lunedì 31 ottobre 2011

Nino Filastò - Intervista su Il giornale della Toscana - 08 settembre 2000

Il giornalista Michele Giuntini raccolse l'intervista che segue per il quotidiano "Il giornale della Toscana".

Nino Filastò: Ricondurre ad unità questi delitti è una cosa necessaria, ma non sono gli unici omicidi che gli investigatori devono ripescare dal passato. Leviamoci dalla testa che ci sia un serial killer che agisce su procura, qui siamo di fronte ad una persona garvemente malata, che agisce da sè esprimendo una sua sindrome personale. Lui deve essere lì quando uccide. Deve essere lui ad uccidere. E' sempre stato così, in questo senso esiste una casistica che non sbaglia. E dire una cosa diversa, come proseguono a pensare negli ambienti investigativi fiorentini, è  un'assurdità. Intanto diciamo che i quattro omicidi dell'agosto 1993, come ho sempre sostenuto, vanno necessariamente collegati. In quei quattro omicidi, accaduti in due circostanze distinte e che peraltro costituiscono un alibi per Pacciani (all'epoca in carcere, ndr) e per Vanni, ho notato studiando il caso Mostro di Firenze, un elemento che vi ricorre sempre: il fuoco. Ho riscontrato due casi che vanno a coprire parte del periodo di vuoto esistente tra l'omicidio del Mostro del 1974 e quello del 1981. Ci sono due fatti mai spiegati dove ritoma il fuoco, con cadaveri ritrovati bruciati, un po' come quello semicarbonizzato nel letto della prostituta Mattei a San Mauro a Signa. Uno di questi fattti avvenne agli inizi degli anni '80, ad ad appena 100 metri da dove fu consumato l'omicidio di Calenzano il 22 ottobre 1981, con l'uccisione di Susanna Cambi e Stefano Baldi. Fu trovato bruciato nella sua macchina un uomo. Fu un caso archiviato come suicidio e così il fatto passò in sordina. Un'altra morte simile accadde a Giogoli,  dove furono uccisi i ragazzi tedeschi il 9 settembre del  1983. Fu difficilissimo identificare il corpo dell'uomo che venne trovato morto bruciato nella sua macchina. Ci riuscirono esaminando i resti di alcuni pneumatici incendiati rimasti all'interno della vettura. Così fu capito che era il cadavere di uno sfasciacarrozze. Nella mente malata del maniaco il fuoco è elemento che ci sta tutto, un pò come la perfezione raggiunta nel compimento dei delitti. Quindi secondo me giova lo sforzo di ricondurre ad unità gli strani delitti avvenuti a Firenze. Come quelli delle prostitute, come quello rimasto perfetto di via del Proconsolo che fu compiuto in pieno giorno, come quello di un frequentatore delle Cave di Maiano trovato assassinato a coltellate. Come quelli del mostro di Firenze.  
L'avvocato Filastò, come difensore di Vanni tornerà avversario di Giuttari in occasione del ricorso alla Corte di Cassazione che verrà discusso il prossimo 26 settembre.
Nino Filastò: Punto sull'inattendibilità assoluta di Lotti, su quella di Pucci, sentito nello stesso ruolo di testimone ed imputato e sulla conseguente necessità di rivedere il materiale probatorio. Confido inoltre nelle spaventose lacune della ricostruzione dell'omicidio di Baccaiano del 19 giugno 1982.

giovedì 27 ottobre 2011

Ruggero Perugini - Deposizione del 13 giugno 1994 - Ottava parte

Segue dalla settima parte.

P.M.: Io avrei due ultime domande su queste perquisizioni….
Presidente: Possiamo togliere questi…
P.M.: Senz’altro, …che terminano con quella del 6 dicembre ’91, prima della scarcerazione dell’imputato per i fatti per i quali scontò condanna, relativi alle figlie. La prima domanda è questa, mi rendo conto che farle questa domanda senza il filmato che lei aveva preparato è un po’ più difficile ma gliela faccio uguale per vedere se lei riesce a spiegare, voi avete detto, lei ha detto che avete fatto una perquisizione agli appartamenti e per quanto riguarda Via Sonnino che c’era anche un orto, un orto alimentare se non ho capito male, lei l’ha chiamato…
R.P.: Si.
P.M.: Lei ricorda se questo orto che lei vide nel ’90 fu oggetto di perquisizione?
R.P.: Nel ’90?
P.M.: Si.
R.P.: Fu oggetto di ricerca con i cercamine.
P.M.: Nel modo che lei ci ha detto.
R.P.: Con i cercamine, ricordo piuttosto distintamente che il Maresciallo Frillici ed io prendemmo anche una pala per togliere gli strati superficiali del terreno…
P.M.: Dell’orto.
R.P.: Dove il cercamine aveva segnalato qualcosa ma fu un’attività che si limitò a pochissimi minuti e mi ricordo che il cercamine suonò in corrispondenza del fondo dell’orto, quello adiacente, quasi adiacente con la rete… con un viottolo e una palazzina il cui ingresso è su via… Falciani… adesso non ricordo, comunque insomma era il fondo…
P.M.: Perché probabilmente là c’era un sacco di metalli…
R.P.: Era in fondo all’orto, si poi quando facemmo la perquisizione…
P.M.: C’era pieno di chiodi quindi…
R.P.: …abbiamo trovato quintali di metallo.
P.M.: Ricorda se in quell’occasione, cioè 1990, vi erano quei pali portavite…
R.P.: Si, si, si.
P.M.: Ecco, che poi furono oggetto di esame più accurato nel ’92… si ricorda se erano nella stessa posizione in cui li avete trovati nel ‘92? Se erano stati spostati o comunque se sono stati oggetto di attenzione da parte vostra, se delimitavano qualcosa, com’erano messi… Se erano nella stessa identica posizione di come li avete trovati dopo?
R.P.: Adesso lei mi chiede una cosa… io posso dire…
P.M.: Cosa ricorda lei.
R.P.: Io ricordo che quei pali, che erano pali di cemento armato di sostegno… usati per sostenere le viti e i fili di ferro dei filari, erano… a parte quelli che sostenevano le viti che erano nell’orto, erano usati come delimitazione del particolare di un sentierino interno all’orto.
P.M.: Un viottolo.
R.P.: Un viottolo, un viottolo interno all’orto.
P.M.: Il viottolo comunque… questo interno… era un interno terra?
R.P.: Si.
P.M.: Ecco.
R.P.: Si, ho provato a ricordare anche perché, alla luce di quanto poi ritrovammo successivamente, mi son rivisto le immagini e mi sembra di poter dire che questi paletti che erano seminterrati nell’orto e usati come delimitazione nel ’90 erano nella stessa posizione di quando noi…
P.M.: identica.
R.P.: Mi pare di si.
P.M.: Si vedevano insomma?
R.P.: Si vedevano, si vedono, basta fare un confronto fra le cassette e noi abbiamo ripreso ogni particolare, lo voglio dire, non è…
P.M.: Nel ’90 erano nella stessa identica posizione di come poi li avete trovati… Usavano allo stesso… Erano usati allo stesso scopo?
R.P.: Dottor Canessa un paletto è forato, un paletto è forato, quei paletti erano riempiti di terra…
P.M.: Appoggiati a mo di vialetto e poi c’era…
R.P.: Io non posso giurare se erano nella stessa posizione, se erano rigirati, perché…
P.M.: Comunque…
R.P.: Da una parte all’altra appaiono uguali.
P.M.: Volevo solo dire, c’erano già nel ’90 con quella funzione?
R.P.: C’erano sicuramente già nel ’90, di questo c’è il dato anche…
P.M.: Un’ultima domanda per vedere se lei ricorda qualcosa in proposito. Nel 1992 nella famosa perquisizione… famosa dico io perché è stata molto più lunga, furono trovati oggetti diversi e anzi c’è un verbale lunghissimo di quello che fu trovato, mi riferisco in particolare ora al blocco Skizzen Brunnen, a quegli oggetti relativi a foto di città tedesche o comunque… a dizionari… ecco, lei ricorda se oggetti simili furono da qualcuno, o in questo caso da lei, visti nel ’90? O nel ’91? O non ha ricordi in proposito?
R.P.: Allora…
P.M.: Lei come persona…
R.P.: Io vorrei essere più preciso ma temo di non poterlo essere…
P.M.: Provi.
R.P.: Nel senso che basterebbe far vedere delle fotografie dei luoghi e dello stato dei luoghi che noi abbiamo perquisito per rendersi conto delle difficoltà che ci possono essere adesso a ritenere un ricordo di una precisa ubicazione di un oggetto…
P.M.: Riferiamoci al ’90, ’92… le due perquisizioni…
R.P.: Per quanto riguarda il ’90 no, io… no, non credo di aver notato…
P.M.: Non lo ricorda.
R.P.: Non lo ricordo o meglio l’avrò avuto per le mani però non ricordo di aver materialmente… non è un particolare che ho focalizzato in quel momento…
P.M.: Questi oggetti…
R.P.: Nel ’91, a dicembre del 1991 invece mi sembra di si…
P.M.: E dove allora se le sembra e come era..
R.P.: Era… perché erano dentro… mi pare di ricordare e credo di ricordare bene che parte erano…
P.M.: Parte… ci dica…
R.P.: Abitazione di via Sonnino, 30, quella aldilà dell’orto tanto per capirci, la più grande…
P.M.: Quella a pian terreno.
R.P.: Ingresso, cucina, a sinistra c’è questa camera/salotto, chiamiamola così, che serviva all’epoca… c’erano dei mobili, dei letti, reti accatastate, sul… nel cassettone, c’era un cassettone, mi ricordo bene il cassettone con piano di vetro, dentro a quel cassettone c’erano dei dizionarietti… i dizionarietti…
P.M.: Questo nel ’90 o nel ’91?
R.P.: ’91, sto parlando… ’91 perché ho un ricordo più preciso. Dentro quella stanza, attaccato a questo cassettone c’è una macchina per cucire, una vecchia SINGER, NECCHI, adesso non ricordo, una macchina per cucire che ha un coperchio di legno che si fissa al piano della macchina per cucire…
P.M.: E’ un mobile unico?
R.P.: E’ un mobile unico si e ho la netta sensazione, la netta percezione, giurare non posso però… ho la sensazione che sotto quel coperchio c’era una busta di plastica bianca, bianca trasparente… sono immagini che richiamo alla memoria…
P.M.: Cosa c’è in questa busta?
R.P.: Con dentro dei documenti, dei fogli, fra cui c’era anche il blocco e quasi certamente c’era una trousse da bagno grigia mi pare, con dei disegnini, all’interno della quale c’era un sacco di roba, penne, qualche matita e un portasapone contenente dei monili, della bigiotteria insomma, niente di valore.
P.M.: Lei questi oggetti li ha memorizzati così ora ma non sequestrò nulla, nei verbali non c’è scritto niente…
R.P.: No non sequestrai nulla e…
P.M.: Non gli dette alcuna rilevanza dal punto di vista dell’indagine?
R.P.: No, devo dire che mi ritornarono in mente questi oggetti soltanto a giugno del ’92…
P.M.: Addirittura dopo la…
R.P.: Perché al termine di quella lunga perquisizione nella quale c’eravamo concentrati, in modo quasi maniacale direi…
A.B.: Lo può dire, lo può dire.
R.P.: …sulla ricerca di armi… insomma la pistola, noi cercavamo la pistola, questo era un dato…
P.M.: Lo dice il provvedimento, quindi…
R.P.: Non avevamo preso però in sufficiente considerazione l’ipotesi che l’assassino potesse aver… probabilmente aveva sottratto dai luoghi del delitto altri oggetti…
P.M.: Quindi cercaste oggetti diversi dalla pistola?
R.P.: Cercammo oggetti che apparissero incongrui con il genere di cose che teneva Pacciani, Pacciani aveva sempre detto che non s’era mai mosso di lì e quindi indubbiamente trovare degli oggetti che lasciavano pensare a dei viaggi all’estero o comunque richiamavano…
P.M.: Quindi solo nel giugno del ’92 pensaste di cercare oggetti simili e a lei venne in mente questa sensazione di questo blocco del ’91? Se non ho capito male.
R.P.: Diciamo che in quella circostanza quel ricordo, quell’immagine che io avevo in mente, non solo del blocco in realtà perché avevo in mente delle cartoline, delle micro cartoline, tipo quelle cartoline turistiche… i dizionarietti, insomma mi tornarono in mente perché…
P.M.: Senta un’ultima cosa…
R.P.: …la loro conguità…
P.M.: Rimanendo a ‘90/’91, dato che è negli atti, non c’è nulla e questo cassettone che lei esaminò, dove le sembrò di aver visto, o lei ora ha questo ricordo del blocco, fu esaminato solo da lei o anche da qualche altro degli operatori di Polizia giudiziaria?
R.P.: No, certamente…
P.M.: Anche dagli altri…
R.P.: Diciamo che tutto ciò che abbiamo sequestrato, che abbiamo controllato in quella circostanza è passato per le mani di più persone…
P.M.: Però le decisioni su cosa sequestrare le prese lei o con un…
R.P.: Le presi io.
P.M.: Ecco, in via Sonnino, dove c’era questo cassettone e che ha ingenerato ora in lei questo ricordo, c’erano anche altri operatori oppure vi divideste i compiti? In tutte le abitazioni andaste tutti a rotazione… se lo ricorda…
R.P.: No, noi facevamo… noi seguivamo il criterio di perquisire un luogo per volta, un po’ per una questione di opportunità perché…
P.M.: Comunque lei è stato in tutti e tre i luoghi? I due appartamenti di via Sonnino e quello di piazza del popolo?
R.P.: Si, esatto.
P.M.: Quindi così può essere avvenuto anche per gli altri?
R.P.: Esatto
P.M.: Non ho altre domande, grazie.
R.P.: Volevo soltanto fare una precisazione.
P.M.: Prego.
R.P.: Vede il discorso carta, carta in senso generico, il discorso del blocco, delle cartoline, dei dizionarietti mi venne in mente collegato a un aspetto: s’era sempre detto… si è detto e poi l’esperienza insegna che c’è, da parte di un certo tipo di autore di certi delitti, la tendenza a conservare…
A.B.: Mi oppongo.
A.F.: E’ una sua impressione Presidente!
A.B.: Mi oppongo.
R.P.: Sto spiegando…
A.F.: E’ una sua impressione questa, non può essere portata qui.
Presidente: Lasciamo fare le considerazioni. Altre domande?
P.M.: Nessun’altra domanda Presidente

