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martedì 25 giugno 2013

Filippa Nicoletti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 03 luglio 1997 - Quarta parte

Segue dalla terza parte.

P.M.: Ho capito. Senta, nella casa di Indovino, quando vi abitava lei, ricorda chi erano i suoi amici, parenti, che venivano?
F.N.: Ricordo sì.
P.M.: Ce li può raccontare? L'ha già...
F.N.: Erano i fratelli, il fratello di Indovino, le sorelle, poi...
P.M.: Il fratello come si chiama?
F.N.: Sebastiano.
P.M.: Cosa faceva, lei lo sa?
F.N.: Ultimamente lavoravano anche insieme, non so, da Berlusconi, dicevano. Io non è che andavo proprio a controllare che faceva.
P.M.: Che tipo di lavoro faceva?
F.N.: Ma, mettevano i cavi, mi sembra, una cosa del genere.
P.M.: Ho capito. Senta, c'era qualchedun altro?
F.N.: Che c'era Roberto Venturini...
P.M.: Era un altro suo amico.
F.N.: Sì.
P.M.: Poi?
F.N.: Poi, veniva un certo Luciano con la sua donna, una certa Grazia.
F.N.: Sì. Ma, il cognome della donna non lo so, non me lo ricordo, non ce l'ho mai sentito dire, non lo so.
P.M.: Poi?
F.N.: Poi c'era una sorella di Salvatore, che veniva a trovarla, la Enza, il su' marito, la su' sorella Maria. Venivano tutti.
P.M.: Persone... altri uomini? Un certo...
F.N.: Altri uomini veniva Domenico Agnelli...
P.M.: Con una donna?
F.N.: Sì, quando c'era.
P.M.: Era un siciliano?
F.N.: Sì. Quando c'era insieme la Margherita.
P.M.: Una che si chiamava Margherita.
F.N.: Ma che poi la Margherita è sparita, non so che fine... non so, cioè, non l'ho più rivista io, poi sono andata via nell'84...
P.M.: Il Domenico Agnello l'ha rivisto?
F.N.: No.
P.M.: Poi? Un mago, non si ricorda?
F.N.: Manuelito l'ho visto un paio di volte. Non di più.
P.M.: E veniva a trovarlo?
F.N.: A trovare lui, sì.
P.M.: Faceva il mago, aveva un...
F.N.: No, che sappia io, a me non me l'ha fatte mai le carte.
P.M.: Però sapeva... lui diceva di essere un mago. Raccontava, si spacciava...
F.N.: Raccontava così.
P.M.: Diceva di essere un mago.
F.N.: Così diceva, ma non so io.
P.M.: Aveva un camper?
F.N.: Sì. E' venuto qualche volta col camper. Quelle poche volte che è venuto, che l'ho visto io, insomma.
P.M.: Per caso qualche donna di San Casciano veniva lì in casa a farsi fare qualcosa da Manuelito?
F.N.: Che sappia io no. Mentre c'ero io no.
P.M.: Fino all'84 che c'era lei, no.
F.N.: Sì.
P.M.: Senta una cosa, la Milva Malatesta...
F.N.: Sì.
P.M.: ... quella che abitava accanto, che aveva 20 anni, lo conosceva bene Salvatore?
F.N.: Sì.
P.M.: Aveva una relazione anche con Salvatore.
F.N.: Aveva avuto una relazione, sì. In un periodo che esattamente è stato nell'82, che io ero andata via di casa, insomma, sempre col mio alcool. E allora, praticamente, sono mancata di casa una ventina di giorni, anche forse ventuno, e allora, nel frattempo che io non ero a casa, questa Milva Malatesta, essendo che la casa piccola - dove abitavano loro era piccola - lui l'ha ospitata in casa. Poi che c'è stato non lo so io, non ero più lì.
P.M.: Ha trovato indumenti di questa...
F.N.: Sì. Quando sono tornata a casa ho trovato degli indumenti di questa Milva Malatesta a casa, allora gliel'ho fatti volare sulla piazza di casa, insomma.
P.M.: Quindi aveva capito inequivocabilmente.
F.N.: Sì, sì.
