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lunedì 31 maggio 2010

Francesco Calamandrei - Intervista su la Nazione - 16 luglio 2005

Il 16 luglio 2005, il quotidiano La Nazione, pubblicò l'intervista che segue a Francesco Calamandrei.

Dottor Calamandrei, di quale malattia soffre?
Sono affetto da una depressione bipolare molto grave. Questa indagine certo non mi giova. E' una malattia di tipo nervoso.
Può spiegare come, dal suo punto di vista, è nata l'indagine che la coinvolge?
E' partita da più denunce fatte dalla mia ex moglie, Mariella Ciulli, che è affetta da parafrenia, nota anche come delirio lucido. Quando ha cominciato a fare le denunce era gia da anni in cura. Oggi si trova in una casa di cura, lo è da quando aveva 50 anni per sua sicurezza. Dal 1992 è in cura al dipartimento di igiene mentale.
Lei conosceva Narducci?
No. Non lo conosco affatto e mi chiedo chi l'abbia visto a San Casciano.
Lei è appassionato d'arte e di libri?
Mi hanno sequestrato Il risorgimento esoterico, che è un libro d'arte, poi un mio quadro, diari con
miel pensieri e appunti soprattutto di viaggio. Non credo vi abbiano mai trovato alcun riferimento al Mostro. Hanno anche preso la cartina dove c'è il lago Trasimeno. Era assieme ad almeno una cinquantina di carte.
Le piace la pittura?
Sì certo, mi piace la pittura, io stesso dipingo, faccio quadri: il mio modello di riferimento è il movimento informale. Nel dettaglio sarebbe Alberto Burri, artista scomparso una decina d'anni fa. La mia arte, i quadri che conservo si ispirano a questo stile.
Diceva che sta vivendo un incubo. Quanto le pesa questa vicenda?
Con il nuovo avviso di garanzia, le indagini potranno andare avanti per altri due anni. Io sto male.
Per fortuna i sancascianesi in questi anni non mi hanno mai fatto sentire colpevole, sono riconoscente ai miei concittadini.
Chi conosceva dei cosiddetti compagni di merende?
Pacciani mai visto. Lotti una volta da lontano, ma non ci ho mai parlato. Vanni, il postino, veniva a prendere le medicine in farmacia e l0 conoscevo solo di vista. Non conosco per nulla neppure le prostitute di cui mi hanno chiesto.
Può esprimere una speranza?
Ho fiducia nella magistratura. Sto male e non ho fatto nulla di quello per cui sono indagato.
Rif.1 - La Nazione Toscana & Liguria - 16 luglio 2005 pag.1

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