mercoledì 26 ottobre 2011

Ruggero Perugini - Deposizione del 13 giugno 1994 - Settima parte

Segue dalla sesta parte.

P.M.: Senta una cosa, lei quindi ha effettuato queste perquisizioni, fu effettuata una perquisizione anche al carcere? Prima della scarcerazione, il giorno 6…
R.P.: Il giorno stesso, il giorno stesso…
P.M.: Della scarcerazione, quindi il 6 dicembre.
R.P.: No, si, non perquisimmo la cella ma lui uscì con un sacco di plastica in cui aveva messo tutti i suoi averi, la cella era pulita questo ci accertammo che così fu, ecco…
P.M.: E voi controllaste, perquisendolo, perché c’è un verbale…
R.P.: Noi perquisimmo…
P.M.: …questo…
R.P.: Eravamo il tenente, credo, Sangiuliano, Maresciallo Daitone del ROS e poi c’ero io e controllammo queste carte…
P.M.: Avete fatto un verbale di sequestro in quella data in cui sequestrate ben 24…30 documenti, lei li ricorda? Vuole rivedere il verbale se c’è qualcosa…
R.P.: Mah, le posso dire sostanzialmente quelle che erano, che sono le cose che io ricordo…
P.M.: Sono tutte in atti sequestrate…
R.P.: Che ricordo bene perché mi colpirono. Uno era il… un articolo, un ritaglio, un articolo di giornale, de La Nazione, erano flash dal Mondo cose del genere, in cui lui aveva evidenziato un episodio accaduto in Lituania di uno che aveva… era stato arrestato perché aveva cucinato e mangiato il seno della moglie…
P.M.: Figuriamoci…
R.P.: Nello steso articolo c’era anche una traccia della vicenda di Jeffrey Dhamer, cannibale a Milwakee…
P.M.: Conservava queste cose… Senta una cosa, vedo che in questo elenco si leggono comunque la maggior parte sono ritagli di giornale relativi all’indagine sul conto…
R.P.: Voglio dire… questo era abbastanza spiegabile, oltretutto nel frattempo si era messo a scrivergli un giornalista… non so se è qui presente in aula…
P.M.: Va be’ nonnn…
R.P.: Che gli aveva spedito un po’ di ritagli…
P.M.: E lui…
R.P.: Fotocopie.
P.M.: Senta una cosa, c’era invece un libretto relativo ai disegni, ricorda questo?
R.P.: Si, si, si.
P.M.: Anche questo è…
R.P.: Si i suoi disegni…
P.M.: Che tipo di disegni erano?
R.P.: Fra le altre cose c’erano appunto i disegni delle armi, della pistola… c’erano anche disegni, poesie perché Pacciani è persona estremamente versatile, è molto bravo sia nel comporre che nel disegnare, aveva fatto questi disegni spesso commentati con una poesia o con un accenno.
P.M.: Ecco.
R.P.: E questi li acquisimmo. Poi un’altra cosa, mi ricordo che c’era una foto, foto ritagliata da una rivista immagino, di una donna che anche in quel caso ne era stata evidenziato il seno e la vagina con una penna… Ah, a proposito, di questa sua abitudine di evidenziare il seno e la vagina delle donne noi l’avevamo verifica… l’avevamo notato anche un’altra volta… l’avevamo notata sfogliando quelle riviste pornografiche che avevamo trovato e c’era un particolare punto, una particolare tranche di quella rivista che trattava dell’eros catastrofico, quello, una volta che l’avevamo guardata con cura e attenzione ci aveva colpito perché illustrava… io non so che tipo di erotismo volesse indicare però illustrava donne, ragazze nude, seminude in posizioni che ne riproducevano la morte. Ho delle fotografie con me di queste che forse non è irrilevante che io mostri…
P.M.: Sono agli atti queste riviste?
R.P.: Sono agli atti, sono state sequestrate.
A.B.: Le vedremo agli atti.
P.M.: Se riteniamo…
Presidente: Sono quelle… si, vediamole pure, credo di capire quali siano.
P.M.: Le possiamo mostrare dottore grazie, magari ne prende una o due a modo di esempio.
A.B.: Di quelle più forti.
R.P.: No per dare l’idea.
R.P.: Quell’articolo non è stato intitolato da me eh… Lo hanno dato…
A.B.: Allora, vediamo le catastrofi… Quella è una scarpa?
Presidente: Esatto.
A.B.: Vicino al pube della donna… E’ una scarpa.
Presidente: Simula praticamente… Sembra il cadavere di una donna con il tacco di una scarpa infilato nella vagina.
R.P.: No ma quello che mi colpì non fu tanto… fu intanto… fu la foto in se ma non fu quella che mi colpì di più quanto che al cadavere lì… al finto cadavere è stata evidenziata la vagina con dei tratti di penna.
P.M.: Dei tratti di penna?
R.P.: Si.
P.M.: Come alla bambina praticamente?
R.P.: In modo più delimitato.
Presidente: In modo più delimitato.
P.M.: Con dei tratti di penna, l’ha verificato lei, era penna?
R.P.: Si, si sembrava penna, credo che sull’originale si possa fare… per quello che ricordo io…
P.M.: Si, si è così dottore.
Presidente: E’ una penna biro, sembra.
R.P.: Ora…
P.M.: Va be’…
R.P.: Ora, ecco io non vorrei creare…
P.M.: No, no, no il dato di fatto, lei rimanga solo ed esclusivamente al dato di fatto.
R.P.: Non voglio creare suggestioni… Questo è un dato di fatto che è quanto io noto e quanto io rilevo.
P.M.: E lei sequestra.
R.P.: E le sequestro, se è per questo, stavo dicendo, che la foto che mi colpì di più non fu certamente questa…
P.M.: La vogliamo vedere quella che la colpì?
R.P.: Si però… devo fare una piccola premessa…
A.B.: Il seno sinistro…
R.P.: No, non fu neanche il seno sinistro che mi colpì…
P.M.: Ci sono c’è lo stesso dei segni a penna sul seno sinistro…
Presidente: Allora diciamo di che cosa si tratta, cosa rappresenta…
R.P.: Il seno sinistro è lì, si vede non è evidenziato…
P.M.: Bene, bene.
Presidente: La Flora del Botticelli.
R.P.: La cosa che mi colpì fu questo, fu quel fiore che esce dalla bocca di quella… Questo particolare della Primavera del Botticelli era in mezzo alle foto pornografiche appese al muro, se è per questo c’era anche un immagine di Cristo infilata in mezzo alle foto pornografiche… però l’incongruenza di questa compresenza mi colpì, ma mi colpì per un particolare, mi colpì perché…. Vedete…
A.B.: Presidente io mi oppongo a queste dichiarazioni del teste perché il teste sta facendo una ricostruzione mnemonica/mentale di quello…
P.M.: Di quello che ha sequestrato!
A.B.: No, quello che ha sequestrato ha sequestrato, perché l’ha colpito ci interessa poco.
P.M.: Ora ci sta dicendo cosa ha anche sequestrato.
R.P.: Io credo che non possa deporre su queste… E! Mi scusi, c’è un 194, ultimo comma del codice di procedura penale punto e basta, lo rispettiamo o non lo rispettiamo.
R.P.: Sto cercando di mettere a fuoco il procedimento logico che m’ha portato a sequestrare quelle cose ed è un procedimento che ha una sua logica che può essere condivisa o non ma è…
P.M.: Comunque il quadro era in ca… del Botticelli era in casa di Pacciani.
R.P.: Era in casa di Pacciani.
P.M.: La rivista sulla sinistra era fra quelle di Pacciani?
R.P.: La rivista sulla sinistra era tra quelle di Pacciani.
P.M.: Quindi lei queste due le ha sequestrate…
Presidente: La rivista sulla sinistra… allora diciamo, perché poi non viene fuori nulla, che è la donna sdraiata per terra che ha il seno sinistro scoperto e un fiore in bocca, se non vedo male, vero? Che abbiamo agli atti in effetti.
R.P.: E’ lo stesso…
Presidente: Lei fece un collegamento logico tra queste due immagini?
R.P.: Io feci un collegamento logico fra queste immagini e una terza immagine che adesso ho fatto coprire perché riguarda il volto di una delle vittime dell’autore dei duplici omicidi.
Presidente: E quindi lo sequestrò.
R.P.: Il motivo è questo e ho detto prima che l’autore di omicidi di questo genere ha in mente una sua fantasia, ha un suo modo di vedere le cose…
A.B.: Mi oppongo!
A.F.: Non è…
A.B.: E mi oppongo!
A.F.: E’ un giudizio personale.
Presidente. Avvocato, dottor Perugini ora però lei ci sta facendo una requisitoria…
R.P.: Ok, non voglio fare una requisitoria.
Presidente: Sia pure implicita, capito? Ha capito qual è il limite?
R.P.: Si.
Presidente: E’ un po’ delicato, io mi rendo conto, lei ricostruisce il procedimento logico…
R.P.: Si.
Presidente: Però dobbiamo stare attenti a non travalicare altrimenti lei diventa, senza volerlo minimamente, un Pubblico Ministero.
R.P.: No, io non voglio esserlo.
Presidente: E anticipa i tempi.
R.P.: No, non voglio esserlo
Presidente: Però allora, lei ha fatto questo collegamento tra queste due foto e una terza.
R.P.: E una terza.
Presidente: Che lei ci vuole mostrare, basta poi, capito?
R.P.: Si
P.M.: Ce la mostra.
Presidente: Ce la mostri, non riprendiamo questa foto perché… sappiamo già qual è naturalmente, in atti c’è.
P.M.: Senza nessun commento, lei dice…
Presidente: Questa foto non va ripresa, non va ripresa in nessuna maniera perché rappresenta ovviamente la foto di un cadavere di una ragazza.
P.M.: E’ uno dei cadaveri c’è scritto…
Presidente: C’è in atti questa foto, purtroppo. Lei ha fatto questo collegamento…
P.M.: Va be’ l’ha fatto lei…
Presidente: Quindi ha sequestrato, basta, va bene?
P.M.: Vogliamo dare atto, magari, della didascalia della foto?
Presidente: Si tratta… ah, vogliamo leggere la didascalia per piacere? “Metà superiore del cadavere visto di fronte… si nota la ferita…”
P.M.: Ricorda il cadavere di chi è dottore?
Presidente: E’ della Pettini Stefania?
R.P.: No, di De Nuccio.
P.M.: No.
Presidente: Di Nuccio?
P.M.: De Nuccio.
Presidente: Di Nuccio, va bene. E’ in atti tutto questo.
P.M.: Bene.
Presidente: E’ già stato accostato, è in atti, non è che lo si fa ora per la prima volta.
Segue...

martedì 25 ottobre 2011

Ruggero Perugini - Deposizione del 13 giugno 1994 - Sesta parte

Segue dalla quinta parte.

