Social Icons

.

sabato 19 settembre 2009

Udienza del 19 maggio 1999 - 12

Quella che segue è una sintesi dell'udienza del 19 maggio 1999 relativa al Processo d'appello per i delitti del "mostro di Firenze" davanti alla prima sezione della Corte d'Assise d'Appello di Firenze.

Segue dalla parte 11
Procuratore Generale: - "Quali sono i riscontri? Esatta indicazione della posizione e di alcune caratteristiche del furgone. Avvalorano le dichiarazioni del Lotti l'esattezza delle modalità degli spari, gli spari iniziarono sulla fiancata destra, proseguirono sulla fiancata sinistra e terminarono sulla fiancata destra all'apertura dello sportello centrale. Quanto alla presenza del Lotti, secondo il giudice di primo grado è provata la necessità di un palo per l'esecuzione del duplice omicidio. La piazzola di giogoli era frequentata da coppiette. Questi riscontri dimostrano che Lotti era presente.
Baccaiano di montespertoli. La coppia c'era ma non ci sono state escissioni. Perchè l'operazione viene resa impossibile dal fatto che il ragazzo, Paolo Mainardi, s'è accorto di qualche cosa e cerca di mettere in moto l'auto per fuggire. Siamo alla mezzanotte del 19 giugno 82. Quando passano dei giovani, nove, vedono un'auto su un lato, tirano avanti, poi gli vengono dubbi, fanno marcia indietro, vanno a vedere cosa è successo, scattano i soccorsi. La fiat 127 aveva uno sportello per fiancata e si trovava con le ruote posteriori nel fossetto laterale destro di via Nuova Virginio, fossetto laterale destro con riguardo alla direzione di marcia verso Baccaiano. Parte anteriore sul ciglio della strada in posizione obliqua, la stessa auto si presentava con un foro di proiettile sul parabrezza, all'altezza del posto di guida, col vetro del finestrino sinistro, completamente frantumato, freno a mano tirato, marcia indietro inserita, due fari anteriori rotti da colpi di arma da fuoco, anche le lucine sono rotte ma con qualche strumento diverso, sedile anteriore sinistro macchiato, inzuppato di sangue, con la spalliera parzialmente reclinata indietro con la mancanza delle chiavi di accensione del quadro, pulsanti di luci tutte accese, chiave che è stata rinvenuta a poca distanza. Poichè non parlo della tesi alternativa, la posizione dei due ragazzi possiamo ometterla. Da come vengono trovati i bossoli viene poi ricostruita, dai periti, la dinamica dei fatti. Tre bossoli e frammenti di vetro nella parte sinistra della piazzola, altri due bossoli si trovano sull'asfalto della strada, però vicinissimo a questa piazzolina, altri tre sono davanti alla fiat 127 sulla strada e ancora un bossolo all'interno della stessa auto sul tappetino posteriore destro. Il testimone Carletti dice di esserci passato poco prima e di aver notato una lucina accesa e di aver visto al posto di guida il ragazzo. Dalla perizia medico legale emergeva che la ragazza era stata raggiunta da due colpi di arma da fuoco, quattro colpi di arma da fuoco, tre alla testa e uno alla spalla sinistra il ragazzo. I periti fanno delle considerazioni, delle ipotesi, ma risulta dimostrato che il ragazzo non è stato attinto mortalmente dal primo colpo che l'ha raggiunto alla mandibola ed ha quindi avuto il tempo di tentare questa fuga che purtroppo non gli è riuscita. Dichiarazioni del Lotti, da quanto verbalizzato il 21 febbraio '96 in cui Lotti dice di non aver mai guardato coppiette a Baccaiano. Il 26 aprile vengono contestate a Lotti le dichiarazioni di Pucci, "in un altra occasione mi disse che