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mercoledì 22 maggio 2013

Valeriano Raspollini - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 30 giugno 1997 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.

P.M.: C'è effettivamente un verbale del giorno 10.
V.R.: C'è un verbale. Il verbale, se ho una buona memoria, deve essere molto corto, perché c'è stata una circostanza che è stata curiosa. Dunque io, quando mi sono presentato, ho spiegato...
P.M.: È andato anche lei dai Carabinieri?
V.R.: Sono andato anch'io.
P.M.: Lei non fu sentito, però.
V.R.: Sì.
P.M.: Ah, anche lei.
V.R.: Ho parlato essenzialmente io.
P.M.: Ho capito.
V.R.: Ho spiegato le ragioni per cui avevamo deciso che quel frammento poteva essere utile. E se a loro poteva interessare. Finché, essendo un frammento, voi vi rendete conto, estremamente marginale, perché di macchine bianche ce ne sono una quantità infinita e di persone a bordo che possono fare manovre anche in una situazione del genere, possono essercene altrettante. Poteva trattarsi di una coppia che si era appartata.
P.M.: Appartata.
V.R.: Ma comunque ho spiegato, ho fornito quasi delle istruzioni per l'uso, in un certo senso. Ho spiegato che probabilmente se rintracciavano quella macchina, anche se non erano a bordo le persone responsabili dei delitti, potevano essere comunque dei testimoni formidabili, perché si trovavano ad essere presenti in un momento significativo in un luogo dove era stato commesso un crimine.
P.M.: Ho capito. E cosa successe? Dice, perché questo verbale fu breve? Non...
V.R.: Glielo spiego. Ho anche spiegato che mi ricordo testualmente...
P.M.: Questo avviene nella Stazione Carabinieri di San Casciano.
V.R.: Siamo nella Stazione Carabinieri di San Casciano, ci sono molte persone e siamo tutti in piedi. E le persone che mi ascoltano io non saprei identificarle, perché la maggioranza di queste persone non le avevo mai viste.
P.M.: I Carabinieri, erano. Insomma, qualcuno della Stazione.
V.R.: Assolutamente.
P.M.: Non erano altri testimoni, erano...
V.R.: Non erano quelli di San Casciano.
P.M.: Non erano i Carabinieri di San Casciano.
V.R.: Io non ho riconosciuto nessuno di quelli di San Casciano.
P.M.: Va bene.
V.R.: O non ho ricordanza che sia cosi.
P.M.: Bene.
V.R.: E quindi ho spiegato che, secondo me, c'era un problema, visto che dai mezzi di informazione sembrava che, per le indagini relative a questa vicenda, i dati fossero così marginali e così ristretti, anche poter fare una indagine eventualmente con estrema rapidità sui sospetti che avevano una macchina di colore bianco, mi sembrava, secondo il mio immaginario, una...
P.M.: Un elemento utile...
V.R.: ... attitudine logica.
P.M.: Certo.
V.R.: E ho anche spiegato che effettivamente, di fronte a queste circostanze, una delle questioni che caratterizza l'intelligenza, è proprio far fronte con rapidità a situazioni impreviste.
P.M.: Va bene, certo. Senta una cosa: e invece...
V.R.: Io ho avuto...
P.M.: Ecco, perché...
V.R.: Ho avuto l'impressione allora che le persone mi abbiano ascoltato. Non a caso uno di questi ha preso, ha iniziato a verbalizzare. Ha chiesto le generalità, i dati sommari, come si fa in queste circostanze. Ha iniziato a dattiloscrivere. E quando ha scritto la frase "Macchina di colore bianco", si è interrotto, ha alzato gli occhi verso di noi e ha chiesto: 'numero di targa'. E lì francamente mi sono un po' sconcertato, anche perché...
P.M.: Eh, la capisco.
V.R.: ... lei deve capire...
P.M.: Lei deve capire anche il carabiniere. Comunque...
V.R.: Senz'altro. Io attribuisco questo...
P.M.: ... noi sappiamo chi è.
V.R.: Attribuisco questo anche al fatto che una giornata stressante, comportasse anche questa possibilità. Però...
P.M.: Loro pensavano sarebbe stato più facile, no?
