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martedì 13 settembre 2011

Giuseppe Di Bella - Deposizione del 7 giugno 1994 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.

A.B.: Siccome voi eravate sempre, mi pare che sia una prerogativa non soltanto dell’arma ma di tutte le sezioni territoriali della Polizia, della Finanza eccetera di avere uno schedario, va bene? Su tutte le persone pericolose o piuttosto… eh?
P.M.: La domanda.
A.B.: La domanda… mi consenta… Voi avete, avevate, tanto lo sanno tutti, cioè c’è uno schedario dove ci sono delle persone più o meno pericolose, chi ha ucciso, chi ha ammazzato, chi ha rapinato, ci sono no? Ce l’avete voi?
G.D.B.: Ci dovrebbe essere.
A.B.: E’ possibile via, diciamo che è possibile, non si svela nulla di nuovo.
Presidente: Va be’ ci sono dei fascicoli, su!
G.D.B.: Ci sono.
A.B.: Senta, quando succedono fatti di una certa importanza, per esempio durante quando c’era il terrorismo, va bene?
G.D.B.: Si.
P.M.: La domanda.
A.B.: La domanda posso farla… Arrivo alla domanda.
Presidente: Magari, cerchiamo eh?
P.M.: Non mi s’è fatto chiedere del ’51 qui si parla di Gesù Cristo!
Presidente: Cerchiamo di stringere!
P.M.: Non lo so!
A.B.: Se c’è per esempio un fatto eclatante che possa avere una origine di natura particolare, terroristica per esempio e se ci sono delle persone che sono sospettate di appartenere a certe organizzazioni, cosiddette eversive, se succede un fatto voi che fate? Subito, normalmente? I Carabinieri cosa fanno? Vanno o non vanno a controllare? A vedere?
G.D.B.: Certo che vanno.
A.B.: Immediatamente.
G.D.B.: Appena ricevuta la notizia.
P.M.: Il terrorismo cosa ha a che fare con Di Bella e con il Pacciani?
A.B.: Ora glielo spiego. E andate subito a controllare, a vedere anche senza fare dei verbali? O no?
G.D.B.:
A.B.: Io sono famoso terrorista di…
Presidente: Avvocato…
P.M.: Presidente
Presidente: Siamo fuori della capitolazione e quindi non ammetto la domanda.
P.M.: Ho difficoltà veramente a seguire…
A.B.: E lo so che è in difficoltà.
Presidente: Non ammetto la domanda.
P.M.: Eh, non sono all’altezza...
A.B.: No, no, lei è molto all’altezza.
Presidente: Non ammetto la domanda.
A.B.: Allora mi scusi Presidente siamo d’accordo, siccome si parlava del Pacciani e siccome il Di Bella è stato anche da me citato io non volevo ulteriormente richiamarlo su questo punto quindi una volta che è qua me lo sento.
Presidente: La sua capitolazione avvocato… mi perdoni sennò…
A.B.: Io non vorrei capitolare…
A.F.: Bisognerebbe leggere anche quella del Pubblico Ministero spesso…
A.B.: Sulla capitolazione non vorrei capitolare…
Presidente: Non capitolerà, stia tranquillo. “Sulle indagini svolte su Pacciani Pietro, sulle consuetudini dello stesso, sullo stato di salute dei componenti…”
A.B.: Sulle indagini svolte
Presidente: E va be’…
A.B.: E mi pare che qua ci siamo Presidente.
Presidente: Ma mica tanto.
P.M.: Per poco.
Presidente: Facciamo allora una domanda precisa.
A.B.: Una domanda precisa.
Presidente: Così è più facile.
A.B.: La domanda è questa Presidente: quando accadono fatti piuttosto gravi, come nel caso di fatti gravi omicidiari…
P.M.: Era precisa la domanda.
A.B.: …come quelli che sono accaduti…
P.M.: La domanda.
A.B.: …nella vostra… in quell’occasione ‘83/’85 eccetera, voi per prassi, per dovere d’istituto…
P.M.: Per curiosità…
A.B.: Per dovere d’istituto andate a verificare a controllare le persona che hanno avuto dei precedenti specifici?
Presidente: Allora, facciamo la domanda precisa, ecco avvocato…
A.B.: Voi andate la sera? Andate a controllare? Vi manda il vostro comandante? A vedere…
P.M.: A vedere cosa? Presidente la domanda!
Presidente: Avvocato così non va.
P.M.: Rientriamo un po’ nei ranghi, è meglio.
Presidente: Così la domanda non la può porre. Lei può domandare se in occasione di quel tale omicidio loro hanno…
A.B.: In occasione degli omicidi che sono accaduti nella zona, mi pare che siano due gli omicidi accaduti nella vostra zona, no?
P.M.: A San Casciano?
