giovedì 31 gennaio 2013

Nicoletta Fantappiè - Udienza del 01 giugno 1994

La signora Nicoletta Fantappiè fu ascoltata il primo giugno 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni. 

P.M.: Sentiamo Fantappiè Nicoletta.
Presidente: Fantappiè Nicoletta. Prego, signora, signorina, anzi. Si accomodi, prego. Consente la ripresa televisiva?
Presidente: No. Signori, mi dispiace oggi vi va male, ma la signorina non va né ripresa, né fotografata. Legga, per cortesia, quella formula.
N.F.: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, ni impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza".
Presidente: Le sue generalità, signorina?
N.F.: Mi chiamo Nicoletta Fantappiè Lumachi, nata a Xxxxxx il XX/XX/XX.
Presidente: Residente? 
N.F.: San Casciano.
Presidente: Residente a San Casciano, San Casciano o frazione?
N.F.: Frazione Xxxxxxx.
Presidente: Xxxxxxxx. Vuol rispondere alle domande del Pubblico Ministero?
P.M.: Signora, lei da quanto abita a San Casciano? 
N.F.: Dalla nascita. Son nata a Firenze, ma poi ho sempre...
P.M.: È sempre stata lì. Conosce di vista o di persona il signor Pacciani Pietro?
N.F.: No, l'ho visto solo una volta.
P.M.: Allora ci dice dove l'ha visto?
N.F.: L’ho visto nel bosco di Mercatale, alla Biscondola.
P.M.: Ci vuole spiegare in quale occasione, in quale circostanza?
N.F.: Ero con un amica...
P.M.: La sua amica, mi scusi?
N.F.: Battoli Tiziana. Un pomeriggio sul presto verso le 15.30, 16.00 stavamo facendo footing…
P.M.: Si ricorda in che epoca siamo?
N.F.: Due anni fa, non mi ricordo...
P.M.: Era a primavera, era nel mese di aprile?
N.F.: Aprile.
P.M.: Bene.
N.F.: Mi ricordo che era quattro giorni prima che fosse fatta la perquisizione a casa del Pacciani.
P.M.: Oh, era molto importante per noi sapere questo.
A.B.: E lo sapevo.
Presidente: Avvocato!
P.M.: Mi ero messo d'accordo con la teste cinque minuti fa per farle dire il falso!
Presidente: Lei ricorda esattamente questo particolare?
N.F.: Sì, quattro, cinque giorni prima.
Presidente: Quattro cinque giorni prima. Vede, poteva essere anche cinque. Prego.
P.M.: Ricorda in quale circostanza vide Pacciani? Cosa stava facendo e perché, se non lo conosce, seppe che era Pacciani?
N.F.: Me lo disse la mia amica mentre stavamo correndo, era seduto.
P.M.: E cosa stava facendo, ricorda?
N.F.: No, era seduto sulla strada.
P.M.: Ricorda se ci parlò, se lui parlò con voi? 
N.F.: Ci salutò; noi non ci parlammo.
P.M.: Per caso avete, almeno lei, detto ai Carabinieri che - almeno le leggo il verbale - era piegate, stando seduto, era intento a far qualcosa con le mani? Non so, poteva fare cosi eh, le chiedo a lei…
N.F.: Teneva le mani in mezzo alle gambe, movendole.
P.M.: Non è che era piegato...
Presidente: La domanda, per cortesia.
P.M.: Cosa stava facendo con le mani.
N.F.: No.
P.M.: Benissimo, non ricorda altro. Non ho altre domande. Ah no, scusi, c'era la moglie, oppure una signora, era solo?
N.F.: Sì, questa amica mi indicò anche la moglie.
P.M.: Era nei pressi?
N.F.: Sì, dall'altra parte della strada.
P.M.: Bene, grazie, non ho domande, non ho altre domande.
Presidente: Signori Avvocati di parte civile? 
Avvocato: Solo una, ha notato la moglie cosa stava facendo?
N.F.: Io vidi una persona femminile piegata, probabilmente non so se coglieva dei fiori, non so, era distante era molto distante. 
Avvocato: Però è un'intuizione questa di dire se coglieva dei fiori..
A.B.: La domanda anche a lei, scusi, Avvocato. 
Avvocato: Torno a ripetere, lei può escludere che la signora...
A.B.: La domanda, Avvocato!
Presidente: Avvocato, gliela lasci fare!
A.B.: 'Può escudere' già è qualche cosa di diverso. 
Avvocato: Può escludere che la signora stesse facendo una cosa diversa dal cogliere i fiori?
N.F.: Non lo so io...
Presidente: Mi sembra che abbia detto veramente, 'era chinata, non so cosa facesse, forse coglieva i fiori ', ma è un ' idea sua poteva fare anche qualcos'altro.
N.F.: Sì, era primavera, sa...
Presidente: Quindi non lo sa la signora. 
Avvocato: Grazie.
Presidente: Era solo chinata. Signori Avvocati difensori?
A.B.: Signorina, lei che ricorda tanto bene le cose però non ricorda che tempo era, se era...?
N.F.: Era primavera, aprile.
A.B.: Aprile. Sicuro era aprile? poteva essere anche maggio. La primavera. No, questo lo dice lei.
Presidente: Facciamo, facciamo, facciamo...
A.B.: No, questo l'ha detto lei. Ora vediamo come arriva a quattro giorni!
Presidente: Facciamo parlare il difensore, Pubblico Ministero.
A.B.: Scusi, signora. Lei dice aprile. Ecco, si ricorda il giorno dell'aprile?
N.F.: No, non me lo ricordo, la data non me la ricordo. C'è al verbale dei Carabinieri.
A.B.: Ecco.
N.F.: Comunque quello che ricordo è che era alcuni giorni prima della perquisizione. Perché la cosa ci impressionò a me e alla mia amica. Cioè, aver visto cosi il Pacciani nel bosco e dopo quattro giorni venne fuori tutta questa storia.
A.B.: Dopo quattro giorni...
N.F.: Quattro, cinque giorni, mi pareva che fosse un giovedì e un mercoledì. E mi pare la perquisizione fu fatta o la domenica o il lunedì. Questo è quello che mi ricordo.
A.B.: Ecco signorina, senta, ma lei sapeva che erano state fatte altre perquisizioni al Pacciani?
N.F.: No.
A.B.: Non lo sapeva.
N.F.: No, no. Per questo...
A.B.: Ecco, scusi, lei dice che corre, no? L'abbiamo fatto tutti un pochino il footing, non facevate footing?
N.F.: Ah, sì, sì.
A.B.: Eh, corre, oppure...
N.F.: Stavo correndo si, stavamo correndo.
A.B.: Quindi correva lei e correva la sua amica.
N.F.: Sì.
A.B.: No? Mentre correte, chi era avanti? Lei o la sua amica?
N.F.: Stavamo correndo tutt'e due.
A.B.: Sì, ma chi era avanti voglio sapere, dato che lei si ricorda tutto...
N.F.: Io e la mia amica eravamo.
A.B.: Chi era avanti, chi era avanti, lei o...
N.F.: No, eravamo alla stessa altezza.
A.B.: Ecco, quindi questa strada...
Presidente: A fianco.
N.F.: A fianco.
A.B.: Affiancati. Senta, e questa strada che strada era?
N.F.: È una viottola che costeggia la strada principale che porta al paese di Mercatale.
A.B.: Al paese di Mercatale.
N.F.: Eravamo proprio fuori Mercatale, appena fuori.
A.B.: E voi eravate nella viottola o nella strada?
N.F.: No, no, nella viottola.
A.B.: Nella viottola. Che è sterrata?
N.F.: Si.
A.B.: È sterrata. Senta, quindi lei, eravate tutt'e due affiancate.
N.F.: Sì.
A.B.: E questa viottola quanto è larga? 
N.F.: Sarà un paio di metri.
A.B.: Un paio di metri. E il Pacciani era a sedere in questa viottola?
N.F.: Sì, sul ciglio.
A.B.: Sul ciglio della viottola. Quindi lei l'ha visto perché era di un paio di metri; cammina, lo vede e basta.
N.F.: Ma noi stavamo correndo con la faccia... cioè sentimmo solo la voce che ci chiamò, cioè…
A.B.: Quindi lei non ha visto nulla, neanche le mani del Pacciani, non ha visto né le mani del Pacciani, né le mani della signora.
N.F.: Cioè, io vidi che Pacciani stava piegato, perché quando la mia amica...
A.B.: Era a sedere Pacciani?
N.F.: Sì.
A.B.: Però lei lo vide cosi, lo intravide, cioè vide...
N.F.: Sì, mi girai un attimo, dopo.
A.B.: Si girò un attimo. Perché si girò un attimo? Cosa era? Se lei non lo conosceva.
