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giovedì 17 maggio 2012

Maria Grazia Cucurnia - Deposizione del 28 aprile 1994 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.

Il testo che segue contiene dettagli espliciti e raccapriccianti. Se ne sconsiglia la lettura a persone sensibili ed impressionabili.
P.M.: Chiarissimo. Vediamo le foto di questo ragazzo, vediamo se con le foto lei ci può spiegare meglio quello che ci ha detto - in realtà molto chiaramente - già a voce. Chiaramente per il P.M.  
Presidente: Non fotografiamo, naturalmente.  
P.M.: Leggiamo un attimo la didascalia, ma insomma mi sembra chiara. E' la foto numero 43: insieme del cadavere di Baldi Stefano visto da destra. Vede qualcuno dei reperti che ci ha descritto a voce?  
M.G.C.: No, in questo caso qui no, no.  
P.M.: Sennò andiamo avanti. Non indugiamo, andiamo avanti. Proviamo se abbiamo qualcosa di più caratteristico.  
M.G.C.: Ecco!
 P.M.: Scusi, no, no, ritorniamo un attimo dove la Dottoressa ha detto "ecco".  
M.G.C.: Ecco, qui si vede a sinistra, vede? Un foro di uscita.  
P.M.: A sinistra di che cosa?  
M.G.C.: L'emitorace sinistro, lì sotto la camicia.  
P.M.: Perfetto.  
M.G.C.: Che è il foro di uscita di quel proiettile entrato sempre ali'emitorace sinistro, non mortale.  
P.M.: Bene, andiamo, vede qualche altra cosa qui?  
M.G.C.: Mah, mi sembra di no.  
P.M.: Andiamo avanti, grazie. E' inutile. Qui non si vede nulla, c'è solo una camicia macchiata. Ecco, qua?  
Presidente: Attenzione, bisogna riconoscere la foto.  
P.M.: La foto numero? 46, leggiamola, dice: “Visione della metà inferiore…” Mi sembra che, dalle descrizioni che ci ha fatto, colpi sulla regione inferiore non ci sono.  
M.G.C.: No, no.
P.M.: Ci sono segni di trascinamento qua? 
M.G.C.: Ah, ecco. C'è qualche, vede lì?, ci sono delle escoriazioni agli arti inferiori.  
P.M.: Le vedo, per questo gliel'ho chiesto.  
M.G.C.: Che potrebbero essere messe in rapporto al trascinamento. Anzi, direi che in rapporto al trascinamento, specialmente, ecco, quelle là, si vedono abbastanza...  
P.M.: Quelle là, cioè sul braccio, sulla gamba.  
M.G.C.: Quelle là a destra, sì, guardi nella faccia interna si vedono bene delle striature.  
P.M.: Vogliamo ingrandire il ginocchio destro. Lì?  
M.G.C.: Sì.  
Presidente: Dottoressa?  
M.G.C.: Sì?  
Presidente: C'è mica la possibilità che ci siano anche tracce di fauna cadaverica? Guardi un pò'.  
M.G.C.: Mah, no, direi di no, queste qui almeno. Di solito la fauna cadaverica è più a tipo morsicatura, che non a escoriazione così.  
Presidente: Siccome se ne è parlato ieri.  
M.G.C.: Mmh mmh.  
P.M.: Qui è più escoriazione che morsicatura, per lei.  
M.G.C.: A me sembra più così, poi.  
P.M.: Per lei. Va bene, andiamo avanti. Noi abbiamo appreso il dato. Qui vede, ecco, qui forse i segni di trascinamento, se ci sono, potrebbero essere più evidenti: vede nulla?  
M.G.C.: Ma anche qui ci sono, sì, vede, questi reperti qui a destra, sulla faccia posteriore della coscia. Ecco, anche questi qui sono fatti escoriativi, tutti post mortali, perché qui segni di vitalità praticamente non ce ne sono.  
P.M.: Andiamo avanti sui, se troviamo i colpi. Ecco.  
