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mercoledì 2 maggio 2012

Mauro Maurri - Deposizione del 27 aprile 1994 - Quinta parte

Segue dalla quarta parte. 

Il testo che segue contiene dettagli espliciti e raccapriccianti. Se ne sconsiglia la lettura a persone sensibili ed impressionabili. 
  
Presidente: Consigliere Polvani, un'altra domanda. Prego.  
Consigliere Polvani: Scusi ancora, ma proprio per carenza di nozioni anatomo-fisiologiche, le caratteristiche dello scuoiamento, chiamiamolo così per semplicità, che abbiamo visto sulla Di Nuccio, la tecnica di scuoiamento, meglio, è analoga alla tecnica di scuoiamento che si effettua sugli animali, per esempio su un coniglio, su una lepre? O si tratta di una tecnica diversa? Se lei è in grado di rispondere.
M.M.: Non sono in grado, dottor Polvani.  
Consigliere Polvani: Peccato!  
M.M.: Non ho mai visto scuoiare un animale. Li ho visti solo scuoiati.  
Consigliere Polvani: Si, si ma dicevo proprio sotto il profilo anatomo-fisiologico, di resistenza dei tessuti... 
M.M.: Non sono in grado di dirlo.  
Consigliere Polvani: Non lo sa. Bene, grazie.  
A.B.: Grazie, signor Consigliere Relatore, mi scusi...  
Presidente: Avvocato Bevacqua, prego. 
A.B.: Senta Professore, gli animali hanno una pelle piuttosto spessa normalmente … sono dei poveri uccellini… e quindi era abbastanza facile, per quel che ho visto quando si scuoiano i conigli o roba del genere, si taglia da una certa parte, si toglie la testa, poi si tira e viene via. Quindi è agevole, no? direi, abbastanza agevole.  
Presidente: Sì, bisogna aiutarsi con la punta del coltello.  
A.B.: Si, ma Presidente... Dopodiché non so se qualcuno li gonfia, ci mette una canna, li tira fuori, però va via da sé. L'azione che invece è stata esercitata da questo...  
Presidente: Bisogna incidere giro giro, avvocato Bevacqua.  
A.B.: Sì, certo.  
Presidente: Dopo si può tirare. 
A.B.: Ma io dico una cosa è l'animale che ha una pelle, che ha un tessuto di un certo tipo, la pelle completamente diversa come struttura dal tessuto, dai tessuti sottostanti. La pelle del coniglio, la pelle della capra, la pelle del maiale, la pelle del bue, credo, eh! Direi così. La pelle di tutti, concedendo anche al signor Pubblico Ministero...  
P.M.: Il quale ieri è stato interrotto perché faceva valutazioni che non avevano niente a che vedere... Allora facciamo la domanda, grazie.  
A.B.: Faccio la domanda subito.  
P.M.: Grazie.  
Presidente: Allora, premesso questo?  
A.B.: Dico, la pelle dell'uomo - in questo caso di quella povera ragazza - è, mi pare, diversa, dovrebbe essere diversa come struttura, come strati l'uno sull'altro, peli, derma, poi strato...  
M.M.: Ho capito, sì, certo.  
A.B.: Rispetto a quella dell'animale.  
M.M.: Sì.  
A.B.: Profondamente diversa. Diversa.  
M.M.: Diversa.  
A.B.: Oh.  
M.M.: "Profondamente" non sono tanto sicuro che lo sia.  
A.B.: Ecco.  
M.M.: Tutti i mammiferi.  
A.B.: Colui che deve fare come ha fatto quel tipo di operazione, lasciando direi perfettamente sotto lo strato di grasso - perfettamente - senza incidere lo strato di grasso...  
M.M.: Sì.  
A.B.: ... deve avere una conoscenza, a mio avviso, abbastanza approfondita, credo. L'avete detto anche voi.  
P.M.: La domanda, Presidente, grazie.  
A.B.: Ha o non ha, colui che ha fatto quel tipo di operazione, una conoscenza approfondita del derma umano? Può averla o non può averla?  
M.M.: Può non averla.  
A.B.: Però in questo caso ha dimostrato di averla?  
M.M.: No, Avvocato, ha semplicemente fatto questo: ha agito con abilità, ma sollevando con una mano ha facilitato l'azione del taglio dell'arma che era impugnata dall'altra mano. Se sollevo bene, con l'altra mano mi viene quasi automatico di escindere risparmiando i tessuti sotto. Non è necessaria una conoscenza...  
A.B.: Non è necessaria?  
M.M.: No, no, via!  
A.B.: No. Però doveva sapere, per esempio, che per fare quel lavoro bisognava che il corpo fosse morto. M.M.: Fosse?  
A.B.: Fosse morto, perché non gli veniva bene questo tipo di... 
P.M.: Ma perché si muoveva, signori, via, perché andiamo a parlare di queste cose?  
