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lunedì 1 ottobre 2012

Pietro Frillici - Deposizione del 13 luglio 1994 - Prima parte

L'allora Maresciallo dei Carabienieri Pietro Frillici fu ascoltato il 13 luglio 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.

Presidente: Vogliamo andare avanti, signori?  
P.M.: Sì. Potremmo, prima di passare a sentire il Longo, allora sentire un altro teste del P.M., che è oggi venuto, così almeno facciamo un...  
Presidente: Va bene.  
P.M.: ... un minimo di lavoro.  
A.B.: Certo.  
P.M.: Il maresciallo Frillici, allora.  
Presidente: Ah, Frillici, il maresciallo.  
P.M.: Che è stato sentito più volte.  
Presidente: Maresciallo, buongiorno, si accomodi. Lei non ha bisogno di leggere nessuna formula perché è già stato sentito varie volte, ecco; e allora questa è un'altra rata. Credo l'ultima.  
P.M.: È l'ultima, è l'ultima rata sulla rogatoria che è stata fatta in Germania. Perché il Maresciallo è stato in Germania nel corso della rogatoria e vorrei che ci dicesse qualcosa. Quando lei mi autorizza, vorrei fare queste domande.  
Presidente: Benissimo, prego, allora. Risponda alle domande del Pubblico Ministero.  
P.M.: La domanda è questa: Maresciallo, è vero lei andò in Germania con gli ufficiali di Polizia Giudiziaria della SAM per quella rogatoria che è agli atti. Io vorrei che raccontasse e ci dicesse, innanzitutto se in Germania fu portato - ce l'ha già detto la signorina Meyer, che l'ha visto – un portasapone: quando era stato sequestrato questo portasapone e come era. Vorrei anche, per completezza, mostrare di nuovo… l'ha già vista la Corte, perché è il portasapone che è stato mostrato alla signorina Meyer - ma c'è un part... Presidente: Deis.  
P.M.: Deis, esatto, si. Vorrei due cose. Innanzitutto, sapere dal Maresciallo quando fu sequestrato e che caratteristiche aveva.  
P.F.: Dunque, il portasapone venne sequestrato il 2 giugno 1992, nell'abitazione di via Sonnino, numero 30. Esso era di colore bianco e conteneva dei monili, piccoli oggetti, catenine, eccetera. E era molto sporco, aveva una colorazione rosastra sulla base.  
P.M.: Ecco, bianco rosastro.  
P.F.: Sì, ma molto...  
P.M.: Effettivamente dalle foto sembra... non so se sono le foto, ma sembra... 
P.F.: La colorazione sembrava di uno sporco che fosse stato acquisito, diciamo, dalla plastica, così, diciamo poggiato...  
P.M.: Da saponi rosa? Non lo so, faccio per dire.  
P.F.: No.  
P.M.: No.  
P.F.: Era bianco.  
P.M.: Dal... benissimo.  
P.F.: E aveva dei rilievi sulla parte del coperchio con un cerchio: tutto qui.  
P.M.: Mmh. Però nel verbale di sequestro di quel momento, non c'è scritto che portava la scritta "Deis". Può spiegare perché, al momento del sequestro... non l'avevate vista? Non si vedeva?  
P.F.: Dunque, la scritta "Deis" è inscritta in un triangolo capovolto, sulla base sottostante, e di 9 millimetri di diametro, quindi quasi impercettibile. Poi, io ritengo che il portasapone si prese in considerazione che conteneva quei monili, che noi poi facemmo vedere anche ai genitori delle vittime, eccetera.
P.M.: Ecco, quindi la scritta "Deis" non è scritta perché non si vedeva.  
P.F.: Certo.
P.M.: Effettivamente, dalle foto loro vedranno in Camera di Consiglio, dall'album fotografico, è talmente piccolo che non si vede. Ecco, vorrei sapere: quando, dove e come lei mostrò, o voi mostraste, questo portasapone ai parenti del Meyer? Chi era presente e cosa dissero?  
P.F.: Dunque, noi, quando ci recammo in Germania, ci recammo anche presso l'abitazione, appunto, del Meyer, dove era qui convenuta la sorella Heidemarie e il babbo, la mamma, nonché un amico, un certo Manfred Lemke...  
P.M.: Di cui ci ha già parlato la signorina Meyer.  
P.F.: Ecco. E quindi noi mostrammo, oltre al portasapone, anche gli altri oggetti; tra i quali i pastelli, quindi il blocco, il famoso blocco Skizzen Brunnen, una taglierina e altri oggetti, ovviamente, che… sono abbastanza, non li ricordo tutti. P.M.: Lei ricorda, ecco, se familiari, aldilà della signorina Meyer che ce l’ha già detto qua in udienza, cosa dissero quando videro il portasapone?  
P.F.: Dunque, l’attenzione riferita al portasapone fu maggiormente del padre della vittima che lo riconobbe per un oggetto familiare, un oggetto comunque che era stato… che aveva visto in famiglia. E quella dell’amico Manfred Lemke che aggiunse qualche cosa di più, disse che questo… notandolo, osservandolo, aveva una specie di bruciatura sul coperchio, noi a quel punto chiedemmo se Horst fumasse. La famiglia ci risposero che fumava sigarette. Quindi ecco, tutto qui come osservazione. P.M.: Questa bruciatura in che punto è? Si vede sul portasapone? Si vede bene o…?  