M.G.C.: Questo è quello di prima, mi sembra. Sì, è l'altro, il foro di uscita, quello che si è già descritto nella foto.  
P.M.: Bene, andiamo avanti.  
Presidente: Diamo il numero, però, delle foto, eh.  
M.G.C.: Ecco, qui si vede...  
P.M.: E' la 49.  
Presidente: E quindi quella di prima era la 48.  
P.M.: 48, la lettera...  
M.G.C.: Qui si vede il foro di ingresso del colpo di arma da fuoco sparato... no, anzi.  
P.M.: Lo dice anche la didascalia, la leggiamo.  
M.G.C.: Ecco. Lì si vede, sull'ala sinistra del naso.  
P.M.: Quello non mortale?  
M.G.C.: Sì.  
P.M.: Bene, andiamo avanti.  
M.G.C.: Qui, vede, è il primo dito della mano destra.
P.M.: E' il vetro.  
M.G.C.: Ecco, c'era questa ferita.
P.M.: La foto 50 mostra la mano destra. Vogliamo andare, ecco, se riusciamo a trovare... Lei dice può essere un frammento di vetro.  
M.G.C.: C'era questa piccola ferita con interessamento anche dell'unghia.  
P.M.: Bene, andiamo avanti. Leggiamo la 51, la didascalia dice: “La lettera indica un proiettile semiritenuto in corrispondenza dell'emitorace sinistro, lungo la linea ascellare mediana.”
M.G.C.: Questo è quello che fu tolto, che sporgeva, che fu tolto nel corso... ecco, sì, da qui fu fotografato ancora con la camicia addosso.  
P.M.: Prima di toglierla?  
M.G.C.: Sì.  
P.M.: Bene. Andiamo avanti. Qui abbiamo la 52.  
M.G.C.: Questo è il foro di ingresso.  
P.M.: Si “…indica il foro, la lettera "S", prodotto da proiettile di arma da fuoco in corrispondenza dell'emitorace destro, a 5 centimetri al di sotto del capezzolo.”  
M.G.C.: Sì, questo è il foro di ingresso del proiettile che poi abbiamo visto che è quello mortale.  
P.M.: Che poi abbiamo visto, quello mortale.  
M.G.C.: Sì.  
P.M.: Bene, andiamo avanti. E' la foto 53. Cosa ci può dire? La didascalia parla di “Lettera "T", che indica delle soluzioni di continuo, rotondeggianti, in corrispondenza dell'emitorace sinistro lungo l'ascellare media prodotta dal proiettile semiritenuto.” E' la stessa, già descritto, ha la lettera "S".  
M.G.C.: Qui si vede anche il foro di ingresso - sopra la "T" - il foro di ingresso che trova la sua uscita in basso a sinistra, lì alla "O".  
P.M.: Bene, andiamo avanti. Qui, nella 54, abbiano che...  
M.G.C.: Sì, sì, qui si vede.  
P.M.: ... “La lettera "K" indica una escoriazione rotondeggiante a livello del terzo superiore del braccio sinistro, faccia mediana.” Ce lo può descrivere?  
M.G.C.: Sì, questo qui è in perfetta corrispondenza con la fuoriuscita del proiettile mezzo... semiritenuto. Quindi un'escoriazione prodotta dalla punta del proiettile nel punto di uscita, sì.  
P.M.: Benissimo, siamo sempre a colpi di arma da fuoco.  
M.G.C.: Sì.  
P.M.: Comunque la conseguenza. Andiamo avanti. Qui abbiamo una foto che parla da sola. Ci vuol dire qualcosa lei? Si parla di...  
M.G.C.: E questo è l'altro, è quello mortale che, diciamo, qui è visto da una posizione...
 P.M.: Un po' più obliquo.  
M.G.C.: Sì.  
P.M.: Andiamo avanti. Qui cosa abbiamo? “Insieme della parte superiore del tronco vista posteriormente.” E' la foto 56.  
M.G.C.: Ecco queste sono le ferita da arma da punta e taglio.  