A.B.: Professore, Professore...
Presidente: Avvocato, questa domanda, questa è una deduzione assolutamente inammissibile. Quindi su questo proseguiamo. 
A.B.: Allora, la domanda è questa.  
Presidente: Vi ricordo ancora che purtroppo non è l'unica escissione, ve ne sono altre ben più cruente. A.B.: Certo, Presidente. Ma cominciamo da questa, poi vediamo le altre.  
Presidente: Solo perché non si debba trarre conclusioni affrettate dal nulla.  
A.B.: No, è quanto...  
Presidente: E sotto nessun profilo. Prego.  
A.B.: No, certo. Dico questo, colui che ha agito in questo contesto temporale, topografico eccetera, di modalità di esecuzione di questa escissione, avrebbe potuto, o non, sapere che, per esempio, con un corpo morto si opera meglio, oppure no? Secondo lei?  
M.M.: Si opera meglio?  
A.B.: Si opera meglio.  
M.M.: Che su un corpo vivo?  
A.B.: Sì.  
M.M.: Ma Avvocato, io non lo so se la persona che ha fatto questo lo sapeva o no. Ma è chiaro che su. . . A.B.: Però...  
M.M.: Non lo so se lo sapeva.  
A.B.: Però lo ha fatto.  
M.M.: Come?  
A.B.: Lo ha fatto.  
M.M.: Eh, l'ha fatto, cioè l'ha fatto su un cadavere.  
A.B.: Su un cadavere. Su un cadavere si opera meglio o si opera peggio? La domanda, signor...  
M.M.: Su un cadavere si opera meglio per una semplicissima ragione, e cioè che da una parte c'è ancora la circolazione e dall'altra no.  
P.M.: E sta fermo, Professore? 
M.M.: Eh, certo. 
 P.M.: Grazie.  
M.M.: Lei non opera...  
A.B.: Si opera meglio sul cadavere?  
M.M.: Un chirurgo non opera mai una persona sveglia, anche se è viva.  
A.B.: Certo.
 M.M.: La devono anestetizzare e quindi tenere immobile.  
A.B.: La opera morta.  
M.M.: Eh, la operano anestetizzata.  
A.B.: Oh, dico la opera morta apparente.
 M.M.: Se fosse morta sarebbe inutile operarla.  
A.B.: Morta apparente.  
M.M.: La opera in anestesia.  
A.B.: La opera in anestesia.  
M.M.: Stessa sensibilità dolorosa.  
Presidente: Vedete, vedete che ci stiamo imbarcando su una strada che...  
A.B.: No no.  
P.M.: Presidente, sono le sei, io ho ancora due testi. Volevo andare un po' con delle domande più concrete.
A.B.: Presidente, un'ultima domanda e poi veramente questa volta mi cheto. Professore, quando è che la circolazione corporea si ferma, si blocca? Dopo quanto tempo si blocca?  
M.M.: Dopo la morte? 
A.B.: Sì.  
M.M.: Ma ci sono limiti abbastanza variabili, dipende soprattutto dalla causa della morte. Se lei si vuole riferire a questo caso particolare in cui le ferite da arma da fuoco hanno provocato emorragie interne abbondanti, è chiaro che la circolazione si arresta molto rapidamente. C'è poco sangue, e quindi quel poco che c'è circola meno di quanto circolerebbe se la quantità di sangue fosse integra, conservata. Pochi minuti, pochissimi minuti. 
A.B.: Pochi minuti.  
M.M.: Pochi minuti. Dipende anche dal tipo di morte. Ci sono alcune morti, per esempio le morti asfittiche, di impiccamento tanto per intendersi, in cui il sangue rimane fluido e può continuare per qualche minuto a defluire anche dopo la morte.  
A.B.: Si difatti si vedono... erezioni cose varie.  
M.M.: Esattamente.  
A.B.: Senta, quindi ecco, lei ha visto - e poi mi scusi, perché sono come le ciliegie queste domande, mi perdoni la Corte innanzitutto e anche il signor Pubblico Ministero.  
Presidente: Va be’ andiamo avanti.  
A.B.: A proposito delle ciliegie, ora è tempo fra poco.  
A.B.: Senta, volevo sapere, lei ha visto le fotografie di questa, della macchina dove si trovava il cadavere della ragazza?  
M.M.: Si sta parlando di questo caso qui?  
A.B.: Sì, sì. L'ha visto?  
M.M.: Sì, le ho viste, le ho viste.  
A.B.: Ecco, perché erano, sulla parte destra vi era molto sangue, sulla parte anteriore destra delle due portiere, portiera anteriore e portiera posteriore.
M.M.: Anteriore e portiere posteriore, sì.  
A.B.: Di sangue che colava.  
M.M.: Sì.  
A.B.: Sembrerebbe che colasse, quindi erano probabilmente quelle ferite al collo, perché partono da qui. E' probabile?  
M.M.: Eh, forse anche quella del mento.  
A.B.: Del mento.  
M.M.: Sì.  
