lunedì 19 marzo 2018

Al di là di ogni ragionevole buon senso - Uno

Ci siamo! 
Abbiamo un'ospite che ha deciso di condividere con noi il suo lavoro. Lascio che si presenti da solo. 
A breve Insufficienza di prove vedrà la collaborazione anche di un valente professionista, un criminologo che, sono certo, ci riserverà diverse sorprese in futuro. Buon proseguimento.
Flanz

In “Al di là di ogni ragionevole dubbio” (2016, Enigma edizioni) avevo chiuso la cronologia degli eventi con la sentenza della Corte di Assise del 26 ottobre 2000.
La storia del “mostro di Firenze” per me si conclude con la condanna di Mario Vanni e Giancarlo Lotti ma le Procure di Firenze e Perugia non sono state dello stesso avviso ed hanno esteso ulteriormente le indagini proponendo inediti scenari ma soprattutto nuovi indagati.
Riprendo da dove avevo lasciato con un avvertimento: si tratta di un lavoro in fieri perché ricevo periodicamente nuove carte che integrano e talvolta chiariscono taluni passaggi, qualora notiate lacune o inesattezze vi sarò davvero grato se vorrete aiutarmi a raccontare questa storia nel modo più preciso possibile.
Grazie a Flanz per l’ospitalità e a voi per l’attenzione.
Francesco Cappelletti.

Al di là di ogni ragionevole buon senso -1-
"Nel corso delle indagini relative ai cd. “compagni di merende" e, molto più chiaramente, nel corso del dibattimento apparve chiaro che anche l’esame delle condotte di costoro non esauriva la storia. In particolare secondo la Pubblica Accusa non era stato chiarito a sufficienza il contesto nel quale erano maturate le azioni delittuose.  Nel corso del dibattimento non solo era tramontata definitivamente la tesi della esecuzione dei delitti da parte di un unico autore affetto da una perversione sessuale che si sarebbe manifestata e completata nella esecuzione dei delitti, ma anche l'ipotesi di una presunta forte perversione sessuale degli esecutori materiali dei delitti, Pacciani e Vanni, non esauriva il tema di indagine. La svolta alle indagini venne offerta dalla dichiarazione scritta di pugno spontaneamente dal Lotti secondo cui era “un dottore" che pagava il Pacciani denaro in contante per avere “feticci" femminili. A quel punto le indagini si indirizzarono sul contesto ambientale e sui soggetti nei quali i delitti erano maturati.
Secondo l'assunto accusatorio dall'esame della motivazione della sentenza della Corte di Assise appariva sempre più evidente che gli esecutori materiali dei delitti non fossero portatori di particolari perversioni, avendo agito solo per denaro, ritenendo che i delitti fossero stati commissionali da un gruppo di persone altolocate, indicate dai P.M. con l'espressione di “mandanti gaudenti”, per soddisfare perversioni diverse da quelle degli esecutori materiali dei delitti.”
Queste le premesse con cui dopo la condanna di Mario Vanni e Giancarlo Lotti si continuò ad indagare sul “mostro di Firenze” seppur non proprio continuativamente a causa della “controversa vicenda della costituzione del GIDES (Gruppo Investigativo DElitti SEriali ndr), il cui responsabile dott. Giuttari dal 1998 al 2001 era stato privato della direzione delle indagini per essere reintegrato solo a far data da quell’anno”1.
Se a Firenze le indagini erano volte alla ricerca dei mandanti, a Perugia, dal settembre-ottobre 2001, la Squadra Mobile indagava sulle inquietanti minacce ricevute da un’estetista di Foligno, certa Falso Dorotea, nel quale si sprecavano i riferimenti a “Pacciani”, alle “Colline del Mugello”, e “al grande dottore Narducci”.
Ma andiamo con ordine.

04 aprile 2001
Nell’intento di chiarire l’ultimo periodo di vita di Pietro Pacciani fu ascoltato Celso Barbari. Questi dichiarò d’essere stato spesso a trovarlo con la famiglia a Mercatale: “negli ultimi tempi lo vidi molto trasandato, nel senso che non si curava più e si era lasciato andare. (…) Sentii Pietro proprio il giorno prima del rinvenimento del suo cadavere (la telefonata è del 14 febbraio 1998, Pacciani fu trovato morto il 22 febbraio 1998 ndr.). Lo sentii per telefono la sera e lui fu molto frettoloso nel liquidarmi dicendomi che da lui c’era un erborista. Tant’è che ebbi modo di udire Pietro che rivolgendosi a questa persona gli diceva ‘È quel grullo del pitto..’ Chiudendo la comunicazione.”
La trascrizione della telefonata intercettata in effetti riporta “Barbari Celso telefona al Pacciani e gli chiede come sta. Pacciani dice di essere a ‘fare le medicine’. Barbari gli chiede spiegazioni in merito ed il Pacciani afferma di ‘fare con le erbe, c’ho le erbe’. Pacciani, facendo intendere che ha fretta, continua il discorso dicendo: ‘glifo la medicina a quest’omo qui, aspetta sennòva via, poi gli ha furia’. Barbari capisce che Pacciani ha fretta ed i due si salutano. Durante la registrazione della telefonata non si sentono in sottofondo altre voci, diverse da quelle dei due interlocutori.”