P.M.: Oh, ci può descrivere quello che ci ha già detto, vedendo le ferite? Il tipo di arma è quello che ci ha detto?  
M.G.C.: Sì, sì. Non so, per esempio, in questa qui, in quella inferiore - nella prima - si vede in maniera migliore.  
P.M.: Si vede il taglio e la...  
M.G.C.: Sì, ecco un angolo più acuto e un angolo più smusso, il che farebbe pensare da una parte la lama e da una parte la costola, anche se molto sottile, dell'arma.  
P.M.: Ci può dire qualcosa, per farci capire meglio come mai sono postmortali, "post mortem"?  
M.G.C.: Perché se lei guarda i margini di queste ferite, non presentano un'infiltrazione ematica della lesione vitale.  
P.M.: Bene. Io passerei alle foto della ragazza.  
A.B.: Posso fare qualche domanda?  
P.M.: Si, sì, non ho problemi.  
Presidente: Allora, avvocato Bevacqua.
A.B.: Grazie. Scusi dottoressa, lei ha visto, sta vedendo, stiamo tutti vedendo questa foto con questi...
M.G.C.: Sì.  
A.B.: ... con queste ferite così ampie, di un coltello, evidentemente. Ecco, un coltello di questa grandezza infisso nel corpo - vivo o morto - di una persona, lascia sempre questo tipo di traccia, nel senso questo tipo oblungo di traccia?  
M.G.C.: Dipende, diciamo, dal movimento che la mano imprime anche all'arma. Perché se lei entra perfettamente perpendicolare e fuoriesce perfettamente perpendicolare, è più piccolo. Ma se lei, come succede a volte, nell'uscire effettua, non lo so, alla mano imprime un movimento leggermente verso il basso, la ferita è più ampia rispetto a quella.  
A.B.: Ecco, ma dico, la morfologia, la forma della traccia che lascia dovrebbe essere identica al, direi, perlomeno dovrebbe seguire, la forma del mezzo col quale si... o no?  
M.G.C.: Sì. Diciamo più la forma che le dimensioni.  
A.B.: Cioè, se fosse un punteruolo tondo dovrebbe lasciare una...  
M.G.C.: Sì, meno allungata, più rotonda.  
A.B.: Meno allungata, ecco. Le domando: un'arma di questo tipo, che lascia questo tipo, questi tipi di ferite, questo tipo di disegno, può anche lasciare delle, così, dei disegni tondeggianti, perfettamente tondeggianti?
M.G.C.: Bisognerebbe che fosse stata inserita appena la punta, perché la lama allora va a restringersi, proprio la parte iniziale. Ma guardi, proprio la punta! Allora, diciamo, non ha tempo di penetrare la lama che determina poi l'occhiello.  
A.B.: Quindi se ci fosse, cioè, se ci fosse un altro mezzo tondeggiante lascerebbe non questo tipo di ferite, questo tipo...  
M.G.C.: No, non così ad occhiello. No, più rotondeggiante, più rotondeggiante.
A.B.: Ecco. Come questo non può lasciare, questo tipo di arma, questo che ha ferito qui, non potrebbe lasciare assolutamente delle asole tonde, diciamo così?  
M.G.C.: No, no.  
A.B.: Assolutamente.  
M.G.C.: Anche perché poi questa è penetrata in profondità, perché si è trovato poi anche interessamento dei muscoli intercostali, di parte del polmone; e quindi, diciamo, è stata inserita la lama, non è che sia stata applicata solo la punta.  
A.B.: Chiedo scusa, lei ha partecipato solo a questa perizia, vero? O no?  
M.G.C.: No, anche a quella dei tedeschi.  
A.B.: Quindi quella successiva, non quelle precedenti?  
M.G.C.: Dunque, mi sembra che fosse nemmeno quello successivo, quello successivo ancora, mi sembra che fosse nell'83.  
A.B.: Ho capito. Quindi non a quelle precedenti?  
M.G.C.: No, a quelle precedenti ho assistito, ma non ho partecipato. Cioè, ho assistito all'autopsia.