V.R.: Probabilmente. Io debbo dirle che l'idea però di essere con una signora americana che si era prestata gentilmente a questo tipo di operazione, ecco, certo lì mi sono sentito in un certo imbarazzo. Perché sa com'è, stranieri che vengono da Paesi dove pretendono di avere una cultura più funzionale della nostra, insomma... E lei allora è stata molto parca di parole, in questo senso. Abbiamo lasciato che la cosa finisse in quel modo e pensavamo che qualcuno avesse fatto una verifica di questa storia. E devo dire che per 11 anni io non ho mai saputo più niente, fin tante che un giorno...
P.M.: Eh, perché la verifica poi è diversa. Quindi sa, una macchina bianca, deve anche capire...
V.R.: Certo. Un giorno è apparso, dopo aver telefonato a casa mia, il dottor Lamperi, con...
P.M.: Va bene. Quello è successivo, ci sono i verbali. Senta una cosa, quindi il...
V.R.: Se mi consente dottore...
P.M.: Prego, prego, se è utile al...
V.R.: Sì.
P.M.: Certo.
V.R.: Sì. Allora, quando è arrivato il dottor Lamperi...
P.M.: Della Questura?
V.R.: Uno della Questura...
P.M.: Per la Corte.
V.R.: ... con due dei suoi assistenti, io, mi dispiace, i nomi non li ricordo.
P.M.: Va bene, un ispettore, non ha importanza ci sono, penso, dei verbali, sì.
V.R.: Benissimo. Mi ha mostrato la fotografia della macchina, del frontale della macchina di Pacciani. E se ricordo...
P.M.: A lei?
V.R.: A me, sì.
P.M.: C'era la signora Sharon?
V.R.: No.
P.M.: No, era solo lei.
V.R.: Con la signora Sharon è successo successivamente. Ma, io mi riferisco, per quanto compete me.
P.M.: Certo.
V.R.: E ricordo che su quel frontale c'era un fregio rosso trasversale, molto evidente, ricordava un po' le decorazioni dei diplomatici dell'America Centrale. E, ecco, questo - devo dire, per la conoscenza che ho della capacità percettiva di Sharon - se lo avesse visto lo avrebbe probabilmente notato.
P.M.: Sì.
V.R.: Posso anche precisare. Noi siamo persone anche abbastanza addestrate alla percezione, alla codifica dei segni. E la signora, per esempio, un giorno stavo passando per via Condotta, era nel mese di febbraio, le otto di sera, soltanto passando ha visto in una vetrina c'era un libro scritto dall'ex ministro Paolucci dedicato a Donatello, e mi ha detto, soltanto con un colpo d'occhio, che quella copertina, di quel libro - parlo solo di quella copertina di quel libro - aveva una dominante magenta. E quindi capisce che non...
P.M.: È una signora che ricorda bene i colori.
V.R.: Esatto.
P.M.: Va bene, ho capito tutto. Non ho altre domande, grazie.
V.R.: La ringrazio.
Presidente: I difensori? Nessuna domanda. Può andare, grazie. Ah, e allora?!
Avvocato: No, siamo di parte civile, signor Presidente.
Presidente: Appunto.
Avvocato: L'unica domanda è questa: se ricorda, se la signora Sharon le disse qualche cosa a proposito del numero delle portiere di quest'auto.
V.R.: Delle portiere?
Avvocato: Sì.
V.R.: No/ questo dettaglio non saprei dirglielo. Anche perché, nella descrizione lei mi aveva parlato di una percezione della macchina frontale, quindi, lei capisce che non era facile percepire dettagli sulle portiere.
Avvocato: Prego. Ho finito.
P.M.: Presidente, se è possibile interrompere cinque minuti. Faccio presente che alcuni testi, per necessità, erano stati convocati per oggi pomeriggio, e lei mi ha detto oggi pomeriggio no, quindi li convocherei domani mattina. Se ho capito bene.
Presidente: Se fosse possibile di andare avanti il più possibile stamattina.
P.M.: Sì, sì, stamani quelli che ci sono li sentiamo.
Presidente: Va bene.
P.M.: Grazie.
Presidente: Sospendiamo dieci minuti.
P.M.: Grazie. Presidente, se non ne arrivano altri, c'è un teste soltanto, complesso, ma un teste, quindi.

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