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lunedì 12 aprile 2010

Mauro Maurri - Intervista su La Città - 7 agosto 1984

Il 7 agosto 1984, il quotidiano La Città, pubblicò l'intervista al professor Mauro Maurri che segue.
Dott. Mauro Maurri: Come medico legale ho solo alcune certezze: che questa persona, quasi sicuramente un uomo, è agile e robusta, perchè almeno una volta ha portato in braccio per diversi metri una delle ragazze uccise; che è abbastanza alto, circa un metro e 75, perchè quando uccise i ragazzi tedeschi sparò dai finestrini del loro furgone Volkswagen, che nella parte più bassa erano opachi e quindi doveva arrivare facilmente a vedere nell'interno della parte superiore; che ci deve vedere abbastanza bene ed è improbabile, perciò, che porti gli occhiali. E infine che spara bene e che sa usare bene il coltello.
Dottore, perchè è così convinto che l'assassino sappia maneggiare bene il coltello?
Per la nettezza del taglio che è evidentissima. Bisogna tener conto che non sono parti facili da tagliare, tanto più nelle condizioni in cui opera l'assassino. Con questa premessa non ho dubbi: è uno che sa maneggiare il coltello. Non so se sia un'abilità di origine professionale, non posso sostenerlo, ma sa usare il coltello, sa tagliare la pelle.
Però non in tutti i delitti i tagli sono stati precisi.
E' vero, nell'ultimo i tagli sono stati meno uniformi e abbiamo trovato, sui glutei e nei pressi della mammella, diverse di quelle che tecnicamente si chiamano ferite d'assaggio, cioè di prova. Forse l'assassino si sentiva meno sicuro o aveva più fretta o era più agitato e pazzo del solito.
Come spiega le coltellate sparse che sono state sempre trovate sui corpi delle vittime?
Credo che lui accoltelli le vittime dopo aver sparato, che le coltellate siano come dei colpi di grazia. Di solito colpisce al torace o alla schiena. Sicuramente, però, questa è la prima volta che ha attaccato con il coltello l'arca genitale maschile. Come è la prima volta che ha asportato una mammella.
E' d'accordo con la tesi della follia in crescendo?
Se si potesse tracciare un parallelo tra le lesioni che troviamo sulle vittime e lo stato mentale di quest'uomo si sarebbe tentati di dire, sì, che si sta deteriorando, che la sua mente è sempre più sconvolta.
Dottore è proprio certo che sia sempre la stessa mano?
Si, assolutamente. Alcuni piccoli particolari delle incisioni lo provano con sicurezza. Non sono certo che sia stata sempre usata la stessa lama, lo stesso coltello, ma sono certo che la mano è sempre la stessa.
In questi anni due prostitute sono state accoltellate da un maniaco. Può essere stato il mostro?
Non lo so. Una cosa è certa: negli omicidi delle prostitute il coltello è usato in maniera diversa, diversissima. L'unico dato comune fra tutti gli omicidi è la repulsione, l'odio per l'atto sessuale che i delitti, tutti, esprimono.
Secondo lei che significa l'asportazione della vagina?
Per l'esattezza, l'assassino non asporta la vagina ma il pube. Ignora la vagina, l'utero, le ovaie. Non li ferisce nè tanto meno gli interessa asportarli. Comunque la mutilazione è senza dubbio un rito, ma ne capiremo il significato solo quando avremo preso l'assassino.
E' vero che assale le coppie appena prima che facciano all'amore?
Non direi. Per esempio a Baccaiano i due fidanzati erano completamente vestiti. Forse avevano già fatto l'amore. In questo ultimo delitto invece i ragazzi si stavano spogliando.
Ma lui interviene per spogliare o eventualmente rivestire le vittime?
No denuda le ragazze solo nel punto in cui compie la mutilazione, poi non si preoccupa di ricoprirle.
E' stato detto che è impossibile compiere le mutilazioni senza una fonte di luce. Che ne pensa?
Penso che è inutile fantasticare su occhiali a infrarossi e diavolerie del genere. Con una piccola torcia portatile, una lucciola, è possibile illuminare perfettamente l'abitacolo di una macchina. Appoggiandola per terra si ottiene un chiarore diffuso invisibile a pochi metri di distanza ma più che sufficiente alle necessità dell'assassino. Lo abbiamo verificato durante il sopralluogo compiuto a Vicchio e abbiamo provato una volta per tutte che l'assassino non ha nessun bisogno di un complice nè di strumenti raffinati.
Dottore, lei è tuttora convinto che l'assassino oltre che maneggiare il coltello sappia sparare con precisione. Perchè?
Perchè se è vero che spara a distanza ravvicinata e su bersagli quasi fermi, è vero anche che spara in condizioni di luce difficili eppure provoca ferite immediatamente mortali. Tranne Paolo Mainardi, il ragazzo di Baccaiano, tutte le vittime sono morte subito. Solo a Baccaiano un colpo gli è andato a vuoto, ma subito dopo ha centrato alla prima i due fanali accesi della macchina. No, non c'è dubbio, è uno che sa sparare.
C'è molta attesa per i risultati delle analisi sui pochi peli o capelli trovati nella Panda dei ragazzi uccisi a Vicchio. Che speranze ci sono di ricavarne notizie utili sull'assassino?
Abbastanza poche perchè sono troppo pochi. Possiamo stabilire se non sono nè di lei nè di lui e forse il gruppo sanguigno. Il dottor Franco Marini che se ne sta occupando farà tutto il possibile ma è inutile illudersi di ricavare informazioni straordinarie.
C'è qualcosa che avreste potuto fare e che avete trascurato?
Non credo. Forse con strumenti più sofisticati avremmo potuto ottenere qualche risultato in più ma ne dubito. Abbiamo consultato tutta la letteratura esistente. Ma questo è un caso unico al mondo. A chi potremmo chiedere lumi?
Rif.1 - La Città 7 agosto 1984 pag.2

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