No, no. Ma stia tranguillo che domani sarò qui alle 9.00 in punto.
Presidente: (voce fuori microfono)
Avvocato Mazzeo: La ringrazio. A che ora, Presidente, scusi?
Presidente: (voce fuori microfono)
Avvocato Mazzeo: Alle 9.00. Benissimo.

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