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martedì 18 settembre 2012

Antonio Amore - Deposizione del 12 luglio 1994 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.

Presidente: Avvocato Fioravanti, prego.  
A.F.: Sì, volevo sapere se il racconto del signore da lei interrogato, cioè di Vigilanti, che riferiva di essere stato nella Legione Straniera, si riferiva a periodo recente o meno.  
A.A.: Era un periodo comunque passato. Molto prima rispetto a...  
A.F.: Passato. Quindi non ha rapporto assolutamente con i giornali, i ritagli di giornali che risalivano tutti ad un'epoca molto ristretta.  
A.A.: Mah, io ricordo così, insomma, che a casa trovammo parecchi ritagli di giornale. E la mia attenzione fu attirata appunto su quella del "mostro". In particolar modo quando riportarono la notizia relativa ai duplici omicidi, eccetera. Ma la stessa cosa, la stessa attenzione, fu attirata anche di articoli di giornali di epoca passata, insomma, relativa ad un periodo che lui era stato nella Legione Straniera.  
A.F.: Ecco, in un altro interrogatorio, e precisamente 16 settembre 1985, alle ore 10.40, lei chiedeva il possesso, la giustificazione del possesso di un'arma da voi trovata al Vigilanti, che era una pistola calibro 22. Lei ricorda qual’era la data di acquisto di questa pistola che...?  
A.A.: No, non lo ricordo di sicuro.  
A.F.: No. Dunque, il Vigilanti dichiarava - e lei mi può dire se è vero - che questa pistola da lui fu acquistata nell'ottobre dell'84, e utilizzata presso il poligono. A voi risulta che era uno che si esercitava presso il poligono?  
A.A.: Adesso non ricordo il particolare... Ricordo la questione dell'arma, però non ricordo i particolare che lei mi sta dicendo. Se potessi consultare gli atti, magari posso essere più preciso.  
A.F.: Ecco, in merito ai giornali di cui si parlava prima, che parlavano del duplice omicidio, soprattutto a quello verificatosi nell'84 a Vicchio, è vero che il Vigilanti rispose che lui conosceva molto bene la famiglia Stefanacci?  
A.A.: Questo non lo ricordo, questo particolare.  
A.F.: Ecco. Comunque lei ricorda che le date di questi giornali si riferivano tutte ai delitti del mostro, e poi c'erano anche altri citati da voi, elencati tutti, ma sicuramente ce n'erano parecchi che si riferivano alle date dei delitti del maniaco di Firenze.  
A.A.: Sì, c'erano senz'altro questi. Però onestamente le date non ricordo quali date fossero relative ai ritagli dei giornali.  
A.B.: Le possiamo dire?  
A.F.: Si possono anche... si possono anche dire.  
P.M.: Si può far consultare... dirglieli noi.  
A.F.: Ce l’hai te sottomano?  
A.B.: Eccolo qua.  
Presidente: Bene. Dia un'occhiata a quegli atti, Maresciallo.  
A.A.: Allora, l'edizione straordinaria de "La Nazione", 26/01/84, 27/01/84, 25/12/84... Le elenco tutte le date? 27/12/84, 28/12/84, 30/12/84. "Corriere dello Sport", "Stadio", 30/12/84. "La Nazione" 30/05/85, 23/06/85, 10/09/85, 14/09/85, 15/09/85. Poi ancora, pagina 5 de "La Nazione" del 17/09/74. Poi 11/08/84. La Nazione 16/09/74; foglio di giornale pagina 5 de "La Nazione" del 14/07/84; "La Nazione" di Firenze 29/07/84; "La Nazione" 05/08/84; "La Città" del 15/12/83, del 16/12/83, 30/12/83, 30/07/84, 10/08/84. Non so... forse sono andato molto veloce? Voce fuori microfono: No, no, no, si registra tutto.  
A.F.: Maresciallo Amore, lei ricorda di aver sentito in un interrogatorio del 12 settembre, qualche giorno prima di questo interrogatorio, proprio nell'immediatezza del delitto avvenuto agli Scopeti, un certo Faggi Tiziano?  
