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giovedì 18 settembre 2014

Giancarlo Lotti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 11 dicembre 1997 - Ottava parte

Segue dalla settima parte.
« DOPO LA SOSPENSIONE »
P.M.: Sì, Presidente, se lei mi consente avrei un'istanza. Per quest'istanza ho bisogno di qualche minuto per spiegarla perché vorrei evitare di dare io spazio non corretto a delle affermazioni che a me sembrano insinuazioni fatte, giustamente nella tecnica difensiva, dal difensore di Vanni per quanto riguarda le dichiarazioni assunte dal Lotti e le risposte che ha dato. La mia istanza è quella di trascrizione di una bobina relativa a un confronto che fu fatto in data 11/02/96 tra Pucci Fernando e Lotti Giancarlo. Cerco di spiegarmi in breve perché chiedo la trascrizione di questa bobina di confronto che, per fortuna, dico io, della giustizia e comunque per buona tutela dell'immagine degli investigatori, fu fatto questo confronto registrato fra Lotti e Pucci. E io insisto nel chiedere la trascrizione. C'è un verbale di confronto che io all'epoca ho già fornito alla Corte quando ho fornito tutti i verbali relativi a Lotti dopo le contestazioni. Cerco di spiegarmi in breve perché altrimenti non si capisce il senso delle affermazioni di Lotti all'ultima domanda del difensore e di lei signor Presidente; e si dà spazio a insinuazioni che io mi sento di dover tutelare per quanto riguarda il comportamento ovviamente della Polizia Giudiziaria e dei procuratori della Repubblica di Firenze che erano presenti a questi atti oltre il sottoscritto. Mi spiego come loro sanno e fin dal primo momento il P.M. ha messo bene in luce e credo che questo dibattimento abbia chiarito, il signor Lotti Giancarlo imputato, è un imputato che ha un programma di protezione ma io ho sempre messo in evidenza come è un imputato che ha confessato fatti dopo che gli venivano contestate circostanze obiettive. Mai si è seduto su, una sedia e ha  detto 'vi racconto come stanno le cose'. Allora ricordiamoci sempre questa situazione perché voi capirete come la risposta che oggi vi ha dato Lotti è la sacrosanta verità nel contesto di come sono andati i fatti, diversi ovviamente nelle sfumature. E ci sono verbali di confronti e per fortuna registrazioni. Mi spiego meglio, il Vanni prima della sua cattura non è mai stato interrogato. Quindi per fortuna nessuno sa cosa poteva dire o meno in merito a questi fatti. Si arriva alla determinazione che qualcosa di importante c'è dietro questa collaborazione con Pacciani nei delitti da quella intercettazione già trascritta relativa a quel bar di San Casciano in cui c'è quella conversazione in cui, loro tutti sanno, Ghiribelli e Lotti parlano del fatto che lui era presente quella sera, c'era la sua 128 e il Lotti dice 'ero a fare un bisogno' e tutta quella storia che loro sanno. Allora siccome in quella telefonata si parla, . c'era anche il Pucci, viene interrogato Pucci. Il Pucci fa le prime ammissioni. Si ma in due volte fa l'ammissione. Allora signori, le cose stanno in questo modo. Di Vanni nessuno sa niente perché non è stato... nessuno può sapere cosa avrebbe dichiarato Vanni perché nessuno lo aveva a quel punto, nemmeno preso in considerazione se non come soggetto ad indagine. La situazione obiettiva di come vanno le indagini - e che io intendo a questo punto mettere bene in chiaro davanti a loro Corte, e davanti a tutti perché è la verità - è che si va dal signor Lotti con delle richieste e contestazioni precise. C'è un verbale, io lo vorrei... lo già esibito però mi piacerebbe ricordarlo in questo momento, nel momento in cui faccio un'istanza precisa. E siamo 11 febbraio '96, sono le 11.45 di mattina. Avendo capito l'importanza della cosa, sono presenti a questo atto - che sono verbale assunzione di informazioni - il procuratore della Repubblica dottor Vigna, il procuratore aggiunto dottor Fleury, il sostituto dottor Crini e il sottoscritto che aveva in quel momento insieme questi fogli. Viene chiesto a Lotti come stanno le cose e Lotti, se la fa da lontano e cerca di dire il meno possibile. A questo punto si dà atto nel verbale, loro ce l'hanno, di cosa gli si contesta. Caro signor Lotti stai attento perché c'è una telefonata in cui