A.B.: Nell’immediatezza della scoperta di questi assassinii il vostro comandante, qualcuno da Firenze, anche la stessa Questura d’accordo con i Carabinieri, vi ha allertato, si dice, per andare a vedere che cosa aveva fatto tizio, caio, sempronio? Che avevano avuto nel vostro territorio, che risiedevano nel vostro territorio e che avevano avuto dei problemi con la giustizia per fatti di omicidio oppure no? Perché sennò veramente io sono… mi dica se voi facevate queste indagini immediate oppure no.
G.D.B.: Dunque nell’occasione del duplice omicidio dei Falciani io in quel periodo ero in licenza.
A.F.: No dei Falciani.
Presidente: Falciani… Falciani…
A.F.: No dei Falciani eh…
Presidente: Lei dice Scopeti.
A.B.: Degli Scopeti si.
P.M.: 300 metri in linea d’aria.
G.D.B.: Scopeti, Scopeti, ero in licenza, perciò assente, ero in Sicilia, di fatti ho sentito dalla televisione.
Presidente: Settembre è il mese della Sicilia quindi l’ha saputo dalla televisione quindi nulla può riferire di preciso.
G.D.B.: No, non posso riferire io.
A.B.: Ecco però… mi scusi Presidente siccome… mi perdoni… E’ una prassi questa.
P.M.: E allora la prassi perché la chiediamo al Di Bella?
A.B.: Se normalmente c’è un ordine ben preciso, scritto, in certe norme che lei conosce meglio di me, io le conoscevo una volta per cui bisognava immediatamente controllare le persone che avevano avuto a che fare con fatti del genere, dello stesso tipo, per sapere nell’immediato dov’era stato, cos’aveva fatto, eccetera, se questa è la prassi, sennò allora siamo fuori.
G.D.B.: Dunque, nell’occasione non abbiamo fatto questi controlli…
P.M.: Dalla Sicilia lei? Scusi…
G.D.B.: Dalla Sicilia… No…
P.M.: E’…E’… Lei non ha fatto questi controlli… Era un mese via, occhio a rispondere!
G.D.B.: Io mi riferisco ad altri, ad altri, non al fatto degli Scopeti, come ho detto ero in licenza e sono rientrato…
Presidente: Certo, a quale si riferisce brigadiere?
G.D.B.: Gli altri omicidi che sono stati fatti nella zona circostante.
Presidente: Lei dice Giogoli, per esempio.
G.D.B.: Giogoli.
P.M.: Non intervengono mica quelli di Scandicci… San Casciano!
Presidente: E allora non ho capito quale… quale… a quale si riferisce?
G.D.B.: Duqnue, quelli dei due tedeschi, i due maschi…
Presidente: Giogoli, Giogoli.
G.D.B.: Giogoli, va bene? Arriva una notizia di questo, si fa un servizio… si controllono macchine eccetera, eccetera. Magari se ci sono dei servizi fuori preposti ad altre cose…
P.M.: Il territorio.
G.D.B.: Se ci sono fuori servizi… controllate perché è successo questo fatto eccetera, eccetera.
P.M.: Ma lo fate anche quando ci sono le rapine insomma!
G.D.B.: Si.
A.B.: Quello che stavo dicendo io.
A.F.: Lo fanno sempre.
A.B.: Dico ma ecco, si controllano nell’immediato… controllare non vuol dire verbalizzare…
G.D.B.: No, no…
A.F. Lo fanno sempre.
A.B.: Si controllano nell’immediato le persone sospettate, pericolose, che hanno avuto dei problemi con la giustizia, si o no?
G.D.B.: Si controllano, avvocato, si controllano le persone… si fermano delle macchine e si fa il controllo, si prendono magari…
P.M.: Per strada! Per strada!
A.F.: Ma che per strada! Ma che per strada!
G.D.B.: …le generalità…
A.B.: E’ inutile che lei mi controlli per strada a dieci chilometri di distanza
P.M.: Si però non possiamo far dire a un teste cose che non sa.
Presidente: Avvocato lui dice così, lui parla di controlli per strada.
A.B.: Ecco, scusi, se accade un omicidio in prossimità, là, della vostra giurisdizione, là, voi andate o non andate a vedere anche le persone…
P.M.: Cosa c’entra il brigadiere Di Bella…
Presidente: Comunque facciamo fare… Avvocato lei glielo stava facendo da venti minuti questa domanda e lui risponde sempre alla stessa maniera, ha capito?
G.D.B.: Si ho capito perfettamente Presidente.
Presidente: Insomma, dice l’avvocato: Vi preoccupate solo dei controlli per strada o fate ricerche anche nei fascicoli di persone…
G.D.B.: Non si… Io… Che io sappia non s’è fatto in quel momento.
A.B.: Va be’, vuol dire che…
Presidente: Tant’è vero che…
A.B.: Le indagini…
Presidente: …il teste di ieri aveva fatto una bellissima relazione su quel signore che si era infilato nella macchia intorno alla piazzola dove c’erano i francesi e questa relazione è finita in un cassetto e il Pubblico Ministero l’ha ritrovata dopo qualche anno.