A.A.: Di persone - a quell'epoca - ne ho sentite tantissime. Dovrei guardare, anche in questo caso, il verbale.  
A.F.: Ecco, io chiedo alla Corte se è possibile mostrare il verbale di quell'interrogatorio, e se ci può descrivere la macchina usata da questo signore.  
Presidente: Vediamolo, via.  
A.F.: Un'ALFA ROMEO Giulietta, se non erro.  
A.A.: Sì, in effetti ho sentito questo signore, Faggi Tiziano, il 12 settembre dell'85.  
Presidente: Ma il Faggi era l'amico del Pacciani, no? Mi pare.  
P.M.: Non era Tiziano, Presi...  
A.F.: È un altro.  
A.A.: Faggi Tiziano del '44.  
Presidente: Va be', comunque andiamo avanti. Credevo fosse quello…  
A.A.: E questa persona infatti dice che: "La mattina della domenica dell'8 corrente sono partito da Prato verso le ore 13.00" - non si legge bene poi...  
P.M.: L'"8 corrente", scusi, ci può dire l'anno?  
Presidente: Millenovecento... ?  
A.A.: Il verbale è stato aperto il 12 settembre del 1985, alle 12.30. Quindi la mattina "8 corrente", quindi si presume quella mattina stessa. Chiedo scusa, guardo un pochino meglio perché non...  
P.M.: "8 corrente" sembrerebbe 8 settembre.  
A.A.: Domenica 8, cioè, chiedo scusa, la domenica precedente.  
P.M.: Prego, prego.  
A.A.: La domenica precedente al 12, quindi qualche giorno prima.  
P.M.: Era domenica 8 settembre.  
A.A.: Mi pare che sia stato domenica.  
P.M.: Sì, si.  
Presidente: Ma questo verbale l'ha ricevuto lei?  
A.A.: Sì, l'ho fatto io.  
Presidente: Ah, ecco. Ricorda la circostanza?  
A.A.: Sì, sì, ricordo.  
Presidente: Ce lo legga però, lei...  
A.A.: Sì, ve lo leggo. Perché in questa fase ho sentito anche altre persone, insomma, ecco.  
Presidente: Maresciallo, adesso lei dia un'occhiata a quel verbale.  
A.A.: Lo posso leggere?  
Presidente: Ecco, ma non ce lo legga a noi.  
A.A.: Ah.  
Presidente: Lo legga lei. Poi ci riferisca in merito quello che lei sa. Dunque, allora, cosa c'entrava con questa storia questo Faggi Tiziano?  
A.A.: Stavo finendo di leggere il...  
Presidente: Mi sembra stiamo divagando comunque, eh.  
P.M.: Ampiamente. Ma ognuno poi trae le sue conclusioni.  
Presidente: Comunque, ripeto, vediamo fin dove arriviamo… non molto oltre. Allora, che cosa c'entra questo Faggi Tiziano?  
A.A.: Faggi Tiziano fu sentito, ora non ricordo perché... Furono, mi fu fornito un elenco di persone da sentire, da parte del Comando di Firenze e tra questi vi era, appunto, il signor Faggi.  
Presidente: Tra questi, ma "tra questi" tanti.  
A.A.: Tra queste persone che poi furono sentite insomma, no? E quindi io ho sentito il signor Faggi. E dopo che mi ha spiegato, appunto, quella domenica che cosa aveva fatto: era stato al ristorante eccetera con la famiglia, era andato al poligono di San Donato. Al ritorno, mentre tornava verso Prato, quindi verso Firenze e Prato, un suo amico aveva sbagliato la manovra e in una piazzola di sosta, mentre facevano inversione di marcia, aveva intravisto un'ALFA ROMEO.  
P.M.: Nell'85?  
A.A.: Sì, nell'85.  
P.M.: Dove, scusi? Non ho capito. In che località?  
A.A.: San Donato, nei pressi di San Donato, in quella zona lì, mentre tornava verso Firenze; Firenze e poi Prato insomma, ecco, nei pressi dello svincolo autostradale.  