P.M.: Senta dottor Perugini dopo questa prima perquisizione e questo sequestro successivo del P.M. voi avete effettuato una seconda perquisizione in data 3 dicembre ’91, ce l’ha già un po’ accennato, ci vuole allora spiegare il motivo di questa seconda perquisizione, cosa ebbe ad oggetto, chi la eseguì e cosa reperiste?
R.P.: La seconda perquisizione fu fatta soltanto da noi della SAM perché i Carabinieri del ROS all’ultimo momento non furono in grado di partecipare essendo impegnati in altre perquisizioni mi pare dalle parti di Arezzo, quindi la facemmo soltanto noi. Quella volta la si fece… dunque il Pacciani fu scarcerato il 6 di dicembre, io feci una richiesta al PM perché non ero soddisfatto sostanzialmente di quanto avevamo… di come avevamo fatto la perquisizione del giugno 1990…
P.M.: E anche, se permette, nel frattempo, lo ricordo io alla Corte, c’era stata l’informazione di garanzia per i delitti…
R.P.: Nel frattempo c’era stata l’informazione di garanzia per i delitti… era l’ottobre…
P.M.: Quindi l’oggetto era più ampio in quel… della perquisizione.
R.P.: Esatto.
P.M.: Non era più “armi e documenti pertinenti” ma era proprio sui delitti.
R.P.: E comunque non volevamo correre il rischio che l’imputato una volta tornato in libertà e quindi nella disponibilità dei luoghi, delle abitazioni, potesse disfarsi di oggetti o documenti che potevano essere importanti per queste indagini. Indagini di questo genere ha bisogno di tutti i possibili supporti cognitivi. Quindi il 3 dicembre del 1991 facemmo questa perquisizione, questa volta eravamo solo noi, pochi e curammo la perquisizione in tutte e tre le abitazioni e pertinenze. Non ci portammo particolari apparecchiature, particolari strumenti per il sondaggio di terreni, cercammo sostanzialmente documenti e oggetti… e altri oggetti che potessero essere sfuggiti durante la prima perquisizione.
P.M.: Cosa perquisiste gli stessi luoghi?
R.P.: Perquisimmo gli stessi luoghi. Io ricordo…
P.M.: E anche le vetture?
R.P.: E anche le vetture.
P.M.: Bene.
R.P.: Ecco quella volta fui io a occuparmi della casa di piazza del popolo…
P.M.: Parliamo prima delle vetture, chiedo scusa, perché nel verbale di sequestro che voi avete stilato comincia proprio su ciò che avete trovato a bordo della Ford Fiesta, cui voi date un particolare rilevanza, non so se ricorda…
R.P.: Eh si, eh si ricordo.
P.M.: Ecco, vuol dire che cosa trovò innanzitutto?
R.P.: Innanzitutto trovammo nel portabagagli della Fiesta una cosa che evidentemente era sfuggita durante le prime perquisizioni
P.M.: Sfuggita, non gli avevate dato…
R.P.: Non era stata notata evidentemente.
P.M.: Anche perché cercavate… l’oggetto della perquisizione come reati abbiamo già visto era molto diversa…
R.P.: Erano diverso, però quella circostanza… però credo proprio che non sia stato notato altrimenti l’avremmo comunque…
P.M.: Evidenziato.
R.P.: Evidenziato. In questo portabagagli trovammo una copia di un settimanale o mensile cos’è? OGGI…
P.M.: Settimanale OGGI.
R.P.: Settimanale OGGI…
P.M.: Era nella Ford Fiesta che è acquistata nell’82…
R.P.: Esatto ed era aperto a un articolo che era intitolato “Le inquietudini dei fidanzati” mancavano alcune pagine, poi le acquisimmo però non trovammo nulla di particolarmente importante, però questa rivista era aperta a quella pagina e parlava… c’era un prete, ricordo, che parlava dei rapporti di coppia, di queste cose qui e la cosa che mi colpì in particolare è che l’unica rivista che trovammo in quella macchina che era stata acquisita nell’82 o nell’83, non ricordo esattamente, era datata agosto ’68…
P.M.: Cioè era una rivista pubblicata nel ’68.
R.P.: ’68, adesso non ricordo se il primo agosto…
P.M.: Nel verbale date atto che si tratta del primo agosto ’68.
R.P.: Primo agosto ’68…
P.M.: E’ agli atti del processo.
R.P.: L’agosto del ‘68 ha sempre fatto squillare un campanello nella testa, non voglio dire…
P.M.: Non dica nulla, a lei sembrò strano che in una macchina nuova…
R.P.: Mi sembrò strano questo fatto.
P.M.: …acquistata nell’82 c’era una rivista OGGI, aldilà di quello che era il contenuto dell’articolo, lo vedrà la Corte, era datata primo agosto ’68.
R.P.: Esatto.
P.M.: Cioè lei dice: Sequestro questo perché è strano ci sia questa rivista, poi il contenuto…
R.P.: Mi sembra abbastanza strana, mi sembrò abbastanza strana.
P.M.: E la sequestrò.
R.P.: Inoltre dentro…
P.M.: Era intitolata “Le inquietudini dei fidanzati”.
R.P.: “Le inquietudini dei fidanzati”, non lo ricordo benissimo…
P.M.: Il titolo…
R.P.: No, si, probabilmente l’ho letto tutto ma ora non ricordo perfettamente…
P.M.: Non ha importanza, credo, in questo momento almeno.
R.P.: Per quanto riguarda invece l’abitacolo trovammo, dentro l’abitacolo, una agendina, chiamiamola così, ecco, su cui era segnato il chilometraggio…
P.M.: Cioè un’agendina, mi scusi…
R.P.: Si.
P.M.: Un’agendina personale del… un’agendina…
R.P.: Un’agendina per annotazioni, insomma di…
P.M.: Un’agendina con le date di quelle annuale o un blocchetto?
R.P.: Mah mi pare un blocchetto.
P.M.: Qui viene indicata “Agendina gialla tipo taquino con scritto sopra note Pacciani” dice lei…
R.P.: Esatto.
P.M.: E cosa c’era su questa agendina?
R.P.: Eh beh quello che mi colpì c’era per l’appunto indicato il chilometraggio Mercatale – Vicchio.
P.M.: Lei dice: “Sull’ultima pagina è indicato il chilometraggio andata e ritorno da Vicchio a Mercatale”
R.P.: Esatto.
P.M.: “Per km 132”.
R.P.: Esatto.
P.M.: Dice questa volta, l’altra volta era 134, qui 132.
R.P.: Il discorso è sostanziale nel senso che una persona che dice di essere stanziale, di aver radici, di non saper guidare la macchina, insomma bene o male 132 chilometri sono un percorso piuttosto lungo, oltretutto…
P.M.: A lei la colpì ovviamente il fatto che era Vicchio con Mercatale?
R.P.: Mi colpì il fatto che era Vicchio ovviamente.
P.M.: Ecco.
R.P.: Però… oddio mi colpì…
P.M.: E fu sequestrato anche questo secondo biglietto.
R.P.: E poi…
P.M.: Prego.
R.P.: Aspetti un attimo perché…
Presidente: Per caso sequestraste una torcia cromata marca Superpila?
R.P.: Si una torcia… c’era una torcia elettrica, non era la sola ne avevamo trovata un’altra anche in casa… poi sequestrammo anche una sottoveste… una sottoveste usata per avvolgere la pistola… la pistola…
P.M.: Come la pistola? Si spieghi.
R.P.: La pistola… usata per avvolgere la pistola giocattolo, sul fatto che quella pistola fosse un giocattolo non avevamo nessun dubbio però nulla vietava al limite di pensare che dentro quello straccio ci potesse essere stata avvolta un’altra pistola e che la successiva…
P.M.: Va beh, voi sequestraste questo straccio…
R.P.: Si tanto che fu disposta successivamente anche una perizia per vedere se comparivano degli elementi chimici…
P.M.: E non ci sono risultati utili per le indagini.
R.P.: Mah diciamo che gli elementi residui dello sparo non sono così caratteristici da essere distinguibili facilmente da quelli di una pistola…
P.M.: da quelli di una pistola a salve… quindi ci sono gli elementi ma poi…
R.P.: L’unico elemento nuovo, almeno per quanto ricordo io, che compariva in quel tipo di cartuccia che noi andavamo… perché erano state utilizzate nei duplici omicidi… era il vetro ma è quindi… assolutamente non aveva nessun’importanza.
P.M.: Prego, cosa altro trovaste? Io leggo, per ricordarglielo, al punto 9, nel magazzino vicino alla legnaia di Via Sonnino trovaste “un binocolo nero di marca e modello Optimatic” lo ricorda?
R.P.: Si trovammo…
P.M.: Questo era nel magazzino.
R.P.: Trovammo un binocolo.
P.M.: Era efficiente questo binocolo o era…
R.P.: Si, si come no!
P.M.: Poi lei dice, punto 10, se ce l’ha presente, nel cassettone della camera da letto di Piazza del popolo…
R.P.: Si, dunque nel primo cassetto del cassettone nella camera da letto di piazza del popolo c’era il portafoglio o un portafoglio di Pacciani con dentro delle carte, è in quel portafoglio che noi trovammo l’assegnino pubblicitario Euronova sul cui retro era scritto quel numero di targa e un’annotazione: “coppia”…
P.M.: Quindi questo biglietto che noi abbiamo già visto qua e sul quale due testi ci hanno già riferito lei lo trovò nel portafoglio che il Pacciani aveva quando era, evidentemente in carcere, lasciato in casa? E Era in questo cassettone?
R.P.: Esatto.
P.M.: C’erano altri fogli in questo portafoglio o era vuoto e c’era solo questo biglietto?
R.P.: Mi pare che ci fosse, non vorrei sbagliarmi ma lei ha modo di controllare se è una mia impressione, mi pare che ci fosse anche l’indirizzo e il telefono di Faggi.
P.M.: Esatto, sempre nel cassetto in camera da letto lei descrive di nuovo al punto 13 dice: “Foglietto bloc-notes con il seguente indirizzo scritto a biro blu rappresentante ceramiche Roma 11° via del lago telefono Faggi Giovanni Calenzano” quindi se non capisco male a quel momento lì sono tre i riferimenti che voi avete trovato relativi a Faggi, le due… lettera, una cartolina e questo biglietto che è nel cassettone invece…
R.P.: Si, io credo che fossero di più perché noi perquisimmo anche il Faggi.
P.M.: No, no, no ora qui stiamo parlando della casa di Pacciani.
R.P.: Si, si, si.
P.M.: A quel momento i riferimenti a Faggi, che lui conserva, sono questi tre.
R.P.: Esatto, almeno quelli che io ricordo.

lunedì 24 ottobre 2011

Ruggero Perugini - Deposizione del 13 giugno 1994 - Quinta parte

Segue dalla quarta parte.