dici così; la Ghiribelli dice che c'era la tua macchina, il Galli dice che c'era la tua macchina; per ultimo, il Pucci ha detto che quella sera lui aveva riconosciuto, c'eravate voi e aveva... lui, Pucci, riconosciuto Vanni e Pacciani. Ecco la risposta che vi ha dato oggi Lotti. Questo è il verbale delle 11.45. È un verbale per fortuna che man mano che vanno avanti le cose, il P.M. forse prevedendo chissà, eventuali insinuazioni - sulle quali io non voglio commentare - di qualcuno, si dà atto che ore sono. Finché si arriva a una certa ora piuttosto tardi, è durato due o tre ore. Al che il P.M. prudente secondo me ancora una volta, dice: 'beh, abbiamo Pucci: facciamo il confronto'. Siccome Lotti, nonostante gli si contestan tutte queste cose, non dice nulla, contestiamogli anche che Pucci ha essere stato lì insieme, lui, Pucci, a Attenzione, non è la Polizia o qualcuno che gli dice: guarda, Vanni ha detto. Perché Vanni a quel momento non lo conosce nessuno se non come indagato. C'è un verbale di confronto in cui io ho già depositato, ma per fortuna - dico - è stato anche registrato. E io ne chiedo la formale deregistrazione in cui si dice: guarda contestazione - che Pucci dice così e così. Gli si porta Pucci e Pucci dice le stesse identiche cose, poi l'avete sentito voi. Viene chiuso il verbale di confronto. Dopodiché Lotti, finalmente imprevedibile dice: 'ciò che dice Pucci è la verità, sì c'eravamo' eccetera eccetera. Questi verbali io li ho già dati a loro. Volevo ricordare che sono 11.45 di mattina il primo, confronto 18.45, ammissioni finali, parziali, difficili... tutti i termini che posso usare, loro li vedranno in questo verbale delle 19.45. Quindi signori, è vero: il signor Lotti ha. parlato perché gli sono stati contestati fatti specifici che risultavano da atti di questo processo. Atti per i quali ci sono: registrazioni, intercettazioni, dichiarazioni sentite in questo dibattimento. Quindi è vero che al signor Lotti fu fatto presente questa circostanza. Ma non che la Polizia diceva che Vanni, eccetera eccetera; ma le cose come vi ho detto io. Anche perché Vanni non era mai stato sentito a quel punto da nessuno. Poi prende la sua strada il GIP, eccetera. Allora siccome questo verbale di confronto e questo iter di quella giornata in cui, ripeto, Lotti parla solo perché gli vengono contestati i fatti nei modi che io vi ho descritto e che mi sembra non solo doveroso prendere atto che sono così, ma sono verbali fra l'altro fatti da diverse persone. Quindi bisognerebbe proprio pensare che... insomma, io non ci voglio...
Presidente: No...
P.M.: ... non ci voglio nemmen pensare a quelle insinuazioni...
Presidente: No, no…
P.M.: No, ma Presidente, siccome io un po' d'esperienza ce l'ho e siccome qua ho già visto che si va sulle insinuazioni, allora io preferisco le insinuazioni, facciano pure e si prendano le conseguenze. Però guardiamo anche cosa esiste. Allora per tranquillità di tutti, mia e di chi fa le insinuazioni, ma sopratutto esclusivamente per dimostrare qual’è la verità, il verbale di confronto c'è. Io ho anche la trascrizione che per fortuna, dico, fu fatta e quindi si vede cosa gli è stato contestato in particolare al signor Lotti. Io chiedo la trascrizione di questo confronto che è stato fatto 1'11/02/9 6 alle ore 18.45. Faccio richiesta formale.
Presidente: Allora, quello che posso dire io è il periodo che dice il Pubblico Ministero risulta dai verbali prodotti del Lotti. Per quanto riguarda l'insinuazione che sarebbe stata... non mi riguarda questa storia perché io sono intervenuto al termine dell'esame del...
P.M.: Presidente, ci mancherebbe.
Presidente: Aspetti, aspetti. Dell'avvocato Filastò solamente per chiarire una circostanza, prima dice sì e poi no. Tutto questo era dovere mio farlo e l'ho fatto come ho fatto...
P.M.: E' il mio dovere offrire...
Presidente: Allora questa istanza di trascrizione, voi avete i verbali delle dichiarazioni del Lotti, ritenete necessario e opportuno questa trascrizione o no? Potete riferirmi per cortesia prima le parti civili e poi i difensori. 
Avvoacto: Presidente, noi siamo favorevolissimi alla trascrizione di questa registrazione.
Presidente: Bene. L'avvocato Bertini?
Avvocato Bertini: È d'accordo, Presidente.