N.F.: Perché la mia amica mi disse che era il Pacciani, era il signor Pacciani...
A.B.: E glielo disse mentre camminavate insieme, o glielo disse dopo che avete passato Pacciani?
N.F.: No, dopo che avevamo passato, mi pare dopo che lo avevamo passato, infatti mi girai.
A.B.: Oh! Se lei, se lei, se lei se la sua amica gliel'ha detto dopo che avevate passato Pacciani, lei del Pacciani, prima, non glien'importava nulla. O no?
N.F.: Io vidi questa... una figura, sa...
A.B.: Vide una figura. Oh!
Presidente: Ma, no ha detto che l'ha salutato? Che vi ha salutato? 
N.F.: Sì, ma ci salutò, disse: 'o bambine, che correte', ma noi non è che ci girammo a guardare, stavamo correndo, andammo in avanti.
A.B.: Quindi lei Pacciani praticamente che era Pacciani questa figura, perché lei ora parla di figura...
N.F.: Sì. 
A.B.: ... lo ha saputo dopo che è stato sorpassato da lei e dalla sua amica.
N.F.: Sì.
A.B.: Perché la sua amica le ha detto: 'sai, quello era Pacciani'.
N.F.: Sì.
A.B.: Però, qualche metro era già dietro Pacciani. Questa figura era già qualche metro dietro.
N.F.: Sì, sì.
A.B.: Quindi lei vide soltanto una figura e nient'altro. Dopo lei fece riferimento, perché gliel'ha detto la sua amica, a Pacciani. O no?
N.F.: Io vidi questa, quando mi girai, e vidi questa figura corpulenta, ma di profilo.
A.B.: Quindi vide soltanto il profilo e il corpo di questa...
N.F.: Il volto...
A.B.: Voltandosi mentre si cammina, mentre si corre e ci si allontana dalla figura, no?
N.F.: Sì, sì, sì. Eravamo quattro, cinque metri.
A.B.: Si vede il volto, si vede il volto e si vede la figura. Perché voglio capire, capito signorina, vorrei capire.
N.F.: Sì, sì, sì.
A.B.: Ecco, quindi è tutto qui quello che avete visto voi quel giorno.
N.F.: È tutto qui.
A.B.: È tutto qui. Ecco, così poco, scusi, signorina, cosi poco, secondo me. E come mai lei viene chiamata? Per così poco?
P.M.: Chiediamolo a chi l'ha chiamata.
A.B.: Mi scusi, faccio io la domanda! Come mai lei viene chiamata?
P.M.: Come può saperlo?
A.B.: Mi scusi... abbia pazienza! Faccio io la domanda:
P.M.: È inammissibile! Come può sapere perché è stata chiamata?
Presidente: Cosa vuole che sappia la teste perché è chiamata?
A.B.: Presidente.
Presidente: Dica: 'chi l'ha chiamata?' allora.
A.B.: Chi l'ha chiamata e come viene chiamata e perché? Chi l'ha chiamata?
N.F.: Noi fummo, noi ne parlammo...
A.B.: Con chi?
N.F.: Con degli amici, proprio perché la cosa ci…
A.B.: Vi impressionò, signorina?! 
N.F.: Cioè mi impressionò il fatto che noi avessimo visto il Pacciani, e dopo quattro giorni ci fu questa perquisizione, insomma una cosa...
A.B.: Perché è un'impressione secondo lei vedere un uomo con una donna...
Presidente: Avvocato, questo è un commento.
A.B.: Mi scusi, Presidente...
Presidente: Questo è un commento, questo è un commento...
A.B.: No, voglio capire perché è stata impressionata la signorina!
Presidente: E certo è ovvio! Gli fanno una perquisizione in relazione al "mostro", al cosiddetto "mostro"...
P.M.: E ce l'ha spiegato finora!
Presidente: Guarda un po', via!
P.M.: Facciamole dire ciò che non vuole dire...
Presidente: Ora signori questo tipo di domande comincio a non annetterle più state attenti, quindi...
P.M.: Grazie, Presidente, grazie, grazie.
Presidente: Lei può chiedere solo: 'chi l'ha chiamata?', certamente.
A.B.: Va be', siccome la teste esprime, mi scusi, Presidente, la teste ha espresso un moto dell'animo: 'Mi impressionai'. Voglio domandarle perché s’impressionò.
P.M.: Ce l'ha già risposto.
N.F.: No, noi ne parlammo con degli amici...
A.B.: Oh!
Presidente: L'ha già detto, Avvocato, via...
N.F.: ... così, dicendo che avevamo visto questo signore e la cosa fu riferita ai Carabinieri.
A.B.: Da chi fu riferita?
N.F.: Fu riferita da un amico, parlando con…
A.B.: Chi è questo amico?
N.F.: Si chiama Maurizio Falciani. E il Maresciallo dei Carabinieri ci chiese se era vero che l'avevamo visto questo signore nel bosco. E noi glielo abbiamo, andammo a deporre dal Maresciallo...
P.M.: Firmò il verbale, vero?
A.B.: Scusi, Presidente, abbia pazienza, me lo fa fare a me?
P.M.: No, io però intervengo come interviene...
Presidente: No, no, no...
P.M.: Eh, capito, a un certo punto...
Presidente: Andiamo avanti, via...
A.B.: Eh ho capito; io eccome ho capito!
Presidente: Signori, qui mi sembra una cosa talmente evidente che io non riesco a capire...
P.M.: Anche e me, anche e me, non riesco a capire...
Presidente: …ome mai stiamo perdendo ancora tempo. Lei l'ha raccontato, i Carabinieri l'hanno saputo e l'hanno chiamata.
P.M.: Più chiaro di cosi, eh?
A.B.: Presidente, io le chiedo scusa...
P.M.: Truppe da sbarco non ce n'era...
A.B.: ... io credo che non si debba...
Presidente: Ma poi, che cosa, non lo so... va be', io non formulo giudizi...
A.B.: ... no, ma siccome è un teste del Pubblico Ministero, che a mio avviso ha poca rilevanza, almeno...
P.M.: Scusi, per cortesia, questo lo faccia giudicare a me, eh?
Presidente: Va be', questo, in apparenza, Avvocato...
P.M.: In apparenza, meno male.
A.B.: Perché , perché è un aprile; un bel dì di maggio, no, ma è aprile...
P.M.: Via, Avvocato, per piacere...
Presidente: Può darsi che il Pubblico Ministero gliene annetta di...
P.M.: Gliene attribuisca altre. 
Presidente: Noi non lo sappiamo... potrebbe sembrare...
A.B.: Certamente. Ecco, quindi lei mi conferma di avere visto, intravisto questa sagoma, dopo il sorpasso di questa sagoma la sua amica le avrebbe detto - perché questo è un fatto che lei ha vissuto – la sua amica avrebbe detto: 'quello è Pacciani'. Lei si è rigirata e ha visto la faccia e la sagoma.
N.F.: Sì.
A.B.: Lei…
N.F.: Ho visto il profilo e...
A.B.: Il profilo e quest'uomo che era a sedere là.
N.F.: Sì.
A.B.: Era a sedere.
N.F.: Sì, era seduto.
A.B.: E la moglie, a qualche metro, due, dieci, venti, trenta, non so quanti metri, perché questo pare fosse un viottolo di due metri...
N.F.: Sì, un viottolo di due metri. Poi c'era la strada nel mezzo e dall'altra parte la moglie.
A.B.: Dall'altra parte la moglie
N.F.: Cioè, questa signora.
A.B.: ... che era china a prendere qualche cosa, non sa che cosa, perché anche questo lei l'ha vista, questa figura, di sfuggita, correndo.
N.F.: Sì.
A.B.: Grazie, niente altro.
N.F.: Correndo a una velocità insomma, non eccessiva.
A.B.: Lo so che lei non è una campionessa, perloneno pare che non lo sia, almeno non...
Presidente: Va bene, va bene.
A.B.: Comunque correva. Grazie. 
P.M.: Presidente, scusi, l'ultima domanda proprio per evitare che a noi rimangono dei dubbi. Signorina, ma quella figura che lei ha visto di profilo, che la sua amica le ha detto essere Pacciani, è quel signore lì?
N.F.: Sì.
P.M.: Allora era tanto semplice fare la domanda, invece che far tanti giri di parole!
A.B.: No, io faccio come mi...
Presidente: Va bene, va bene.
A.B.: ... come più mi aggrada...
Presidente: Va bene, va bene, possiamo licenziare la teste.
A.B.: ... secondo legge.
P.M.: Anch'io.
Presidente: Può andare, può andare. Passiamo al prossimo, o alla prossima.
P.M.: Grazie, Presidente.