18 agosto 2001
Morì, presso la sua abitazione fiorentina, per una crisi d’asma, il medico legale prof. Mauro Maurri che fin dal 1974 si era occupato degli esami autoptici e delle perizie medico-legali sulle vittime del “mostro di Firenze”. Colto da una crisi respiratoria aveva cercato aiuto chiamando telefonicamente un amico. Questi aveva avvertito il 118 ma il personale sanitario intervenuto presso l’abitazione del medico non poté che accertarne il decesso.

4 settembre 2001
Alcuni agenti di Polizia partirono da Firenze per recarsi a Roma presso l’abitazione del dr Francesco Bruno, il professore di psicopatologia forense e di criminologia dell’Università di Roma “La Sapienza” che aveva fatto parte del team difensivo di Pietro Pacciani per il Processo d’appello del 1996. Lo stesso aveva anche prescritto al Pacciani alcuni farmaci con una  ricetta con data 15 febbraio 1996, rinvenuta durante la perquisizione del 23 febbraio 1998, nell’abitazione di Pacciani, l’indomani il decesso.
Furono perquisiti l’abitazione, lo studio privato e quello all’Università. Emersero due studi relativi alla vicenda del “mostro di Firenze”: il primo dossier datato 5 luglio 1984 riporta tra gli altri spunti:
-“È possibile che nell’assassino si sia già instaurato un patologico senso di giustizia, una non sopportazione della sessualità, soprattutto dell’espressione della sessualità femminile in luoghi pubblici, del tradimento, degli ideali di famiglia, di fedeltà coniugale.”
-“È verosimile ritenere che l’assassino abbia qualcosa a che vedere con qualche casa di cura ubicate a Firenze sud, o perché vi lavora o perché ne è in qualche modo partecipe, o perché semplicemente vi ha ricoverato in passato la madre, che forse è ancora in tale luogo”.
-“L'assassino si configura dunque come una persona "al di sopra di ogni sospetto", quasi certamente dall'intelligenza elevata, di buon livello culturale, socialmente integrato ed oggetto di stima. se non di ammirazione per la sua condotta di vita integerrima e morigerata, animata fanaticamente da un ideale di probabile natura religiosa. Alternativamente alla personalità paranoicale è possibile che, come in molti altri soggetti del suo tipo, il mostro, sia da identificarsi in un caso di personalità multipla, ovvero in un soggetto in cui riescono a convivere due diverse ed opposte personalità, una delle quali è buona (dr. Jekill) e pubblicamente conosciuta, l'altra è omicida e sconosciuta ai più (Mr Hide) e talvolta allo stesso soggetto. È tuttavia ragionevole ipotizzare, che qualunque sia il grado di rimozione che il soggetto adopera per nascondere a sè stesso le malefatte della sua personalità nascosta, un certo grado di integrazione e consapevolezza debba sussistere.”
Il secondo dossier, del 1985, sottolineava invece un probabile movente religioso che andava a punire la donna quale “sorgente di peccato” e “ricettacolo del demonio”. Le consulenze, che videro anche il contributo di Simonetta Costanzo, moglie di Bruno, risultarono commissionate nel 1984 dall’allora capo del SISDE, Vincenzo Parisi. Una volta giunte presso la sezione toscana dei servizi segreti non erano state mai trasmesse né alla Procura né alla polizia. Durante la perquisizione presso l'abitazione del dr Francesco Bruno, furono rinvenute anche due cartelle dattiloscritte, datate 3 marzo 1991, in cui veniva invitato dal direttore della Criminalpol, Luigi Rossi, ad effettuare una perizia psichiatrica, se necessario ricorrendo anche a pratiche ipnotiche, su Graziella e Rosanna Pacciani. Lo psichiatra criminologo declinò l'incarico.
Rif.1 -Sentenza contro Francesco Calamandrei del 21 maggio 2008

Segue...

venerdì 9 marzo 2018

lunedì 19 febbraio 2018

16 febbraio 2018

"Bianco.

