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lunedì 30 maggio 2011

Processo a Pietro Pacciani - Udienza del 01 Giugno 1994 -

Presidente: Benissimo, ci siamo tutti? Buongiorno
Avvocato Bevacqua: Buongiorno signor Presidente.
P.M.: Buongiorno.
Presidente: L’udienza è aperta, signor Pubblico Ministero…
P.M.: Si Presidente… Presidente innanzitutto volevo informare la Corte di una circostanza e conseguentemente di una richiesta del P.M. La circostanza è questa: nei giorni scorsi tramite un avvocato di Firenze si sono presentate al P.M. due persone le quali dicevano di avere da riferire cose importanti relative ai fatti concernenti questo processo, queste due persone ovviamente, sembra si siano presentate sembra sabato o venerdì in una pausa del processo e hanno già riferito al P.M. di essere a conoscenza di fatti di questo tipo. Le due persone sono esattamente Consigli Emanuela e Cairoli Gianpaolo dicono, sostanzialmente credo di doverlo riferire alla Corte perché poi farò una richiesta in proposito, di avere ricevuto una testimonianza indiretta di una persona, già presente nelle carte di questo processo, questa persona è, secondo quanto riferiscono Consigli Emanuela e Cairoli Gianpaolo, un guardiacaccia che negli anni ’70 in quel di Vicchio avrebbe conosciuto Pacciani. Questa persona recentemente in pubblico, presente il Cairoli Gianpaolo, secondo quanto riferiscono questi due testi, avrebbe detto: strano che Pacciani negli di aver avuto una pistola Beretta calibro 22 in quanto io ne ho una uguale e ho visto in mano di Pacciani una pistola uguale. Fra l’altro questo signore avrebbe aggiunto in pubblico: Io la mia pistola l’ho data, quando me l’hanno chiesta, ai Carabinieri perché fosse esaminata per vedere di fare le famose prove di sparo a suo tempo fatte nell’indagine, Pacciani non l’ha data di certo perché la sua non era denunciata. C’è un riscontro specifico a questo fatto, per questo io riferisco alla Corte questo, effettivamente questo signore il cui nome, se loro credono, ci sarà fatto da questi due testi è effettivamente persona guardiacaccia che con un nome simile è stato invitato anni fa nel corso dell’indagine, ci sono gli atti, a portare la sua pistola e sono state fatte le prove di sparo. C’è un riscontro ulteriore, che questo signore di cui poi sapremo il nome se la Corte ritiene ha avuto rapporti non idilliaci, risulta dagli atti, con Pacciani. Chiedo quindi, non avendo la possibilità, avuto la possibilità di indicare nella lista testi questi due signori chiedo l’ammissione della loro testimonianza, si chiamano Consigli Emanuela, Cairoli Gianpaolo.
Presidente: Signori avvocati di Parte civile?
Avvocato Colao: Mi associo alla richiesta.
Presidente: Avvocato Colao si associa, avvocato Santoni Franchetti?
Avvocato Santoni: Mi concede due parole Presidente?
Presidente: Due però eh…
Avvocato Santoni: Certo Presidente ma è attinente all’istanza del P.M. le dico per amore di verità dicendo nomi e fatti. Ieri pomeriggio ero a Rupe Canina nella casa abitata dopo la scarcerazione del Pacciani dallo stesso, per caso perché lì ci abita un falegname che conosco, Ottanetti si chiama, tanto per fare nomi, questa persona chiacchierando logicamente, non lo sapevo che il Pacciani stava lì dopo il ’64 mi sono meravigliato e mi son messo a parlare con le persone che lo hanno conosciuto. Mi ha detto questo falegname che si chiama Ottanetti: “Tutti noi sapevamo che il Pacciani aveva due pistole”. Presidente, riferendomi a questa istanza ho detto: Ma le hai viste? Chi lo sa di preciso? La curiosità è umana, sono parte civile! Sento una notizia di questo genere… “Mah” dice, “avvocato si diceva tutto il paese a quei tempi che non c’era niente ma niente di più, niente di più.” Ecco io lo riferisco, nome, cognome e posto, la Rupe Canina sa benissimo il Pacciani perché abitava al piano superiore dove c’era la mamma, io non lo sapevo ero rimasto proprio… quando ho sentito questa cosa, lei mi capisce, umanamente ho fatto un salto, ma sempre era la voce quindi benissimo se il P.M. vuol portare per la parte civile ma questo circostanza l’ho riferita, può indagare lo stesso P.M. basta che vada dove abitava il Pacciani dopo il 1964 eventualmente a prendere ulteriori informazioni da persone che lo conoscono benissimo. Mi scusi queste due parole ma pensavo fosse utile…