avevano ammazzato anche la coppia di Montespertoli, ma io non c'ero". In un primo momento Lotti non risponde poi inizia a parlare, Lotti dice che Vanni lo conosceva già da 25 anni, Pacciani lo conosceva da un paio d'anni lo costrinsero ad andare con loro, e ancora non vuole parlare delle avances del Pacciani, ne parlerà il 23 dicembre '96, quando conduce il PM prima a Baccaiano e poi a Giogoli. Su come lo costrinsero lui risponde "lo sanno loro, mi dissero di andare anch'io, mi minacciarono, mi dissero che mi facevano fuori, mi dissero che se non andavo mi venivano a prendere a casa" e poi precisa "fu il Vanni che mi disse che si doveva andare con Pietro in un posto a Baccaiano, poi arrivò Pietro e fui costretto ad andarci, fu Pietro che mi costrinse era nel piazzone di San Casciano e mi disse : tu devi venire con noi, io non sapevo niente di più finchè non si arrivò sul posto." Sotto Natale del '96 parla del rapporto omosessuale con Pietro Pacciani, e dice che per questo Pietro Pacciani lo teneva in pugno, "dice vieni con me perchè sennò tu sai che ti ho fatto, io che potevo dire? Non potevo dire altro". E Vanni lo sapeva di questa storia ? Vanni non mostrava di sapere di questo rapporto. Ritornando alle prime dichiarazioni su Baccaiano, riferisce Lotti che Mario gli diceva che lui e Pacciani seguivano le coppie prima di ucciderle e lui Lotti non ci credeva perchè Vanni ne parlava come se fossero cose normali. "Accennavano Pacciani e Vanni che volevano ammazzare? Accennavano ed è segno che sapevano che quel giorno c'era quella macchina, ne aveva parlato il vanni nei giorni prima, erano sicuri di andare lì". Però non sa se conoscessero la coppia "ma Mario mi disse che saremmo andati in quel posto ma io la coppia non l'avevo vista prima". Nel corso dell'incidente probatorio Lotti passa senza domande al fatto del 1982, "io non sapevo niente quando successe quel fatto lì, io andetti nel posto e basta." "In quale posto?" gli chiede il PM e il Lotti "il fatto dell'82 io non sapevo mica nulla se si andava lì io era la prima volta, come facevo a saperlo, mi disse si va in un posto, dice tu vieni con noi, e io andetti con loro"
-"Ma perchè ci doveva andare per forza?" chiede il PM;
-"Sarà stato per via di quel giorno che mi fece... insomma quel giorno che ha voluto fare le cose con due uomini".
In dibattimento il primo contatto Lotti lo spiega in questi termini: "mi accennonno che dovevano andare a fare un lavoretto, io lì per lì non credevo che gli andessero a fare così, queste cose, a me mi dissano dei lavoretti e basta, non arrivonno al punto preciso di coso, no mi dissan così: si fa il lavoretto però si deve fare questo omicidio".
Chiede il PM: "Questo omicidio, le spiegarono perchè dovevano fare questo omicidio? Cos'era questo lavoretto? Perchè lo chiamavano lavoretto? E lei gli chiese che cosa voleva dire lavoretto?Capì che andavano ad ammazzare?"
-"No".
-"Lei capì così..."
-"Per l'appunto c'era delle feste io credevo che gli andessino a una festa invece gli andettano a questo posto..."
-"Ma lei perchè non ci credeva che avrebbero ammazzato? Perchè loro gli dicevano che avrebbero ammazzato?"
-"Mha, lì per lì non mi orizzontavo su quello che volevan dire loro".
-"Però le avevano detto che era loro intenzione ammazzare fare omicidi?"
-"Mha, lì per lì non credevo a questa cosa qui e ci andai lo stesso. Poi c'è stato le cose co i Pacciani..."
-"Ma perchè ci andò?"
-"No, mi minacciavano e insomma e se unnandavo facevano fuori anche me."