Presidente: Signor Pubblico Ministero allora continui…
P.M.: Ecco dottore in quella occasione furono evidenziate altri documenti che poi furono sequestrati successivamente dal P.M. il 19 luglio ’91, vuole ri… ricorda lei quali altri oggetti e documenti furono evidenziati?
R.P.: Vorrei…
P.M.: Sono in quella nota comunque che io le ho…
R.P.: Si, ci sono…
P.M.: Quello che ricorda lei, poi le faccio le domande io dottore, lasci…
R.P.: Si va bene, si…
P.M.: Nel provvedimento successivo…
R.P.: Si, dunque, in quella circostanza, ecco forse vale la pena di riferire anche questo, fra… torno al carcere un attimo…
P.M.: Prego.
R.P.: Torno un attimo in carcere…
P.M.: Cioè…
R.P.: Quando…
P.M.: In carcere… siamo nella stessa data…
R.P.: Esatto, siamo nella stessa data, siamo nella mattina e la perquisizione si svolse in due tempi in questo… una squadra andò al carcere per notificare l’avviso di gara… d’informazione di garanzia e ad acquisire eventuale documentazione… ecco, ci colpì, ci colpì il fatto… noi non sequestrammo… sequestrammo… acquisimmo in fotocopia delle carte che aveva il Pacciani ma trovammo e non c’erano altri articoli di giornale… trovammo una sola pagina di un giornale: La Repubblica, che lui conservava in mezzo a queste altre carte, il giornale aveva… era una serie di articoli sui delitti dell’assassino…
P.M.: Mi scusi, glielo domando ora, in quel momento lui non era indagato come mostro…
R.P.: No, no.
P.M.: Ecco.
R.P.: Assolutamente.
P.M.: Non aveva ricevuto alcun avviso in tal senso?
R.P.: Si, ricordo che c’erano questa serie di articoli ricompresi sotto il titolo in grassetto “Nostra signora della follia” e che trattava appunto i vari delitti, le perizie, cosa avevano detto i periti, la medicina legale di Modena… insomma Abraham… e adesso non ricordo fli argomenti ma era…
P.M.: Era roba sul giornale…
R.P.: Esclusivamente su questo argomento ed era una sola pagina che fu in quella circostanza acquisita in fotocopia, in una successiva perquisizione che poi gli faremo al momento della scarcerazione non la trovammo più…
P.M.: In quel momento fu sequestrata poi successivamente la fotocopia.
R.P.: La fotocopia.
P.M.: Senta una cosa, si ricorda se al carcere c’erano altri oggetti o documenti… voi date atto che sono 35 documenti… quello che a lei evidenziò è questo qua…
R.P.: Si diciamo che questo ci colpì.
P.M.: Invece tutti i successivi documenti che sono oggetto del sequestro del PM, sono esattamente 30, che voi evidenziate quella volta lì ma che vengono sequestrati con provvedimento 19 luglio ’91, è un provvedimento di sequestro e il corpo di reato è ai… in tribunale… ci sono numerosi oggetti, o meglio in questo caso riviste, giornali, non so se lei li ricorda, vorrei che vedesse un attimo il provvedimento per ricordarsi… mi sembra ce n’è uno in particolare… è il documento 29 che riguarda dei fogli manoscritti che riguardano un avvocato… se lei lo ricorda… questo sarebbe opportuno, ritengo Presidente, ora quando il dottor Perugini, se gli viene in mente… lo farà presente… vedere l’originale di questo documento di cui io ho per praticità qua copia e lo vorrei mostrare anche alla Corte.
R.P.: Se posso…
P.M.: Prego.
R.P.: In maniera che… Si, si adesso ricordo.
Presidente: Di che si tratta?
R.P.: Si tratta di un verbale di conciliazione in Pretura a Firenze per una causa che Pacciani aveva avuto contro il suo ex-datore di lavoro: Rosselli del Turco, causa patrocinata dall’avvocato Cavallucci Eugenio di Firenze. Si, io ricordo… perché…
P.M.: Si ricorda questa causa in che epoca era stata grosso modo? Se lo ricorda sennò la prendiamo eh…
R.P.: Io direi di prenderla ma credo che siamo…
A.B.: Che… che… a proposito di che cosa scusi Pubblico Ministero? Qual è la circostanza?
R.P.: Una controversia di fronte al giudice… al pretore del lavoro.
A.B.: Dico, ma ai fini della causa… per sapere… per capire.
P.M.: Nell’ultimo foglio di questi tre manoscritti c’è un appunto che è relativo a una distanza fra Vicchio e Mercatale…
A.B.: Ahh…
P.M.: Vorrei mostrare questo appunto, vorrei vedere… è per l’appunto inserito negli atti di quella causa… è un appunto che secondo me una volta in cui si riesca a chiarire in che periodo è… a cui è riferibile quest’appunto… vedere questa distanza… vorrei mostrarlo…
R.P.: Ce l’abbiamo con certezza agli atti.
P.M.: Si lì c’è la copia, la vogliamo mostrare? Lo so che c’è.
R.P.: Comunque dice l’avvocato Cavallucci… CGIL viene a San Casciano… Camera del lavoro… secondo martedì del mese ore 5:00 di sera e l’ultimo sabato del mese del mattino ore 10:00…
P.M.: Questo è l’appunto…
R.P.: C’è scritto sul retro… ecco…
P.M.: Vogliamo mostrarlo per cortesia?
R.P.: Si... il retro… C’è un chilometraggio…
P.M.: Ecco.
Presidente: Ricordiamoci che lavorava a Montefiridolfi come dipendente del Rosselli del Turco…
P.M.: Si, si, si ma io… intanto vorrei mostrare questo appunto, vedere se noi possiamo col dottor Perugini solo fare delle ipotesi… l’appunto è lì, noi ipotesi non ne facciamo vogliamo leggere l’appunto e dire quali sono le risultanze in proposito della Polizia giudiziaria… abitava a Montefiridolfi, la causa è del 1982 sembra da quei fogli che sono… o ’83 non so… è agli atti comunque l’originale, questa è una fotocopia…
R.P.: Questo è il davanti dell’appunto… (giralo…)
P.M.: E’ una delle ultime pagine dei fogli della causa, leggiamolo per cortesia, prego dottore, se vuol leggerlo lei…
R.P.: Si, “l’avvocato Cavallucci della c.g.l. viene a San Casciano camera del lavoro il secondo martedì del mese di sera e l’ultimo sabato del mese il mattino ore 10 ------- 3 pasticche al dì 3 fiale a bere al dì Rosanna”
A.B.: Rosanna.
Presidente: Rosanna.
P.M.: Giriamo l’appunto, è sullo stesso foglio, lei ricorda?
R.P.: Mercatale a km 8548 Vicchio a km 8682 8682-8548 = Km 134
P.M.: Dottore io le faccio una domanda aveva… specifica eh gliela faccio… avete controllato se aveva un’autovettura che poteva aver fatto quel chilometraggio? Se l’avete controllata eh… in quell’epoca…
R.P.: Si, la…
P.M.: Perché voi fate la perquisizione nel novan… quell’appunto viene preso nel ‘90/’91…
R.P.: No, quel chilometraggio, al momento in cui noi facciamo la perquisizione, sicuramente non c’è sul…
P.M.: Che auto ha?
R.P.: Però diciamo che considerato che la 500 era vecchissima, la 600 era vecchissima un chilometraggio del genere poteva essere più probabilmente attribuibile alla Ford Fiesta.
P.M.: Lei ricorda la Fiesta in che epoca fu acquistata?
R.P.: Se non vado errato la Fiesta dovrebbe essere stata acquistata o a novembre dell’82 o ai primi dell’83… adesso non ricordo…
P.M.: Quindi solo considerazioni di P.G. poteva essere un chilometraggio… ecco quella differenza 8682 che sarebbe Vicchio, perché corrisponde a Vicchio e 8548 che corrisponde a Mercatale ha qualche possibilità, anche non si sa che giri può aver fatto uno, di rilevanza con chilometraggi sul territorio che voi avete tentato di fare?
R.P.: Io direi che è quasi combaciante…
P.M.: Combaciante con un’andata e un ritorno?
R.P.: Con andata e ritorno certo, questo è un accertamento specifico che noi facemmo…
P.M.: Che avete fatto.
R.P.: Per l’esattezza ricordo…
P.M.: Il percorso che da…
R.P.: Ci sono due possibilità di percorso.
P.M.: Ecco…
R.P.: Uno è la via bolognese, l’altro la via forlivese, l’altro è l’autostrada. Via bolognese e via forlivese insomma tanto per dire… passando… facendo Fontebuona, Vaglia, San Piero a Sieve, Borgo San Lorenzo… e l’altra passando invece per Pontassieve danno grosso modo più o meno lo stesso chilometraggio naturalmente le strade, i percorsi son cambiati nel corso degli anni.
P.M.: Ho capito.
R.P.: Questo mi ricordo come dato, l’accertamento che poi fu fatto per quanto riguarda il percorso autostradale uscendo, cioè andando da Mercatale val di Pesa uscendo…
P.M.: Presidente chiedo scusa io ho negli orecchi le parole del signor Pacciani…
Presidente: Pacciani per favore abbassi la voce, la sua voce si sente benissimo tra l’altro e non sempre ciò le potrebbe giovare, andiamo…
R.P.: Quindi entrando a Certosa uscendo a Barberino…
A.B.: Cosa gli gioverà mai a Pacciani, Presidente, in questo processo?
Presidente: Avvocato…
A.B.: Non gli giova più nulla a Pacciani.
Presidente: Questo lo dice lei avvocato, qui è tutto da vedere…
A.B.: Io me lo auguro.
Presidente: E la strada è lunghissima, figuriamoci…
A.B.: Signor Presidente il Pacciani vuole dire questa cosa, lo può… lo può…
P.M.: Presidente io chiedo scusa…
A.B.: No, no.
P.M.: Siccome…
Presidente: La facciamo dire…
P.M.: Chiedo scusa sullo stesso tipo di appunto ce n’è un secondo sequestrato nel ’91…
Presidente: Gliela facciamo dire dopo.
P.M.: Li vorrei far vedere tutti e due… quando li abbiamo visti tutti e due facciamo, se loro consentono, le deduzioni o meglio gli accertamenti, nessuna deduzione, fatte dalla P.G. che stiamo cercando di fare sul primo… dico subito nel ’91…
Presidente: Poi faremo dire a Pacciani ciò che crede.
P.M.: Se lei crede sennò se le vuol dire ora al P.M. non fa che piacere perchè mi serve, no?
A.B.: Aspettiamo, aspettiamo.
Presidente: No diciamo che concludiamo questo ragionamento poi faremo dire a Pacciani ciò che crede, ora nel frattempo per favore se ne stia zitto.
P.M.: Grazie.
Presidente: Non dico neanche abbassi la voce, la sua voce si sente benissimo, ripeto.
R.P.: Dicevo che facemmo anche il controllo della tratta autostradale uscendo a Barberino e poi ripercorrendo San Piero A Sieve, Borgo San Lorenzo e Vicchio, non rammento a onor del vero se il chilometraggio era di molto difforme per via autostradale, non lo ricordo, però voglio dire è mal di poco si può fare nuovamente la verifica però credo che fu fatta un’annotazione specifica…
P.M.: E voi grosso modo verificaste che è quel chilometraggio…
R.P.: Si e grosso modo per la via provinciale la bolognese e la forlivese, grosso modo, i chilometri dovrebbero essere più o meno gli stessi per quanto ricordo io di questo appunto ma si può rintracciare in atti oppure si può nuovamente fare il percorso.
P.M.: L’annotazione dice lei?
R.P.: Si esatto.
P.M.: Beh lo faremo dire, lei ricorda chi ha fatto… quali ufficiali di Polizia giudiziaria hanno fatto questo accertamento sentiremo loro.
R.P.: Si me lo ricordo perché l’accertamento su le due… l’accertamento sul percorso autostradale lo fecero l’assistente Venturini e l’agente Lidia Scirocchi…
P.M.: Lo faremo spiegare…
R.P.: Mentre l’altro accertamento sulla bolognese e sulla forlivese fu fatta dal Maresciallo Frillici del ROS e dall’ispettore Sirico.
P.M.: beh lo chiederemo a loro.

sabato 22 ottobre 2011

- 22 ottobre 1981 -

22 ottobre 1981 - 22 ottobre 2011
Susanna Cambi e Stefano Baldi
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giovedì 20 ottobre 2011

Ruggero Perugini - Deposizione del 13 giugno 1994 - Quarta parte

Segue dalla terza parte.