P.M.: Senta una cosa, a proposito del fatto che Indovino faceva il mago - lei ha già detto l'ha sentito dire dopo l'84 - lei ricorda c'era una lettera dal carcere di Indovino scritta a lei, in cui lui comunicava che voleva fare il mago nell'81? È una lettera che le abbiamo mostrato. 
F.N.: Sì.
P.M.: Allora, lei l'ha saputo dopo nell'84 dalle persone, e da lui direttamente aveva ricevuto nell'81, mentre lui era in carcere, una lettera in cui lui diceva che avrebbe voluto fare il mago. E' così?
F.N.: Sì, che aveva conosciuto a questo Manuelito dentro il carcere.
P.M.: Ecco, quindi gli era venuta...
F.N.: L'idea, non so.
P.M.: L'idea di fare il mago anche lui. Però esce dal carcere nell'81 e in tutti gli anni in cui sta con lei il mago non lo fa...
F.N.: No, no.
P.M.: ... e lo fa dopo.
F.N.: Sì, sì.
P.M.: È verosimile, questo? La dobbiamo credere?
F.N.: E' vero, sì.
P.M.: La dobbiamo credere?
F.N.: A me mi dovete credere, perché finché ho abitato io con quell'uomo, non ha fatto niente.
P.M.: Ma...
F.N.: Non ci ho visto fare niente, se poi lo faceva mentre che io ero a Firenze, oppure ero...
P.M.: Ecco, ecco...
F.N.: ... non lo so.
P.M.: Sì.
F.N.: Ma in casa non ci ho visto niente.
P.M.: Così va già meglio. Senta una cosa, Indovino portava ragazze giovani in casa, straniere? Dava ospitalità?
F.N.: Una volta, tornata a casa io con lui, abbiamo incontrato due ragazze vicino al Galluzzo.
P.M.: Due ragazze?
F.N.: Due ragazze, sì, due donne.
P.M.: Bene.
F.N.: Straniere.
P.M.: Bene.
F.N.: Sulla strada prima di arrivare al Galluzzo, insomma, in quella salita. Facevano l'autostop e allora lui ha detto: 'le portiamo a casa e le ospitiamo noi, poverine; stanotte stanno fuori'. E le abbiamo ospitate a casa. L'indomani mattina gli abbiamo fatto il caffè e sono andate via.
P.M.: E' capitato altre volte?
F.N.: No.
P.M.: Io le contesto, signora, che...
F.N.: Sì, me lo dica, perché ora...
P.M.: Lei dice: "Tornando al discorso dell'ospitalità, devo dire che dopo aver lasciato Salvatore, seppi da altre persone.. . "
F.N.: Ah, dopo che l'ho lasciato sì.
P.M.: Ecco.
F.N.: Dopo che l'ho lasciato, ogni volta che tornavo da Salvatore, ci trovavo una donna nuova, ma non sapevo chi erano.
P.M.: Ma ci trovava perché erano relazioni, o erano cose...
F.N.: Era lì, ci dormivano lì.
P.M.: E sa chi erano queste donne?
F.N.: No, no, non lo so.
P.M.: Lei ha detto, in pratica:"... dove le trovava purché fossero sbandate e sole le portava a casa per dare loro ospitalità senza far pagare nulla". È così?
F.N.: Sì, sì.
P.M.: Da chi l'ha sapute queste cose?
F.N.: Lo sapevo perché era fatto così, non c'era bisogno.
P.M.: E il motivo per cui se le portava era quello di aver compagnia, o c'erano altri motivi?
F.N.: Ma io penso per aver compagnia, io penso; per altri motivi... Ma poi nell'84, malato in quelle condizioni, non lo cosa può fare fino all'86 che è morto.
P.M.: Erano ragazze giovani?
F.N.: Ragazze giovani, vent'anni, ventidue, ventitré.
P.M.: Lui era malato e che età aveva in quell'epoca?
F.N.: Aveva sessant'anni.
P.M.: E quindi può darsi che c'era anche qualchedun altro in casa, quando ospitava queste, lei lo sa?
F.N.: Qualche volta, qualche volta, come ho detto, ho trovato il Galli con la Ghiribelli.
P.M.: Cosa facessero con queste ragazze o se c'era qualche motivo diverso lei lo sa?
F.N.: No.
P.M.: Nell'ospitalità.
F.N.: No, non lo so.

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