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martedì 8 febbraio 2011

Lorenzo Nesi - Deposizione del 23 maggio 1994 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.

P.M.: Ecco. Lei ha detto: ho conosciuto il Pacciani forse tramite un altro signore?
L.N.: Si, forse Mario Vanni.
P.M.: Ecco, lei poi ha raccontato qualcosa di più di questi signori, cosa…
L.N.: Mario Vanni mentre Pacciani era detenuto per violenza alle figlie venne da me un pomeriggio e mi disse che doveva andare dalla moglie di Pietro a Mercatale perché Pietro gli aveva scritto una lettera dal carcere in cui c’era delle cose bruttissime e io dissi: Mario ho da fare! – Portami in tutti i modi perché io devo andare dalla moglie di Pietro perché…
Presidente: Questo glielo disse Mario Vanni.
L.N.: Questo me lo disse Mario vanni.
Presidente: Mi devi portare là…
P.M.: E lei lo accompagnò?
L.N.: E io l’accompagnai.
P.M.: Come mai questa grande fretta? Non si mise il dubbio? Dice: Come mai…
L.N.: No, no, no non lo so.
P.M.: Non chiese
L.N.: Non lo so perché all’epoca Pietro Pacciani non era mica… Era in carcere per la violenza alle figlie ma… C’era una lettera che gli aveva scritto a Vanni, vanni mi chiese…
P.M.: Ma come mai venne, mi perdoni, come mai venne da lei? Perché non andò da solo?
L.N.: Perché forse quella sera, mi ricordo bene, pioveva e Vanni mandava solo la vespa e io lo portai io a Mercatale. Cioè Vanni…
P.M.: Ma la sua curiosità non si spinse a…
Presidente: Lo portò in autò?
L.N.: Si, si, si. No, no, no andò io lo lasciai a Mercatale non so cosa c’era scritto nella lettera…
P.M.: Però cosa le disse il Vanni? Perché quest’urgenza’
L.N.: C’era dei fatti gravi che doveva parlare con la moglie di Pacciani.
P.M.: E di questi fatti gravi che cosa si trattasse…
L.N.: Non lo so.
P.M.: Che tipo di fatti…
L.N.: Non lo so.
Presidente: Ricorda ora?
L.N.: No, no, no. Assolutamente. Chiaramente chiedetelo a Vanni se gli ha avuto la lettera…
P.M.: Certamente. Lo chiederemo, lo chiederemo quando è il momento. Lei lo accompagnò e poi lo aspettò, quando uscì Vanni…
L.N.: No, io l’accompagnai e venni via.
P.M.: O come? Non pioveva e lo lascia lì lei?
L.N.: Gli avrà preso l’autobus. Io… Dottor Canessa l’accompagnai…
P.M.: Si, si, io… Mi limito a cercar di capire. E lei non era nemmen curioso di sapere che cosa…
L.N.: No.
P.M.: No.
L.N.: Non me ne importava nulla.
P.M.: Non gliene importava nulla. Senta una cosa e invece di questa conoscenza fra Vanni e Pacciani lei ha riferito qualcosa anche un po’ più dettagliata, cosa facevano, dove andavano…
L.N.: Vanni e Pacciani erano due amici, due amici veramente amici, so che si frequentavano…
P.M.: L’atteggiamento… Ecco..
L.N.: Si frequentavano, gli andavano insieme…
P.M.: lei ha detto dove andavano, signor Nesi glielo ricordo…
L.N.: Senta io credo…
P.M.: lo dica liberamente, l’ha detto.
L.N.: Io credo fossero andati diverse volte a giocare a carte a Valicondoli, a La Cantinetta a bere un bicchiere di vino di qua o di là, molte volte, qualche volta o molte volte saranno andati insieme da prostitute…
P.M.: Lei ha indicato anche dove, perché qualche volta ci ha accompagnato qualcuno lei…
L.N.: Si perché Vanni io l’accompagnavo da una prostituta che, ora io non so la via, siccome io venivo a Firenze molto spesso per lavoro, accompagnavo a volte il Vanni, me lo chiedeva, lo accompagnavo da questa prostituta.