R.P.: Poi, dicevo, sempre per tornare al discorso che quando si deve indagare una persona ci si deve fare una idea della personalità insomma, del suo modo di pensare e notammo nella circostanza altre cose, che pur non essendo in strettissima relazione con la ricerca di armi e di munizioni ci sembravano interessanti. Alcune le acquisimmo soltanto, le acquisimmo per sottrarle alla recente mania distruttiva della moglie del Pacciani…
P.M.: Comunque furono poi sequestrate di iniziativa del P.M. successivamente, c’è un provvedimento successivo quindi sono agli atti del processo se ne può parlare liberamente
R.P.: Benissimo. Allora diciamo… son diverse cose che noi notiamo in quella circostanza, cose che ci lasciano perplessi, per esempio, i molti testimoni che avevamo sentito ci avevano parlato del fatto che il Pacciani si portava anche sul luogo di lavoro delle riviste pornografiche, in realtà la fruizione di riviste pornografiche non è un elemento di interesse in assoluto, quello che mi parve interessante in quella circostanza fu che in quel pacco di riviste pornografiche che io trovai… che noi trovammo avvolto dentro una busta di plastica in un com… in un cassetto della stanza adibita a salotto dell’abitazione di via Sonnino, 30, c’era un inserto, c’era un opuscolo del Partito Comunista con una fotografia… posso farla vedere se questo è il caso…
P.M.: Se è negli atti si.
R.P.: E’ negli atti.
P.M.: A questo punto è bene essere sicuri che ci sia negli atti del dibattimento… mi sembra ci sia, sono sicuro è anche fra l’altro rifotografato in uno dei fascicoli…
Presidente: Tutte fuori posto però…
P.M.: Bene, se intanto lo vuole descrivere poi vediamo, se lei ce l’ha a portata di mano meglio ancora.
R.P.: Io ce l’ho a portata di mano.
P.M.: Comunque è negli atti.
R.P.: Se loro credono…
P.M.: Se lo crede lei a questo punto, noi…
R.P.: Si io ritengo…
P.M.: Se ce lo vuole spiegare…
R.P.: Io ritengo che sia importante questo perché… ecco… entriamo in un certo ordine di idee. L’ho detto prima quando si investiga si corre sempre il rischio di ragionare, o di far ragionare gli altri con il nostro cervello, questo…
P.M.: Ecco, può spiegare meglio questo concetto?
R.P.: Si, cioè noi vediamo il mondo esterno con i nostri occhi, con la nostra esperienza, i nostri sentimenti, le nostre… e qualche volta ci è difficile, a volte impossibile entrare nell’ottica di un’altra persona…
A.B.: Va be’ ma questo che cos’è? Scusi Presidente…
P.M.: Ci deve spiegare perché ha fatto…
A.B.: No, no, dico… non è né perito… lei qui ci deve dire cosa…
P.M.: Ci sta spiegando perché ha sequestrato un oggetto che è…
A.B.: L’ha sequestrato punto e basta! La sua idea era di sequestrarlo, mica ci deve risalire ai suoi problemi genetici, intellettuali, concettuali…
P.M.: Non so se sono problemi…
R.P.: Io non ho problemi avvocato, la prego di credermi.
Presidente: Sta spiegando perché l’ha sequestrato avvocato…
P.M.: E è negli atti, già…
R.P.: Sto cercando di spiegare il perché io ho sequestrato un oggetto che…
A.B.: Ha sequestrato anche il quadro lei…
R.P.: Esatto.
A.B.: Appunto!
P.M.: Ha fatto proprio bene, ci è agli atti.
R.P.: Ci arriverò, ci arriverò al quadro ed è esattamente quello che voglio dire…
Presidente: Il quadro lasciamolo da parte per ora signori eh?
P.M.: E’ stato sequestrato ne possiamo parlare Presidente.
Presidente: Si, anzi vorrei sapere esattamente quando è stato sequestrato?
P.M.: Provvedimento del P.M. 19 luglio ’91, con allegato l’elenco di tutto ciò che è sequestrato… E’ un decreto di sequestro…
Presidente: Ma in che… In quale perquisizione è stato trovato? Perché qui c’è…
A.B.: No è autonomo il quadro.
P.M.: Si… E’ un… No, no Presidente si tratta…
Presidente: Ne riparliamo dopo perché qui c’è una nota della SAM che lo riferisce…
P.M.: No, no è un decreto di sequestro…
Presidente: …alla perquisizione dell’11 giugno ’90 dove invece mi pare…
P.M.: Esatto, no, no Presidente fu individuato in quell’occasione e fu poi sequestrato con provvedimento del P.M. dell’11 giugno… dell’11… del 19 luglio ’91.
Presidente: Ecco.
P.M.: Insieme ad una serie di altri oggetti.
Presidente: Lì fu solo notato, diciamo…
P.M.: Fu solo notato, esatto.
Presidente: Bene, scusate, questo era un inciso che poi facevo io per mia cognizione. Allora dottor Perugini proseguiamo.
R.P.: Senza entrare in termini polemici ma vorrei…
Presidente: No, no, no… per favore la polemica nella maniera più assoluta.
R.P.: No, no volevo soltanto spiegare…
Presidente: Tanto poi l’avvocato al momento…
R.P.: No, no volevo soltanto spiegare che è una normale attività… è una normale attività investigativa…
Presidente: Lei ritenne pertinente…
R.P.: …quella di mettersi nei panni di chi si va ricercando, ecco, di chi ci troviamo di fronte, comunque diciamo… ecco, volevo dire, la cosa che mi colpì fu che fra queste riviste pornografiche trovammo questo fascicolo, fascicoletto del Partito Comunista e sulla copertina c’era una coppia di bambini… vede, il discorso sostanziale è questo, una coppia di bambini, un maschietto e una femminuccia nudi, a me personalmente ispira tenerezza, certamente non mi suggerisce l’idea…
P.M.: Ecco, spieghi come era invece sennò magari…
A.B.: Presidente quello che ispira… interessa?
Presidente: Avvocato…
R.P.: A me alla maggior parte delle persone…
Presidente. Dottor Perugini… Avvocato per favore, guardi che quello che sta dicendo, io non so cosa dirà, ma evidentemente ha una connotazione precisa per cui lo porta a sequestrare questo oggetto quindi aspe… facciamogli dire perché, poi sarà…
A.B.: Certamente.
Presidente: Sarà stata un’idea sua sballata, non lo so…
P.M.: E’ negli atti e poi la Corte dirà “non serve a nulla”…
Presidente: Se lei interrompe ogni minuto…
P.M.: Se il P.M. gli darà un valore, se non glielo da non serve a niente…
Presidente: Qui ci stiamo fino a sera… Avanti…
R.P.: Mi colpì il fatto…
Presidente: Sennò sembra che lei abbia paura anche delle cose che magari…
P.M.: E’ questo!
A.B.: Ho paura di tutto Presidente!
Presidente: Anch’io ho paura di tutto, tutti abbiamo paura di sbagliare ma fin quando noi non facciamo dire alla gente quello che sa…
P.M.: Non sappiamo poi come valutare…
A.B.: Io devo aver paura di tutto Presidente, arrivano…
Presidente: Noi abbiamo paura di tutto, abbiamo dubbi su tutto, ci pagano per avere dubbi, si figuri… Avanti.
R.P.: Come dicevo, c’era questa coppia di bambini in copertina, nudi, e mi colpì il fatto, lo notai… non lo notai subito… ma mi colpì il fatto che qualcuno… probabilmente chi aveva messo quel fascicolo dentro quel mazzo di riviste pornografiche, aveva evidenziato il pube della bambina con dei segni a matita. Sulle prime mi parve che gli avesse fatto le mutandine, quindi dissi: -ma guarda che razza di moralismo- si fa le mutandine a una bambina, avrà 4 anni, 5 anni… nuda… E poi però capii che non era quello perche sennò non le avrebbe messe in mezzo alle riviste pornografiche… ma io credo che le immagini parlino meglio di quanto io non possa descrivere.
Presidente: Facciamo vedere le immagini, lei poi…
P.M.: Si astiene dal commento.
Presidente: Ognuno poi interpreta come vuole naturalmente.
A.B.: Vede che ho ragione che ho paura di tutto Presidente?
Presidente: Avvocato ognuno lo interpreta poi come vuole.
P.M.: Ma non è da aver paura se era in quel cassetto dell’imputato e che… che colpa ne ha il dottor Perugini?
Presidente: Loro sequestrano un oggetto, questo oggetto, per questo motivo, magari l’avranno sequestrato a torto chissà, non lo so… Però vediamo… Ognuno poi giudicherà…
A.B.: Io vorrei vedere, scusi eh… No, no grazie, grazie…
Presidente. Aspettate eh… ora…
R.P.: Guarda un po’ se con questa in bianco e nero…
Presidente: Un momento…
R.P.: Guarda se per caso la si vede meglio…
Presidente: Ecco, facciamo vedere la foto tutta intera e poi il particolare di cui parlava il dottor Perugini. Lei diceva che sembrava fossero delle mutandine…
R.P.: Si avevo avuto quella sensazione poi capii che era un modo di interpretare che non stava né in cielo né in terra perché se fossero state mutandine… ecco, avesse voluto…
A.B.: Perché non… perché non potevano essere mutandine? C’è proprio… c’è proprio il disegno!
R.P.: Perché non le si tiene in un fascicolo pornografi… di pornografia avvocato.
A.B.: Va be’ ma dico, mi scusi Presidente…
R.P.: Io sto spiegando il mio modo di pensare…
Presidente: Avvocato, lui dice così.
R.P.: Lei poi può dargli tutte le interpretazioni che vuole…
A.B.: Però prego la Corte di esaminare, di vedere…
P.M.: La sta esaminando.
A.B.: Queste cose arrivano fino a qua dietro, sembrano mutandine!
R.P.: E’ esattamente quello che ho detto, l’impressione che io ne ebbi…
A.B.: Però lei pensava ad altre cose…
R.P.: No, no avvocato, io non pensavo ad altre cose, io mi chiesi soltanto perché una coppia di bambini nudi di pochi anni stessero in quel fascicolo pornografico. Non mi erano ignoti i precedenti di Pacciani per quanto riguardava la violenza sulle figlie, violenza iniziata fino a quando erano bambine, quindi a un certo punto trovavo anche… trovai anche giustificabile questo fatto e a questo punto… a questo punto io vorrei chiarire un fatto se è possibile, se l’avvocato non ha nulla in contrario…
Presidente: Insomma quindi lei in un primo momento pensò… e poi ripensandoci dopo…
P.M.: Va be’, li sequestrò e via… insomma… capito? Non è che direi abbia…
Presidente: Certamente.
P.M.: …un altro…
Presidente: Va bene.
P.M.: Il dato… L’indagine c’era e il dottor Perugini lo sequestrò.
A.B.: Voleva coprire… Lui voleva coprire quelle…
Presidente: Vedete che qui ogni interpretazione…
P.M.: E’ libera, è libera, è liberissima Presidente per fortuna.
Presidente: Ecco perché non c’era nessun motivo di non andare avanti.
P.M.: Mi sembra no? Mi sembra.
Presidente: Bene.
P.M.: Il dato che il dottor Perugini voleva mettere in evidenza era fra le riviste pornografiche, niente di più, è così scritto nel verbale di sequestro…

