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martedì 3 settembre 2013

Maria Grazia Frigo - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 07 luglio 1997 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.

P.M.: Bene. Quindi voi proseguite.
M.G.F.: E proseguiamo. Proseguiamo, e si scende dell'altro, passano diversi, un centinaio di metri, eccetera.
P.M.: Sempre verso la Sagginalese.
M.G.F.: Sempre verso la Sagginalese. Arriviamo in un certo punto della strada che, sempre venendo, cioè in salita, veniva una macchina rossa.
P.M.: Una seconda macchina.
M.G.F.: Una seconda macchina. Andava a andatura tranquilla, sostenuta il giusto per mantenere la strada in salita, ecco, non certo mi ha dato l'impressione che avrebbe fatto come la macchina precedente. E questa macchina rossa, però - noi siamo sempre in direzione, sempre discesa - questa macchina, finita la sua salita, svolta alla sua sinistra.
P.M.: Cioè vi taglia la strada anche questa?
M.G.F.: No, no, no, per niente.
P.M.: C'era spazio.
M.G.F.: C'era spazio, e poi praticamente non ci sarebbe stato il motivo di fermarsi per dire 'passa lei? passo io?'.
P.M.: C'era spazio.
M.G.F.: C'era spazio. Comunque vada, questo spazio non è stato necessario, perché questa macchina, invece di continuare la camminata a salire per quella, strada, ha svoltato...
P.M.: Sulla sua sinistra.
M.G.F.: Sulla sua sinistra. E basta. Io tra l'altro, in quel momento, mi ricordo di aver pensato 'ah, guarda, questo è il' - mi scusi la parola, ho detto - 'questo è il contadino che abita da quella parte'. Perché o il giorno prima, di giorno, o una settimana prima, perché d ' estate noi ci andiamo spesso il sabato e la domenica, sono due giorni di chiusura del lavoro,, eccetera, 1'avevo già vista.
P.M.: Questa macchina rossa.
M.G.F.: La macchina rossa. Sempre una macchina che guidava in modo tranquillo, eccetera. E l'ho vista girare da quella strada lì cioè quella che poi la sera del 29 ha fatto per non incrociarsi - no, non posso dire per non incrociarsi, l'ha fatta perché andava di lì, insomma, ecco. E ho detto: 'guarda, anche lui deve essere ritornato dal festival'.
P.M.: Da qualche...
M.G.F.: Da qualche cosa, insomma. Perché dentro di me ho pensato: questo è uno che abilita lì. Siccome l'avevo già vista, questa macchina. Però ho riconosciuto la macchina... non potevo dire se dentro c'era una, due, tre, quattro persone; io ho visto semplicemente la macchina che, facendo lo stesso tragitto, io per associaZione di idee, ho detto: 'questa è la macchina di quello che abita in quei paraggi'.
P.M.: E invece non è. Vada avanti, vada avanti. Teste Frigo : Sì. Dunque...
P.M.: Senta, questa macchina - scusi - che si è immessa sulla sua sinistra in questa strada, questa strada dove porta? Lei l'ha vista, poi?
M.G.F.: Questa strada dove porta...
P.M.: La strada percorsa dalla macchina rossa.
M.G.F.: Senta, la macchina percorsa dalla strada... sì, la macchina...
P.M.: La strada percorsa dalla macchina rossa. 
M.G.F.: La strada percorsa dalla... Passando di giorno , io avevo visto che era una strada che entrava in un grande campo seminato, mi pare che a quell'epoca era tutto a vigne. Però avevo pensato che fosse una strada che portava, a una casa colonica che c'è lì, e che può avere benissimo due entrate per motivi loro, insomma.
P.M.: Perché la casa colonica, rispetto a questa strada, è sulla sinistra. -
M.G.F.: Eh, sì, è sulla sinistra, si vede.
P.M.: Abbastanza distante.
M.G.F.: Da questa strada in discesa, si vede che la casa è lì. 
P.M.: Senta, questa strada in discesa, poi l'ha percorsa, ha visto dove va a finire, o le hanno detto dove va a finire questa strada percorsa dalla macchina rossa?
M.G.F.: Sì. Quando sono andata a fare il sopralluogo, e dove ho detto...
P.M.: Che l'aveva vista.
M.G.F.: ...che era andata la macchina, io fino in fondo non ci sono andata. Ci sono andati il personale competente, diciamo. l'unica cosa che ho sentito, quando sono ritornati, fra di loro dicevano all'ispettore che c'era: 'guardi che dà proprio sulla piazzola'.
P.M.: La parte superiore della piazzola. Poi abbiamo delle foto fatte...
M.G.F.: Sì, la parte superiore della piazzola.
P.M.: Della piazzola dove c'era stato l'omicidio.
M.G.F.: Sì, e io ho chiesto; però questo in fase...
P.M.: Dopo.
M.G.F.: Certamente. Io lì, dove andava quella strada, non lo sapevo.
P.M.: Non lo sapeva.
M.G.F.: E nemmeno ci sono mai passata.
P.M.: Era una strada transitabile, all'epoca?