Presidente: Bene. L'avvocato Filastò?
Avvocato Filastò: Io volevo prima di tutto dire due parole su questo termine usato dal Pubblico Ministero “insinuazione". Io non ho fatto nessuna insinuazione. Io ho trovato nel brogliaccio, perché questo ancora non l'ho ben esaminata, cioè a dire la trascrizione integrale della telefonata del 24 marzo '96 intervenuta fra il signor Lotti e la signora Nicoletti Filippa, un'affermazione per cui il Giancarlo dice: 'ma, sai i' che gl'ha detto Mario Vanni? Dice che sono stato io a fare gli omicidi. Li ha fatti ...' Ora, o se l'era inventata questa frase. Non è che poi sia una frase, come dicevo prima, ambigua; una frase chiara, testuale, che lui in perfetta — credo innocenza riferisce alla Filippa Nicoletti. Mi sembrava doveroso fare una domanda su questo punto, in previsione che siccome a quell'epoca il signor Giancarlo Lotti aveva dei colloqui e non tutti credo verbalizzati. Si deve pensare che tutto quello che lui dice e tutti i suoi pour parler fatti con vari investigatori di vario genere, venissero verbalizzati significano essere mai entrato in un ufficio di Polizia...
P.M.: Questa è un'insinuazione, Presidente.
Avvocato Filastò: No, non è un'insinuazione. E' una constatazione.
P.M.: Eh, no. Questa è un'insinuazione. Insisto perché lei deve provare quello che sta dicendo.
Avvocato Filastò: Allora...
P.M.: Ci sono dei verbali... 
(voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: ... che tutto quello che dice all'interno di un'inchiesta di questo genere, viene verbalizzato, parola per parola. Lo dice lei. Io, a me...
P.M.: Io parlo di un'inchiesta in cui sono stato anche...
Avvocato Filastò: Dall'interno a certe indagini.
P.M.: Bene, ora parliamo di questa cortesemente. Avvocato, lei parla di questa.
Presidente: Pubblico Ministero, facciamola spiegare.
P.M.: Sì, no, parliamo di questa.
Presidente: Ho capito, però facciamolo parlare. Pubblico Ministero.
Avvocato Filastò: Ha capito, dottor Canessa.
P.M.: Io non lo lascio parlare...
Avvocato Filastò: Faccia come le pare. Comunque, io voglio dire, io non ho fatto insinuazioni. Ho detto...
P.M.: Eh, no; dice ci sono stati...
Avvocato Filastò: No, ma le sto dicendo io non ho insinuato nulla. Io l'ho detta la cosa. Non ho insinuato, l'ho detto. Ho affacciato un'ipotesi e lei mi dice che ne sopporto le conseguenze, ma faccia quello che crede.
P.M.: Le conseguenze?
Avvocato Filastò: Non creda che da questo punto di vista qui, di scalfire in un attimo il mio dovere professionale. Affacciando un'ipotesi di...
Presidente: Non credo...
Avvocato Filastò: ... nei confronti di qualcuno. Perché sbaglia persona. Perché se c'è uno che queste cose... queste affermazioni sue...
Presidente: Lei avvocato parli alla Corte. Lasci stare il Pubblico Ministero.
Avvocato Filastò: …non viene intimorito nel fare il suo dovere professionale... sono io e non da ora, diverso tempo. Quindi ho trovato questa frase e ho fatto delle domande, partendo da un determinato presupposto giusto o sbagliato che sia; ed ha risposte in un certo modo il signor Lotti - poi ne parleremo - . Quindi non è una insinuazione.
Presidente: Ora, su questo...
Avvocato Filastò: Quando poi ha fatto col signor Mario Vanni apparirebbe secondo quello che dice il Pubblico Ministero, ha detto poco fa in questa inchiesta ha paracadutato solamente nel momento in cui il Lotti fa determinate dichiarazioni; questo non è vero purtroppo. Questo non è affatto vero. Non solo il. ..
Presidente: No, facciamo... Avvocato...
Avvocato Filastò: Presidente, era stato interrogato varie volte informalmente...
Presidente: Sì, sì.
Avvocato Filastò: ... ma il signor... è stato interrogato - e di questo credo di aver chiesto l' acquisizione del verbale, e comunque se non l'ho chiesta la chiedo ora...
Presidente: Bravo, il Pubblico Ministero...
Avvocato Filastò: Presidente, insomma voglio dire, io vorrei poter parlare.
Presidente: Sì, sì. Come no.
Avvocato Filastò: Lo ha fatto il Pubblico Ministero, lo vorrei fare anch'io.