mercoledì 19 ottobre 2011

Da Pitagora al "mostro di Firenze"

Autore: Pasquale De Luca
Prima edizione: Giuffrè Editore - 2011 - 430pp - brossurato

Dalla Presentazione: "L'autore fa scendere in campo una nutrita schiera di filosofi antichi e moderni (i Pitagorici, Socrate, Platone, Aristotele, Occam, Cartesio, Spinoza, Leibniz, Kant, Frege, Meinong, Wittgenstein, Gödel, Kripke) e, alla luce delle loro teorie, scandaglia le potenzialità inesplorate del processo penale, soffermandosi su alcuni "casi giudiziari" che hanno coinvolto imputati famosi (Socrate, O.J. Simpson, Enzo Tortora, Anna Maria Franzoni, Pietro Pacciani e i "compagni di merende"). Fra i temi trattati, tutti di grande attualità, si segnalano: il calculus ratiocinator di Leibniz e il "calcolo processuale", il more geometrico di Spinoza e il "libero convincimento" del giudice, il rasoio di Occam e la durata dei processi, l'Ideografia di Gottlob Frege e i limiti formali degli enunciati giuridici, l'ipotesi che il Teorema di Incompletezza di Kurt Gödel sia applicabile al processo penale, e la dimostrazione che la semantica dei mondi possibili di Kripke aiuta il giudice a comprendere in profondità le complesse relazioni fra il mondo dei fatti e quello delle norme."

Da Pitagora al "mostro di Firenze" su Amazon

martedì 18 ottobre 2011

Ruggero Perugini - Deposizione del 13 giugno 1994 - Terza parte

Segue dalla seconda parte.

