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mercoledì 30 maggio 2012

Olinto Dell'Amico - Deposizione del 28 aprile 1994

Il Colonnello Olinto Dell'Amico fu ascoltato il  28 aprile 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.

Presidente: Bene, in chiusura...  
P.M.: Signor Presidente, il P.M. si era premurato, sapendo che grossomodo i testi già indicati potevano avere delle lacune sul punto, di far venire oggi l'agente della Scientifica che aveva fatto il sopralluogo. Anche se negli atti forniti alla Corte ci sono quelli dei Carabinieri, io mi ero poi accorto che anche la Scientifica aveva fatto qualcosa. Mi sembra, a questo punto, che se si vuole si può integrare. L'agente Spinelli è qui, decidano loro, sennò per me è sufficiente.  
Presidente: Vi sono opposizioni? 
A.B.: No, signor Presidente, non ci sono opposizioni, ci sono motivi di opportunità che io faccio presente - per carità! - alla eccellentissima Corte. Io ho pregato il signor Procuratore della Repubblica e il Pubblico Ministero se mi lasciava un po' tranquillo domani, cioè ci lasciava un po' tranquilli perché ci siamo divisi...
P.M.: Non dipende dal Pubblico Ministero.  
A.B.: No, nel senso che...  
Presidente: Ne abbiamo già parlato, no? di questo argomento.  
A.B.: Col collega ci siamo divisi i compiti. Questo momento del fatto l'avevo un pochino io studiato, quindi chiedevo la cortesia del Pubblico Ministero...  
P.M.: La massima cortesia da parte del P.M.  
A.B.: ... se mi poteva lasciare un po' libero domattina. Soltanto questo.  
P.M.: Il P.M. non ha la benché minima opposizione. Anzi, tutta la comprensione e l'interesse a che il processo sia fatto bene e con la presenza dei difensori.  
Presidente: Si, ho capito, ma non è che domattina...  
A.B.: Domattina qualcosa bisogna fare.  
P.M.: Io sono qua e ci ho i testi già stasera, Presidente.  
Presidente: Capito?  
P.M.: Io stavo... questo discorso viene fatto mentre io cito un teste ora.  
Presidente: Si tratta dell'importanza dei testi, per cui, se il Pubblico Ministero ritiene di venire incontro a lei, Avvocato, va tutto bene, ma non è che domattina non si può fare udienza. Questo assolutamente.  
A.B.: No.  
P.M.: Per ora stiamo parlando del teste di ora.  
Presidente: Ho capito.  
P.M.: Se riteniamo opportuno farlo stasera, farlo domani.  
Presidente: Io, per me, se lo vuole chiamare ora, bene; se lo vuole chiamare domani o dopodomani...
P.M.: Io l'ho già offerto, è già qui. Ora qui si tratta di un problema di tempi.  
A.B.: Io pregavo, la cortesia, se il Pubblico Ministero...  
Presidente: Possiamo andare ancora venti minuti, poi basta.  
A.B.: No, pregavo la cortesia del Pubblico Ministero, se per domani mattina potesse fare...  
Presidente: E lo dica a lui, Avvocato.  
A.B.: No, se domattina potesse chiamare i testimoni che illustrano i luoghi e le situazioni, i corpi.  
Presidente: Ma di questo teste che ne facciamo?  
A.B.: Sentiamolo pure ora. Io non ho problemi.  
Presidente: Appunto, anche a me interessa solo questo.  
P.M.: Allora io, questa era la mia istanza. Domattina non ho problemi.  
Presidente: Non capivo il senso di questa...  
A.B.: Noi, con il colonnello Dell'Amico volevo parlare con il colonnello Dell'Amico, lo volevo sentire alla mia presenza. Cioè, signor Presidente, le dico subito, tanto... Il colonnello Dell'Amico ha fatto delle indagini e ha fatto anche...  
Presidente: Avvocato Bevacqua, scusi tanto, noi sennò perdiamo inutilmente tempo. Fuori udienza, voi vi potete metter d'accordo su quello che volete e la Corte non ha nessuna difficoltà. 
P.M.: Io volevo sapere se...  
Presidente: Sentire uno o un altro è la stessa cosa.  
P.M.: ... volevo sapere se la Corte intende...  
Presidente: Abbiamo venti minuti di tempo. Sentiamo un altro teste.  
P.M.: ... se ha interesse a integrare con il teste che io ho offerto ora per i motivi che ho detto.  
Presidente: Lo vogliamo sentire?  
P.M.: Questo è il problema.  
Presidente: Mi pare di sì, perché non c'erano opposizioni. Si tratta di un agente della Scientifica.  
P.M.: Bene, lo facciamo passare. È il teste Spinelli.  