A.B.: Quindi non può dirci nulla in proposito.  
M.G.C.: Guardi, l'unica cosa che le posso dire è che le lesioni da arma bianca che c'erano sul corpo della Pettini, per esempio - quelle me le ricordo bene perché erano numerosissime, praticamente interessavano...
A.B.: Erano 96-97.  
M.G.C.: ... ecco, erano, diciamo, mi sembra molto più numerose, perché era tutto il corpo.  
A.B.: Proprio di quelle le volevo fare riferimento, siccome...  
M.G.C.: Un po' più piccole forse, però sempre...  
A.B.: Ecco, no, erano piccole e grandi. La domanda era questa, Dottoressa, mi scusi. Posso farla?
 P.M.: Sì. No, volevo che chiarisse che la Dottoressa in quel caso era...  
A.B.: L'ha già chiarito.  
M.G.C.: Spettatrice.  
A.B.: Era spettatrice.  
P.M.: Spettatrice. E allora perché non lo chiediamo a chi l'ha fatta, come...  
A.B.: L'avevo già chiesto, ma non mi sono appagato.  
P.M.: Bene, bene. Allora il dato mi sembra proprio...  
Presidente: Va be', comunque facciamo la domanda.  
A.B.: Signor Presidente, noi dobbiamo cercare, dall'una e dall'altra parte, la verità.
Presidente: Facciamo la domanda.  
A.B.: Siccome io ricordo che tra questi 96-97 colpi, e quindi ferite, vi erano alcune identiche a queste: piuttosto ampie, larghe, oblunghe; e poi moltissime, direi...  
M.G.C.: Più piccole.  
A.B.: No più piccole, che lasciavano un'impronta rotondeggiante, del tutto rotondeggiante.  
Presidente: Bene, possiamo vedere la fotografia, forse, perché sennò...  
A.B.: Oh, grazie, grazie, signor Presidente.
Presidente: Vogliamo vedere questa fotografia?  
P.M.: Se ci date quel minimo di tempo che occorre.  
Presidente: Certo, certo, tutto il tempo che volete.  
P.M.: Possiamo metterle anche accanto… magie della tecnica.  
A.B.: Si, mettiamo accanto. Ecco, oh. Magari però, vorrei quell'altra, vorrei quella, sì...  
Presidente: Dove si vede l'intero tronco della ragazza.  
A.B.: No, io vorrei tutto il tronco. Grazie, signor Presidente.  
Presidente: Guardiamo di trovarla. Ecco, questa, vero?  
A.B.: Magari più vicino; se fosse possibile orientare meglio la, ecco. Magari mettiamola così. Ecco, veda Dottoressa, io...
Presidente: Ecco, mostriamo alla Dottoressa, il tronco della ragazza.  
A.B.: Sì, ecco il tronco. Ecco, veda che là ci sono delle...  
Presidente: L'intero tronco, vogliamo vedere?  
A.B.: Ecco, magari tutto. Ecco, veda, ci sono delle...  
P.M.: Se mettessimo tutto per verticale?  
A.B.: Sì, difatti è quello che pensavo di fare.  
P.M.: Non è possibile? Se ci riusciamo, eh. Se non ci cade tutto.  
M.G.C.: Eh, ma comunque si vede, sì.  
P.M.: Se non ci cade tutto.  
A.B.: Ecco. Magari comparandole anche con quelle di questo povero, di quell'altro ragazzo.  
P.M.: Forse se qualcuno può dare una mano a quel ragazzo. In due forse ci riescono meglio.  
Presidente: Mettiamo tutte le foto se ci riuscite, nella stessa posizione verticale, come se fossero, con la testa in su, insomma, ecco. Guardate se è possibile.  
A.B.: Ecco, veda Dottoressa, io noto, così, come primo approccio visivo, che vi è una grossa ferita vicino allo sterno.  
M.G.C.: Sì, sì.