Presidente: Si va bene, andiamo avanti.
P.M.: Ecco, grazie, grazie.
Presidente: Prego.
P.M.: Prego dr Perugini, le chiediamo scusa…
R.P.: Io in realtà non stavo commentando stavo raccontando…
P.M.: Ho fatto una domanda: cosa c’era scritto nella lettera…
Presidente: Va bene, va bene…
P.M.: Non è un commento.
Presidente: Per favore, per favore.
R.P.: Stavo precisando anche che la lettera ci parve interessante per un dato sostanziale, perché pacciani disse: -anche quelle cartucce – c’era scritto: - anche quelle cartucce da caccia che stanno nella cartucciera – dice – io le raccoglievo nei boschi, così, le perdevano i cacciatori, le raccoglievo, così, le trovavo – ora, quella lettera ci parve importante ma noi quelle cartucce non le abbiamo mai trovate, quelle cartucce non le trovammo…
P.M.: Difatti date atto che c’è solo una cartucciera con alloggiamento per 25 cartucce.
R.P.: Esatto.
P.M.: Dice il verbale.
R.P.: Esatto, però le cartucce non le trovammo quindi probabilmente… no, non voglio far commenti ma immagino che…
P.M.: No, no non facciamo commenti…
R.P.: …la moglie le avrà buttate… non ho idea… insomma, ecco…
P.M.: Non facciamo commenti, non interessa.
R.P.: Quella perquisizione fu interessante… insomma quando si va a indagare un soggetto, per qualsiasi motivo, credo che un investigatore, credo, è prassi che l’investigatore cerchi di farsi un’idea del soggetto da investigare perché bisogna che ragioni un attimino con il suo cervello, perché se cerca qualcosa deve seguire le sue linee di pensiero non quelle di chi investiga. Nella circostanza trovammo quindi… la cosa ci… di questo prendemmo atto, non rilevava ai fini delle indagini sulla caccia però notammo altri oggetti…
P.M.: In fondo lo diceva il provvedimento “e altri oggetti pertinenti”…
R.P.: Esatto, e devo dire oltretutto nella circostanza sequestrammo un certo numero di documenti…
P.M.: Li vuole descrivere quelli che ritiene importanti per capire questo aspetto dell’indagine?
R.P.: Si, come ho detto, noi un’idea logica… se non troviamo queste armi che stiamo cercando nulla vieta di pensare che il Pacciani le abbia date in custodia a qualcun altro, che lui abbia degli amici che abbiano potuto prendere le armi… fra i vari documenti, i documenti che noi consultammo, poi più accuratamente dopo, c’erano i nomi di… annotati indirizzi, nomi… e fu in quella circostanza per l’appunto che noi trovammo una lettera piuttosto affettuosa scritta, mi sembra nel ’79, da…
P.M.: Può consultare il verbale se crede… Vedo che ha una buona memoria…
R.P.: Credo di non dimenticare molto di questa… Scritta nel ’79 da tale Faggi, che era un rappresentante di maioliche di Calenzano…
Presidente: Quello che abbiamo sentito…
P.M.: Esatto, esatto.
R.P.: Ecco, l’affettuosità del tono ci faceva… mi fece, ecco, pensare che ci fosse un rapporto di amicizia, non soltanto un rapporto di mera conoscenza e quindi quello fu un nome che noi tenemmo presente per lo sviluppo degli accertamenti successivi.
P.M.: Dr Perugini chiedo scusa, nel verbale voi parlate di una lettera recante timbro postale e una cartolina…
R.P.: Si, c’era…
P.M.: Sempre a firma… lo ricorda?
R.P.: Si, si me lo ricordo.
P.M.: Erano due le missive a firma Faggi.
R.P.: C’era questa cartolina in cui ricordo, diceva: Spero che ti sia piaciuta quella tuta che ti ho regalato…
P.M.: Questo lo diceva la cartolina…
R.P.: Che adesso, credo, se si prende e si legge il contenuto…
P.M.: Comunque lei dice le sequestrò perché era un contenuto di… che dimostrava amicizia fra i due, quantomeno conoscenza.
R.P.: Questa fu la sensazione che avemmo, ora c’è da dire che almeno quella che era stata l’attività di ricerca di possibili testimoni, persone che conoscevano il Pacciani, emergeva un quadro in cui tutti lo conoscevano e nessuno lo conosceva, ecco…
P.M.: Nessuno lo ammetteva?
R.P.: Ma dicia… no, diciamo questo, che di amici in realtà intorno al Pacciani ce n’erano veramente pochi quindi la ricerca era focalizzata su due persone, questo Faggi fu la terza, su due persone in particolare, una era il postino, ex-postino di San Casciano, il Vanni e l’altro era un Maresciallo deceduto con cui sembra che lui avesse un rapporto di amicizia. Quindi due persone sostanzialmente e Faggi fu il terzo dal quale, almeno dagli scritti, ci parve di individuare un possibile terzo amico, ecco, una persona che quindi potesse essere colui al quale aveva consegnato, affidato, regalato armi precedentemente detenute. Va detto a questo punto che noi sapevamo, perché l’attività investigativa, quindi la ricerca di testimoni ci aveva fatto capire che il Pacciani deteneva almeno un altro fucile oltre a quello ad avancarica che era stato ceduto nel ’79, mi sembra, al cognato, Caminati Donato, e ancora permanevano dei dubbi sulla presenza, sull’esistenza di una pistola di cui un altro teste, tale Petroni Nello, ci aveva parlato, pistola che Petroni avrebbe notato sul banco da lavoro di un meccanico di Vicchio, un certo Paoli, che mi pare sia deceduto nell’81, e che gli è sta… secondo quanto diceva il Petroni…
A.B.: Io mi oppongo a queste…
P.M.: Petroni abbiamo versato…
A.B.: Ci sono… c’è tutti gli atti su Petro…
P.M.: Spiega come mai…
Presidente: Sabbiamo già tutte queste circostanze…
A.B.: Certo ed è inutile che ce le ripeta.
Presidente: No è inutile che lei interrompa.
P.M.: No, ci sta spiegando come mai avendo notizie di quella pistola la sta cercando.
Presidente: Signori ma aldilà dei divieti espressi ma il testimone ci deve pur spiegare questa linea di indagine perché tutto questo non è mica caduto dal cielo! Suvvia…
P.M.: Grazie Presidente.
Presidente: Domande sui fatti, non dall’imputato ma al di fuori naturalmente… c’è il 62 che è… che è un limite ovviamente ma al di fuori di quello… altrimenti che viene a fare il dr Perugini? Una passeggiata?
P.M.: Io volevo insistere sul fatto che viene a fare almeno per ora lo sto decidendo io non il difensore, glielo vorrei far dire.
Presidente: Bene, bene. Per favore andiamo avanti.
P.M.: Grazie, prego dottore per la seconda volta le chiediamo scusa.
R.P.: Io sto raccontando molto sinteticamente quello che era il ragionamento…
P.M.: Vada pure avanti su questa pistola di cui le aveva parlato il Petroni.
R.P.: Vorrei anche dire per precisare, in questo momento perché sia chiaro…
P.M.: Che pistola, scusi, ecco… Dopo questo ci spieghi che pistola… di quale pistola aveva parlato Petroni sennò…
