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giovedì 28 aprile 2011

Antonella Salvadori - Deposizione del 31 maggio 1994 - Prima parte

Antonella Salvadori fu ascoltata il 31 maggio 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni
Presidente: Un altro.
P.M.: Salvadori Antonella, Presidente.
Presidente: Salvadori Antonella
P.M.: Faccio presente alla Corte che la signora Salvadori ha un certificato che… per dimostrare il suo stato di salute stamani, aveva qualche difficoltà a venire, è venuta lo stesso.
Presidente: Le siamo grati.
P.M.: Ho qui il certificato
Presidente: Lo vuole consegnare alla Corte?
P.M.: Si Presidente.
Presidente: Buongiorno signora, si accomodi per cortesia. Vuole leggere quella formula per piacere?
A.S.: Si.
Presidente: Consente innanzitutto la ripresa televisiva e fotografica?
A.S.: No.
Presidente: No, quindi anche in questo caso niente telecamere e fotografie
A.S.: Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto a mia conoscenza.
Presidente: Benissimo allora lei si chiama Salvadori Antonella nata signora?
A.S.: A Firenze il xx.xx.xx.
Presidente: Residente?
A.S.: A Mercatale val di Pesa
Presidente: Benissimo risponda per cortesia alle domande del Pubblico Ministero.
A.S.: Si.
P.M.: La prima domanda è questa signora, lei aveva fatto pervenire un certificato nel quale il suo medico attestava la sua impossibilità stamani, o le sue difficoltà, noi le abbiamo chiesto di venire lo stesso e lei è venuta?
A.S.: Si.
P.M.: Quali sono queste sue difficoltà?
A.S.: Ci ho un po’ di nausea, di mal di stomaco.
P.M.: Perché è in stato interessante?
A.S.: Si.
Presidente: Ah ho capito, mi spiace.
P.M.: Noi le abbiamo chiesto di venire e lei è venuta ugualmente. Signora io le devo chieder di un episodio del quale, risulta dalle carte, lei aveva preferito non parlare poi sembra l’abbia raccontato addirittura a suo marito. Ce l’ha detto ora. Lei quando non era sposata, ha avuto, era fidanzata con il signor Iandelli Luca?
A.S.: Da ragazzina si, ero fidanzata con questo signore.
P.M.: Signora ricorda qualche episodio particolare avvenuto mentre era in compagnia di questo signor Iandelli?
A.S.: Si che nell’86 ci eravamo appartati…
P.M.: Ricorda dove signora?
A.S.: Al cimitero di San Casciano.
P.M.: Ricorda grosso modo che ore erano?
A.S.: Sarà stato le… intorno le dieci e mezzo, le undici…
P.M.: Ricorda che periodo poteva essere di questo anno?
A.S.: Il periodo… il giorno non me lo ricordo, il periodo mi sembra estate.
P.M.: Era tempo buono?
A.S.: Mi sembra di si.
P.M.: Come mai le è rimasto impresso questo episodio signora?
A.S.: M’è rimasto impresso perchè eravamo lì, a un certo punto questo signore…
P.M.: Questo signore chi?
A.S.: Mhmm… Luca Iandelli
P.M.: Ah scusi non avevo capito.
A.S.: Mi fa: guarda c’è una persona al finestrino …io mi volto, vedo solo un’immagine bianca.
P.M.: Lo Iandelli le disse qualcos’altro di questa persona o no?
A.S.: No.
P.M.: Non le disse altro?
A.S.: No, poi andammo via impuariti.
P.M.: Si spaventò lo Iandelli?
