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giovedì 11 marzo 2010

"Cuiz proposto dalla stampa del 30/6/94" di Pietro Pacciani - Quarta parte

Segue dalla terza parte.
"D.N°6. Cualè, stato il grande dispiacere della sua infanzia?
Risposta. Nella mia infanzia nella mia infanzia, non è mai accaduto niente anzi ricordo tanta allegria, e contentezza, anche se eravamo poveri ci si voleva bene tutti, e ci accontentamo di quello che avevamo.
D.N°7. Lei, e capito dalla gente? Come pensa che la giudichino?
Risposta. Io penso bene, la mia coscienza e pulita, dopo l'avversità avuta, in gioventù, io voglio bene a tutti, come Dio comanda, e ho sempre fatto, il mio dovere ma, in questo mondo, ogniuno abbiamo, amici e, nemici, anche se non gli ai fatto niente di male, se leggiamo la sacra bibbia Caino, odiava Abele e erano fratelli, ma Dio lo punì, e io hò fiducia in lui, che sà, la verità.
D.N°8. Secondo lei, chè, è, persona coinvolta in questa vicenda processualmente, ce un solo assassino, ho ce ne sono diversi? E lei del tema pistola, ha mai parlato con qualcuno?
Risposta. Come posso saperlo, se io non conosco questi personaggi o persona, come ò, spiegato prima, io amo la pace, e, odio, le armi, che se, non esistessero, non ci sarebbe le guerre.
D.N°9. Per il fatto dei guardoni, visibili, non si puole inpedire
Risposta. A coloro che sono in compagnia di belle donne alla spiaggia, ho a un lago, in costume, di osservare le loro fattezze e, commentare la loro bellezza, tra amici, se non si guarda le donne, chi si deve guardare? Se si parla di guardoni solitari, ò, se sono dei malati ho sono dei pazzi, uno sano non lo fà, non à bisogno, di eccitarsi, come dice qualcuno, chi lo à, scritto, e pensato, e successo a lui stesso, per saperlo? Per mio conto, lo trovo uno schifo, e non ci credo, ma non posso giudicare una persona che non conosco, sono un contadino, mintendo solo di piante e, di lavoro campestre. Poi per lomertà, e la paura, non esiste, esiste solo nelle persone, debole, di senso femminile, sono come le donne, le loro fattezze, il modo di camminare, la voce a gallina, le mani affusolate, ecc... ecc... Fanno schifo, cui, in carcere neò visti, molti, sono questi, che vanno a sedere, poi anno paura, che gli rompino, il volto, e le ossa, a forza di pugni, sono malati, fuori ne combinano di tutti i colori, vanno eliminati, altro che omertà, e non sono buoni neppure a lavorare."

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