Presidente: Va bene? Allora lo ammettiamo. Siamo d'accordo tutti.  
P.M.: Ah, chiedo scusa, il difensore forse dice che è meglio sentire il colonnello Dell'Amico, cosi approfitta. Per me non ci sono problemi. Facciamo passare il colonnello Dell'Amico.  
Presidente: Non è lungo. Va bene, alle sei e un quarto io sospendo, per cui... Prego.  
P.M.: No, no, velocissimo, velocissimo.  
Presidente: Colonnello, si accomodi.  
P.M.: Colonnello, grazie.  
Presidente: Si accomodi pure e allora... Prego. No, no non importa perché lei ha già letto quella formula, per cui finché dura il processo è sotto il vincolo. 
P.M.: Presidente, se mi consente...  
Presidente: Prego.  
P.M.: Colonnello, sappiamo già qual è la sua professione, voglio sapere: ricorda quale era il suo incarico nell'82, cioè quando avvenne l'omicidio del 19 giugno in Baccaiano di Montespertoli? Qual era il suo incarico nell'Arma? 
O.D.: Comandavo il Nucleo Operativo del Gruppo di Firenze.  
P.M.: Ecco. Ricorda di essere intervenuto personalmente sul luogo dell'omicidio? 
O.D.: Si, si.  
P.M.: Ricorda grossomodo... 
O.D.: Dopo la mezzanotte.  
P.M.: C'erano già i suoi, insomma? 
O.D.: C'erano già, erano intervenuti i militari della Compagnia di Signa.  
P.M.: Il capitano Ghiselli ci ha già spiegato. 
O.D.: Esatto.  
P.M.: Ricorda se c'era anche la Polizia di Stato, chi fece i rilievi? Se c'era già o se venne quando... 
O.D.: Venne, vennero anche loro che furono informati subito dell'accaduto.  
P.M.: Perché era un caso di cui... 
O.D.: Sì.  
P.M.: ... entrambe le Forze di Polizia si interessava per i motivi che sappiamo. 
O.D.: Sì.  
P.M.: Ricorda di aver dato qualche disposizione particolare, o il sopralluogo lo fecero per conto loro i suoi ufficiali? 
O.D.: Mah, il verbale di sopralluogo lo fece, mi ricordo, c'era Congiu. Lo fece Congiu, lo stese materialmente il maresciallo Congiu.  
P.M.: Poi ci ha già spiegato il capitano Ghiselli come fu fatto. Io a questo punto non ho domande.  
A.B.: Presidente, io ne ho qualcuna.  
Presidente: Bene, prego avvocato Bevacqua.  
A.B.: Colonnello, lei ha comandato il Nucleo Operativo, se non erro, della... 
O.D.: Esatto.  
A.B.: ... Legione Carabinieri di Firenze, no? 
O.D.: Come?  
A.B.: Di Firenze. Nucleo Operativo di Firenze. 
O.D.: Sì.  
A.B.: Ecco, lei è andato sul posto e ha fatto anche, attraverso i suoi collaboratori, un esame delle cose che furono rinvenute sul posto stesso, cioè dentro la macchina, fuori dalla macchina, oltre i bossoli, proiettili, eccetera. Si ricorda se furono rinvenute nella macchina queste cose? E cioè un orologio, credo d'oro, della ragazza, lo ricorda? 
O.D.: Sì, mi sembra che sul sedile posteriore, a fianco del corpo della ragazza c'era una borsetta. E c'erano sul sedile degli oggetti che probabilmente provenivano dalla borsetta, penso.  
A.B.: Ecco. E si ricorda se c'era anche un portafoglio con somme in contanti di 49.000 lire? 
O.D.: No, questo non lo ricordo.  
A.B.: Comunque è scritto nel relativo sopralluogo, verbale di sopralluogo, quindi lei lo conferma questo verbale di sopralluogo. 
O.D.: Esatto.  
A.B.: Senta, le domando anche un'altra cosa: ricorda se, in quell'occasione, avete eseguito anche una perquisizione nei confronti di Fabbri Fosco
O.D.: Non ricordo. Furono fatte, quella notte furono fatte varie perquisizioni perché furono perquisite tutte le persone che, praticamente, che...  
A.B.: Erano state prese in considerazione. 
O.D.: ... erano state sospettate, e quindi si procedette a perquisizione di diverse persone.  
A.B.: Si ricorda anche se fu sospettato, senza dire il nome e coqnome, la prego, un... due noti medici, due medici: un ginecologo e un altro medico. Uno della zona di Empoli e uno della zona di Firenze. 
O.D.: Sì, ma io ricordo solo, solo un medico ricordo, non due. Me ne ricordo uno.  
A.B.: Furono due, va be'. Senza dire nome e senza dire cognome, se lo ricorda questo? Qualcuno di questi... 