P.M.: Accompagnava il Vanni, lei…
L.N.: Se poi ci andava anche Pacciani questo non lo so
P.M.: L’ha detto lei quindi glielo avrà detto il Vanni, non lo sa, ora poi
L.N.: Ci sarà andato anche Pacciani.
P.M.: Poi chiedo di leggere il verbale perché l’ha detto lei…
L.N.: Lo domandi a Pacciani se gli andavan da quella prostituta.
P.M.: Lei ha riferito che Vanni le ha detto così. Senta una cosa, lei ha riferito a lungo, di sua spontanea volontà, ripeto e questo è importante perché nessuno aveva cercato il signor Nesi, quali erano i rapporti Vanni/Pacciani, cioè uno, sembra da come l’ha raccontato lei e poi emerge da tante altre parti, che fosse succube dell’altro, in che termini, come l’ha lei recepito questo fatto? L’ha già raccontato, le ripeto.
L.N.: Si, si. Per me erano due amici…
P.M.: Si, lei però non ha detto questo, ora glielo leggo… eh? Così facciamo prima perché signor Nesi, non so se lei sta dimenticando oppure ha dei motivi, che poi ha elencato anche nel verbale, il motivo per il quale lei…
Presidente: La data del verbale?
P.M.: Prego?
Presidente: La data del verbale?
P.M.: Si i verbali sono esattamente 2, il quattord… l’undi, scusi, 8 novembre ’91 e 13 marco ’93. Sono questi due verbali che io chiedo poi di produrre però leggo per fare ricordare al signor Nesi, magari qualcosa che ora gli sfugge, lei ci ha detto: “Circa i rapporti tra Vanni e Pacciani, in sintesi, posso dire che Pietro aveva una grande ascendente”, Pietro Pacciani, “aveva una grande scendente sul Vanni”
L.N.: Esatto.
P.M.: “Quest’ultimo lo rispettava, lo chiamava Pietrone e mi raccontava spesso le gesta di Pietro, nel senso che a volte capitava che facesse a botte con qualcuno.”
L.N.: Esatto.
P.M.: Ecco. Poi ha parlato delle scorribande, dice lei…
L.N.: Si, si.
P.M.: Prima di leggerglielo, che facevano insieme…
L.N.: Esatto.
P.M.: Tutte cose che le hanno raccontato, sembra di… Ecco, io chiedo, queste scorribande di cui lei ha parlato, ricorda ora, prima che glielo leggo io, dove le facevano?
L.N.: Mi ricordo che una volta, dunque, Vanni mi raccontò, non vedo quanto possa essere utile a…
P.M.: Lasci fare, lei dica quello che ci ha già detto
L.N.: Una volta mi raccontò che erano andati o a Scarperia o a Vicchio…
P.M.: Ecco, vede, se è importante lo lasci giudicare a me, lei ce lo dica.
L.N.: O a Scarperia o a Vicchio in cui dopo aver bevuto, a regola, diversi bicchieri di vino, piovendo gli scoperchiarono la 500…
P.M.: Chi gli scoperchiò?
L.N.: Con la 500 di Pacciani
P.M.: Ah, scoperchiarono.
L.N.: Aprirono…
Pietro Pacciani: Con la 500 se un so’ mai andato io? Ma cosa dice?
Avvocato Fioravanti: Aspetta
Pietro Pacciani: Ora mettete a verbale, denunziatelo questo qui
Presidente: E’ strano lei Pacciani, lei quando parlo io non mi sente, eppure parlo più forte, quando parlano i testi ci sente benissimo.
P.M.: Che strano! Lo volevo sottolineare io fra un po’, mi ha preceduto.
Presidente: E’ già un po’ che noto questa cosa
Avvocato Bevacqua: E’ più vicino.
Presidente: Lei ci ha un udito a due livelli
P.M.: Non c’è il microfono, c’è il microfono per tutti.
Presidente: Prosegua.
L.N.: Parlo piano, posso parla’ più forte
Presidente: No, no, no, no.
L.N.: Allora gli scoperchiarono la macchina e dopo persero l’automobile, si fermarono, non so, però son sicuro che erano andati o a Scarperia o a Vicchio per cui dopo pioveva e Mario Vanni mi disse che gli apriron la macchina: che ci s’ammollò tutti e si perse l’automobile. E tornarono a cercarla il giorno dopo, io non so dove.