A.S.: Si eravamo tutti e due impauriti.
P.M.: Come mai eravate impauriti? Le disse per caso, lo Iandelli, se c’era un motivo…
A.B.: La domanda per cortesia.
P.M.: Come mai eravate impauriti? E’ Una domanda avvocato. Stiamo tranquilli per piacere.
A.B.: No io sto tranquillo.
P.M.: E’ la domanda: perché eravate impauriti? C’è tanto di punto interrogativo in fondo!
A.B.: E poi continuava lei…
Presidente: Perché eravate impauriti?
A.S.: Perché c’era questa persona… c’era una persona al finestrino.
Presidente: Apparve improvvisamente.
A.S.: Come?
Presidente: Eravate giustamente impauriti perché c’era una persona.
A.S.: Una persona.
Presidente: Un estraneo.
A.S.: Lo ripeto io ho visto solo un’immagine bianca.
P.M.: Certo. Lo Iandelli per caso non le disse niente di questa persona? Come era?
A.S.: No.
P.M.: Signora io le contesto che lei ha dichiarato…
A.S.: Allora… mi scusi, non ricordo… allora.
P.M.: Ecco, non lo ricorda.
A.S.: Non lo ricordo.
P.M.: Io le contesto invece che lei disse: “Luca che era insieme a me sul sedile accanto alla guida mi disse: Guarda c’è un uomo con una pistola ed un braccio bianco”, ora lo ricorda?
A.S.: Non me lo ricordo però…
P.M.: Glielo disse Luca questo. E’ questo che le voglio dire, non che l’abbia visto lei. Luca le disse così?
A.S.: Si
P.M.: Ecco, ha visto è molto più semplice? Cosa successe quindi?
A.S.: Cioè… Siamo andati via… cioè eravamo impauriti, siamo andati via.
P.M.: L’operazione per andar via fu semplice o la posizione in cui eravate creò dei problemi? Se lo ricorda…
A.S.: Io… si me lo ricordo, penso… non mi ricordo se abbiamo fatto retromarcia o… con la faccia dell’auto in avanti… se… cioè siamo scappati e basta.
P.M.: Le disse successivamente lo Iandelli se aveva riconosciuto quella persona?
A.S.: Non mi ricordo.
P.M.: Lei però se l’è ricordato, l’ha riferito al P.M. Ora lo ricorda di averlo detto?
A.S.: Si lo ricordo
P.M.: Glielo leggo io perché in questo momento ha delle difficoltà?
A.S.: Si non ricordo.
P.M.: Cosa disse? Disse la signora, glielo contesto, “effettivamente ora che ci penso, qualche tempo dopo il fatto, non ricordo esattamente quanto tempo dopo, lo Iandelli mi disse che a Mercatale un giorno aveva visto una persona con il braccio fasciato bianco che era il Pacciani e quindi lo Iandelli diceva che forse” la signora dice forse, nessuno lo mette in dubbio, “poteva essere quella la persona del cimiter”…
A.S.: No, io… cioè…
P.M.: Lei aggiunge…
A.S.: Io no.
P.M.: No, no, lo disse lo Iandelli, la signora dice al P.M.: “Io però ripeto quella persona che venne lì al cimitero io non la vidi. Evidentemente a causa della posizione in cui mi trovavo.” E’ così?
A.S.: Si.
P.M.: Quindi il signor Iandelli le spiegò, così come dice, perché poteva essere il Pacciani?
A.S.: Mi può ripetere la domanda?
P.M.: Si signora. Io le ho letto quello che lei ha già riferito, ora lo ricorda questo episodio del racconto fatto dallo Iandelli a lei?
A.S.: Si.
P.M.: E’ nei termini in cui io gliel’ho letto?
A.S.: Si.
P.M.: Non ho altre domande, grazie
Segue...