M.G.F.: No, no, no. Io l'ho definita un tratturo perché aveva proprio i segni di dove passa un trattore, di dove passa un carro, dove possono passare...
P.M.: Invece, quando, ha fatto il sopralluogo con la Polizia?
M.G.F.: Non esisteva più la strada.
P.M.: Non esisteva più.
M.G.F.: No, era tutto a erba, e praticamente questa strada - eh, perché io me la ricordavo veramente, per me c'era, l'avevo vista più di una volta, questa strada, e mi ricordavo appunto che, se ci ho visto passare le macchine, quindi... Le macchine: due volte questa macchina rossa, tra l'altro. Non altre macchine. Niente, noi continuiamo per la nostra strada, si arriva sulla, io la chiamo, la strada provinciale, quella asfaltata, giriamo a sinistra verso Ponte a Vicchio.
P.M.: Mentre a destra, per capirci, è dove c'è stato l'omicidio.
M.G.F.: Sulla destra, ma passato, penso, un due-trecento metri.
P.M.: La direzione del luogo dell'omicidio, è sulla destra...
M.G.F.: La direazione, destra, sì. Noi invece abbiamo preso la direzione sinistra.
P.M.: Ponte a Vicchio.
M.G.F.: La solita che facciamo per ritornare a Molin del Piano.
P.M.: Ho capito.
M.G.F.: E basta. Addirittura mi ricordo che, mentre alla prima macchina, quella bianca, le ho detto, ci siamo trovati quasi... lì, ha frenato di colpo, ha tirato proprio una frenata, e noi si passava ormai andando sempre piano: ho letto anche il numero di targa. Come tutte le persone fanno, dice: 'ah, questa me la voglio ricordare'. L'ho ripetuta per due o tre volte. Poi, quanto?, il tempo, di arrivare in fondo alla strada, non me la ricordavo già più.
P.M.: Lei ricorda se era targata Firenze?
M.G.F.: Era targata di Firenze, e aveva una targa tutta a numeri, non con l'alfabeto. Perché noi già avevamo una macchina con l'alfabeto. Quindi, era sicuramente una macchina con degli anni di differenza, diciamo. Niente, poi prendiamo...
P.M.: Era targata Firenze?
M.G.F.: Targata Firenze.
P.M.: Senta, voleva aggiungere qualcosa?
M.G.F.: Mmh, non direi. Niente, per tutta la sera è stato un parlottare, a dire: 'ma guarda che stupidi si trovano in giro'. Però mio marito minimizzava, e io gli ho detto: 'guarda Giampaolo, che non è assolutamente pensabile comportarsi in quel modo, a quell'ora di notte, in una strada così isolata, che non esiste una lampadina, non esiste un lampione'. No, assolutamente non l'accettavo.
P.M.: Senta, quando in genere venivate via, se venivate via di sera da quel posto, vi era capitato episodi simili, o era una strada poco frequentata?
M.G.F.: No, no, no. Io dico che in tutti gli anni che ci siamo andati nell'estate, forse avremo incontrato due macchine, tre.
P.M.: In epoche diverse.
M.G.F.: In epoche diverse.
P.M.: Quella sera, queste due: una bianca e una rossa.
M.G.F.: Sì, sì.
P.M.: Praticamente...
M.G.F.: Addirittura mi è saltato all'occhio il fatto che ci fossero...
P.M.: Due macchine.
M.G.F.: Però l'avevo attribuito anche al fatto che noi siamo sempre venuti via in un orario tipo ora di cena, e quindi la gente poteva essere a cena. Poi, escono, e rientrano a un orario giusto come può essere la mezzanotte. 
P.M.: Senta, poi quando ha saputo - questo era la domenica sera - che c'è stato un omicidio lì, e ha ripensato a quest'episodio? 
M.G.F.: Dunque, ascolti, il martedì io l'ho saputo, ho sentito la radio che dicevano, però genericamente, parlando di Vicchio, di Sagginale, insomma lì sono tutti posti di campagna, non potevo certo sapere che era un luogo così vicino a dove noi siamo passati. Che era così vicino l'ho saputo il giorno; di Ferragosto, perché la signora Lidia mi ha telefonato, dice: 'Maria Grazia, via, venite su, siamo qui soli come due stupidi, si passa il pomeriggio insieme, eccetera'. Quindi siamo andati lì a mangiare a mezzogiorno, è una consuetudine, diciamo. Nel pomeriggio il signor Bianchi, il marito della signora Lidia, dice a mio marito: 'vieni, andiamo a fare un giro, vieni, che ti porto a vedere dov'è il posto'. Noi donne, ci avevano lasciate a casa, anche perché avevo la bambina. E sono andati via loro. Addirittura, una cosa che non riesco a ricordare è se sono andati via con la macchina di mio marito o con quella del signor Bianchi. Penso più facilmente con quella del signor Bianchi, che anche lui aveva una Citroen, però limousine. Quando tornano verso le sei di sera, sei e mezzo, così, dice mio marito: 'guarda Maria Grazia', mi porta sempre in quel pezzo di giardino che dà sulla vallata, e mi dice: 'ma lo sai che il posto dove è successo è proprio qui sotto, guarda, in linea d'aria saranno 250 metri.