A.F.: Ecco, maresciallo Amore, in merito a quest'ALFA ROMEO e a un uomo alto, superiore di altezza a 1,80, voi avete fatto un altro interrogatorio -17 del mese di settembre - e una persona vi riferiva di questa ALFA ROMEO. Lei ricorda questo interrogatorio? Lo so, lei mi dice ha sentito tante persone in quel periodo. Ma ricorda una verbalizzazione fatta al Bettazzi Maurizio?  
A.A.: Io torno a ripetere sempre, i miei ricordi sono molto sfumati. Quindi, insomma, se posso consultare gli atti, mi posso ricordare.  
Presidente: No, no, basta, perché qui siamo completamente al di fuori, completamente al di fuori del seminato.  
A.B.: Certo. Mi scusi, signor Presidente, siamo d'accordo. E su questo Bettazzi, di cui parlava il collega, volevo domandare al maresciallo Amore se era venuto da lui un ex Carabiniere, il quale aveva fatto, a suo modo, le indagini nei riguardi di un certo Bani, che era imbalsamatore di Vicchio. Ricorda questa circostanza?  
A.A.: Ricordo il particolare dell'imbalsamatore, in particolar modo. Però non ricordo il resto, insomma.  
A.B.: Che questo imbalsamatore era piuttosto alto, che secondo lui, secondo il vostro Carabiniere, poteva essere... Va be', sono delle ipotesi.  
A.A.: Ricordo la circostanza dell'imbalsamatore, perché è un fatto particolare. Però non ricordo bene la...  
A.B.: Va bene. Nient'altro, signor Presidente.  
A.F.: Grazie.  
Presidente: Va bene. Signori? Signor Pubblico Ministero?  
P.M.: Sì, grazie, Presidente. Vorrei andare un attimo con ordine, ma abbastanza telegrafico. Maresciallo Amore, innanzitutto, per quelle 32 cartucce trovate a Poggio a Caiano, avete avuto qualche possibilità di risalire a chi le aveva gettate o perse?  
A.A.: Io, in effetti, come ho accennato poc'anzi, tutti gli accertamenti atti ad individuare la persona che le aveva buttate o, comunque, smarrite, diedero esito negativo. Perché consultammo, cioè sentimmo, cosi, informalmente, le persone che abitavano in quella zona, ma nessuno ci seppe dare elementi utili per poter iniziare un'attività di indagine.  
P.M.: Quindi non avete ottenuto, all'epoca, alcun elemento per dire se quelle cartucce avevano niente a che fare, o meno, con l'autore degli omicidi?  
A.A.: No, erano dello stesso tipo. L'unica...  
P.M.: Ecco, l'unico elemento è quello lì.  
A.A.: L'unico elemento era questo.  
P.M.: Ecco. C'è pieno il fascicolo del P.M., ma questo non ha niente a che vedere. È un teste indotto dalla difesa. Ne prendiamo atto. Un'altra cosa, Maresciallo. Tutte queste persone che lei ha sentito, per delega di Firenze o autonomamente, erano sospettate di qualcosa? Prima domanda. Secondo: avete fatto indagini o stabilito se questi signori avevano niente a che fare con gli omicidi di Firenze?  
A.A.: Cioè, una buona parte di queste persone sentite erano state fa... cioè, le avevo esaminate su richiesta, appunto, di Firenze. Mentre su altre indagini di iniziativa abbiamo...  
P.M.: La mia domanda è...  
A.A.: Prego?  
P.M.: Sì, si, finisca, scusi.  
A.A.: Su altre indagini di iniziativa abbiamo noi avuto dei sospetti su certe persone, però non si sono concretizzate minimamente.  
P.M.: Ecco, avete avuto qualche possibilità di stabilire se questi signori avevano niente a che fare con gli omicidi?  
A.A.: No, nessuna di queste persone - perlomeno per le indagini che ho fatto io - aveva dei riferimenti con i duplici omicidi.  
P.M.: Nessun riferimento. Mille grazie.  
Presidente: Signori Avvocati di parte civile, avete domande?  
A.A.: Niente, grazie.  
Presidente: Bene, allora il teste può andare.

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