mercoledì 27 aprile 2011

Francesco Lotti - Deposizione del 31 maggio 1994

Francesco Lotti fu ascoltato il 31 maggio 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni

Presidente: Chi c’è adesso?
P.M.: Sentirei Lotti Francesco
Presidente: Lotti Francesco. Si accomodi prego.
P.M.: Presidente ecco, discorso telecamere è importante per i testi che sentiamo oggi per tutti se lei può ricordare
Presidente: Ricordatemelo se io me lo dimentico, lei autorizza la ripresa televisiva e fotografica?
F.L.: No.
Presidente: Quindi signori siete avvertiti non riprendete il teste, non devo ripetere ciò che ho già detto. Prego.
F.L.: Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
Presidente: Vuol dare le generalità signor Lotti?
F.L.: Francesco Lotti nato a Firenze il xx aprile 19xx.
Presidente: Residente?
F.L.: A San Mercatale val di Pesa, comune di San Casciano.
Presidente: Risponda per cortesia alle domande del Pubblico Ministero.
P.M.: Signor Lotti una domanda brevissima, mi rendo conto che ricordare certi fatti non è piacevole ma ne sono costretto. Signor Lotti sua moglie le ha mai raccontato di episodi che… particolari che le erano successi quando ancora non era sposata con lei?
F.L.: Mi ha raccontato che nel 1986 che era fidanzata con un signore e appartatasi vicino al cimitero di San Casciano accadde un episodio per il quale ad un certo punto vista, da parte di questo signore, una figura al finestrino, lui in tutta fretta dice: scappiamo, scappiamo c’è una persona! Mia moglie poi mi ha riferito, in quegli attimi di panico, di aver visto solo un’immagine bianca al finestrino e nient’altro, questo è quello che so io dell’episodio.
P.M.: Particolari diversi se sua moglie o la persona che era con lui successivamente le aveva detto chi era questa persona se l’aveva riconosciuta?
F.L.: Questo assolutamente no.
P.M.: Non gliel’ha detto. Se questa persona aveva un braccio fasciato?
F.L.: Le ripeto signor Pubblico Ministero solo il discorso dell’immagine bianca al finestrino.
P.M.: Non ho altre domande, grazie.
Presidente: Signori avvocati di parte civile? Avvocato Pellegrini.
A.P.: Lei ha detto che sua moglie gliel’ha riferito questo nell’86?
F.L.: No perché non la conoscevo a quell’epoca.
A.P.: Allora ci vuol spiegare meglio quando glielo ha riferito?
F.L.: Me lo ha riferito successivamente quando c’è stato l’episodio della nostra convocazione in Procura.
A.P.: E cioè?
F.L.: Faccia conto il febbraio di quest’anno.
A.P.: Ecco e l’episodio riferito da sua moglie, sua moglie quando lo collocava nel tempo?
F.L.: 1986.
A.P.: Ho capito, grazie.
A.B.: Non sono stato molto attento perché mi hanno distratto.
Presidente: Avvocato Bevacqua.
A.B.: Per un attimo soltanto, senta questa circostanza di questa vicenda che le è stata riferita dalla moglie, le è stata riferita quanto tempo fa?
F.L.: Quattro, cinque mesi fa perché…
A.B.: Quattro, cinque mesi fa.
F.L.: Non c’era stato motivo di parlarne assolutamente.
A.B.: Ecco, certo e sua moglie le ha detto come era sorto questo problema? Cioè come mai era stato… lei era stato chiamato dai Carabinieri? Dalla polizia? Dalla Procura della Repubblica?
F.L.: Diciamo di straforo perché avevo accompagnato mia moglie quindi sono stato sentito anch’io sull’episodio ma…
A.B.: Ecco, lei quando ha accompagnato sua moglie sapeva di questa vicenda?
F.L.: Certo.
A.B.: Ecco, sua moglie le aveva detto che lo Iandelli le aveva telefonato quanto tempo prima?
F.L.: Non lo so, non mi ricordo, pochi giorni prima.
A.B.: Ecco, quindi questa telefonata dello Iandelli a sua moglie o questo colloquio fra sua moglie e lo Iandelli data qualche giorno prima della data in cui lei ha reso l’interrogatorio al dottor Vigna?
F.L.: Si.
A.B.: Giusto?
F.L.: Si.
A.B.: lei l’ha reso l’interrogatorio nel febbraio di quest’anno, 23 febbraio di quest’anno.
F.L.: Si esatto.
A.B.: Quindi sua moglie aveva ricevuto una comunicazione, era stata contattata, aveva avuto un colloquio, sia pure telefonico col signor Iandelli qualche giorno prima del febbraio?
F.L.: Certo.
A.B.: Vero?
F.L.: Certo.
A.B.: Conferma questa circostanza?
F.L.: Certo.
A.B.: Grazie.
F.L.: Ne ero a conoscenza.
A.B.: Grazie.
Presidente: Domande ulteriori al teste?
P.M.: Nessuna grazie.
Presidente: Può andare grazie buongiorno.

martedì 26 aprile 2011

Franco Lotti - Deposizione del 31 maggio 1994 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.