Tiziana Battoli - Udienza del 01 giugno 1994

La signora Tiziana Battoli fu ascoltata il primo giugno 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.

Presidente: Relativamente alla teste Sbraci Martelli, se non ricordo male la Corte, ritenuto che trattasi di teste di riferimento indicata dalla teste precedente, (i telefonini spegniamoli), che sarebbe a conoscenza dei fatti su cui la teste Di Giorgio ha deposto, ne ammette la testimonianza poi il Pubblico Ministero…
P.M.: Va identificata, quindi proviamo a identificarla noi.
Presidente: ... vaglierà compiutamente, e se crede la porterà. Vogliamo andare avanti nel frattempo?
P.M.: Sì, Presidente. Chiedo di sentire Fantappiè Nicoletta; ah no, Battoli Tiziana. È uguale, chiedo scusa.
Presidente: Si accomodi, signora, per cortesia. Battoli, vero? Sieda, prego, si accomodi. Signora, consente le riprese televisive?
T.B.: No, no.
Presidente: Allora anche la signora... Vuole leggere quella formula nel frattempo?
T.B.: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza".
Presidente: Vuole darci le sue generalità, signora? Dove sta, dove abita?
T.B.: Battoli Tiziana, residente a Xxxxxxxxxxx
Presidente: Nata?
T.B.: Il XX/XX/XX.
Presidente: Ecco, risponda, prego, alle domande del Pubblico Ministero.
P.M.: Signorina, innanzi tutto lei dove abita?
T.B.: A Cerbaia Val di Pesa.
P.M.: Cerbaia. Senta, lei conosce o ha conosciuto il signor Pacciani, di vista, di...?
T.B.: Lo conosco di vista, cosi, ma...
P.M.: Non ci parla insomma. Sa chi è, ecco. Sapeva chi, è indipendentemente da averlo visto qui in aula.
T.B.: Esatto.
P.M.: Come compaesano a largo raggio.
T.B.: Sì, sì.
P.M.: Lei ricorda di averlo mai visto in località Crespello?
T.B.: No, io l'ho visto solamente una volta che s'era a far footing...
P.M.: Lo racconti per bene, anche se era un footing per noi è importante.
T.B.: Sì ero a fare footing nella zona, vicino Crespello, nel Pian di Melagrano, e nulla, passeggiando per la viottola, mentre si passeggiava, seduto sul ciglio della strada, mentre si passava, c'era il Pietro Pacciani.
P.M.: Si ricorda che ore erano e che giorni erano? Era di notte, era di giorno?
T.B.: Di giorno, verso le 3.00, 3.30, ora non mi ricordo né il giorno preciso, né l'ora precisa; però era verso le 3.30 del pomeriggio.
P.M.: Senta, ricorda in che anno eravamo?
T.B.: Senta, due anni fa...
P.M.: Ecco nel '92.
T.B.: Esatto.
P.M.: Ricorda se era primavera?
T.B.: Verso la fine di aprile.
P.M.: Perfetto. L'ha visto sul ciglio della strada, e cosa faceva? Si riposava, stava seduto?
T.B.: Si, era seduto, io non ho visto niente...
P.M.: Era solo?
T.B.: Solo, solo.
P.M.: Completamente solo, la moglie non c'era?
T.B.: La moglie era dall'altra parte della strada che stava raccogliendo fiori, erba, non so, qualcosa…
P.M.: Ci parlò, le disse qualcosa il signor Pacciani?
T.B.: Mentre si passava ci disse, 'bambine, che correte?'. 'Eh, si', gli si rispose noi, e basta.
P.M.: Normale?
T.B.: Normale.
P.M.: Ecco, questa località che io ho creduto di capire era a Crespello, invece me lo vuol, cioè Crespello, tenga presente che io non lo so con la precisione, Crespello cos'è? una località particolare, una frazione...
T.B.: Crespello si dice, cioè prima di arrivare in paese, a Mercatale, c'è una strada e vien chiamata Crespello.
P.M.: Ecco. E il posto dove dice lei, da questo punto che vien chiamato Crespello, quanto può essere distante?
T.B.: Ma poco, neanche un chilometro, pochissimo, è il bosco prima di arrivare in paese.
P.M.: Non ho altre domande, grazie.
Presidente: Signori Avvocati parte civile?
A.B.: Nessuna domanda la difesa. Credo che sia consentito mettersi a sedere, con la moglie di là; non ha toccato seni, non ha toccato nulla!
Presidente: Va bene. Non c'è altro, signora, può andare.
P.M.: Era solo il PM che voleva mettere in evidenza l'epoca, aprile del '92? Dico bene?
T.B.: Sì, a me sembra, ora io non ricordo di preciso perché non ci avevo pensato a questo fatto.
Presidente: Lei lo ricorda così, in aprile '92.
T.B.: Fine aprile.
Presidente: Fine aprile '92.
T.B.: Sì.
Presidente: E cosi abbiamo registrato, può andare signora, grazie.