Presidente: Quindi si associa?
A.S.: Mi associo logicamente però ecco, mi faceva piacere colorire un momento la storia con nomi e fatti precisi.
Presidente: Avvocato Ciappi si associa. Signori avvocati difensori? Avvocato Bevacqua?
A.B.: Grazie Presidente. La difesa dell’imputato deve fare formale opposizione a questa richiesta dell’ultima ora, per la verità, perché sembra assai strano che questo signore, teste di riferimento, non sia stato a suo tempo sentito, che non sia stato assolutamente indagato perlomeno sul Pacciani perché questo signore avrebbe dovuto dire questa circostanza che riferisce soltanto oggi, siamo, pare che questa notizia, dati 1970, 24 anni fa, quindi a me sembra che questa richiesta formulata oggi dal Pubblico Ministero per introdurre un testimone di riferimento a seguito di dichiarazioni fatte da due persone le quali oggi vogliono, non so per quale motivo evidentemente sono i cosiddetti, fanno parte di quella schiera dei cosiddetti colpevolisti, vogliono ritenere Pacciani possessore di una pistola: Io credo che ai sensi dell’articolo 667 che invoco costantemente mi pare che oggetto della prova sia soltanto l’imputazione e che nulla ha a che vedere questa richiesta fatta dal Pubblico Ministero per introdurre che cosa? Introdurre un testimone di riferimento il quale potrebbe dire che Pacciani aveva o non aveva una pistola. Certamente oggi questo qua ci dirà che Pacciani aveva una calibro 22 LR addirittura quella che ha sparato quei colpi, quelle notti, perché così si verrà… verrà sicuramente a dire questo. Noi sappiamo per certo nel processo, esiste la sentenza nel 1951, esiste in quel processo, una circostanza riferita a suo tempo anche dalla teste Bugli che era anche lei coimputata nel processo di Pacciani, nel processo famoso del 1951, la quale dice: Lui diceva di avere una pistola a tamburo; pistola che non è mai stata vista da nessuno, quindi a me sembra che questa richiesta del Pubblico Ministero è una forzatura interpretativa delle norme del codice di procedura penale proprio in riferimento a quell’articolo 187 che io invoco e per il quale io ritengo che la Corte eccellentissima non può aderire a questa richiesta dell’ultima ora, ultimissima ora, del Pubblico Ministero.
Presidente: Avvocato Fioravanti?
A.F.: L’avvocato Fioravanti si associa a quanto testé detto dall’avvocato Bevacqua sempre ai sensi del 187 procedura penale.
Presidente: Bene, la Corte si ritira.

Riprende l'udienza.

Presidente: Pubblico Ministero ai soli fini della verifica dell’ammissibilità delle prove testimoniali che lei ha richiesto la Corte l’invita ad esibire i verbali relativi ai testi di cui lei ha parlato.
P.M.: Si Presidente.
Avvocato Bevacqua: Potremmo averne copia signor Presidente?
Presidente: Certamente.
P.M.: E’ un verbale unico di deposizione spontanee, di comparizione spontanea di queste persone, i riscontri di quello che dicono sono invece nelle carte del processo, le vediamo dopo se loro ritengono opportuno.
Avvocato Bevacqua: Ecco Presidente io ho già… Ho già prodotto un documento relativo a questa vicenda ed è il documento del 18 ottobre ’70, dichiarazioni di Manni Angiolina, la quale fa riferimento ad un approccio piuttosto consistente con questo signor Bruni
P.M.: Io non ne ho parlato!
A.B.: L’ho fatto io
P.M.: - Incomprensibile-
A.B.: Ho capito, va bene.
Presidente: Ne parliamo dopo. Potrei averli anch’io?
P.M.: Si, gliene do una copia.
A.B.: Io dietro il dito non mi nascondo mai.

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