P.F.: Beh, il portasapone era sporco ma comunque questa bruciatura, mi pare di ricordare, che fosse sulla parte del coperchio. P.M.: Il padre o questo amico videro questa bruciatura…  
P.F.: Sì. L’osservazione sulla bruciatura è dell’amico. P.M.: È del lemke.  
P.F.: Con il quale l’anno precedente era stato in Olanda… P.M.: Addirittura la sorella ci ha detto era stato in Spagna qualche mese prima, l’ha detto qui in udienza.  
P.F.: Sì.  
P.M.: Cioè questo amico focalizzò addirittura questa bruciatura.  
P.F.: Mentre il padre loro riconobbe per un oggetto di famiglia.  
P.M.: Familiare.  
P.F.: Noi gli facemmo osservare che era un portasapone, una cosa molto comune; ma loro insistettero in questa loro affermazione.  
P.M.: Non ho altre domande, grazie.  
A.B.: Ecco, mi scusi, però questa circostanza della bruciatura, delle dichiarazioni rese da questo signore, non risultano assolutamente nella rogatoria.  
P.F.: Non vennero verbalizzate.  
A.B.: E perché?  
P.F.: Non vennero verbalizzate perché ovviamente la Polizia tedesca faceva questo lavoro e quindi non è che noi...  
A.B.: Allora, signor Presidente, a questo punto sentiamo il teste. Perché questo è un teste di riferimento, lo sentiamo, perché questa è una circostanza nuova, del tutto nuova. La rogatoria c'è agli atti e agli atti non esiste nulla di tutto questo. Per quanto riguarda, mi scusi, signor Presidente, per quanto riguarda...  
Presidente: Il teste è Manfred?  
A.B.: Esattamente, quello che si chiama... Per quanto riguarda poi - io non ce l'ho gli atti, perché pensavo fosse già esaurita questa parte della indagine dibattimentale - per quanto riguarda poi le dichiarazioni rese sul punto da tutte le persone che sono state sentite, loro leggeranno, ce l'hanno agli atti, e sono dei ricordi piuttosto vaghi, sia della sorella come anche del padre. In particolare: 'Credo di aver visto un portasapone similare'. Oggi invece questo portasapone diventa non soltanto quel portasapone, ma addirittura con una macchia sul… una macchia perché è stato bruciato, questo portasapone, e questa dichiarazione è stata detta da un tizio che non c'è agli atti. Signor Presidente, mi scusi, io non l'accetto.  
Presidente: Dunque, però volevo chiedere una cosa.  
A.B.: Certamente.  
Presidente: Una precisazione. Il padre del ragazzo lo riconobbe non come una cosa di famiglia, ma come una cosa che aveva un aspetto familiare.  
P.F.: Familiare, un aspetto familiare.  
Presidente: Questo è il significato, va bene? Quindi, sotto questo profilo, non cambia niente, si ricordi, rispetto a quello che aveva detto il padre.  
A.B.: Sì, sì, l'aspetto familiare certamente.  
Presidente: Per quanto io so. Possiamo riguardare la rogatoria. Sulla bruciatura, effettivamente è una circostanza che...  
A.B.: Non esiste assolutamente.  
Presidente: ... riesce nuova.  
P.M.: Possiamo vedere, innanzitutto, se esiste questa bruciatura, così cominciamo…  
A.B.: Ma la bruciatura può essere stata fatta anche ieri l'altro, caro signor Giudice.  
P.M.: No, io... guardi, quel foglio è a disposizione dei corpi di reato da un anno. Quindi, forse un anno...
Presidente: Il Pubblico Ministero non fuma.  
P.M.: Fra l'altro.  
A.B.: Neppure io, Presidente.  
Presidente: Allora, allora, questo amico si chiamava Manfred?  
P.F.: Manfred Lemke, è scritto...  
P.M.: Che è lo stesso di cui ci ha parlato la signorina Meyer, se loro ricordano, che era stato in Spagna in quei mesi lì.  
Presidente: Sì, l'avvocato Bevacqua richiede l'ammissione come teste di riferimento.  
P.M.: Se non sbaglio l'ha già chiesta. Non è nella...?  
A.B.: Questo signore, non credo.  
P.M.: C'è un elenco di testi tedeschi.  
A.B.: Ma credo che non sia questo signore, perché questo signore è venuto fuori oggi.  
P.M.: C'è anche il padre... No, è venuto fuori l'altra udienza. C'è anche il padre, comunque, fra i testi ammessi dalla Corte. Il padre c'è sicuramente.  
A.B.: E allora, signor Presidente, deve essere anche sentito. A questo punto scoppia tutto, perché è chiaro, Presidente, se devo essere... se questa deve essere una circostanza così rilevante per l'Accusa.  
P.M.: Non è rilevante, è in una annotazione della rogatoria.  
A.B.: È una annotazione che non esiste, Presidente.  
Presidente: Va bene, è una... è rilevante, indubbiamente.  