mercoledì 30 gennaio 2013

Amelia De Giorgio - Udienza del 01 giugno 1994 - Seconda parte

Segue dalla prima parte

Presidente: Avvocato Santoni-Franchetti, prego.
A.S.F.: Signora, io non ho capito una cosa. Lei ha detto, ho visto - testualmente - il motorino per parecchi giorni prima - testualmente - . Ecco, io vorrei capire se l'ha visto esattamente, più o meno logicamente, prima di quello, dell'omicidio. La notte dell'omicidio che lei si ricorderà, dopo e se possibilmente li può quantificare questi giorni quanti sono.
A.D.G.: Quando mi è stata fatta la domanda dai Carabinieri, quindi dopo l'accaduto, il motorino non c'era più naturalmente, non c'era..
A.S.F.: Certo.
A.D.G.: Ecco, e ricordo di aver visto il motorino qualche giorno prima dell'accaduto.
A.S.F.: Quindi lei l'ha visto qualche giorno prima, per parecchi giorni dopo.
A.D.G.: No, no.
A.S.F.: Il giorno dopo l’omicidio non l'ha più visto?
A.D.G.: Non c'era più.
A.S.F.: Non l'ha più visto, non c'era più evidentemente.
A.D.G.: Non c'era più, perché c'erano anche i Carabinieri, l'avrebbero visto, cioè..
A.S.F.: Un'altra domanda. Lei è vicino, cioè dorme, la notte dell'omicidio era presente nella villa?
A.D.G.: Penso di si, si.
A.S.F.: Ecco, lei non ha sentito...
A.D.G.: Nulla, nulla.
A.S.F.: A parte che glielo avranno chiesto - non risulta però dal verbale - non ha sentito colpi di pistola, nulla?
A.D.G.: No, no. Ma questa villa come potrà vedere è una villa grandissima, per cui i suoni, cioè i rumori non è che si sentano cosi...
A.S.F.: Non si sentono chiaramente. Una sola cosa, lei conosce la zona dove era ovviamente il camper di questi ragazzi tedeschi?
A.D.G.: Sì.
A.S.F.: Aveva notato anche questo camper?
A.D.G.: No.
A.S.F.: Lei non l'aveva visto nei giorni...
A.D.G.: No io l’ho visto la sera del ritrovamento perché, ritornavo a casa verso le undici e non potevo entrare nel cancello, perché c'era la Polizia, quindi ho visto, quando hanno portato via il furgone, c'era il Vigna, c'era tutta questa gente, insomma.
A.S.F.: Certo.
A.D.G.: Ma il giorno prima non l'ho vista, perché non è la strada che io faccio normalmente, perché viene dopo la casa mia.
A.S.F.: Oh, quindi non l'aveva visto semplicemente perché non era passata da quella strada..
A.D.G.: Certo.
A.S.F.: Altre volte ci sarà passata ovviamente. Ha visto la sera se c'erano normalmente macchine di coppiette, uno o più macchine di coppiette?
A.D.G.: No, no.
A.S.F.: Lei non ha visto macchine, persone che facevano imboscate, diciamo, in quella zona?
A.D.G.: No, no.
A.S.F.: La ringrazio.
Presidente: Avvocato Colao, prego.
A.C.: Signora, scusi, ritornando al motorino, se questo era appoggiato al cancello o al muro vicino al cancello? Come si ricorda lei? E lei io notava quando usciva ed entrava dal cancello?
A.D.G.: Io lo notavo entrando dal cancello.
A.C.: Quante volte l'avrà notato?
A.D.G.: È quel vedere quando una cosa non ti interessa, le cose non è che proprio le stai a guardare, e quindi poi ti viene in mente, dici, si è vero c'era un motorino, ma non posso dirle, descriverlo, perché non sono curiosa a dire...
A.C.: No, ma io le chiedo quanto? Una, due, tre, quattro?
A.D.G.: Non lo so, dipende da quante volte sono uscita da casa, ma manco lo ricordo.
A.C.: Esprima un concetto.
Presidente: Avvocato! Qualche volta.
A.D.G.: L'avrò visto, che ne so, se più o meno ci sarà stato da due giorni l'avrò visto tre, quattro volte.
Presidente: Via, la signora, il concetto è chiaro, non può tirare a indovinare. Altre domande, signori? Signori Avvocati difensori.
A.B.: Senta, signora, lei è stata sentita anche nell'83?
A.D.G.: Scusi?
A.B.: Lei è stata sentita nell'83?
A.D.G.: Solo dai Carabinieri del Galluzzo che sono venuti lì.
A.B.: Ha reso qualche dichiarazione?
A.D.G.: Ho detto...
A.B.: Ha firmato qualche verbale?
A.D.G.: Mi sembra di no, c’era...
A.B.: Di no, quindi è stata sentita cosi, informalmente, oh! Lei ha detto ora quando è stata sentita invece dai Carabinieri di, anzi non dai Carabinieri, dal Dottor Perugini, se lo ricorda?
A.D.G.: Sì.
A.B.: È stata sentita il 30 Giugno del '92, se lo ricorda?
A.D.G.: Sì.
A.B.: Mi dice come sono arrivati a lei? A parte sono arrivati in macchina, penso, ma come mai, è stata lei ad andare dai signori della Questura o...
A.D.G.: No, appunto, non lo so.
A.B.: Quindi lei non sapeva…
A.D.G.: Sono stata chiamata telefonicamente, e mi hanno detto di andare in Questura per questo fatto qua.
A.B.: E che domande le hanno fatto esattamente, su che cosa, sugli spari, su che cosa?
A.D.G.: Mi hanno fatto appunto domande di riferimento al motorino
A.B.: Ah, solo al motorino, non sugli spari, se avesse sentito gli spari?
A.D.G.: No, no, solo sul motorino.
A.B.: Solo sul motorino, oh. Senta, oh, e lei ha detto questo, io glielo ricordo, mi permetto di ricordarglielo.
A.D.G.: Sì.
A.B.: "Ricordo che all'epoca dissi quello che mi appresto a dire a voi ora, e cioè che mi pareva di ricordare, le sembrava...
A.D.G.: Sì, sì sì.
A.B.: ... di ricordare di aver notato, e con me il signor Pratesi, che ho visto testé uscire da questa stanza, un ciclomotore appoggiato per qualche tempo, per qualche tempo...
A.D.G.: E si, non saprei...
A.B.: ... per qualche tempo vicino al cancello della Villa La Sfacciata, in particolare in epoca prossima al duplice omicidio". Ecco, qualche tempo è un dato temporale, di larghezza, diciamo così, qualche tempo, quanto? Una settimana, un mese, due giorni, tre giorni...
A.D.G.: Ho, non tanti giorni comunque prima dell'accaduto.
A.B.: Ecco, è vicino, in epoca prossima che vuol dire? una settimana, due settimane, un giorno, due giorni, quattro giorni, non lo sa?
A.D.G.: Qualche giorno prima dell'accaduto.
A.B.: Qualche giorno prima, benissimo. Dunque questo motorino era scalcagnato e, molte scalcagnato?
A.D.G.: Sì, sono mie parole, sì, è vero.
A.B.: Queste sono parole sue, no? E poi le fanno, le mostrano diverse fotografie...
A.D.G.: Sì.
A.B.: Di un motorino color giallo e bleu, addirittura quattro di uno stesso motorino, cioè non le mostrano quattro motorini, le mostrano un solito motorino con tante fotografie. Se lo ricorda? Lo dice lei. "Vengono mostrate alla teste quattro fotografie di un motorino - quindi un motorino visto da tutte le parti - di color giallo e bleu, e la teste viene invitata a rispondere se ravvisi delle similitudini fra il ciclomotore fotografato - quello che le mostrano - e quello che essa vide nella circostanza sopra descritta. La teste risponde - è lei che risponde - 'non sono mai stata una buona osservatrice, ma debbo dire che per forma il ciclomotore che voi mi mostrate potrebbe avvicinarsi a quello da me intravisto in quella circostanza'".
A.D.G.: È cosi.
A.B.: Però le mostrarono solo una fotografia...
A.D.G.: Prima mi sembra, prima mi hanno mostrato varie fotografie di vari motorini, di tanti tipi di motorino...
A.B.: Questo non risulta al verbale, signora.
A.D.G.: Non l'ho scritto io.
A.B.: È stata lei a dire, no, scusi, signora, glielo preciso: è stata lei a dire che non era, poteva non essere un ciao, va bene? Ha detto che era, non ricordo, dove “un magistrato di cui non ricordo mi mostrò diverse foto di ciclomotori di varie marche..."
A.D.G.: Ecco.
A.B.: Ma non loro, non loro..
A.D.G.: Varie marche, ma infatti.
A.B.: Ecco "che io non riconobbi in alcune dei miei conoscenti - evidentemente motorini - Ricordo che all'epoca dissi quello che mi appresto a dire ora, cioè che mi pareva di ricordare di aver notato" eccetera, eccetera, "Fu allora che mi fu portato non so da chi, qual’era…”
A.D.G.: Dal Perugi, dal Perugini.
A.B.: Ah, ecco, però lei dice che questo motorino poteva avvicinarsi...
A.D.G.: Sì, perché io non li riconosco.
A.B.: Non lo riconosce, va bene nessun'altra domanda signora.
Presidente: Avvocato Fioravanti, ha domande? 
A.F.: Nessuna domanda.
Presidente: Senta, signora, è sicura che... lei da quanto tempo abitava in quella villa, mi perdoni?
A.D.G.: Dall'80 all'85.
Presidente: All'85. È sicuro che in quella piazzola dove venne commesso l'omicidio non ci sostavano a volte macchine, persone?
A.D.G.: Non, tutte le volte che sono passata da quella strada non ne ho mai viste.
Presidente: Ordinariamente a che ora rientrava lei?
A.D.G.: Di giorno.
Presidente: Di notte c'è mai passata?
A.D.G.: No, perché è una strada che porta...
Presidente: Mi pare di ricordare - ora non ho l'album fotografico qui - da quelle poche foto che abbiamo, che poco più in là di questa piazzola c'è un'altra, o piazzola o varco nel bosco con una catena.
A.D.G.: Un'altra piazzola?
Presidente: C'è un'altra o piazzola o un varco nel bosco con una catena.
A.D.G.: Un'altra piazzola...
Presidente: C'è un'altra piazzola o un varco o un ingresso nel bosco con una catena, sbarrata con una catena, se lo ricorda questo particolare? Come se si volesse impedire a persone di entrare con dei mezzi. Non lo ricorda, va bene. Altre domande? 
A.S.F.: Sì, Presidente, una sola.
Presidente: Lei?
A.B.: S’. Vive sola in questa villa, signora?
A.D.G.: No. Vivevo poi.
Presidente: Viveva.
A.S.F.: Viveva a quel tempo sola?
A.D.G.: No. 
A.S.F.: C'erano altre persone, aveva una villa molto grande.
A.D.G.: Sì.
A.S.F.: Era abitata da altre persone, quante?
A.D.G.: Certo. 
A.S.F.: Da quante persone?
A.D.G.: Da due famiglie. 
A.S.F.: Da due famiglie?
A.D.G.: Sì. 
A.S.F.: Ma che lei sappia, queste persone avevano notato il motorino, ci aveva parlato con queste persone?
A.D.G.: Il giorno, ripeto, il giorno...
A.S.F.: Qui non ho trovato verbali di altre persero interrogate...
A.D.G.: Sì, il signor Pratesi...
A.S.F.: Pratesi lo so, signora, c'è, però se vivevano due famiglie c'erano molte persone!
A.D.G.: Sì, ma io facevo parte di una famiglia...
A.S.F.: Lo so, se per caso fra l'altro...
A.D.G.: E la Pupa Martelli faceva parte dell'altra famiglia; e il signor Pratesi era un uomo che curava i campi, le cose di casa.
A.S.F.: Mi scusi, signora, si ricorda insomma quante persone potevano essere tutte quelle che abitavano questo palazzo, questa villa?
A.D.G.: Potevano essere, due domestici, questo, questo Pratesi, quindi tre di una famiglia e tre di un'altra famiglia.
A.S.F.: La ringrazio, signora, nessun'altra domanda.
Presidente: Può andare, signora, grazie, buongiorno. 
P.M.: Presidente, una istanza ovviamente: trattandosi quindi di fatto non noto che né il P.M. né la Polizia Giudiziaria potevano sapere prima, perché giustamente la signora dice 'non me l'avete chiesto', però solo oggi la signora ci ha fatto questo nome, chiedo che, previa identificazione, sia ammessa la testimonianza della signora Pupa Martelli Sbraci. Chiedo anche cinque minuti di interruzione perché alcuni dei testi sul punto non sono ancora arrivati, sono convocati per le 11.30, vediamo se arrivano. Altrimenti ne ho altri eh, però preferivo finire l'argomento. Cinque minuti soltanto...
Presidente: Cinque minuti di sospensione.
P.M.: ... verifico soltanto se non vengono o se sono solo in ritardo, grazie.
Presidente: Su questa istanza di ammissioni, signori, per favore, silenzio, restate tutti fermi.
A.B.: Naturalmente si oppone la difesa, Presidente.
Presidente: La difesa allo stato formula opposizione, e si associano le parti civili.
P.M.: Ah, chiedo scusa, Presidente, io ho già dato disposizioni per fare le foto; ovviamente chiedo, appena sono pronte le foto, di risentire la signora, la teste che abbiamo sentito oggi, sul punto della localizzazione del cancello.
Presidente: Certamente, allora cinque minuti di sospensione.

martedì 29 gennaio 2013

Amelia De Giorgio - Udienza del 01 giugno 1994 - Prima parte

La signora Amelia De Giorgio fu ascoltata il primo giugno 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni. 
 