P.M.: Cioè voi avevate sentito lo scoppio e in linea d'aria era 250 metri, secondo la ricostruzione di suo marito?
M.G.F.: Secondo... certo. Da persone che non se ne intendono, fra l'altro.
P.M.: Certo. Comunque, ha questa sensazione di vicinanza.
M.G.F.: Sì, sì sì, questa sensazione di vicinanza. E lui dice: 'ma guarda, praticamente, se si potesse fare un salto', ma era un modo di dire, perché in realtà la strada fa così, fa così.
P.M.: Fa quelle curve che ci ha detto.
M.G.F.: Ecco, fa tutte le curve che deve fare. Quando lui mi ha detto : ' è qui sotto ', a quel punto io ho detto: 'o stai a vedere, Maria Grazia, che quello che hai incontrato che aveva quel comportamento cosi assurdo c'entra qualcosa con questa storia'. Perché, come ripeto, non c'è una giustificazione minima per pensare...
P.M.: Insomma l'ha impressionata molto questo incidente, via.
M.G.F.: Sì, moltissimo, moltissimo.
P.M.: Quindi cosa, ne avete parlato con suo marito di quella sera?
M.G.F.: Certo, ne abbiamo parlato, poi per esempio io anche con i nostri dipendenti. Allora, avevo anche diverse donne, che noi si fa del lavoro artigianale, quindi a mano, è motivo anche per far passar due ore, mentre si lavora. Non è la FIAT, che si sta con la... insomma, ognuno fa il suo. E ho detto: 'ma sapete? mi è capitato così, così, eccetera'. 'Ma guarda, davvero?'. 'Bah:'.., Basta, ecco così, tipo parlarne...
P.M.: Ma ne parlò con qualche maresciallo, con qualche carabiniere?
M.G.F.: Allora dopo, passato questo giorno di Ferragosto... Del giorno di Ferragosto avrei da dire un'altra cosa.
P.M.: Prego. Poi ci deve dire anche se ha riconosciuto le persone. Comunque, andiamo per ordine.
M.G.F.: Sì. Io e la signora Lidia siamo rimaste lì, mentre mio marito e suo marito andavano a fare questo giro turistico, chiamiamolo così.
P.M.: Di curiosità.
M.G.F.: Di curiosità. E la bambina, naturalmente. Mentre eravamo in giardino, però dalla parte dello staccionato dove continua questa strada, perché porta, anzi, portava Sino a San Martino agli Scopeti.
P.M.: A Scopeto.
M.G.F.: Sì, a Scopeto.
P.M.: Ecco, è importante, signora, da dove eravate voi, fattoria La Rena, andando su, si andava a San Martino a Scopeto.
M.G.F.: Certamente.
P.M.: Cioè la strada era libera.
M.G.F.: La strada era libera, quella.
P.M.: Bene.
M.G.F.: E mentre eravamo lì, che era un orario tipo le quattro del pomeriggio, eccetera, io sento il rumore di una macchina che arriva dalla salita diciamo, da dietro la casa.
P.M.: Sempre da giù, dal basso.
M.G.F.: Sempre da giù, sempre da giù verso San Martino, sento ìl rumore di una macchina che sta arrivando. Dentro di me io ero già all'erta, perché la mia convinzione di dire 'ti ho guardato bene, perché se ti trovo ci prendo una discussione', perché io sono il tipo...
P.M.: Con quello della domenica famosa.
M.G.F.: Con quello della macchina bianca. L'ho guardato, che macchina arrivava. Però: era una 126, un verde stranissimo, proprio pochissimi verdi così ho visto nella mia vita. Una macchina piccola. Dentro al volante di questa macchina c'era - ma questo poi l'ho rimuginato dopo - la stessa persona della macchina bianca, con la differenza che era vestito con una camicina a manica corta rosa, insomma bianchina-rosa, un giacchino da cacciatore, quelli con tante tasche, e un berretto di quelli che danno di omaggio i mangimi, pollaioli per intenderci, ecco. Però quello che me l'ha fatto riconoscere che era la persona che avevo visto quella notte, è lo sguardo. Lo sguardo: mi ha guardato con una strafottenza, come se in quel momento volesse dire 'ma che c'hai da guardare, babbiona?'. È un termine che è venuto ora.
P.M.: Una sensazione sua, insomma.
M.G.F.: Ma la sensazione mia era proprio quella. Un'altra cosa da dire: quelle sono strade che passano talmente poche persone, che quando due o tre persone si vedono, un minimo accenno di sorriso o di testa cosi, per dire 'buonasera', 'salve', chi passa in macchina lo fa, e chi è fermo a chiacchierare con qualcuno lo fa sicuramente, insomma.
P.M.: Senta, e...
M.G.F.: Chiedo alla signora Lidia: 'ma lo conosci?'. E forse lei non ha fatto in tempo a vederlo, oppure... Dice: 'no, ma sai, in; questo, momento passano tanti cacciatori, perché si stanno preparando all'apertura della caccia'. Perché effettivamente la caccia apriva il 17 d'agosto, quindi... basta, e quello è finito.

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