Successivamente sempre in dibattimento ritorna al discorso che "gli andavano in un posto a una festa, così mi dissan a me e poi la festa la unnera gli era un'altro fatto, gliera un'altra cosa, al principio mi dissero si va a festa, così e così, poi dopo quando s'arrivò laggiu, dice c'è da fare un coso, un lavoretto, mentre si fermò".
Per quello che rigiuarda il percorso Lotti descrive la strada, "più avanti, sulla sinistra, lungo il lato della strada era parcheggiata l'auto dei ragazzi, con il davanti in direzione di montagnana, era rasente un fossetto" non ricorda il tipo e il colore dell'auto dei ragazzi. Nell'incidente probatorio, più o meno dice le stesse cose: "io andetti dietro a loro, si fece la strada per San Casciano si scende in giù, in Ponterotto, poi si sale San Pancrazio e si va eccetera." Poi spiega come si sono fermate le macchine: guardando Baccaiano, automobile dei fidanzati sulla sinistra, Lotti si ferma sulla destra, più avanti si ferma l'automobile degli altri, "io fermai la macchina un pò più giù, vidi che scesero loro e andettero a questa macchina, poi andettero vicino alla macchina, erano fermi, non so se erano a fare l'amore, questo non l'ho visto mica bene, io ero più distante a 4/5 metri sempre dalla parte opposta di qua andando verso Baccaiano". Modalità dell'azione, prime dichiarazioni: "sentii che sparavano dentro la macchina, era Pietro che sparava, non li aveva presi tanto bene e volevano uscire di macchina, per me i due avevano riconosciuto le persone, volevano ripartire ma c'era un fossetto, e la macchina durò fatica a sortire." Ha disegnato uno schizzo di questo fatto però si vede la macchina disegnata, poi si vede un trattino che unisce i due lati della strada e non si vede altro. "Sparò solo il Pacciani davanti al vetro, ero più dietro non ho visto i particolari, non so dire con precisione se Pacciani gli andò dentro dopo che gli sparò la prima volta." Nell'incidente probatorio:
-"Vi eravate messi d'accordo quando eravate sul posto cosa doveva succedere?"
-"A me non mi dissero niente, poi scesero di macchina e andettero verso la macchina, però la macchina non mi ricordo che macchina l'era quella. Poi di lì cominciarono a sparare io ero sulla strada non ero proprio lì."
-"Passavano o non passavano macchine?"
-"Può darsi siano passate, ora non me ne ricordo di preciso, poi cominciarono a sparare io ero fermo lì".
-"Ha sentito dei colpi di poistola? E dove venivano sparati?"
-"Verso la macchina sul davanti della macchina"
-"Sul vetro?"
-"Sul vetro, poi dopo gli spari mi allontanai non stessi lì. Di lì la macchina si spostò e venne verso la parte opposta di qua e poi credevano che non avesse sparato eppoi si spostò la macchina e li ripresero per bene".
-"Cosa vuol dire per bene? Gli spararono ancora?"
-"Aspettavano andar via la macchina a muoversi la mnacchina e allora andettero di là e di lì, lì li fermarono lì, non si mossero più"
Non si capisce troppo bene... Poi si è allontanato:
-"Chi è che ha sparato?"
-"E' stato Pacciani."
Finito il giro delle domande del PM, Lotti dice che gli spari furono esplosi anche dopo che l'auto era finita nella cunetta, gli viene fatta la domanda "nella strada fu continuata l'azione di sparo dopo che i ragazzi avevano fatto retromarcia?" Allora lui dice di si. A domanda dell'avvocato Colao, "Ai fari della macchina anche?" Lotti risponde "sul davanti". Il gip: "ai fari della macchina fu sparato prima o fu..." Lotti replica: "al vetro della macchina, non ai fari". In dibattimento dirà che a lui i fari sembravano spenti. La descrizione di questa sparatoria resta complicata anche in dibattimento ma è una descrizione molto più completa di quella resa nelle precedenti occasioni, voi ne avete il riassunto a pag. 156 della sentenza, vi risparmio la ripetizione. Nel 1993, Carletti Francesco ha dichiarato di aver visto, passanto tra le 23 e 30 e le 23 e 35, che il ragazzo era seduto sul sedile di guida e c'era questa luce interna accesa. Tornando al lotti, il presidente gli chiede se l'auto