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domenica 15 febbraio 2009

I love Pacciani

Nell'estate del 1994, durante il processo a Pietro Pacciani, un imprenditore romano, Paolo Muccifora, mise in commercio t-shirt con le scritte "I love Pacciani" e "Un uomo è e rimane innocente fin quando non è dimostrato il contrario". Renzo Rontini, il padre di Pia scrisse al presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. "Signor Presidente, sono Renzo Rontini, il papà di Pia Rontini, una delle sedici vittime del cosiddetto '"mostro di Firenze". Ho ancora vivo il ricordo (e non potrebbe essere diversamente) della telefonata che Lei mi fece in occasione della Sua venuta a Firenze nel 1985, in qualità di Ministro degli Interni. Allora Lei mi disse che si sarebbe adoperato affinchè nulla rimanesse di intentato per raggiungere la verità sui barbari delitti di Firenze e dispose cinquecento milioni a favore di chi avesse fornito informazioni sufficienti per catturare l' assassino. Lei aggiunse, poi, con un tocco di cristiana solidarietà, che avrebbe fatto celebrare Sante Messe in suffragio della mia figliola e delle altre vittime. Ora è accaduto un fatto che aggiunge al mio dolore un indescrivibile sdegno. Una ditta, credo di Roma, ha messo in commercio magliette che portano scritte come "Io amo Pacciani" e altre simili. Al di là delle diverse valutazioni che ciascuno di noi può avere sul garantismo l' elogio di Pacciani ci sembra assolutamente eccessivo. La sua biografia è comunque contrassegnata da atti di violenza sessuale e fisica che per anni ha inflitto alle figlie e alla moglie. Io non ho mai accusato nessuno. Non so dire se l' assassino sia il Pacciani o un' altra persona. Spero che i giudici riusciranno a scoprire la verità, qualunque essa sia. Ma fino a quel momento, una iniziativa come quella delle scritte sulle magliette mi pare ignobile: per guadagnare qualche soldo, i fabbricanti non hanno esitato a calpestare i nostri più profondi sentimenti, già così straziati. Sono soldi, signor Presidente, che grondano sangue. Alcuni giovani indossano queste magliette come un gioco, ma non si può giocare sulla sofferenza di tante persone. E' per questo che le chiedo di intervenire per fermare questa inqualificabile speculazione. Le sono grato per quanto ha fatto finora e per quanto potrà ancora fare anche in nome della mia figliola Pia e del suo fidanzato Claudio".
Rif.1 - La Repubblica - 26 luglio 1994 pag. 16

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