Distinguo l’azzardo più favorevole. Svolto verso chi non ne ha fatto merce di scambio, verso chi non ci ha costruito una posizione. Io non voglio farne parte, non voglio esserne contaminato più di quanto già non lo sia. Tendo ad una ricompensa per le mie competenze, non per come, a dispetto, sono stato invaso e soggiogato. Questa storia, di perseguitati, ne ha già più che dei caduti.

Ho ingenuamente creduto a lungo di riuscire a sopirne il divampare; ha ingolfato e reso articolati anche i silenzi, tanto che ho sempre più parole che concetti. Distendere l’inconcepibile per renderlo tollerabile. Ci provo.
“Ingordosolo! Ingordosolo! Ingordosolo!”. Dopo averlo assurto a divinità, contava di propiziarne i favori con ciò di cui si appropriava. Una sineddoche da mattatoio che avrebbe dovuto placarne la peccaminosa cupidigia. “Dal profano al sacro! Dal profano al sacro! Dal profano al sacro!”. Speculazioni ossessive alterate per giustificare un’opposizione mai accolta. Quindi sacrifici maldestri all’ombra del “tetracchis!”... deve averlo appreso negligentemente da Padre Mariangelo o giù di lì.
Non parve affliggersi neppure quando S. esecrò il gesto. Una fisima ripugnante lo convinse del risultato solo se avesse completato la successione.
A Corinto un’esplosione a Firenze una deflagrazione. Sparpagliato ciò che li univa, X fece olocausto di sé senza riuscirvi completamente. Dell’altro se ne sono perse le tracce da tempo.
Ordito fin troppo semplice solo se ci si ostina a complicarlo. I romanzi siano affaticamento altrui, a me soverchia tutt’ora anche solo il suo sguardo."

martedì 6 febbraio 2018

01 febbraio 2018

"Una graduatoria distratta che non si è data pensiero di trovarmi un ruolo ma che mi ha spinto ad una supplenza domestica. Non l’ho scelto io. Mesi e giorni del nulla più opaco, solo con il suo involucro. Custodiva la furia che mi avrebbe travolto facendomi a pezzi. Poi, a tratti, immagini, suoni, tracce della sua memoria in disordine confuso. Non so che farne di tutta questa verità oramai superflua. A fatica la trattengo, a niente è valso appuntarla un po’ ovunque.
“Surghiandolasurghiandolasurghiandola”. Un mantra sibilato tra i denti per migliaia di volte in estenuante sfinimento. “Massarosamassarosamassarosa”. Estraneo agli eventi il comune della Versilia, col tuo blog la prima assonanza.
E ancora: “Quando mi vide sulla porta, pensò di avermi in pugno. Di poter risolvere una volta per tutte quella situazione che lo avrebbe distrutto. Non pensavo ad altro. Doveva sprofondare. Farsi sotterrare lentamente dalla terra che gli avrei tolto da sotto i piedi. Sotto i piedi. Avrebbe voluto risolverla a modo suo. Gli feci credere d’avere vinto, d’avermi sconfitto di nuovo. Povero illuso! Povero illuso! I soldatini avrebbero dovuto inchiodarti. Anche Mamma Ebe aveva smesso di fare i miracoli. Il mio regalo turchese non lasciava dubbi! Ha i santi in paradiso! Tutti i santi! Li ha sempre avuti.”
Come un’invocazione, l’avrà ripetuta centinaia di volte. Non cercava assoluzione. Esigeva vendetta.
Nella sua tana nessun sigillo che fosse prova regina. Solo un forziere Mellin che soffocava i suoi appunti. Non credo alle coincidenze ma vale la pena giudicare in seguito se questa è una storia che merita d’essere raccontata."

sabato 27 gennaio 2018

27 gennaio 2018

"Posso farne a meno per settimane, poi basta una convergenza a rovesciarmi contro il ricordo di quella giaculatoria penosa, di quel rosario molesto. Annita! Annita! Mi sostituiva alla madre mai completamente sepolta (74). L’unica a cui ha confessato la sua inclinazione perversa, i suoi peccati fatali. Non ho scelto di partecipare all’equivoco, allo sproloquio della demenza degenerativa che ha dato voce e solidità all’orrore delle sue oscenità.
Schiacciato da un elementare passione si fece arma decisiva per compiaciere S. ma si sorprese, suo malgrado, cacciatore e pirata di talento.
La banalità del male. Lo squallore fatto letteratura.
Hai unito frammenti e meriti onestà ma quanto ancora sei disposto a farti scrutare dall’abisso?"

