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mercoledì 10 luglio 2013

Lorenzo Nesi - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 04 luglio 1997 - Ottava parte

Segue dalla settima parte. 

Avvocato Pellegrini: Lei sapeva, o quantomeno pensava già a quell'epoca, che Vanni sapesse da diversi anni e non volesse parlare. Era questa la sua...
L.N.: Sì.
Avvocato Pellegrini: ... il suo pensiero in quel momento?
L.N.: Il mio pensiero gl'era quello sì.
Avvocato Pellegrini: La sua posizione mentale?
L.N.: Però era il mio.
Avvocato Pellegrini: Certo, certo.
L.N.: Era il mio.
Avvocato Pellegrini: Stiamo parlando della sua visione del problema.
Avvocato Pepi: E qui Presidente, mi tocca nuovamente... qui si chiede giudizio, pareri... 
(voci sovrapposte)
Presidente: Ma dov'è il problema? 
(voci sovrapposte)
Presidente: Lei crea un falso problema, non vedo dov'è il problema. o santo cielo! 
(voce fuori microfono)
L.N.: È il mio pensiero, non deve mica essere quello del Giudice.
Presidente: Lui ha spiegato...
L.N.: È il mio.
Presidente: Scusi, aspetti un attimo. Lui ha spiegato quale a sua convinzione... basta finito lì.
Avvocato Pepi: No, non può Presidente il teste dire 'quello è il mio pensiero, io penso che il Tizio sia un fiancheggiatore, io penso che il Tizio...’
Presidente: Ma io credo che lei, come persona intelligente, non penserà che la Corte condannerà al bando o altro perché lo pensa il Nesi.
L.N.: Lo penso io, ma per l'amor di Dio.
Presidente: Siamo seri, eh. Siamo seri per cortesia.
Avvocato Pepi: Per una questione di serietà appunto Presidente, il processo va fatto secondo le regole, sennò è inutile.
Presidente: Ogni persona si esprime in un certo modo, ha modo di fare, noi dobbiamo assecondarla nel suo linguaggio.
L.N.: Io esprimo il mio pensiero, dopo valutatelo voi.
Presidente: Benissimo, andiamo. Altre domande avvocato...
Avvocato Pellegrini: No, grazie.
Presidente: .. . perché su questo punto ha già detto abbastanza.
Avvocato Pellegrini: No, grazie signor Presidente.
Presidente: Bene. Altri?
Avvocato Bagattini: Sì, grazie. Un paio di domande signor Nesi. Lei ha detto di conoscere il signor Lotti, vero?
L.N.: Sì.
Avvocato Bagattini: Senta, le risulta se in talune circostanze il signor Lotti abbia riferito in paese, o anche a ei, che aveva visto in extraterrestre?
L.N.: Senta, l'extraterrestre a San Casciano, per conto mio, non lo vide Lotti, lo vide un certo Zuccalà, che forse Mario... Lo vide un certo Zuccalà a Cetinella, ma tantissimi anni fa. A me non mi risulta che il Lotti abbia visto extraterrestri.
Avvocato Bagattini: Quindi a Lotti lei questa circostanza non...
L.N.: No, perlomeno per quanto riguarda me. Lo vide, sì, sì, ci fu una certa cosa che aveva visto i marziani, ma si chiama Zuccalà faceva il sarto. Mario lo sa.
Avvocato Bagattini: Sì, sì, ho capito.
L.N.: Collaboriamo.
Avvocato Bagattini: Signor Nesi, lei mi sembra che abbia detto di aver conosciuto la signora Filippa Nicoletti?
L.N.: Così, di vista, c'ho parlato una volta o due.
Avvocato Bagattini: Le risulta se la signora Nicoletti fosse un'alcolizzata?
L.N.: La beveva la Vecchia Romagna. Io se l'era alcolizzata o no, non lo so.
Avvocato Bagattini: La mattina o il pomeriggio?
L.N.: Eh. . .
Presidente: L'ha vista una volta...
Avvocato Bagattini: Senta signor Nesi, le risulta se anche il Lotti fosse aduso ad abusare di sostanze alcooliche?
L.N.: Queste genti un po' di vino lo bevevano tutti, ma io ubriachi non li ho mai visti, né Pacciani, né Vanni, né Lotti.
Avvocato Bagattini: Ho capito.
L.N.: Ho visto Mario una volta, s'appisolò un pochino su uno scalino in fondo alle scale e basta.
Avvocato Bagattini: Signor Nesi, l'ultima domanda. Lei prima, rispondendo al Pubblico Ministero, ha detto di aver visto il Faggi alla Cantinetta, o al Ponte Rotto, è così?
L.N.: Uhm.
Avvocato Bagattini: Ecco, io volevo ricordarle che nelle sue dichiarazioni rese il 13 novembre 1995, lei si espresse in termini diversi. E cioè a dire, a proposito appunto di quel signore, di aver avuto l'impressione di averlo visto.