Presidente: Sta parlando.
Avvocato Filastò: Il signor Mario Vanni è stato interrogata al dibattimento di I Grado nel processo Pacciani.
P.M.: Come teste.
Avvocato Filastò: Come teste, sissignore. Come teste. E all'interno di quel verbale, il Presidente e il Pubblico Ministero espressero notevoli, chiare, evidenti riserve sul modo che aveva quest'uomo di esprimersi, che è quello che è.
P.M.: In pubblico lo fece.
Avvocato Filastò: Come?
P.M.: In pubblico, in una pubblica udienza.
Avvocato Filastò: Certo, in una pubblica... chi dice nulla. Si sta parlando... parò, il signor Mario Vanni era già sospettato all'epoca di quel suo verbale . responsabile davanti alla Corte di Assise di Firenze in I Grado; pesantemente sospettato. Quindi non diciamo cose che non son vere. Il signor Vanni non interviene in quest'inchiesta paracadutato dalle parole del signor Lotti, era già prima e molto. La prima cosa, perché è un verbale, avviene così: questo signore si mette a sedere e siccome già altre volte l'hanno interrogato e gl'hanno chiesto, gli hanno domandato... appena si mette a sedere nella sua ingenuità, secondo me anche onestà, d'animo... 'io, so un accidente, io il Pacciani c'ho fatto solo delle merende'. E poi è lui l'inventore della frase 'compagni di merende' perché è da qui che nasce la cosa dei compagni di merende. 'Io ho fatto solo delle merende' e va avanti per tutto il tempo esattamente come ha fatto con voi, che delle volte dice 'un so nulla'. Per tutto il tempo a dire 'io ho fatto altro che merende'. E da lì, poi naturalmente il Presidente, il Pubblico Ministero si esprimono in termini pesantemente critici sulla sua veridicità; e addirittura il Presidente in un certo momento del dibattimento dice 'lei ha qualcosa da nascondere'. Dicevamo che il Vanni è l'ultimo arrivato... Ecco, comunque, fatte queste premesse per rimettere a posto queste due cose, le insinuazioni che non son tali; io ho visto un fatto all'interno di...
Presidente: Scusi avvocato, scusi avvocato.
Avvocato Filastò: Sì.
Presidente: Quando lei dice, il Presidente dice 'lei ha qualcosa da nascondere', non l'ho mica detto io questo.
Avvocato Filastò: No, sto parlando del...
Presidente: No, appunto. Lo chiedo... non mi sembrava...
Avvocato Filastò: No, no. Sto parlando del processo Pacciani. (voci sovrapposte)
Avvocato Filastò: Del processo Pacciani e Mario Vanni. No, no Presidente, per carità! Ecco, quindi prima cosa: non ho fatto insinuazioni, ho dedotto un fatto, ho cercato di approfondirlo con la Corte facendogli alcune domande. Quindi ... fare insinuazioni di nessun genere. Il fatto è questo...
Presidente: Va bene.
Avvocato Filastò: Un secondo. Non è vero che Vanni arriva al processo all'ultimo momento, così come dice il Pubblico Ministero. Perché è chiamato, da una chiamata di correo, ma c'era già un ' atm.asf.er a molto plumbea su di lui e c'è datata da diversi mesi, come risulta da quel verbale di dibattimento, del quale non ricordo se ho ohi est o l'allegazione, ma la chiedo, adesso.
P.M.: La fornisco io...
Avvocato Filastò: Molto bene. E terzo, non mi oppongo alla richiesta di trascrizione del verbale di confronto, anzi la faccio propria.
Presidente: Bene.
Avvocato Filastò: La faccio mia.
Presidente: Allora...
Avvocato Curandai: Presidente... .
Presidente: Dica.
Avvocato Curandai: Presidente, mi perdoni. Io le chiedo che mi sia consentito di esprimere un po' più completamente il parere della parte civile su questa, chiamiamola, querelle...
Presidente: Chiamiamola?
Avvocato Curandai: Su questa polemica, chiamiamola così.
Presidente: No, no. No avvocato, non parliamone più di questa polemica.
Avvocato Curandai: Io vorrei...
Presidente: Solamente sull'istanza di trascrizione di questa bobina. Tutto qui.
Avvocato Curandai: Sì.
Presidente: L'episodio chiarito, basta. Non...
Avvocato Curandai: Vorrei Presidente, esprimere brevissimamente il parere della parte civile su questo punto, sulla trascrizione o meno della registrazione del confronto Pucci-Lotti. L'avvocato Filastò vi ha parlato della telefonata fra Lotti e la Filippa Nicoletti, telefonata del 24 marzo 1996.