 A.B.: Oblunga. Chiaramente da coltello da punta e taglio, sicuramente. Credo che quello... Qualche altra un po' sotto, identica come disegno...  
M.G.C.: Sì, si.  
A.B.: E poi non si vede più niente.  
M.G.C.: No, ma comunque ho visto.  
P.M.: Prima di farlo cadere, l'abbiamo ripreso al volo.  
A.B.: Ecco. E poi tutta una serie di altri...  
M.G.C.: Tondeggianti.  
A.B.: ... tondeggianti, a punteruolo, quasi.  
M.G.C.: Sì.  
A.B.: Sembrerebbe, ecco.  
Presidente: Ecco, guardi Dottoressa, l'abbiamo staccata così si vede meglio.  
A.B.: Specialmente quelle che sono vicino al pube, che delimitano questa zona, e quelle sopra.  
M.G.C.: Sì.  
Presidente: Le guardi bene Dottoressa.  
A.B.: Lei pensa che sia la stessa arma?  
M.G.C.: Guardi, potrebbe essere stata anche questa un'arma da punto e taglio se, come le ho detto prima io, usata superficialmente, tipo... come se uno bucherellasse la superficie.  
A.B.: Ecco, però il disegno immediato - il disegno – se non si ha la possibilità di sapere quello che era stato fatto sotto, cioè, l'esame del tessuto sottostante, quindi la profondità del tramite, noi non lo sappiamo, no?
M.G.C.: Sì, uno potrebbe ipotizzare.  
P.M.: Non lo sa la dottoressa, il dottor Maurri ci ha già risposto. Non lo sa la Dottoressa.  
A.B.: Non lo sa neanche lui, eh.  
P.M.: Ci ha spiegato, ci ha spiegato.  
A.B.: Ci ha detto che non lo sa, non l'ha fatte, perché erano tante.  
P.M.: Ce l'ha spiegato, comunque.  
Presidente: Non l'ha fatto. Non è stato fatto, ecco, a quanto pare. Non è stato fatto…  
A.B.: Non è stato fatto. Per quel che ricordo non è stato fatto. La domanda che le faccio nell'immediato, nell'immediato e anche nell'immediato visivo, questo tipo, su questo quadro, può indicare una diversità di arma, rispetto alle varie... cioè, due armi o più armi diverse morfologicamente, rispetto alle lesioni che sono state inferte e che noi vediamo? O no?  
M.G.C.: Diciamo che, sì, istintivamente le può indicare, però non le esclude, ecco. Perché può essere, può essere stato, possono essere state due armi diverse, può essere stata la stessa arma usata in maniera diversa, e anche se, diciamo, ci sono delle linee di elasticità della cute che a volte possono dare un aspetto diverso alla ferita.  
A.B.: Ecco. Comunque...  
M.G.C.: Però, cioè, se dovessi interpretarle io potrebbero essere benissimo in rapporto ad un'arma da punta e taglio, usata superficialmente. Questa è la sensazione che si ha vedendo quelle lesioni lì. Sì.  
A.B.: Vedendo queste.  
M.G.C.: Questo non mi permette però di escludere che possa essere stato usato un punteruolo. A quel punto bisogna vedere se in profondità...
 A.B.: E questo purtroppo non è stato visto. Invece sarebbe stato meglio vederlo. Chiedo scusa, ma mi pare che questa domanda...  
M.G.C.: Mentre invece quella alla coscia sinistra già si intravede l'aspetto della punta e taglio, perché vede sono più oblunghi, sì.  
A.B.: Il taglio è molto chiaro.  
M.G.C.: Sì, sì.  
A.B.: E' molto chiaro.  
P.M.: Meno male.  
A.B.: Senta, nella vostra relazione peritale, firmata anche da lei, ad un certo punto della perizia si dice che è possibile che siano stati...  
Presidente: Possiamo togliere queste fotografie?
A.B.: Sì, grazie, signor Presidente.
A.S.: No, avrei delle domande da fare io, dopo.
Presidente: Va bene. Le rimettiamo. Per ora abbuiamo.

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