R.P.: Aveva parlato di un revolver, mi pare, un revolver, ora nel famoso… famoso, famigerato processo del ’51 dell’esistenza di questa pistola si parlò, pistola che, almeno leggendo gli atti, che l’imputato disse di aver lasciato in un cespuglio e poi di non averla più trovata. Ora, noi avevamo tutti i motivi di ritenere che quella pistola del ’51 fosse la stessa pistola che il Paoli si era trovato, se se l’era trovata perché noi non abbiamo accertato… Petroni Nello ce lo aveva raccontato, non abbiamo avuto modo di verificare oltre… sul banchetto e di cui parlò al Petroni.
P.M.: Ci vuole ricordare cosa doveva fare il Paoli con questa pistola?
R.P.: Mha, si, la cosa è abbastanza ridicola sotto un profilo meccanico, il Paoli disse che il Pacciani gliel’aveva data… il Paoli disse al Petroni, che il Pacciani gliel’aveva data perché voleva che le camere del tamburo fossero dilatate per sparare colpi più potenti.
P.M.: Voi quindi avevate notizia di questa pistola, volevate vedere se nella perquisizione c’era qualche elemento utile per la verifica dell’esistenza, è questo il concetto?
R.P.: Esatto, questo è il concetto.
P.M.: Prego, prego.
R.P.: Soprattutto vorrei sottolineare, perché mi sembra che sia il caso di farlo, che nel 1990 e non solo nel 1990 ma per diverso tempo dopo, il Pacciani era uno dei tanti, delle tante persone che vennero nella nostra considerazione, vorrei chiarire che non era che noi fossimo col microscopio puntato sul Pacciani…
P.M.: In quel momento.
R.P.: Non in quel momento, ecco, quindi questi accertamenti seguivano una certa logica che era fra le altre cose di ordine preventivo perché il Pacciani si trovava già nel ’90… è stato arrestato nell’87, nel ’90 stava a tre anni… insomma, se ne poteva prevedere la scarcerazione, non sembrava che fosse il caso di lasciare nella disponibilità di una persona piuttosto impulsiva, quale ci era stata descritta, un fucile o una pistola…
P.M.: Questo anche come attività di futura prevenzione, dice lei?
R.P.: Questa era sostanzialmente…
P.M.: Repressione se c’era…
R.P.: Diciamo che il pensiero dominante era questo in realtà, il pensiero dominante era un dato di prevenzione perché avevamo due ragazzine, due ragazze, una moglie, delle datrici di lavoro, insomma un certo numero di persone le cui testimonianze avevano contribuito a far arrestare Pacciani e assicurarne la condanna e insomma non volevamo che… cioè avendo motivo di pensare che non nutrisse sentimenti angelici nei loro confronti non volevamo… volevamo fare il possibile per togliergli quantomeno di mezzo…
P.M.: Eventuali armi.
R.P.: Eventuali armi; e questo fu un dato che connotò la ricerca di quella prima perquisizione. Certo…
P.M.: Furono trovati dei documenti diceva, quelli del Faggi…
R.P.: Furono trovati dei documenti, io devo aver fatto una piccola sintesi di quanto… che sa, di attività ne abbiamo fatta un bel po’…
P.M.: E’ nel verbale di perquisizione a pagina 7…
A.B.: Io Presidente… magari legga i documenti che sono agli atti…
P.M.: Sono tutti agli atti quelli indicati a pagina 6 del verbale di perquisizione
A.B.: Va bene, li legga i documenti…
P.M.: Almeno quelli che interessano…
A.B.: Ha diritto di leggere, credo, i documenti da lui…
P.M.: Se li vuole leggere…
A.B.: Ma non le sintesi.
R.P.: Si, ecco…
P.M.: Per carità! Se vuol fare una sintesi la faccia pure…
R.P.: Io non ho problemi, ho qua una lista…
Presidente: lei ha fatto una sintesi dei documenti?
R.P.: Ho fatto una brevissima sintesi…
P.M.: Ci vuole spiegare quelli che per lei hanno rilevanza in questo processo?
R.P.: Si.
P.M.: E ci spiega perché? Perché li sequestrò innanzitutto.
R.P.: Beh, prima li sequestrai in quanto ci servivano a documentare questo aspetto, Pacciani cacciatore, che sospettavamo, avevamo molti motivi per ritenerlo…
P.M.: E aveste questa riprova indiretta…
R.P.: Questa riprova indiretta, poi forse vale anche la pena di dire che ci fu anche del materiale fotografico che attirò la nostra attenzione, materiale fotografico… una foto del Pacciani giovane con una machine pistol in mano e noi sapevamo già che lui aveva seguito un corso per artigliere a Cesano di Roma, quindi ecco, questo ci diceva che aveva una certa pratica di armi, il dato noi lo trovammo interessante, insomma…
P.M.: E sequestraste quella foto…
R.P.: Sequestrammo quella foto poi sequestrammo diverse altre cose, diverse altre cose e altre le acquisimmo ecco… altre le acquisimmo perché?
P.M.: Scusi eh dottore, dovrebbe però finire di parlare, prima, di quelle sequestrate in quella data, sono a pagina 6 del verbale di sequestro…
R.P.: Dovrei averne una copia.
P.M.: Si, prego.
R.P.: Vedo sequestrammo un blocco notes, una rubrica telefonica, il motivo del sequestro di questi oggetti è evidente: la ricerca di persone che potessero dirci qualcosa di più e su Pacciani ed eventualmente sulle sue armi. Ci fu quella lettera con posta di Faggi Giovanni, altri documenti, un’agenda della Banca Toscana con numeri telefonici… ah… ecco… vede, nella… trovammo alcune copie del settimanale Gente che presentavano dei fori…
P.M.: Ecco ci… “che presentavano dei fori” cosa… riusciste a capire qualcosa?
R.P.: No.
P.M.: Su questi fori… Lei ricorda com’erano questi fori? Cosa vuol dire che c’erano dei fori? Perché mi sembra descrivete anche sul “settimanale Quattroruote con dei fori”…
R.P.: Esatto… Bah…
P.M.: Insomma sequestrare Quattroruote… ecco…
R.P.: Dice: - Non ha nessuna rilevanza…-
P.M.: Fori, fori, perché vi… vi lasciarono… o com’erano questi fori? Insomma…
R.P.: Beh ci… noi non siamo periti balistici, cerchiamo di far fare questo mestiere agli altri però appunto non essendolo non potevamo escludere che si fosse…. fossero stati utilizzati dei giornali, delle riviste pressate insieme per fare delle prove di tiro, ecco…
P.M.: Ecco, i fori erano come di uno sparo o erano dei tagli?
R.P.: A mio avviso no, a mio avviso no, erano piuttosto equivoci come fori in verità, però… ripeto, io so fare, credo di saper fare il mio mestiere ma non conosco…
P.M.: Quindi sono ai corpi di reato lei non ha…
R.P.: Non ho memoria però lo prendemmo per ogni evenienza perché…
P.M.: Successivamente ci sono state delle evenienze o sono rimasti lì così?
R.P.: No sono rimasti lì così. Non rammento se li facemmo vedere ma credo di si a qualcuno della nostra Polizia scientifica ma insomma non…
P.M.: Per capire il motivo di questi fori…
R.P.: Per capire cosa fossero.
P.M.: Non erano ritagli? Non erano ritagliate queste…
R.P.: No, no, no non erano ritagliate.
P.M.: Bene.
R.P.: Erano soltanto deformi.
P.M.: Era questo che volevo sapere perché dal verbale di sequestro non si capiva.
R.P.: No, l’avremmo precisato.