Presidente: Ma non facciamo... anticipiamo discussioni di nessun tipo.
Avvocato Curandai: No, no.
Presidente: Dobbiamo dire se è opportuno trascrivere o no quel... Così vediamo materialmente come sono andati i fatti.
Avvocato Curandai: Adesso arrivo. Arrivo al punto.
Presidente: Bene.
Avvocato Curandai: Mi sia consentito di parlare un attimo, Presidente. Arrivo al punto. Senza predifese, niente. Questo è la motivazione del parere della parte civile su questo punto. Mi consenta questa brevissima premessa. Allora, l'avvocato Filastò aveva, credo che avesse in questo momento in mano la trascrizione della intercettazione telefonica. Allora, se noi andiamo un attimino, signor Presidente, a vedere questa trascrizione nel punto in cui si parla di Vanni, bisogna come al solito leggere compiutamente tutte le parole di tutta la trascrizione. Allora ci si renderà conto che sotto certi aspetti sarebbe, direi, inutile anche la trascrizione della registrazione di Pucci. Perché? Perché a un certo momento, dopo che il Lotti ha parlato di Vanni, accenna al Vanni, subito dopo dice Giancarlo: "Ah, si, il colloquio alla Questura." Il colloquio, ovviamente di Vanni alla Questura. Ecco, su questo c'è un dato direi storico tranciato, che taglia di netto la testa al toro. In quel momento, 24 marzo '96, Vanni non era stai, non aveva mai subito un colloquio presso la Questura. Quindi, molto probabilmente, come il Lotti ha già fatto qui, in quest'aula, confonde i nomi. Probabilmente si riferiva a Pucci, in quel momento. "Quel Pucci, mi accusa", perché in quel momento c'era stato solo il colloquio con Pucci. Non c'era stato alcun colloquio del Vanni in Questura. E qui si parla di colloquio in Questura. Il colloquio in Questura è quello di Pucci, non è quello di Vanni. Quindi, io vorrei chiedere al Lotti se, in quel momento, parlava di Pucci...
Presidente: No, no...
Avvocato Curandai: ... o parlava di Vanni.
Presidente: ... lasciamo stare, lasciamo stare Lotti, lasciamo stare Lotti.
Avvocato Curandai: Va bene. Sennò...
Avvocato Filastò: Non se ne può più di lotti.
Avvocato Curandai: E va bene, non se ne può più, però...
Presidente: No, no. Prego, prego, prego...
Avvocato Filastò: Io non ne posso più.
Presidente: Bene, bene. Bravo, sì. Anch'io non ne posso più.
Avvocato Filastò: Ecco.
Avvocato Curandai: Però qui c'è un dato storico.
Presidente: Bene. Allora...
Avvocato Curandai: Un dato storico, ecco, di cui la Corte doveva tener conto.
Presidente: Avvocato Curandai, allora...
Avvocato Curandai: Allora, a questo punto, ciò premesso, la difesa di parte civile ritiene ultronea la trascrizione di questa registrazione. Perché, ecco...
Presidente: Allora…
Avvocato Curandai: ... il punto è già superato storicamente in questa trascrizione.
Presidente: Allora lei si oppone alla trascrizione.
Avvocato Curandai: No, remissivo, remissivo.
Presidente: Remissivo...
P.M.: Faccia il Giudice...
Avvocato Curandai: Faccia il Giudice, però il Giudice sa che cosa...
Presidente: Facciamo come Pilato, ci laviamo le mani.
Avvocato Curandai: Il Giudice, fin da ora, sappia queste cose. Ecco.
Presidente: Va bene, bene. Senta Pubblico Ministero, quali erano gli atti da trascrivere?
P.M.: Dunque, esattamente...
Presidente: Confronto Pucci-Lotti, di quand'è?
P.M.: In data 11/02/96.
Presidente: Sì.
P.M.: Il verbale è quello che mi sembra di aver depositato, il verbale di confronto...
Presidente: Sì, sì, ce lo abbiamo il verbale riassuntivo.
P.M.: Benissimo. 11 febbraio '96, ore 18.45...
Presidente: Ma c'è anche qualche altro fatto nella bobina, o solamente quello?
P.M.: No, no, solo il confronto.
Presidente: Ah, va bene.
P.M.: È...
Presidente: Allora, formalmente ci dobbiamo ritirare su questa istanza...
P.M.: I verbali di cui ha parlato---
Presidente: Ce li abbiamo, già ce li abbiamo... Bene. 

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