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mercoledì 11 settembre 2013

Giampaolo Bertaccini - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 07 luglio 1997 - Prima parte

Presidente: Allora, comodi.
Avvocato Pepi: Presidente, quando la Corte è comoda avevo un'istanza.
Presidente: Bene.
Avvocato Pepi: All'esito delle dichiarazioni oggi rese dalla Frigo Maria Grazia, chiedo che la Corte voglia sentire immediatamente - ovviamente nei tempi necessari, quindi magari domani - i verbalizzanti dell'interrogatorio 04/12/92, che sarebbero l'ispettore Lamperi, Frillici, Di Genova e Scirocchi. Mi pare che tre di questi sono già indicati anche dal Pubblico Ministero nella lista.
P.M.: Certo.
Presidente: Io chiedo l'audizione soprattutto a chiarimento di queste affermazioni fatte dalla Frigo, perché, a avviso di questo difensore, se emergesse la conferma di quanto la signora Frigo oggi ha dichiarato, vi potrebbero essere anche delle responsabilità di ordine penale di cui la difesa, in questo momento, si riserva eventualmente di esperire le vie necessarie.
Presidente: Il Pubblico Ministero è lì.
P.M.: Sì, sì, Presidente. Io penso che...
Presidente: Va bene. Chi sono i due che ha indicato il P.M.?
P.M.: Sentiamo quelli sentiti dal P.M.. Magari, io preferirei prima continuare a sentire i testi a...
Presidente: Sì, comunque le domande gliele possiamo sempre fare.
P.M.: Sì.
Presidente: Ce n'ha tre, dice, lei. 
Avvocato Pepi: Sono quattro, Presidente.
P.M.: Bene. 
Avvocato Pepi: Lamperi Riccardo, Frillici Pietro, Di Genova Callisto e Scirocchi Lidia.
P.M.: Presidente, sono testi. indicati dal P.M.. Io chiedo soltanto di segurire l'ordine del P.M., nel momento in cui...
Presidente: Va bene.
P.M.: ... in cui saranno sentiti...
Presidente: (voce fuori microfono)
P.M.: Comunque sono già indicasti dal P.M., li sentiremo al momento opportuno.
Presidente: Bene.
P.M.: Ora come ora mi sembra opportuno sentire i testi familiari o persone sentite insieme alla Frigo, così vediamo anche avere elementi in proposito. Bertaccini...
Avvocato Pepi: C'è, Presidente, Vanni che voleva fare una dichiarazione.
Presidente: Bene. Signor Vanni. 
Mario Vanni: Senta signor Presidente, tutti i testimoni me non m'hanno rammentato mai nessuno, segno evidente che sono innocente. Io l'è un anno e mezzo che sono in carcere...
Presidente: E noi se lei è innocente, lo possiamo dire... 
Mario Vanni: ... male a nessuno. Ha capito?
Presidente: Se lei è innocente lo possiamo dire alla fine, ora non possiamo colloquiare così. 
Mario Vanni: Eh? Non c'è che il Lotti che m'accusa, è un bugiardo.
Presidente: Va bene. 
Mario Vanni: Grazie. Io non ho...
Presidente: Bene.
P.M.: Sentiamo Bertaccini, Presidente.
Presidente: Bertaccini Giampaolo.
P.M.: Esatto. (voce fuori microfono)
Presidente: Lei vuole essere ripreso?
G.B.: No, grazie.
Presidente: Lei è il marito della signora che è uscita prima?
G.B.: Sì, sono il marito.
Presidente: Bene. Allora, niente telecamere, per cortesia, al teste. Dov'è nato lei?
G.B.: Sono nato a Xxxxxxx il XX7XX/19XX.
Presidente: Residente?
G.B.: Xxxxxxx - è una frazione di Xxxxxxx - via Xxxxxxxx numero XX. 
G.B.: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.”
Presidente: Ecco, risponda alle domande del Pubblico Ministero.
P.M.: Signor Bertaccini, può spiegare alla Corte, innanzitutto, qual è la sua professione, la sua attività?
G.B.: Sono artigiano di un'azienda che produce accessori per il contenimento dei dischi, dei compact disk e delle musicassette.
P.M.: Senta signor Bertaccini, lei ricorda un episodio avvenuto la sera dell'omicidio dell'84 a Vicchio? Voi vi trovavate, insieme a sua moglie, lì nei pressi. Ci può raccontare cosa ricorda lei di quaest'episodio?
G.B.: Si. È una cosa che è difficile a dimenticare proprio per il fatto che mentre noi ci accingevamo a rientrare a casa, dopo essere stati tutto il giorno ospiti della casa dei Bianchi - che poi è mio cugino - ci siamo visti venire incontro, che era già. buio, una macchina che veniva su su questa strada sterrata, in salita, a velocità sostenuta e a fari spenti. Mia moglie si è allarmata, e ha detto: 'attento, attento che questo ci viene addosso '. Io dissi: 'mah, si fermerà, eh', perché noi avevamo una Citroen, una macchina piuttosto grossa e quindi: 'si farà male lui'. Effettivamente non ci siamo scontrati, perché c'è passsato davanti a un pelo e si è fermato