P.M.: A Vicchio o a San Piero.
L.N.: Eh?
P.M.: A Vicchio o, ha detto, a Scarperia, tornarono a cercare la macchina.
L.N.: Questo sono sicuro
P.M.: E non le chiese dove erano tornati?
L.N.: E la macchina la persero in una zona verso San Donato, non san Donato… San Donato in Poggio…
Presidente: Cosa intende, non si capisce, “la persero” che vuol dire?
L.N.: Non lo so perché Vanni mi raccontò questo.
P.M.: Che erano andati in quei luoghi ed era successo questo alla macchina, è questo il concetto. Senta una cosa, lei ha detto anche di… Che facevano qualcosa la notte, si ricorda cos’ha detto? Almeno il racconto che ha fatto, sennò glielo leggo io
L.N.: La notte, la notte, Vanni forse un po’ meno, ma insieme, un po’ giravan la notte, questo..
P.M.: “Un po’ giravano” cosa vuol dire? Capisce quant’è importante per noi. Il signor Pacciani ha detto finora che lui la notte dormiva perché lavorava tutto il giorno, ora lei si espo… Spontaneamente recato in Procura a dire questi fatti, quindi si rende un attimo conto che è importante, allora questo “giravano la notte” insomma, ci deve un po’ far capire cosa vuol dire, cosa intendeva dire, perché lei… Come l’ha saputo, come giravano, come lo ricorda lei…
L.N.: Dottor Canessa io cosa facevan la notte io non lo so. Che la notte, chiaramente, non dico tutti i giorni, non so quando, ma che la notte un poco insieme ci stavano… No insieme in senso affettuoso… insime… questo ne sono sicuro…
P.M.: Ne è sicuro perché glielo ha detto il Vanni? E lei crede al Vanni o perché li ha visti lei signor Nesi?
L.N.: No io non li ho visti.
P.M.: Ecco ma lei ha aggiunto “si trovavamo spesso nei boschi la notte” cosa voleva dire? Perché nei boschi? L’ha detto lei in data… Glielo leggo mhm? Come mai lei ha aggiunto nei boschi?
L.N.: Pacciani io non mi posso fa’ da’ di scemo da te
Presidente: Lei si rivolga a me, a noi, si rivolga alla Corte, si volti, guardi, Romano per piacere giriamo completamente questo signore verso di noi.
P.M.: Presidente ricordo a me stesso che c’è una norma che se l’imputato interrompe deve essere fatto allontanare, io diffiderei l’imputato a non parlare altrimenti chiedo che sia applicata.
Presidente: Pacciani ha capito il discorso? Mi sente ora? Quindi se lei continua a infastidire dopo esce. Va bene? Lei si rivolga a noi, parli, non abbia paura.
L.N.: Ormai e son qui…
Presidente: Forza!
P.M.: Perché lei dice nei boschi la notte? Lei ci ha già detto, e ci ha chiarito che uscivano insieme la notte, ci ha anche detto di questo ne sono sicuro. Ora andavano fuori nei boschi la notte, signor Nesi manca un passo solo per capire cosa facevano, ce lo vuole spiegare anche a noi?
L.N.: Abbia pazienza dotto Canessa…
Presidente: Dica le cose chiare sa… Non siamo mica in chiesa.
L.N.: Io icchè facevan nei boschi la notte io non lo so.
P.M.: Bene perché lei non c’era, però è venuto lei spontaneamente a riferirci questo dato evidentemente le è sembrato importante, poi le leggerò perché.
L.N.: Mi è sembrato importante, gliel’ho detto a lei come persona a cui… E mi rivalgo all’introduzione che vi ho fatto…
P.M.: Ma lei è stato un cittadino veramente al massimo della collaborazione e noi gliela riconosciamo anche oggi
L.N.: A cui ho detto: so che Vanni e Pacciani, non so se giravano su 365 giorni 100, 5 o 30 però che la notte andavano a giro insieme, questo dopo domandatelo, quando non ci sono io a Pacciani e a Vanni.
P.M.: Dunque signor Nesi lei ha anche detto “del Pacciani ho paura”.
L.N.: Si.