P.M.: Sì, Presidente. De Giorgio Amelia.
Presidente: De Giorgio Amelia?
P.M.: Sì, Presidente.
Presidente: La signora De Giorgio Amelia. Si accomodi, signora, buongiorno. Consente alle riprese televisive? No, quindi ci dispiace, signori, ma.. . Vogliamo far leggere alla signora la formula magica?
A.D.G.: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza".
Presidente: Benissimo, vuol dare le generalità alla signorina, per cortesia?
A.D.G.: Io? Amelia De Giorgio, nata a Xxxxxxxx, il XX/XX/XX.
Presidente: Residente?
A.D.G.: Residente a Xxxxxx, via xxxxxxxx.
Presidente: Vuol rispondere alle domande del Pubblico Ministero per cortesia? Prego, Pubblico Ministero.
P.M.: Signora, lei ha mai abitato a Giogoli?
A.D.G.: Sì.
P.M.: Vuole spiegare dove esattamente e in quale epoca?
A.D.G.: Sì, ho abitato dall'80 all'85 in via Volterrana, 82.
P.M.: Lei sa, o ha saputo, dove è avvenuto, dove è stato ritrovato il furgone dove erano quei giovani tedeschi morti.
A.D.G.: Sì, certo, in via di Giogoli che praticamente è la strada confinante al muro della villa dove abitavo.
P.M.: Quindi il luogo... come lo ha saputo che è avvenuto lì?
A.D.G.: Già... 
P.M.: Abitava lì a quell'epoca?
A.D.G.: Si.
P.M.: Ecco, quindi l'ha saputo il giorno dopo oppure quando ha visto...
A.D.G.: No, una sera quando hanno ritrovato il furgone, perché ritornando a casa in macchina non potevo entrare nel cancello perché c'era la Polizia P.M.: Ecco, quindi l’ha saputo subito.
A.D.G.: Quando l’hanno ritrovato.
P.M.: Certo, certo. O che comunque lì in quel luogo era successo...
A.D.G.: Certo.
P.M.: A me interessava vedere se lei ora aveva ben presente il luogo. Senta, signora...
Presidente: La villa come si chiamava?
A.D.G.: Villa La Sfacciata.
Presidente: La Sfacciata, ecco, aveva un nome particolare.
P.M.: Ricorda, signora, se in quel luogo o nei pressi - poi abbiamo le foto, io gliele mostro e lei vede di indicarmi grossomodo se è quella la zona - se in quel luogo lei ha visto un motorino?
A.D.G.: Ricordo quando i Carabinieri sono venuti a chiederci...
P.M.: All'epoca.
A.D.G.: All'epoca. Sono venuti a chiederci se avevamo sentito qualcosa o visto qualcosa, ci siamo ricordati... anch'io, di aver visto un motorino fermo al cancello della villa, da qualche giorno.
P.M.: E questo cancello quant'è distante dai luogo dove poi era questo furgone?
A.D.G.: Sarà 20 metri.
P.M.: Questo motorino, lei ricorda, ha detto ora nei giorni precedenti, ho capito male? O il giorno preceden…
A.D.G.: No, il giorno che mi hanno chiesto se ho visto qualcosa, mi sono ricordata.. .
P.M.: Di aver visto...
A.D.G.: ... di aver visto fermo da due giorni questo motorino. Dopo l'accaduto però, prima non ci pensavo.
P.M.: Benissimo. Però ricorda quando l'aveva visto questo motorino?
A.D.G.: Qualche giorno prima dell'accaduto.
P.M.: Dell'accaduto. E era sempre fermo lì o era un motorino che a volte c'era e a volte non c'era? Oppure lei è passata talmente tante volte che è in grado di dirci questo?
A.B.: Per cortesia, la domanda.
P.M.: Quando l'ha visto, è la domanda, se lo ricorda signora. Lei ha detto: nei giorni precedenti. Io le dicevo, ricorda di averlo visto in qualche occasione oppure è un motorino che lei l'ha visto una volta, poi...
A.B.: La domanda.
Presidente: Ci dica tutto questo che ricorda su questo motorino.
P.M.: Ha visto si fa prima.
A.D.G.: Mi sono ricordata di aver visto un motorino che solitamente non c'è, lì al cancello.
P.M.: Bene, allora, andiamo un attimo per ordine. Possiamo mostrare il luogo alla signora, per vedere...
Presidente: Così capiamo anche noi bene.
P.M.: Si, sì, certo, certo. Ci sono le foto, se loro ricordano, fatte la mattina successiva al ritrovamento, dalla Polizia Giudiziaria quando il moto... chiedo scusa, il furgone era già stato portato via. Mi occorrerebbe una foto... ecco. Signora, ha presente questa zona? Dove c'è la freccia è dov'era il furgone.
A.D.G.: Be', il muro è quello di casa mia, di dove abitavo.
P.M.: Ecco, perfetto, perfetto, questo volevo… Ampliamo la foto.
Presidente: Quel muro lì sarebbe il muro della villa?
A.D.G.: Sì.
P.M.: Quindi il motorino era, rispetto alla freccia, sulla sinistra?
A.D.G.: A sinistra...
P.M.: Ecco, ora non si vede perché non abbiamo la foto del cancello.
A.D.G.: Più in fondo naturalmente c'è il cancello.
P.M.: Bene, c'era questo motorino. Senta, lei ha la possibilità, ovviamente con il suo ricordo, di vedere cos'ha memorizzato di questo motorino? Che tipo era, se aveva colore...
A.D.G.: Io devo premettere che di motorino non ci capisco nulla.
P.M.: E questa è una premessa, non sono necessarie, ma per noi utilissime per capire...
A.D.G.: Però era un motorino vecchio, questo me lo ricordo.
P.M.: Era un motorino, quindi non un Ciao, per intendersi, questi motorini; uno di quelli un pò'...
A.D.G.: Un motore che aveva i motori davanti, rigonfi.
P.M.: Quindi forse era un serbatoio.
A.D.G.: Eh, si, forse è il serbatoio, non lo so.
P.M.: Senta, le sono state mostrate delle foto dalla Polizia Giudiziaria di motorini. Ricorda?
A.D.G.: Sì.
P.M.: Ecco. Lei ricorda quel motorino che vide, di che colore era?
A.D.G.: Sul colore non sono assolutamente sicura.
P.M.: Era chiaro o scuro?
A.D.G.: Più sullo scuro.
P.M.: Più sullo scuro. Senta, signora, è vero che lei alla Polizia Giudiziaria disse, "Era di un colore rosso sbiadito."?
A.D.G.: Eh si, sul rosso sbiadito. Scusi.
P.M.: Ha visto che è...
Presidente: Va bene, non lo ricorda...
P.M.: Le vorrei far vedere le foto...
A.D.G.: Sì però anche ìl insomma, tra tanti colori che mi hanno fatto vedere, penso.
P.M.: Non era bianco, signora?
A.D.G.: Non era bianco.
P.M.: Non era celeste.
A.D.G.: No, mi sembra di no.
P.M.: Bene, allora facciamo vedere alla signora le foto del motorino che le è stato mostrato, come forma e che per la Corte è il motorino sequestrato al signor Pietro Pacciani. Come forma, prescindiamo dal colore, signora, le sono state mostrate queste foto?
A.D.G.: Sì. Ricordo solo questa palla davanti che non so se è il motore, il serbatoio, non so.
P.M.: Mostriamo qualche altra foto, dove sotto quel motorino aveva... Ecco quella sulla destra, c'è un colore.
A.D.G.: Sì, più o meno è di quel colore lì.
P.M.: Quello che si vede sotto.
A.D.G.: Sì.
P.M.: Non ho altre domande.
Presidente: Che foto è questa qui per favore. Che numero è? È la numero 3, rappresenta la forcella del motorino dove è stata...
P.M.: Sequestrato a Pietro Pacciani, ci sono i verbali.
Presidente: Sequestrata al Pacciani dove è stata grattata la vernice superficiale per mettere in evidenza il colore sottostante. La precedente era la foto numero 2, sì.
P.M.: Signora, scusi, un'ultima domanda. Con lei... ha detto c'era qualcun altro che aveva visto questo stesso motorino, o ho capito male?
A.D.G.: Sì.
P.M.: Si ricorda come si chiama?
A.D.G.: Si chiama Pupa Martelli, e Pratesi.
P.M.: Cioè, sono due persone diverse, è un...
A.D.G.: No, sono un uomo e una donna. Pupa Martelli e il signor Pratesi, che ora il nome non me lo ricordo.
P.M.: Il signor Pratesi lei lo riferì alla Polizia Giudiziaria. Questa Pupa Martelli cos'è una donna?
A.D.G.: Sì.
P.M.: Questo non è nel verbale, Pupa Martelli, non c'è.
A.D.G.: Sì, Pupa è il suo... come si chiama.
P.M.: Sì, no, non c'è nessun nome di questo tipo.
A.D.G.: Sì, perché si chiama Sbraci, la signora Sbraci.
P.M.: Però lei non lo disse alla Polizia Giudiziaria.
A.D.G.: Non me l'hanno chiesto.
P.M.: Eh, ma non lo sapevano, signora. Allora, metto in evidenza che c'è questa signora Sbraci, scusi?
A.D.G.: Sbraci Pupa, io la conosco come Pupa.
P.M.: Bene, che vide anche lei questo motorino?
A.D.G.: Sì.
P.M.: Ecco, poi io chiedo di identificare questa signora, perché lo apprendo oggi, mentre Pratesi l'ho convocato. Della signora, dice giustamente la nostra teste, la Polizia non gliel'ha chiesto, ma lo apprendiamo oggi; la Polizia evidentemente non lo , sapeva. Chiedo previa identificazione che tentiamo noi, di sentire anche questa signora, non ho altre domande alla teste.
Presidente: Scusate un attimo, abbiamo identificato bene quella foto dove sarebbe stato appoggiato il motorino contro quel muro ecc. Che foto era? Perché già abbiamo rilievi... molto scarsi; è la numero 1, la foto numero 1, che raffigura il luogo dove ci sarebbe stato questo camper, e sullo sfondo ci sarebbe stato il muro dove sarebbe stato appoggiato il motorino che ha visto.
A.D.G.: Non sul muro, dentro al cancello, vicino al cancello...
Presidente: Signora, abbiamo dei rilievi che chiamare indecenti è poco, perché capito io...
P.M.: Vicino a quel muro c'era un cancello e vicino...
A.B.: No, questo lo vedremo, perché vicino a quel muro non c'è niente.
P.M.: Facciamolo dire alla signora.
A.D.G.: Io ho parlato, all'ingresso del cancello...
P.M.: Mi scusi, abbiamo per fortuna la teste che ce lo racconta lei, quindi le foto le facciano se è necessario, quindi...
Presidente: E, le facciano, facciamole...
P.M.: Benissimo, la signora ci racconta che la sua villa, o dove abita, aveva un cancello, mi sembra una cosa cosi naturale...
A.D.G.: Sì, però la villa, la villa è in Via Volterrana, 82; la via dove è successa questa cosa è via di Giogoli. per cui non può essere lo stesso ubicato lì, se fosse stato attaccato al muro sarebbe stata Via di Giogoli... invece è al cancello, per cui è via Volterrana, 82.
P.M.: Bene, perfetto, noi la facciamo fotografare se necessario la signora.. .
Presidente: Però io credo che sarebbe una cosa opportuna per tutti...
P.M.: Però, Presidente, la signora, ricordo, a me stesso ha detto a venti metri da lì, ho capito bene?
A.D.G.: Devi girare l'angolo e tutto...
P.M.: Bene, bene
Presidente: Allora qui se ci si fornissero almeno…
P.M.: Noi le forniremo tutte le foto necessarie del luogo, bene?
Presidente: Delle foto necessarie, magari la signora gentilmente.
P.M.: La signora se sarà così gentile la facciamo tornare. Non ho altre domande al momento
Presidente: Avvocato...
P.M.: Scusi, la domanda era quella, la persona di cui fa il nome oggi, che avrebbe visto, se non ho capito male si chiama Pupa Martelli Sbraci?
A.D.G.: Sì.
P.M.: Ci ha, ha qualche altro dato per identificarla meglio, dove abita?
A.D.G.: È la proprietaria della Villa Sfacciata.
P.M.: Perfetto, grazie. 