giovedì 25 gennaio 2018

24 gennaio 2018

"Avevo perso ogni speranza. Ti ho seguito per anni e quando hai interrotto la pubblicazione delle trascrizioni delle udienze, l’appuntamento quotidiano che avevo col tuo blog, m’è mancato come la più radicata delle abitudini. Le alterazioni della stampa, le gesta sghembe di chi ha rincorso fantasmi e la farraginosità indotta mi hanno spesso fatto sorridere, talvolta riflettere su come siano stati esasperati certi aspetti e dimenticati/trascurati dettagli che sono palesi errori madornali, sviste grossolane, manifeste ingenuità. C’è di che vacillare a leggere i tuoi resoconti, di quel timore che non ho mai provato con la sua voce malgrado le parole. Presbiti incoscienti hanno eretto un mostro teorico irreale; l’amore è negli occhi di chi guarda, la verità solo negli occhi di chi l’ha vissuta.

Nessun libero arbitrio, né loro, né io e neppure tu, adesso."

Ho informato chi di dovere. Innegabilmente hai la mia attenzione.  
Flanz

lunedì 1 gennaio 2018

Top 10 libri sul 'mostro di Firenze'

La TOP 10 dei libri da leggere per non dire:
-"Giancarlo Lotti è un testimone oculare attendibile";
-"Gli adepti della setta esoterica avevano notato i ragazzi francesi già a Monte Morello"
-"Il mostro di Firenze era il magistrato il cui cognome fa rima con pigna!";

In ordine alfabetico:
-Delitto degli Scopeti. Giustizia mancata di Adriani e Cappelletti (lo trovate clickando qui)

-Dolci colline di sangue di Mario Spezi (lo trovate clickando qui)

-Il mostro di Firenze di Cecioni e Monastra (lo trovate clickando qui);

-Il mostro. Anatomia di un'indagine (lo trovate clickando qui);

-Il mostro di Firenze esiste ancora di Valerio Scrivo (lo trovate clickando qui)

-La leggenda del Vampa di Giuseppe Alessandri (lo trovate clickando qui)

-Storia del mostro di Firenze di Frank Powerful (lo trovate clickando qui)

-Storia delle merende infami di Nino Filastò (lo trovate clickando qui);

-48 small di Alvaro Fiorucci (lo trovate clickando qui).





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giovedì 28 dicembre 2017

Il mostro in frantumi

Autore: Filippo Nanni
Prima edizione: Independently published, 2017, 108pp
 
Descrizione: Questa non è la cronaca di un processo. È il romanzo dei suoi attori. In aula sono protagonisti. Fuori sono uomini e donne comuni. Il pubblico ministero con le sue debolezze. L’avvocato vanitoso. Il consulente misterioso. Il giudice popolare innamorato. Il detective “americano”. Il "mostro" sul banco degli imputati (Kappa, in omaggio al protagonista del "Processo" di Kafka). Il giornalista insicuro. Il processo non è una rappresentazione senza tempo. Nasce, invecchia e muore proprio come noi. Con una differenza: la sua unità di misura non sono i giorni o gli anni, ma le udienze. E mentre il processo vive, le sue vicende si intrecciano con quelle dei suoi attori. Persone con una storia che non sempre merita di essere raccontata ma che comunque è scritta. Gli uomini e le donne del processo sono individui costretti a incontrarsi, a conoscersi, a contrastarsi, a volte ad amarsi. Si fanno compagnia per un po' e poi tornano a ignorarsi o magari diventano amici.

Ritualis Le cerimonie del mostro di Firenze

Autore: Daniele Vacchino,Davide Rosso
Prima edizione: Ass. Culturale Il Foglio, brossurato, 2017, 190pp

Descrizione: Sono trascorsi dodici anni dall'ultimo duplice omicidio del Mostro. Una coppietta viene sorpresa in automobile e trucidata con una Beretta calibro 22 Long Rifle modello 73-74. Quella pistola. A uccidere, però, questa volta non può essere stato il Mostro. Toccherà al Mostro stesso venire a capo dell'enigma. Un thriller ispirato agli spietati delitti del Mostro di Firenze. Gli eventi si frantumano e si fanno labirinto testuale, perché il vero cuore del Mostro è il mistero, un dedalo di parole, all'interno del quale la verità non esiste. 

domenica 22 ottobre 2017