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giovedì 21 ottobre 2010

I mostri di Firenze

Autore: Aldo Li Volsi 
Prima edizione: ??? - ??? - 100 pp - brossurato 

Dalla presentazione dell'autore: "Questo libro, scritto da me che non sono uno scrittore ma un semplice osservatore, tra l'altro, amico personale di Renzo Rontini, padre di Pia, assassinata dal “mostro” di Firenze nelle campagne di Vicchio di Mugello insieme a Claudio Stefanacci, vuole essere una sorta di documento che traccia le vicende e il tortuoso e per certi versi scriteriato percorso investigativo sulle responsabilità criminali del “mostro” e disserta circa l'andamento processuale di tutto il tragitto giuridico-penale dell'intrigata matassa al centro della quale spicca la truce figura di Pietro Pacciani, per lungo tempo presunto mostro nonché spietato assassino oltre che violentatore delle figlie e “bruto” inafferrabile massacratore delle coppiette appartate e assassinate nelle campagne toscane durante le notti di novilunio.
E' tuttavia impossibile leggere il dispositivo della sentenza di primo grado senza fermare l'attenzione sulle colossali lacune che hanno determinato la controsentenza di assoluzione di secondo grado....
In ogni caso, e assai inopinatamente, un'ulteriore inchiesta avviata dalla Procura di Firenze, alla fine, ha portato alla condanna in via definitiva di due uomini identificati come autori materiali di 4 duplici omicidi: sono i cosiddetti compagni di merende Mario Vanni detto Torsolo, il portalettere di San Casciano Val di Pesa e Giancalo Lotti, inteso Catanga, cioè due ambigui individui la cui posizione sociale e la personalità individuale ben si adattavano a fungere da capro espiatorio.
Pietro Pacciani, condannato in primo grado a più ergastoli per 8 duplici omicidi e successivamente assolto in appello, è morto (misteriosamente) prima di essere sottoposto ad un nuovo processo di appello, da celebrarsi a seguito dell'annullamento della sentenza di assoluzione da parte della Cassazione.
Le Procure di Firenze e Perugia sono tuttora impegnate in un'indagine volta a individuare i presunti mandanti dei duplici omicidi.
La vicenda ebbe molto risalto anche dal punto di vista sociale, suscitando estrema paura per la tipologia di vittime (giovani fidanzati in atteggiamenti intimi) ed aprendo l'opinione pubblica italiana al dibattito sull'opportunità di concedere con maggiore disinvoltura la possibilità per i figli di trovare l'intimità a casa, evitando i luoghi pericolosi."

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