lunedì 28 gennaio 2013

Rosa Fontani - Udienza del 01 giugno 1994

La signora Rosa Fontani fu ascoltata il primo giugno 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni. 

Presidente: Bene, possiamo dare lettura dell'ordinanza che si allega ovviamente al verbale: "La Corte, provvedendo sulla richiesta dellaa difesa dell'imputato, sentite le altre parti, ritenuto che non sono sopravvenute circostanze nuove e diverse rispetto a quelle note al momento in cui la Corte ebbe ad ammettere la testimonianza della Fontani Rosa, che del resto la testimonianza della Fontani non si configura come prova vietata dalla legge, nel contenuto della testimonianza si presenta superfluo e irrilevante in relazione alle circostanze edotte, e per questi motivi respinge la richiesta della difesa dell'imputato". E allora facciano sedere qui la signora Fontani Rosa.
P.M.: La quale nel frattempo si è sentita male. Succede sempre questo. Ora proviamo a sentirla sa... Mi ha detto proprio ora...
Presidente: Sennò la sentiamo dopo.
P.M.: Esatto. Ora proviamo, Presidente.
A.B.: È una vittoria indiretta della difesa.
P.M.: È una vittoria indietta, però compromette la salute della signora che ci ha già mandato a suo tenpo un certificato. Io ero tutto contento che stamani era venuta.
Presidente: Si sarà sentita male per il caldo.
P.M.: Non lo so io, Presidente. Vediamo, mi ha detto che non è in grado di parlare. Ecco, non acconsente alle riprese innanzi tutto la signora. Non ne vuol sapere.
Presidente: Si è ripresa signora. Si accomodi, sieda lì, signora. Lei non si sente bene naturalmente. È emozionata. Dunque innanzi tutto riprese televisive nessuna, vero? Quindi nessuna ripresa, quindi lei stia tranquilla. No, no, ma non si preoccupi, se vuole un bicchier d'acqua glielo portiamo.
R.F.: No, ho già bevuto.
P.M.: Abbiamo già provato con tutta l'acqua a disposizione del P.M.,Presidente. È ovvio, come le SAM hanno i mezzi da sbarco il P.M. ha un bicchier d’acqua.
Presidente: Legga questo, signora, non si preoccupi.
R.F.: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza".
Presidente: Benissimo, lei si chiama Fontani Rosa.
R.F.: Fontani Rosa di Vicchio e io...
Presidente: Nata dove?
R.F.: Nata a Vicchio il XX giugno.
Presidente: Il XX giugno del millenovecento...?
R.F.: Xxxxxx
Presidente: Xxxxxxx. Residente ivi.
R.F.: Vicchio.
Presidente: Ecco, allora, signora, il Pubblico Ministero e poi le altre parti le vogliono fare qualche domanda in relazione ai fatti che lei conosce e che ricorda, speriamo. Nei limiti in cui lei...
P.M.: Signora, innanzi tutto vuole raccontare alla Corte cosa fa lei, che mestiere fa oggi?
R.F.: Io ci ho una piccola trattoria.
Presidente: Ci ha una piccola trattoria.
R.F.:
P.M.: Dove, signora?
R.F.: A Vicchio, sempre a Vicchio.
P.M.: Da quanto tempo lavora in quella trattoria lei?
R.F.: Una vita, ci sono nata; il nonno, la nonna, il babbo e poi io.
P.M.: Ecco, quindi dobbiamo risalire con lei a fatti del 1951. Lei quanti anni aveva nel 1951?
R.F.: Avevo 16 anni.
P.M.: Ecco, già a 16 anni lei lavorava in questa trattoria?
R.F.: No, no, io non lavoravo. Stavo lì a mangiare, per forza, e poi andavo via a lavorare fuori.
P.M.: Ricorda, signora, di aver conosciuto, all'epoca, il signor Pacciani?
R.F.: Sì, sì, veniva...
P.M.: Veniva in trattoria, già all'epoca, o meglio all'epoca.
R.F.: Sì, sì, veniva a mangiare.
P.M.: Ricorda se nel '51 lei seppe che era stato arrestato?
R.F.: Sì.
P.M.: Se lo ricorda?
R.F.: Sì.
P.M.: Lo seppe lì in trattoria?
R.F.: Sì, il paese fu il primo, insomma la prima...
Presidente: Era un fatto clamoroso.
R.F.: Ecco, e allora, sa, un paese piccolo e...
P.M.: Ecco, ricorda prima di questo evento, se lei lo ricorda, almeno così ha già riferito, il Pacciani era stato in trattoria?
R.F.: Io l'ho sentito dire dalla nonna. Ecco, io proprio lì non ci stavo.
P.M.: Ecco, lei ha sentito dire dalla sua nonna, quando fu poi arrestato, che il Pacciani era stato lì prima dell'arresto?
R.F.: Sì.
P.M.: Ho capito. E cosa le racc... Lei non lo vide?
R.F.: Ma l'avrò anche visto, ma sa...
P.M.: Ah be', a 16 anni, pensava fortunatamente per lei ad altro.
Presidente: Sono passati tanti anni.
P.M.: Ecco, ricorda cosa le raccontò la nonna, allora, se lei non l'ha visto.
R.F.: La nonna disse che giovedì facevano sempre la trippa e... a colazione la mattina, poi il giorno mangiavano, e mi ricordo, lei la disse, il giorno dopo, dice: 'Guarda c'è stato tutto il giorno oggi. Pacciani è stato qui tutto il giorno e ha mangiato'. La disse così. Il giorno dopo, quando si seppe che l'avevano arrestato.
P.M.: Quindi questo, racconto della nonna è relativo al giovedì. Ecco, faccio presente…
R.F.: Questa cosa e basta...
P.M.: ... che loro negli atti potranno vedere. Quelli che già anno, quando è avvenuto il fatto e che giorno della settimana era. Lei ricorda quindi che la nonna le disse: 'Guarda, il Pacciani è stato tutto il giorno da noi'.
R.F.: Sì, ha fatto colazione, poi ha anche mangiato.
P.M.: Si è trattenuto la giornata. E cosa faceva, giocava...
R.F.: Sì, poi giocavano a carte.
P.M.: Giocava a carte. Bevevano?
R.F.: Ma quello io, non c'ero, non lo so io.
P.M.: Non lo sa.
R.F.: Io ho sentito solo queste parole, e basta.
P.M.: Ricorda se...
R.F.: Bere, qualche bicchiere mentre giocano, poi...
P.M.: Sa se era luì che offriva da bere? SESTE Fontani: Non lo so.
P.M.: Non lo ricorda. Io non ho altre domande, grazie.
Presidente: Signori avvocati di parte civile, avete domande? Signori avvocati della difesa.
A.B.: Signora, lei aveva 15 anni non 16.
R.F.: Sì, 16 anni.
A.B.: Che lei è nata nel '36, questo fatto è del '51.
R.F.: Sì, 16 anni.
A.B.: E dove andava a lavorare lei a quell'età?
R.F.: Io andavo a lavorare da una signora, a imparare a fare la sarta.
A.B.: Ah, ecco, brava.
R.F.: Però il giorno venivo a mangiare a casa.
A.B.: Veniva a mangiare a casa.
R.F.: Sì.
A.B.: Quindi lei ha sentito soltanto la nonna.
R.F.: Sì.
A.B.: Vide che il Pacciani era rimasto tutto il giorno lì.
R.F.: SI.
A.B.: Ecco, era rimasto lì, aveva mangiato.
R.F.: Aveva mangiato...
A.B.: Non ha sentito altro. Non ha saputo altro?
R.F.: No.
A.B.: La ringrazio, signora.
R.F.: Prego.
Presidente: Nessun'altra domanda? Possiamo mandare via la signora? 
P.M.: Senz'altro, grazie.
Presidente: Bene, signora è libera, ha visto...
R.F.: Grazie.
Presidente: Era molto più semplice di quanto... Tante belle cose, arrivederci. Buongiorno. Allora, vediamo un pochino chi c'è dopo?