dei due ragazzi avesse le luci accese o spente, lotti dice di non ricordarsi "perchè la macchina l'era un pochino nascosta, durante la marcia indietro, si, luce accesa qualcheduna ne aveva accese," segue spiegazione, "qualche luce accesa sennò s'arrivava macchine..." commenta il Presidente "quelli stavano per morire figurati se pensano alla macchina che sta per arrivare...". A conclusione di queste domande Lotti dice "una lucina l'ho vista accesa" e dopo gli spari che successe? "Poi gli stettero un pochino lì fermi e poi io andetti via, con la paura che avevo addosso presi e andetti via con la macchina". Nell'incidente probatorio l'avvocato Colao, chiede "i due montarono in macchina?" "No" risponde Lotti, aggiungendo che era andato via e non sa quello che è successo. Nulla sa dire sulle chiavi, l'avvocato Filastò in dibattimento: "Lei vide se uno dei due o Vanni o Pacciani prese le chiavi dal quadro di questa macchina e le buttò via?" "Mha, un l'ho visto bene, un l'ho visto un son sicuro di dire proprio preciso". Ancora in dibattimento: "quando veddi che avevano finito di sparare presi e andetti via e mi fermonno, Pietro dice te un tu vvai via, e come un vo via?! E prese... a questo punto io che facevo lì? poi piano, piano mi fecero andar via". Sui fatti successivi al delitto. Incidente probatorio.
"Parlò di questo fatto con Vanni e Pacciani?"
"Dopo una settimana qualcosa in più dissi del fatto di quel coso lì".
In dibattimento quando gli viene chiesto dall'avvocato Filastò:
-"Poi ne parlò con Vanni di questo fatto? Non gliene ha parlato mai?"
-"No."
E poi gli vengono ricordate le precedenti dichiarazioni e allora ritorna al si.
Si incuriosisce Filastò: "Perchè lei ha aspettato tutto questo tempo a parlarne con Vanni?"
-"Perchè io sono un tipo... un parlo io, io sono uno che un parli tanto".
Sul motivo degli omicidi, che è una domanda ricorrente, "perchè facevano queste cose?"
"Questo non me l'hanno spiegato."
In dibattimento: "perchè andaste a Baccaiano? Andaste anche lì per togliere il petto e compagnia o no?" E' il presidente che chiede.
Lotti: "Quello come m'hanno parlato loro gliera quello lo scopo lì"
-"Lei lo sapeva questo?"
-"Me lo avevano citato però io lì per lì..."
-"Non ci credeva..."
-"Un cosavo, un mi riusciva, un mi orizzontavo tanto bene".
-"Senta e quando gliel'hanno spiegata a lei questa cosa qua? Il motivo, prima di Baccaiano o prima degli altri delitti".
-"Prima, sempre il giorno innanzi mi parlavano di queste cose. Però io l'ero all'oscuro di tutto dal principio, sicchè..."
Del perchè del suo coinvolgimento e compiti del Lotti. Incidente probatorio: "Non ha chiesto spiegazioni, non denunziò la cosa?" lui risponde: "Non lo so perchè non so spiegarmelo". Gli chiede il PM: "Forse la paura?" "Avevo paura che facessero qualcosa a me, se uno accorda non so come se la mette a volte". Sui suoi compiti nell'economia del delitto: "mha, mi chiedevano di star fermo lì, ma fermo lì, passa le macchine, l'è un posto che unn'è, l'è un posto che ci passa le macchine quel punto lì". Il Presidente vuole risposte più chiare e Lotti risponde: "per star lì a guardare se non veniva macchine". L'avvocato Filastò: "Pacciani e Vanni le hanno detto che doveva fare qualche cosa se passavano delle macchine?" Lotti in dibattimento: "No, a me ummhannodetto nulla". Poi parla dello spolverino di Vanni. Questo è il materiale da valutare per decidere sulla partecipazione o meno di Lotti anche a questo duplice omicidio in funzione di palo. Secondo i primi giudici Lotti ha messo a fuoco particolari che una persona non presente, mai avrebbe potuto raccontare e ha svolto con piena consapevolezza e coscienza il ruolo importante di palo. Sulla sentenza si legge una spiegazione, sul perchè della necessità del palo in questo posto è un rettifilo lungo, chilometri, la sentenza spiega perchè occorrese il palo, la difesa contrasta questa posizione. Su questo ho concluso.
L'udienza viene sospesa ed aggiornata al giorno successivo.

Nessun commento:

 
Blogger Templates