A.B.: Che era molto sanquinolenta.  
M.M.: Sì.  
A.B.: Perché ci sono molti capillari.  
M.M.: Poco grave, ma molto vistosa, diciamo.  
A.B.: Ecco, perché ci sono molti capillari da questa parte, no?  
M.M.: Sì, sì.  
A.B.: Ecco, nient'altro. Non voglio, non ho altre domande, non le faccio altre domande. Mi scusi la Corte, mi scusi.  
Presidente: Altre domande?  
P.M.: Ne avrei una.  
Presidente: Prego.  
P.M.: Che è consequenziale a quello che è venuto a seguito delle domande del...  
Presidente: Pubblico Ministero.  
P.M.: E' questa. Effettivamente i periti, professor Maurri, scrivono a pagine 135, fra le altre cose, che, secondo loro, probabilmente il cadavere della De Nuccio potrebbe essere stato sollevato e trasportato per un tratto non breve. Ora noi abbiamo visto stamani che fra l'auto e il punto in cui fu trovato ci sono un certo numero di metri. Volevo sapere, questa deduzione che voi date come probabile nasce da qualcosa?  
M.M.: Sì.  
P.M.: Perché un teste stamattina ci ha parlato di tracce di trascinamento, altri l'hanno escluso successivamente. Lei, di elementi oggettivi per poter dire che fu sollevato a braccia e escludere che fu trascinato, ne ha oppure sono valutazioni che voi avete fatto?  
M.M.: No, ne abbiamo. Ma ne abbiamo anche discusso in sede di relazione collegiale.  
P.M.: Vediamo di farle capire alla Corte.  
M.M.: E sono queste, che se io trascino un corpo vestito, specialmente su un terreno erboso, con dell'erba, tracce dell'erba e del terriccio debbono per forza rimanere sugli indumenti che nel trascinamento rimangono a contatto con il terreno. Se io trascino un corpo, inanimato o meno, per le spalle, è chiaro che la parte posteriore delle scarpe e probabilmente la parte posteriore dei pantaloni, diciamo dal polpaccio in giù, toccando terra debbono per forza avere tracce di questo contatto con la terra. Non solo. Ma se si tratta di indumenti, per esempio, del torace - camicie, camicette - se io trascino per i piedi, per esempio, e la camicetta, quindi il torace, rimane a livello del terreno, non solo ci sarà il contatto con l'erba o con il terriccio stesso, ma ci sarà anche il sollevamento degli indumenti in direzione opposta a quella del trascinamento del cadavere. Non ho visto niente di questo su questo cadavere, o meglio sui vestiti del cadavere della ragazza.  
P.M.: Vogliamo vedere la foto, un attimo, numero 25 del cadavere della ragazza? L'unica che abbiamo sul luogo? Adesso vediamo questa. A dimostrazione di quello che sta dicendo lei, o eventuale conferma o meno. La camicetta è sollevata, ma... Vogliamo vederla questa camicetta? Soprattutto le braccia. Ecco, lei dice sarebbe stata arrotolata molto di più?  
M.M.: Direi di sì. Fra l'altro non mi sembra neanche che sia spostata verso la testa della ragazza. In fin dei conti la camicia, questo piano, questo tessuto bianco iniziale è la camicia, ovviamente?  
P.M.: Mah, noi lo vediamo con lei. Ci sembra.  
M.M.: Ecco, che copre il torace intero, copre l'addome fin sotto la regione ombelicale, quindi non è molto sollevata verso l'alto.  
P.M.: Professore, se fosse stata portata per le braccia? Trascinata per le braccia? Questo fenomeno che lei ci cita sarebbe opposto.  
M.M.: Sì, certo.  
P.M.: I pantaloni, dice, abbiamo, è stata tagliata la cintura, ci è stato detto finora. Quindi se è stata trascinata per le braccia è completamente opposto a quello che ci ha detto lei, e forse è verosimile a questa posizione: cioè la camicia è giù.  
M.M.: Sì. Però se è trascinata per le braccia, il segno del contatto sul terreno per tutto il tratto del trascinamento... 
P.M.: Dovrebbe essere evidente.  
M.M.: Posteriore.  
P.M.: Non ho nessun'altra domanda, grazie.  
A.B.: Sulle calcagna?  
M.M.: Come?  
A.B.: Sulle calcagna?  
M.M.: Eh, alla parte poster... certo, sì.  
A.B.: Questo l'ho capito, siamo perfettamente...  
M.M.: Nella parte posteriore degli indumenti.  
P.M.: Abbiamo capito, grazie. Nessun'altra domanda.  
Presidente: Può andare, Professore, buonasera. Arrivederci.  
M.M.: Grazie.  
Presidente: Grazie.

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