venerdì 25 gennaio 2013

Avvocato Luca Santoni Franchetti - Udienza del 20 ottobre 1994 - Quinta parte

Segue dalla quarta parte.  

A.S.F.: Viene, sempre in quel periodo, spedita un'asta guidamolla, quella che fa scattare i colpi, di una 22, che può essere compatibile da quella usata dal Mostro, con un pezzettino di stoffa ai Carabinieri, con un biglietto allegato, stranissimo, che dice che questa sarebbe stata trovata in un bosco, dentro un barattolo di vetro da uno che camminava. Qualcun altro l'ha trovata prima, poi, questo l'ha ritrovata quando è stata scoperchiata in un barattolo di vetro schiantato. Ma è plausibile questo racconto? No, è un racco... Guardate che è importante, perché sicuramente il pezzo di stoffa è di proprietà del Pacciani. È plausibile questo racconto? Poco, perché è assurdo, se qualcuno l'avesse nascosto l'asta guidamolla…  
Presidente: Signori Avvocati, lo dovevo dire prima ma questo scritto nel processo non c'è, non esiste prova.  
A.S.F.: Ma noi non ne parliamo, Presidente.  
Presidente: E invece lei ne sta parlando.  
A.S.F.: No, sto parlando... lo so non esiste, purtroppo. Presidente, non esiste...  
Presidente: Non l'ho mica fatto io il Codice di procedura.  
A.S.F.: Non c'è dubbio, Presidente...  
Presidente: Lo abbiamo eliminato, non c'è, non esiste, per noi non esiste in natura.  
A.S.F.: ... del pezzo del, del... eh lo so, è il punto cardine del processo, perché è questo, e noi non se ne può parlare.
Presidente: No…  
A.S.F.: Non se ne può parlare, Presidente...  
Presidente: Se ne può parlare…  
A.S.F.: Così…  
Presidente: No, può parlare dell'asta guidamolla, degli stracci.  
A.S.F.: ... certo ne parlo, Presidente, però rimane…  
Presidente: Il resto…  
A.S.F.: Eh lo so...  
Presidente: Il resto è pura accademia.  
A.S.F.: Il resto è pura acc ... ah, è pura accademia, su questo...
A.B.: Gli è arrivata l'asta guidamolla.
A.S.F.: L'asta guidamolla è arrivata, sì...  
Presidente: L'asta guidamolla ne può parlare, come ne può parlare…
A.S.F.: : Certo.  
Presidente: ... degli stracci, dei cenci, eccetera. Ma del contenuto del biglietto... !:  
A.S.F.: Ma non leggerò il biglietto, Presidente...
A.B.: Non è stata seque… mi scusi Presidente, non è stata sequestrata l'asta guidamolla dai Carabinieri, è arrivata ai Carabinieri, quindi, la missiva è importante...  
Presidente: Ma sarà oggetto di futuro, ripeto...
A.B.: Chiedo scusa...  
Presidente: ... l'abbiamo eliminata, è un anonimo, non so. Se poi volete parlarne fate pure.  
A.S.F.: Un momento, Presidente, perché per noi ci brucia talmente questa storia, a parte l'interpretazione ' che può essere data dal documento anonimo, come attinente al corpo di reato, il fatto è che arriva e ne parliamo. Il P.M. interrogherà, non ci crede nemmeno lui, diciamo allora anonimamente sul modo come arriva quest'asta guidamolla, perché interrogherà le figlie del Pacciani sul punto, facendogli fare degli esami di... controllo della scrittura. Noi dobbiamo dire una cosa, perché è un punto importante? Noi non crediamo, neanche noi, come non ha creduto il Pubblico Ministero, almeno mi sembra, se ha interrogato le figlie, a questo anonimo, anonimo testimone che, girando per le campagne, va a trovare un'asta guidamolla. E allora a qualcosa è importante, perché qui son tre cose: o uno è un complice del Pacciani e l'ha spedita, oppure l'ipotesi del demiurgo misterioso e cattivo si riaffaccia alla ribalta e su questo punto, che è centrale nel processo, noi vorremmo ora, o in futuro, chiarezza. Perché leggendo quello che non si può leggere, Presidente, emerge chiaramente una cosa: quel biglietto non è scritto da un analfabeta, ma è scritto, ed è facilmente pensabile, e tutti lo hanno detto gli esperti di grafologia da noi consultati, da una persona colta. Non lo si può leggere. È il colmo. Il P.M. ha fatto l'elogio di questo Codice di procedura penale, ma non è molto servito in questo processo. Noi siamo di avviso contrario. Perché? Perché è un processo che ha le sue radici in trent'anni fa, questo strumento è veramente ingiusto. È chiaro, Presidente, ella ha guidato questo processo con grandissima correttezza, ma noi che siamo depositari e vogliamo una verità vera, una verità storica, ci troviamo con l'acqua alla gola. Non è possibile che di fronte a 16 vittime io non riesca a parlare di un biglietto che è così chiaramente falso, prodotto da una persona che ha studiato, perché i grafemi sono chiaramente prodotto di una persona... La T è fatta come una croce, l'A come un'Alfa greca, la E nella maniera inversa di quella che noi facciamo sempre. È possibile non doverne discutere? E guardate che è importante. Perché noi si è anche pensato che se lo potesse essere mandato il Pacciani. Siamo arrivati addirittura a questa perversione, e vi diremo poi perché. Ma se non è stato il Pacciani ad inviarla chi lapuò avere... e non è il demiurgo. Perché guardate che questo biglietto, tra l'altro, escluderebbe a nostro avviso l'intervento del cattivo demiurgo. Perché? Perché dice una cosa strana. La dico anche se non la posso dire. Perché parla di uno che scopre questo barattolo di vetro, e un altro che lo trova. Ora, se questo biglietto fosse stato scritto dal demiurgo cattivo, tanto è falso, falsissimo, quindi è inutile andare ad inventare una terza persona. È come se qualcuno volesse proteggere chi veramente l'ha nascosto. Pensateci bene. Guardate che io non l'ho visto chi lo nascondeva. Guardate che io, addirittura, non l'ho trovato, non so come sia arrivato lì. So che l'ho trovato quando era stato disnascosto. Sembra quasi che questa persona voglia salvare quella. Che questa persona, se si è rivolto ad un avvocato, a un prete, a non so chi perché scriva questo biglietto, e che questa persona è abbastanza sapiente da capire cos'è una grafia di comparazione per fare dei grafemi completamente impossibili, che non esistono in natura. La E ha il trattino di mezzo lunghissimo, al contrario di quello che succede normalmente; la T è fatta in maniera assurda; la Q ci ha il trattino perpendicolare esattamente. È assurdo. Cioè'nessuno scrive normalmente cosi. E a noi questo ci brucia. Però ricordiamoci bene che questo è la chiave di questo delitto. Chi l'ha mandato? E perché? Benissimo, non è acquisibile, non se ne potrà parlare in sentenza. Ma nel vostro iter mentale questo andrà pur considerato. Si parla molto di gruppo di qualcuno che può essere intorno a qualcun altro. Ma queste sono cose... non si possono passare sotto silenzio, e non saranno passate sotto silenzio, perché noi dobbiamo arrivare in un processo cosi nebuloso, indiziario, a una verità storica, una verità vera. Ma andiamo avanti. Questo era il punto fondamentale e proprio su questo ci si trova le mani legate. Chi l’ha mandato? E ci dobbiamo arrivare. Chi aveva la possibilità di trovare quel panno verde e legarlo lì? Che poi non serve a niente, perché non salva certamente... È chiaro, no? Un panno non salva dalla ruggine un'asta guidamolla. Quindi non può averla... non era nascosto. Qualcuno l'ha voluto mandare. E allora bisogna trovarlo assolutamente perché questo è la chiave che ci potrebbe dare'una risposta. Se noi sappiamo chi l'ha mandato, sappiamo o che Pacciani è innocente, perché è stato incastrato, oppure sappiamo la verità da una persona che gli è molto vicina. Anche se si potrebbe ulteriormente infierire: ma questa persona che gli è molto vicino non ci poteva mandare la pistola, invece di un'asta guidamolla? Insomma, tante le ipotesi che scaturiscono da questo fatto su cui dobbiamo fare verità. Vedrà la Corte. Poi ci sono altre cose più gravi. Sul blocco tanto ha parlato il Pubblico Ministero. Io rincorsi il perito, per i corridoi gli dissi: ma può essere stato in una discarica? 