L.N.: Impressione, visto... Comunque questa persona di Calenzano io, o alla Cantinetta, o al Ponte Rotto al ristorante, l'ho vista.
Avvocato Bagattini: Ecco. Comunque lei mi conferma che di fronte al Pubblico Ministero usò l'espressione "impressione"?
L.N.: Ma io
P.M.: Dice l'ha visto via, è uguale. Sennò... 
Avvocato Bagattini: No, no..
L.N.: La pigli "impressione”, la pigli... la pigli come la vuole.
Presidente: Lui non ricorda dove l'ha visto, se alla Cantinetta, o al Ponte Rotto, però l'ha visto, almeno è come dice ora, poi non...
Avvocato Bagattini: Lo ha visto, o ha avuto l'impressione di vederlo? Se poi per la Corte è la stessa cosa, io mi cheto qui.
P.M.: È per il signor Nesi, non per la Corte.
Presidente: Va bene.
L.N.: Io con Faggi non c'ho mai ragionato, però vedere l'ho visto. Ora, se io dissi impressione...
Avvocato Bagattini: Quindi non era con lei?
L.N.: No, no, no. Non era con me, era con loro semmai. Con me, no. Con me no perché non c'ho mai parlato.
Avvocato Bagattini: Se l'ha visto lei doveva essere quantomeno nei pressi?
L.N.: Perbacco! Se siamo in una trattoria al Ponte Rotto... Se gl'era al Ponte Rotto l'è una stanza così, siamo a mangiare tutti insieme ai tavolini, ce n'è uno, dopo ne viene un altro. Insomma, non so se gli rendo l'idea.
Avvocato Bagattini: C'era anche lei? Era in compagnia di Vanni in quell'occasione?
L.N.: Ma forse può più darsi di Lotti, perché Vanni... No, Vanni no, al Ponte Rotto a desinare. O alla Cantinetta con il Lotti Giancarlo. Ci siamo stati diverse volte a mangiare insieme. Lì, tu eri lì, venivo io, si finiva di lavorare... non sono mica tavoli riservati. C'è i tavolini, c'è una tavola, ci si mette lì e si mangia.
Presidente: Sì, sì, va bene.
Avvocato Bagattini: Quindi lei ha più ricordo che fosse con il Lottiche non con il Vanni?
L.N.: No, il Vanni a desinare al Ponte Rotto no, credo difficilissimo. Perché lui finiva il giro della posta tardi, sicché no, no. Il Vanni al Ponte Rotto a desinare no.
Avvocato Bagattini: No.
L.N.: No.
Avvocato Bagattini: Bene, grazie.
Presidente: Avvocato Pepi. 
Avvocato Pepi: Senta signor Nesi, alcune domande. Lei si ricorda quante volte è stato sentito dal Pubblico Ministero e dalla Polizia?
L.N.: Diverse volte. 
Avvocato Pepi: Senta, ma lei la prima volta si è presentato spontaneamente, oppure è stato chiamato direttamente dalla Polizia?
L.N.: No. La prima volta io ero tornato, ero stato a caccia in Calabria, sicché era verso ottobre del '90-'91. Io tornando a casa, in Calabria non avevo letto i giornali, sfogliando i giornali cominciai a leggere che Pacciani era sospettato di essere l'autore di questi delitti. Cosa strana. La prima ipotesi la fu, dice: 'bah, Pacciani', s'aveva tutti... 'Pacciani...' Dopo si cominciò a vedere Pacciani alla televisione, sui giornali, 'io sono un uomo buono, sono un uomo qui, sono un uomo là, non ho mai messo in mano una pistola' e allora cominciò a tornarmi in mente che Pacciani diceva che gli sparava ai fagiani con la pistola, perché me l'ha detto. Dopo mi cominciò a tornare in mente la lettera al Vanni. Dopo cominciò a tornare i discorsi sul giornale che Pacciani gli aveva morto una persona nel '49, '59, quando la fu. E mi tornò a mente i discorsi del Vanni, che mi diceva che gli aveva morto un uomo. Mi segue?
Avvocato Pepi: Sì, sì, sì.
L.N.: Ci fu un momento di riflessione. 'Bah, che si fa? Questo dice non hai preso in mano una pistola, ma i fagiani, la pistola...' Io come sia possibile ammazzare un fagiano con una rivoltella non lo so. Va bene...
Avvocato Pepi: Quindi lei si presentò spontaneamente.
L.N.: Ci fu un momento di riflessione.
P.M.: (voce fuori microfono)
Avvocato Pepi: Io gli ho chiesto solo se si è presentato...
P.M.: Ancora non l'ha detto, ancora non l'ha detto.