sul ciglio della strada. Io però, onestamente, non ho visto la persona che guidava nella maniera più assoluta, perché la maccchina che avevo, la Citroen è una macchina che aveva la possibilità di sollevarsi, e in quel momento io stavo armeggiando un po' sulla meccanica perché si sollevasse perché era una strada sterrata; ancora è strada sterrata, ma a quell'epoca era sterrata e forse anche più accidentata, piena di buche, e quindi dovevo tenere la macchina sollevata perché sennò si sbatteva sul fondo. Poi c'era la bambina che dormiva accanto e quindi si andava giù molto piano. Questo è rimasto un fatto unico, perché non succede che uno ti venga incontro con la macchina a tutta velocità su una strada di quel genere lì e avevamo avuto la sensazione di fermarsi e trattarlo male, chiunque fosse perché non si poteva sapere. Poi, dato che la bambina dormiva, non era successo niente, abbiamo proseguito piano piano sulla strada e siamo rientrati verso Firenze, girando verso Ponte a Vicchio, su su, e siamo rientrati. Effettivamente, sulla strada di ritorno non abbiamo notato, non c'erano né Carabinieri, né posti di blocco. Molto probabilmente nessuno ancora si era reso conto...
P.M.: Di quello che era successo.
G.B.: ... di quello che era successo, insomma, certamente.
P.M.: Senta, lei ha qualche ricordo preciso relativamente al colore di quest'auto?
G.B.: No, onestamente no. Io questo...
P.M.: Il tipo di auto, nemmeno.
G.B.: No.
P.M.: No, benissimo.
G.B.: Era una macchina che non era grossa, ma io, come ho già anche dichiarato in precedenza, non ho queste memorie.
P.M.: Sì, sì, è sempre... Senta, sua moglie poi di questo episodio gliene ha riparlato subito?
G.B.: Dunque, più che altro lei ha detto: 'io voglio vederla bene in faccia questa persona' - non disse persona, ma... - 'perché se lo ritrovo, lo tratto come si merita'. Quindi, lei ha avuto il tempo di fissarlo, di guardarlo, eccetera. Poi, ripeto, siamo venuti... Poi noi siamo tornati, dopo, a Ferragosto a casa dei Bianchi, j del mio cugino e lui mi ha accompagnato sul luogo dove è avvenuto. E allora mi ha detto: 'guarda, qui è successo il fatto'.jMi sono reso conto, ci siamo resi conto che dalla casa di mio cugino al luogo dove è avvenuto | l'omicidio in linea d'aria è relativamente vicino, è piuttosto vicino. Tant'è vero che io, tornato, dico: 'guarda, ma ti rendi conto, da dove eravamo noi a dove è successo l'omicidio, ci saranno 3-400 metri, in linea d'aria, di distanza'. Forse saranno un po' di più, ma insomma, io dissi così. Poi, siccome mia moglie aveva sempre questo peso, noi uscivamo con un maresciallo in pensione - se ne parlò anche con lui, prima di arrivare a intervenire con la Magistratura e con la Polizia. - lui disse: 'ma, signora, loro cercano una macchina diversa da quella che ha visto lei', insomma, si lasciò un po'...
P.M.: Le dettero indicazioni non utili per...
G.B.: No, no, effettivamente non dettero indicazioni utili. Poi mia moglie telefonò in Questura perché aveva sempre questa cosa sopra che le gravava e fu chiamata e fummo interrogati.
P.M.: Ho capito.
G.B.: A suo tempo.
P.M.: Senta...
G.B.: Però in quell'occasione fu detto che non era attendibile perché non c'erano dei riscontri e...
P.M.: Senta ancora una cosa, lei, in genere, o ricorda quella sera che ora potrà essere stata quando siete venuti via dalla casa?
G.B.: Di preciso no, era già buio, sì, perché io avevo i fari della macchina accesi. Erano...
P.M.: Dice che eravate rimasti a cena; sua moglie parla di mezzanotte.
G.B.: A cena, sì, sì. Sì, eravamo rimasti a cena, poi eravamo in campagna si stava al fresco, insomma, logicamente fuori. Quindi...
P.M.: Lei ricorda se nella serata lei personalmente o qualcuno della famiglia dei presenti aveva sentito dei colpi?
G.B.: Sì, avevano sentito un colpo mia moglie e mia cugina, che erano fuori della casa, erano in giardino.
P.M.: Sua cugina si chiama Falchetti?
G.B.: Falchetti Lidia, sì.
P.M.: L'avevano sentito loro.
G.B.: L'hanno sentito loro due, tant'è vero dissero: 'mah, ci sono già i cacciatori?'. 'No, no'. I cacciatori ancora effettivamente non c'erano...
P.M.: Lei non lo sentì perché era in casa?
G.B.: No, io ero in casa con mio cugino, eravamo in casa; noi non l'abbiamo sentito.
P.M.: Senta lei ha sempre parlato di aver visto questa macchina che vi tagliò la strada.
G.B.: Sì.

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