O.D.: Furono perquisiti, ma non...  
A.B.: Va be'. Si ricorda se fu ritrovata nella piazzola dove accadde il fatto, anche una bustina di Norzetan?
O.D.: Si, fu fatta tutta una ricerca su questo Norzetam.  
A.B.: Oh, fu fatta una ricerca, tant'è che c'è un rapporto, credo a sua firma, se non erro, sicuramente a sua firma, che dice così - se lei conferma questo tipo di rapporto - : "La bustina vuota del farmaco Norzetan rinvenuta verso le ore 11.00 del 20/06/82 nella piazzola ove sono stati assassinati i fidanzati Mainardi-Migliorini, apparteneva al lotto preparato dalla Albert, in data 28/07/80. Detto lotto è stato consegnato al deposito di Roma in data..." eccetera, eccetera, e furono fatti una serie di accertamenti. Se lo ricorda questo? 
O.D.: Sì, sentimmo anche tutti i medici per sapere chi prescriveva questo Norzetan.  
A.B.: Perché era un medicinale di un certo tipo che faceva... 
O.D.: Veniva dato...  
A.B.: Si pensava a qualcuno che fosse malato di mente o qualcosa del genere. 
O.D.: Veniva usato anche, mi sembra, per persone insomma un po' malate.  
A.B.: Per curare... 
O.D.: Sì, per curare.  
A.B.: ...malati nervosi. Ecco, un'ultima domanda e poi mi cheto. Mi risulta, ad un certo punto che avete fatto, per cercare di ritrovare la pistola - su impulso del Pubblico Ministero - anche un accertamento, che poi però non mi sembra sia stato ulteriormente protratto, un accertamento in ordine ad una pistola che sarebbe stata, che poi non è stata trovata, che sarebbe stata venduta da un certo Ferrari Gino, o Ferrari Luigi di Borgo San Lorenzo. Questo signore dice che questa pistola sarebbe stata venduta ad un suo nipote. Si ricorda lei questa circostanza? 
O.D.: Ma questo si riferisce all'omicidio del '74, di Vicchio?  
A.B.: L'omicidio del '74, ma anche su questo punto è stato fatto. Non se lo ricorda? 
O.D.: No, non me lo ricordo. 
A.B.: Non lo ricorda. Si ricorda se, nella occasione di questo omicidio, dopo qualche giorno, vi furono due telefonate piuttosto strane che si dice del "Mostro", il quale dice: "Il Mostro ha colpito ancora". Se la ricorda questa telefonata che sarebbe stata ricevuta con voce flebile, molto cavernosa, e poi si è spenta subito la comunicazione, da parte di una voce maschile che avrebbe telefonato allo zio, credo, di uno di questi poveri ragazzi morti dicendo: 'ho colpito ancora, sono il "Mostro"'. Se lo ricorda questo? Avete fatto un accertamento? 
O.D.: Si, ricordo, sì ricordo. Ricordo qualche cosa, si.  
A.B.: Non faccio altre domande, grazie.  
Presidente: Colonnello, qual'era la Stazione dei Carabinieri competente per territorio lì? 
O.D.: Per l'omicidio di Baccaiano?  
Presidente: Si. 
O.D.: Montespertoli.  
Presidente: Montespertoli. I militari intervennero? 
O.D.: Si, ma i militari furono i militari di Montespertoli che avvertirono il Gruppo, la Centrale Operativa.  
Presidente: Chi era il comandante allora lì? 
O.D.: Il comandante del Gruppo era il colonnello Zocchi che era arrivato il giorno prima. 
Presidente: No, no, il comandante della Stazione. Non lo sa. 
O.D.: Non lo so, non lo ricordo in questo momento.  
Presidente: Per quanto lei sappia, quella zona, quel punto lì dove erano i ragazzi era frequentato da coppiette? 
O.D.: Secondo quello che ci dissero, sì, era zona, sì. Quella piazzola dove stava, dove era parcheggiata la macchina prima di attraversare la strada, era zona abitualmente frequentata. Era stata vista anche da dei ragazzi che erano passati poco prima, quelli che dettero l'allarme, poi.  
Presidente: Va bene. Altre domande, signori?  
P.M.: Il P.M. nessuna.  
Presidente: Può andare, Colonnello. Be', c'è altro? Un teste rapidissimo?  
P.M.: No.  
Presidente: No, bene.  
P.M.: Il teste di Polizia Scientifica, Presidente, richiede un po' di tempo. Presumo. 
Presidente: Allora possiamo aggiornarci a domani mattina alle ore 9.00. 
P.M.: Va bene, grazie.  
Presidente: D'accordo? Disponendo la traduzione del detenuto.

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