'No avvocato, non può essere stato in una discarica. Comunque fate una perizia merceologica', che avevamo chiesto. Ci preoccupano altre cose. E mi ricordo che lei, Presidente, fece delle domande specifiche: 'Si va a scrivere l'anno? Quando un muratore mi deve qualcosa, scrivo, non mi ricordo la data ma 27 agosto 19… ' E che diranno? Quando io mi devo ricordare una cifra, un debito o un credito, metto al massimo la data. Dopo un anno l'ho già buttato via. Che vado a scrivere l'anno e conservarlo? Non mi torna, non mi torna questo blocco. Questo blocco che legherebbe Pacciani al 1983. Non mi torna. Ma la verità ce la poteva dire, anche se era una verità... L'ho rubato, passavo di lì quel giorno, ho visto... che è impressionato lì, ho già un precedente per furto, sono entrato, a me piace disegnare, l'ho preso, se anche non è in condizioni, forse, da disegno’. E il quadro? Ecco le motivazioni che a noi, "ob torto collo" ci devono far concludere in questo modo, motivando in un modo, ma concludendo in un altro conto il Pacciani. Signori, quel quadro è apparso su tutte le televisioni, su tutti i giornali. Nessuno ha detto 'È mio. Era mio'. Sono venuti qui testi, i più strani. Nei nostri studi, o alla Procura che ci ha camion, dice, di lettere anonime di persone che hanno visto e non hanno visto... Nessuno ha detto: 'Quel quadro era mio'. Da dove viene questo quadro? Lui dice era di un tal Gaziero, o non so chi. Una persona molto perbene, un industriale, è venuto da voi e vi ha detto 'Non è affatto vero. Non è affatto vero. Io non l'ho mai avuto'. Io domandai, e la Corte si sorprese, lo lessi nei loro volti, se le tendenze politiche dei giovanotti, dei tedeschi, di questi ragazzi. E la sorella disse: 'Sì, erano di sinistra, come lo sono tanti giovani. Pacifisti, antimilitaristi...' Ecco, ma quel quadro appartiene a quella corrente di pensiero di Guernica, Picasso od altro, di simbolismo contro le dittature del Sudamerica. Quindi compatibilissimo che questi ragazzi avessero questo quadro. La sorella ha detto, 'Non lo so, non posso dire niente', ma in teoria era compatibilissimo con la cultura di questi due giovani ragazzi pacifisti che andavano alle manifestazioni contro la bomba atomica. Certo, a me mi sorprende, mi sorprende che nessuno abbia detto: era mio, l'ho perso, l'ho buttato via, e il Pacciani lo può aver trovato. In Italia nessuno l'ha detto. È buffo questo, consentitemelo. Non vuol dir niente, ci mancherebbe altro! Ci mancherebbe altro che volesse dire sotto il profilo probatorio... però, per noi, parte civile, ha un grosso significato. Per noi, parte civile, ha un grosso significato, Giudici. Noi vorremmo la verità. Non la riusciamo a sapere da fatti così lontani che ci hanno, a quei tempi, tanto fatto pensare, ma dai fatti di ora l'avremmo voluta sapere. Anche se questi fatti mi vanno come un treno velocissimo contro il passato. Però, vivaddio, sono fatti cosi recenti, da lui la verità la potevamo sapere. E anche i soldi trovati, trovati sotto i mattoni, decine di milioni, in casa del Pacciani. Dite voi, già ma io l'ho conosciuto, persona corretta nel rapporto che ho avuto con lui, estremamente affettuoso, ma anche di una avarizia ai limiti... ai limiti dell'assurdo. Vedano, quando ho detto quella cosa strana dell'asta guidamolla, quante cose ancora da i scoprire! E forse la Polizia li potrà anche scoprire un giorno, chissà su questo processo, chi l'ha inviata. E questi soldi... lui che voleva togliere ad un operaio dei soldi per i 10 minuti di minzione che aveva fatto, e comunque la sua avarizia è notoria. Favolosa, favolosa! Non so se ' è un episodio vero, se l'ho letto, comunque della sua avarizia siamo tutti convinti. Lascia tante decine di milioni nascosti che potrebbero rendere soldi? Che potrebbero rendere tanti milioni di interesse? Non vuol dir niente. Ma per noi, sommando ad altri indizi, ecco, queste sono cose importanti. Importante l'arma iniziale, importanti le bugie, e importanti tutte queste serie di elementi che poi hanno una concatenazione. Non parlerò, ripeto, delle testimonianze. Certamente ne ha parlato il Pubblico Ministero sotto un profilo più puntuale, in quanto ha importanza probatoria. Io non scendo - sto terminando - non scendo su quel campo. Distruggerà tranquillamente la difesa, forse, queste prove. Non lo so. Ma per noi rimangono. Rimangono questi problemi. Noi che non dobbiamo dare giudizi, perché non abbiamo forse la forza intellettuale di darli in queste condizioni, però ci sono. Come possono quadrare in una sentenza, come possono sfociare in una sentenza, non lo sappiamo. Grazie a Dio, siamo di qua. Questo è un compito della Corte. Noi dobbiamo soltanto evidenziarlo, pro o contro che questi fossero. Pro o contro. Abbiamo parlato, e concludo, Presidente, signori Giudici di questa Corte, di una prova, generale, degli omicidi del '68, soprattutto: non c'entra il Pacciani; negli altri, non lo vediamo. Non lo vediamo dalle carte, dai fatti storici, dalle ricostruzioni. Ma certamente, e lo dobbiamo dire per coscienza, mancano tanti anelli. Mancano tanti anelli. Chissà se da questi anelli, da questi fatti che ora abbiamo sommariamente descritto ci possa essere una ricongiunzione. Si dice, basta trovare le prove per un omicidio e automaticamente è colpevole anche per gli altri. Ma vale purtroppo anche il principio opposto, potrebbe valere. Ecco, noi abbiamo enucleato questi, principi. E vediamo che ci sono delle ombre. È incredibile. Ma come? Temporali a destra e temporali a sinistra? È vero, questo è questo processo. Perché questo processo è unico veramente. Non soltanto perché sono state uccise le coppie, ma perché abbiamo prove contrastanti che ci portano a sinistra e continuamente a destra. È stato così fin dal principio. Lo dobbiamo annotare e nient'altro. E lasciamo, a questo punto, la decisione a questa Corte, che potrà sfruttare una istruttoria che è durata mesi, su queste basi specifiche, tecniche. Abbiamo soltanto parlato di problemi tangibili, medico-legali, di bossoli non ritrovati, di persone e cose e fatti. E per questi motivi che abbiamo in questo momento enunciato, concludiamo con tutte le lacerazioni che vi abbiamo in questo momento spiegato, soffrendo in questo momento. Forse non si voleva proprio arrivare alla conclusione. Mi duole essere arrivato per questi motivi di coscienza. Comunque, per tutte queste bugie, per queste cose, voglia l'eccellentissima Corte sommariamente, perché gli altri difensori poi vi illustreranno molto meglio - il collega Pellegrini, il collega Saldarelli - le conclusioni, condannare Pacciani Pietro, se " ritenuto responsabile da questa Corte, alla pena che sarà secondo giustizia, oltre alla provvisionale e a notule che sono allegate. Vi ringrazio dell'attenzione.  
Presidente: Bene. Dunque, a parte si fa una brevissima sospensione per il caffè, chi parla, poi?
A.S.: Parlo io, Presidente.
Presidente: Allora solo un caffè. D'accordo?
P.M.: Bene, grazie.
Presidente: Nessuno si allontani.