L.N.: Rimuginai parecchio. Chiesi consiglio all'avvocato Sechi, che era a Tavarnelle, gli dissi: 'avvocato, come la farebbe lei? Si va...' 'Mah, io le direi queste cose che tu sai'. E io optai per la situazione do una botta al cerchio e una alla botte. Cioè dissi: 'io che Pacciani gl'era agli Scopeti lo sapevo, intanto fo così'. E parlai con il dottor Canessa, a cui il discorso primario fu - vero dottore - 'io guardi, le dico queste cose...'
P.M.: C'è un verbale signor Nesi, stia tranquillo. Quello che abbiamo detto l'abbiamo scritto.
L.N.: Ecco. Il discorso primario... 'Io gli dico queste cose perché io...'
P.M.: Eravamo io e lei.
L.N.: '... dentro non me le posso tenere. Gliele dico però dopo fate voi, però a me non mi... lasciatemi al di fuori', vero?
P.M.: Questo è vero, l'ho scritto anche nel verbale.
L.N.: Dopo purtroppo non è andata così.
P.M.: L'ho richiamata.
L.N.: Ognuno deve fare il su' mestiere.
Avvocato Pepi:
Senta signor Nesi, nell'ambito di queste indagini complesse che ci sono state, lei ha per caso subito una perquisizione domiciliare?
L.N.: Sì, una mattina gl'arrivò quattro poliziotti, di cui mi rammarico anche un pochino, ma comunque...
P.M.: Ognuno fa il suo mestiere, signor Nesi, via ce lo siamo detti.
L.N.: Bene. Dice: 'si deve fare una perquisizione'. 'Fate voi'.
Avvocato Pepi:
Si ricorda che cosa fu trovato? Se fu trovato dei documenti, delle lettere?
L.N.: Un'agenda, una lettera che scrissi al Giudice Ognibene perché c'era l'abitudine in questo processo, specie al primo, s'aveva l'abitudine molto di offendere i testi. L'avvocato Bevacqua ai testi addirittura ai testi gli ha dato di pattume, di malvagi. Queste le sono cose scritte. Sicché una lettera scrissi, io dico: 'guardi, io non sono né malvagio, non sono né...', insomma un affa... trovarono una lettera scritta...
Presidente: Sì, va bene.
L.N.: Ce l'hanno loro. 
Avvocato Pepi: C'era forse anche una lettera inviata al Presidente del Consiglio dell'Ordine e al dottor Toni.
L.N.: Al dottor?
Avvocato Pepi: Toni.
L.N.: Toni... Sì, sì, sì. Sì, perché l'avvocato... gliene spiego io. Perché l'avvocato Bevacqua disse che io non ero credibile in quanto che, nel 1977 ebbi una causa per rumori molesti, in quanto che non c'era rumori, un vicino mi fece rumori molesti, non ero che ero con una motocicletta senza marmitta. Stavo lavorando, non c'era rumori e ebbi ragione. Dopo che avevo una causa pendente presso la Pretura di Firenze, perché avevo mandato a pescare un vigile perché mi faceva cardo tutto il giorno, ecco, questo, io non ero credibile per questo. Comunque la veda lei.
Avvocato Pepi: Senta, Nesi, lei ha detto di conoscere abbastanza bene, mi sembra, il Lotti. Vero?
L.N.: Sì, lo conosco.
Avvocato Pepi: E anche mi sembra abbia fatto tutta una descrizione del carattere del Lotti. Io le chiedo questo - siccome sarebbe emerso dalle carte processuali - lei era a conoscenza che il Lotti fosse omosessuale?
L.N.: No.
Avvocato Pepi: Neppure sapeva se a San Casciano lo ritenevano tale?
L.N.: No. Dopo... La tenga presente una cosa, avvocato: che io, da quando nell'84, mi sembra, o che, io sono andato come lavoro alla Sambuca, io a San Casciano ci stavo meno. Sicché tutti gli eventi, i fatti, li conoscevo meno, ecco.
Avvocato Pepi: Certo. Senta, veniamo un attimo alla vicenda della lettera del Vanni. Io le volevo chiedere due o tre cose. Lei ha collocato questo fatto circa in che anno?
L.N.: Io, io gliene ripeto, con gli anni...
Avvocato Pepi: Più o meno.
L.N.: Con gli anni, me la mi piglia male, avvocato, perché non me ne ricordo. Non me ne ricordo, non me ne ricordo. Gli direi un... Non me ne ricordo.
Avvocato Pepi: Comunque grossomodo fine anni '80...
L.N.: Eh, non me ne lo ricordo, avvocato. No, oltre l'81, sì. Però io l'anno non glielo so dire, avvocato.
P.M.: Era in carcere Pacciani, sicché...
Avvocato Pepi: Appunto. Quindi, grossomodo anni '90-'91.
L.N.: Io non gli posso dire una cosa che non so.
Avvocato Pepi: No, lei è stato...
L.N.: Gli posso dire che pioveva, questo me ne ricordo.

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