A.B.: Si però…
P.M.: Menomale l’ha ritrovata!
Presidente: Menomale che l’abbiamo ritrovata. Stendiamo un velo pietoso.
A.B.: Io non ho altre domande.
A.F.: E io ne vorrei fare qualcuna Presidente.
Presidente: Prego avvocato Fioravanti.
A.F.: Lei nell’interrogatorio del 4 aprile ’90 dichiarava che il Pacciani era un uomo tenuto in disparte dalla popolazione ma dichiarava altresì…
P.M.: Qual è questo interrogatorio del 4 aprile ’90?
A.F.: 4 aprile ’90 a casa del Cavalier Di Bella.
P.M.: Ha un verbale di interrogatorio?
A.F.: Il verbale ce l’ha il collega.
P.M.: Non è un verbale è un’annotazione!
Presidente: E’ un’annotazione di P.G.
P.M.: E’, calma! Un interrogatorio?!? Non è usufruibile, si parla di interrogatorio!?
A.F.: Siccome il Pubblico Ministero non fa mai osservazioni agli altri questa volta la faccio a lui.
Presidente: Avvocato mi sembra che qui siete andati in carrozza perché io vi ho lasciato leggere tutta la relazione di P.G. …
P.M.: Caspita! Ora si parla di interrogatorio…
Presidente: …da cui risulta che il Pacciani è un po’ di carattere difficile ma poi la notte sta a casa…
P.M.: Allora non si parli di interrogatorio perché interrogatorio non è.
A.F.: E la mia domanda era questa ma era molto semplice, io non capisco l’accanimento del Pubblico Ministero!
Presidente: Ma avvocato! Faccia una domanda!
A.F.: Io faccio la domanda Presidente ma se me la fa fare! Ecco, non girava di notte, non risulta che Pacciani fosse un guardone, lei… Noi abbiamo fatto una capitolazione di prove, “indagini su Pacciani”, quindi io le posso chiedere sulle indagini su Pacciani quello che voglio, lei… O quello che mi permette il Presidente.
Presidente: Avvocato…
A.F.: Quello che mi permette la Corte.
Presidente: Avvocato, non si allarghi troppo.
A.F.: No, no non mi allarmo. No, io volevo chiedere questo, non mi allarmo perché non è il caso di allarmarsi…
P.M.: No allarmarsi, allarghi avvocato!
Presidente: Prosegua, prosegua!
A.F.: Ha detto allarmarsi! Dunque, lei sia quando era ancora in servizio, sia dopo è stato mai a giocare a carte con Pacciani nella sala del prete? Della parrocchia?
G.D.B.: Io?
A.F.: Si.
G.D.B.: No, mai.
A.F.: Mai. Giocava con altre persone mentre il Pacciani era lì presente?
G.D.B.: Io?
A.F.: Si.
G.D.B.: Qualche volta si, ho fatto qualche partita.
A.F.: E c’era Pacciani spesse volte lì?
G.D.B.: Pacciani…
A.F.: Con le figlie?
G.D.B.: Pacciani due o tre volte in tutto io l’ho visto l’ all’A.C.L.I.
A.F.: Nella sala del paese. Grazie.
G.D.B.: Non in compagnia delle figliole comunque.
A.F.: C’era un Juke-box? C’era una sala giochi per ragazzi e per ragazze in quella sede A.C.L.I. si o no?
P.M.: Ma se non c’era!
A.F.: Io lo sto domandando, perché mi deve interrompere? Grazie non ho altro da dire.
A.B.: No, scusi, c’era il juke-box che era fruibile…
G.D.B.: Era all’ingresso.
A.F.: Utilizzato dai ragazzi? Noi della nostra età… Ecco, l’ha visto qualche volta il signor Pacciani che giocava a carte?
G.D.B.: No al circolo A.C.L.I. non l’ho mai visto.
A.B.: Ma l’ha visto frequentare qualche volta.
G.D.B.: Due, tre volte.
A.B.: Due, tre volte l’ha visto.
G.D.B.: Due, tre volte, si.
A.B.: Stava lì, guardava…
G.D.B.: E dopo se ne andava.
A.B.: E poi se ne andava, grazie.
G.D.B.: Mentre l’ho visto qualche volta a giocare all’altro bar.
A.F.: La casa del popolo.
G.D.B.: In piazza Vittorio Veneto, quello si.
A.B.: Ecco, era un grosso lavoratore, era violento ma un grosso lavoratore…
G.D.B.: Per sentito dire.
A.B.: Per sentito dire. Cioè la gente lo allontanava perché aveva paura…
G.D.B.: Questo si, questo si.
A.B.: Però era un grosso lavoratore…
G.D.B.: Così dicevano.
A.B.: Però aveva un carattere irascibile, vero? Nient’altro, nessun’altra domanda.
Presidente: Avete altre domande signori? Bene può andare brigadiere, buongiorno, arrivederci.

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