P.M.: Come mai?
L.N.: Si.
P.M.: Lei ha detto: Queste cose ve lo dico, vengo ma del Pacciani
L.N.: Dottor Canessa legga, non so cosa pubblicano i giornali, legga un articolo in una relazione di Pacciani in cui… E’ un articolo su una Nazione, non mi ricordo, di un paio di mesi fa, Pacciani ha dichiarato, se è vero quello che ha scritto il giornalista, che Vigna ci pensa i’ Dio e a chi mi testimonia contro ci penso io.
Pietro Pacciani: Senti icchè dice!
P.M.: Ecco ma lei come mai “se ci pensa lui” ne ha pura?
Avvocato Bevacqua: Non l’abbiamo letto nessuno, se lo dice…
L.N.: No, no guardi allora lo domandi ai giornalisti della Nazione perché era sulla Nazione.
P.M.: Lei disse che aveva paura, lo ha detto il 13 marzo del ’93…
L.N.: Si.
P.M.: …non due mesi fa quando c’è stato l’articolo come mai aveva paura allora?
L.N.: Dopo mi è stato confermato…
Presidente: perché aveva paura?
L.N.: Aveo paura l’era… io.. era una cosa che, cioè qui bisogna fare un altro discorso, che quando io andai spontaneamente da i’ dottor Canessa, dopo averci pensato, dopo aver avuto, proprio essermi spremuto i cervello sulle cose come ho detto prima quando lessi che Pacciani e lo ripeto inquisito co’i mostro di Firenze, dissi: questi son pazzi! Dopo, analizzando le cose, perché dopo le cose, signor giudice, la sa che ci si ripensa, no? Ci si pensa e rimisi insieme, ma non per fantascienza per realtà, queste cose e mi trovai in un contrasto: dirle o non le dire. Parlai con l’avvocato Seghi, l’avvocato seghi mi disse: se tu vai in Pretura, in Procura e tu pensi di dire delle cose… e io: E so queste cose qui, dirle mi dispiace non le dire mi dispiace e s’andò… E mi sembra che il dottor Canessa, i primi discorsi che si fece, mi garantì che io non avrei avuto nessun più disturbo, io ho detto…
P.M.: No, no, no io le dissi… Il verbale l’ha sottoscritto lei…
L.N.: Si, si ma lei la mi garantì…
P.M.: Le dissi: nel caso in cui dovrà testimoniare, come abbiamo fatto oggi, le è stato chiesto se voleva essere ripreso…
L.N.: Su questo dottor Canessa lei forse non se lo ricorda ma a me mi garantì questo dopodiché c’è stato un altro interrogatorio da parte del dottor Vigna e del Dottor Canessa a cui ho ridetto le cose che sapevo, questa è la verità.
Presidente: Quindi, scusi se mi inserisco, la sua paura derivava dal fatto che ripensandoci meglio…
P.M.: Eccoci.
Presidente: Capito? Siccome potenzialmente il Pacciani poteva essere l’autore di quegli omicidi a quel punto poteva essere uno pericoloso anche per lei.
L.N.: E’ chiaro, l’arebbe avuto paura anche lei!
P.M.: Bene era questa la domanda. L’ultima, l’ultima signor Nesi, lei è stato chiarissimo noi… io personalmente apprezzo veramente il suo comportamento
L.N.: No, no ormai s’è fatto
P.M.: No, è giusto, bisogna dargliene atto. Lei disse anche: “Mi presentai spontaneamente anche perché in quel periodo aveo letto sui giornali che il Pacciani diceva di non avere armi…
L.N.: Di non avere armi
P.M.: E allora, dice, io che lo sapevo…
L.N.: E allora a questo punto Pacciani spieghi se l’armi, a me che m’ha detto gli ammazzava i fagiani con la pistola me l’ha detto, io… la base era questa, che Pacciani, sui giornali si leggeva chiaro, che non aveva mai preso in mano una pistola, né mai posseduto una pistola, ecco il punto chiave è questo. Domandate a Pacciani se gli ha mai avuto una pistola o non l’ha mai avuta una pistola…
P.M.: Con cui sparava ai fagiani. Bene. Non ho altre domande grazie
L.N.: Posso andare?

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