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martedì 5 aprile 2011

Floriano Delli - Deposizione del 30 maggio 1994 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.

Presidente: Signori avvocati di parte civile? Gli avvocati della difesa prego.
Avvocato Bevacqua: Senta lei è stato sentito dai poliziotti della SAM?
F.D.: Si fui chiamato in via… alla Questura.
A.B.: Per quale motivo?
F.D.: Perché per domandare se io conoscevo il Pacciani, se aveva armi, mi domandarono tante cose… E poi da ultimo mi domandarono se aveva armi, se avevo mai visto delle cose, io armi in casa del Pacciani non l’ho mai viste
A.B.: Se ha mai visto oltre le armi?
F.D.: Armi, armi.
A.B.: E poi oltre le armi?
F.D.: I cacciatori, vestiti da cacciatori, non ho visto nulla io.
A.B.: E poi?
F.D.: Mi domandarono se avevo un cane, gli dissi di si, un cane, Pluto. E gli dava da mangiare? Si gli davo al Pacciani delle scatolette perché le desse al cane. Basta. Chiuso. Tutto lì.
A.B.: Le dissero qualche cosa a proposito di questo mangiare?
F.D.: No, non mi dissero nulla. Ah, mi dissero, forse le scatolette non l’aveva mangiate il cane. E basta.
A.B.: Perché lei dice nel suo verbale che secondo i signori verbalizzanti: “Apprendo da voi che spesso queste cose il Pacciani le faceva mangiare alla sua famiglia”.
F.D.: Si, io non lo sapevo mica.
A.B.: Ah, ecco. Quindi gliel’hanno detto loro?
P.M.: “Apprendo da voi”...
A.B.: Vorrei vedere chi l’ha visto che le dava alla famiglia.
P.M.: L’hanno detto le figlie.
F.D.: Io non lo sapevo.
Presidente: Va bene, va bene.
F.D.: Portavo le scatolette…
A.B.: “Apprendo da voi”
P.M.: Ce l’hanno detto le figlie, c’era?
A.B.: C’ero, c’ero, c’ero!
P.M.: Menomale. Era distratto.
A.B.: No, no, no io non sono mai distratto o quasi.
Presidente: Beato lei.
A.B.: Dal latino: distraere…
P.M.: Noi a volte…
A.B.: Qualche volta vado di qua, qualche volta vado di là ma distratto proprio completamente… Distrutto si Presidente. O con questo caldo… Senta, lei che lavoro faceva?
F.D.: Pensionato.
A.B.: Pensionato. Ecco, il pomeriggio voi scendevate via…
F.D.: S’andava ni giardino a giocare a carte… pe’ piglia’ un po’ di sole… Oppure io prendevo la macchina e andavo a Mercatale a vede’ gioca’ a carte…
A.B.: Ecco, in genere lei, le piace il gioco del calcio?
F.D.: Il calcio no.
A.B.: No.
F.D.: Non mi piace di molto.
A.B.: La domenica sportiva la vedeva?
F.D.: Eh, a voglia!
A.B.: E ci aveva il televisore su?
F.D.: Ci avevo il televisore si.
A.B.: Anche su. Va bene. Quando se ne tornava giù a…
F.D.: Verso le sette, l’otto, le nove…
A.B.: Verso le sette, a seconda che giorno era.
F.D.: La sera?
A.B.: Eh…
F.D.: Dopo cena, sette, otto.
A.B.: Grazie, nessun’altra domanda.
Presidente: Nessuna domanda. Può andare.
F.D.: Bene.
P.M.: Presidente non ci sono altri testi per i motivi che lei sa. E’ difficile…
Presidente: Qui però bisogna un pochino chiamarne di più perché…
P.M.: Ma deve tener presente che la volta in cui ne sono stati chiamati molti…
Presidente: Va be’ ma è un rischio che dobbiamo correre
P.M.: Noi li chiamiamo. Io sono pieno di certificati medici di persone che sono state qui, non sono state sentite in giornata, l’indomani non son venute.
Presidente: Va bene, ho capito intanto vediamo che questi certificati medici se sono…
P.M.: Senz’altro Presidente ma io preferisco citarne di più così risolviamo il problema. Non vorrei che per il caldo e per colpa mia qualcuno si sentisse male, tutto qua.
Presidente: Il problema del caldo c’è e non lo mettiamo in dubbio…
P.M.: Io devo far stare qua persone dalla mattina alla sera, poi la sera non facciamo in tempo a sentirle tutte quindi…
Presidente: Portiamoli comunque di più.
P.M.: Senz’altro Presidente.
Presidente: Magari farne venire qualcuno direttamente nel pomeriggio…
P.M.: Senz’altro, così abbiamo fatto dall’ultima volta, oggi c’è un problema
A.B.: Domani ci sarà udienza anche nel pomeriggio signor Presidente?
Presidente: Avvocato, io se avessi i testi andrei avanti fino a stasera ma…
A.B.: No, no dico, domani?
P.M.: Senz’altro, ne sono citati diversi, ho già un certificato medico per domani, lo dico subito, di quelli citati, ne ho citati altri, vediamo… D’altronde…
A.B.: Io vorrei saperli però perché avrei diritto a sapere…
P.M.: Non lo so se ne ha diritto avvocato.
A.B.: Non ho diritto. Va bene. Non ho diritto. Va bene.
P.M.: Anche perché poi ne cito alcuni e poi non vengono, quindi…
Presidente: Va bene, signori prendiamo atto di questo, riservandoci sulla richiesta dell’avvocato Ciappi, allora a questo punto non possiamo che mandare a domani mattina alle ore 9:00.
P.M.: Bene grazie.
A.B.: Grazie.
Presidente: Arrivederci.

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