P.M.: Certo.  
Presidente: Se non è rilevante questa!  
P.M.: Perbacco! Non è rilevante per l'Accusa, è rilevante per...  
Presidente: Quindi ha ragione l'avvocato Bevacqua.  
P.M.: Perfettamente, perfettamente ragione.  
A.B.: Sì, ma, Presidente, lei si rende conto che io vivo in un momento particolare "io" nel senso io come rappresentante, del tecnico dell'imputato.
Presidente: Certo.  
A.B.: È un processo che ha dato delle indicazioni. I soliti elementi indizianti, su cui la Corte Suprema aveva già deciso in un certo modo. Oggi, questi elementi indizianti vengono al massimo valorizzati - è compito dell'Accusa - e addirittura, all'ultimo momento, mi viene il maresciallo Frillici...  
P.M.: Non all'ultimo momento: è un'annotazione del primo luglio '92.  
A.B.: Abbia pazienza, ora parlo io! Mi scusi.  
P.M.: Ma è del primo luglio '92! Non può dire che è all'ultimo momento, eh. È in atti.  
A.B.: Quale? Che cosa è in atti?  
P.M.: Quello su cui ho interrogato il maresciallo Frillici, è una annotazione che è in atti dal 1 luglio '92. Quindi non è l'ultimo momento.  
A.B.: Bene, comunque...  
P.M.: Lei poteva indurre il signor Lemke come teste fino dai termini di cui al Codice di procedura.  
A.B.: Io dico: questa annotazione non può essere utilizzata, per legge. Il maresciallo Frillici riferisce una circostanza che è stata, pare, sostenuta, affermata da un testimone, da un tizio.  
P.M.: Che lei poteva indurre nei termini.  
A.B.: Io non induco nessuno: lo doveva indurre lei.  
P.M.: Io? Non ho nessuna intenzione di indurlo.  
A.B.: E allora non lo induco neppure io; però questa circostanza non può essere utilizzata, mi scusi, Presidente. Questa dichiarazione da parte del signor maresciallo Frillici non può essere in alcun modo utilizzata, ai fini probatori, perché è un teste di riferimento.  
Presidente: Però, un momento, sennò le richieste sue sono contraddittorie: da una parte...  
P.M.: Eh, direi proprio di sì.  
Presidente: ... dice che non può essere utilizzata; dall'altra mi chiede l'ammissione come teste di riferimento del Manfred.  
A.B.: No, io dico: questa testimonianza, essendo un teste "de relato", non può essere utilizzata. Se la Corte, per i poteri che le sono consentiti dalla Legge, dovesse ritenere questa testimonianza rilevante, e allora la Corte decide.  
Presidente: E allora, un momentino, richiediamo un momento al Maresciallo proprio su questa bruciatura. In base a questa bruciatura, questo ragazzo, il Manfred, avrebbe riconosciuto il portasapone come quello del Meyer? Dell'Horst Meyer?  
P.F.: Un momento, bisogna essere precisi.  
Presidente: Ecco.  
P.F.: È un ricordo, cioè questa bruciatura sollecita un ricordo. Ma non un riconoscimento certo. Certo... ecco, questo dice il teste.  
Presidente: Quindi dice: 'Siccome questa aveva una bruciatura, mi pare di ricordare...'.  
P.F.: E noi per questo chiediamo se Horst Meyer fumasse o meno. E i genitori rispondono che fumava le sigarette.  
Presidente: 'Mi pare di ricordare che...'.  
P.F.: È tutta una serie di...  
Presidente: 'Mi pare di ricordare che...'.  
P.F.: Sì, 'di ricordare di averlo visto sia in casa...', in casa disse.  
Presidente: Che aveva visto questo oggetto.  
P.F.: Esatto.  
Presidente: Che era contrassegnato da una bruciatura.  
P.F.: Sì, tutto qui.  
Presidente: Come di sigaretta, evidentemente.  
P.F.: Sì, presumibilmente di sigaretta. Ora non so se...  
Presidente: Sarà bene vedere poi l'oggetto, prima di...  
P.M.: È lì nella foto.  
A.B.: L'abbiamo visto, questa cosa qui.  
P.M.: Andrebbe visto al naturale, perché lì vedo effettivamente un rosa marcato; non so se è la fotografia, comunque è più rosa che bianco.  
Presidente: Va be', intanto vediamolo in fotografia, poi lo vediamo. Quindi, volevo delimitare per bene...  
P.M.: Sì, si, sì, l'oggetto. Volendo, c'è un'annotazione.  
Presidente: ... l'oggetto di questa eventuale testimonianza.  
P.M.: Se crede, Presidente, c'è un'annotazione fatta all'epoca, e possiamo fare...  
Presidente: ... superiore. Allora, diamo atto che si proietta.  
P.M.: Ecco, e c'è una bruciatura effettivamente.  
Presidente: Qui, nella parte inferiore.  
A.B.: Non lo so se è bruciatura o è raschiatura, non lo so.  
P.M.: Sembra, Presidente.  
Presidente: Questa poi la vediamo di persona.  
P.M.: Ecco, va visto l'oggetto.

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