Presidente: Signori avvocati di parte civile. Avvocato Colao prego.
A.C.: Senta scusi dottore, lei è stato medico curante di Pacciani per quanti anni?
F.L.: Ma senta dottore, senta io sono stato medico curante di Pacciani, grosso modo, grosso modo, la prego, poco più poco meno, attorno all’80 fino all’ultimo… Fino a che non fu…
A.C.: Quindi conosce bene questo paziente dal punto di vista clinico? Medico.
F.L.: Si e no perché, le ripeto, Pacciani, a parte che nei primi anni non ha mai avuto grandi eventi/accidenti clinici patologici per la verità, semmai da che è uscito ultimamente dall’ultima detenzione… allora veramente c’era una pletora… c’erano dei problemi cardio-vascolari ma tutti… un so, così, un po’ sfumati data anche l’età e, ripeto, la situazione fisica.
A.C.: Ecco, allora in questo lungo periodo di tempo si recava spesso da lei in ambulatorio o lo chiamava spesso a casa?
F.L.: Mhmm, ora gli dico, nel primo periodo no, nel secondo periodo ci siamo visti qualche volta in ambulatorio, si signore qualche volta in ambulatorio, una volta mi pare anche a casa sua per piccole cose, per piccole cose… Piccole cose, sia chiaro.
A.C.: Un soggetto che gode di buona salute?
F.L.: Direi proprio di no.
A.C.: In che senso?
F.L.: Buona salute no. Prego?
A.C.: In che senso?
F.L.: Ma ultimamente…
A.C.: Se non veniva spesso all’ambulatorio, se non la chiamava spesso a casa come si curava scusi?
F.L.: Eh mi consenta, lei sa… le risulta che noi medici di base… siamo ormai ridotti grosso modo a poco più che scriba, cioè a ripetere le ricette altrui. Lui era stato in mano agli specialisti dov’era detenuto e veniva da me per ripetere le ricette, direi, la maggior parte delle volte, qualche volta… insomma può essere misurazione di pressione, una glicemia… quindi non è che lui… so che era una situazione cardio-circolatoria certamente non brillante, uno stato di pletora che ovviamente lo affaticava oltre ad una artrosi ed una spondilosi notevole… Non era certamente un uomo in buona salute, questo è poco ma certo.
A.C.: Ecco senta, scusi, ma allora lei non gli dava cure in parica?
F.L.: Come non gli davo cure?
A.C.: Gli assegnava delle cure?
F.L.: Sto dicendo che io mi limitavo il più delle volte a ripetere la ricettazione di chi l’aveva avuto in cura a Sollicciano, per intendersi.
A.C.: Senta, che le risulta che aveva dei problemi alla vista?
F.L.: Ultimamente essendo un iperglicemico certamente qualche problema l’avrà avuto come tutti gli iperglicemici.
A.C.: La domanda è specifica: se le risulta o no.
F.L.: (sospira) No, però problemi alla vista l’aveva senz’altro essendo un iperglicemico.
A.C.: Grazie.
F.L.: Le pare, grazie a lei.
Presidente: lei ha detto negli ultimi tempi, dottore, che cosa intende negli ultimi tempi?
F.L.: Da quando fu dimesso dalla villeggiatura.
Presidente: Avvocato Bevacqua. A no scusi.
Avvocato Capanni: Nel periodo precedente, perché lei è stato curante dall’80…
F.L.: Grosso modo, all’incirca si.
A.Ca.: Diciamo la prima metà degli anni ’80, quindi prima di quella carcerazione che lei ha ricordato, veniva spesso in quel periodo lì?
F.L.: No, no assolutamente.
A.Ca.: Quindi per quanto ne sa lei in quel periodo non aveva bisogno di cure? Per quanto ne sa lei…
F.L.: Ecco diciamo pure per quanto ne so io, non aveva granchè bisogno di cure
(…)
F.L.: Aveva un altro medico, per le bambine e per la moglie, lui no, un po’ qualche tempo da un altro medico locale ma più che altro ci andava poco dai medici nel primo periodo
Avvocato Bevacqua: Nel primo periodo che significa?
F.L.: Fino alla detenzione per l’accidente figlie.
A.B.: Però aveva un altro medico di cui si serviva?
F.L.:
A.B.: Cioè si serviva per le figlie perlomeno…
F.L.: Prego…
A.B.: Si serviva per le figlie di quest’altro medico?
F.L.: Si un altro medico… una dottoressa… si un medico di cui… mi pare che andassero le figlie e la moglie
A.B.: Ecco ma perché era un medico specialista in qualche cosa?
F.L.: No, no, no generico come me.
A.B.: Generico?
F.L.: Si, si usa…
A.B.: Un medico che si interessava di malattie…
F.L.: No, no, no assolutamente, un generico
A.B.: Della mente… della cosa
F.L.: No, no un generico, un generico.
A.B.: Senta lei, così, ha detto al dottor Vigna, quando fu interrogato nel maggio del ’93 di avere saputo da questo signor Iandelli, lo zio di quest’altro Iandelli, di questa circostanza, di questa vicenda che era accaduta al nipote, giusto? Se lo ricorda?
F.L.: Si signore.
A.B.: Quando la colloca, sul piano temporale, quando la colloca?
F.L.: Cronologicamente non posso assolutamente sapere niente, asoolutamente.
A.B.: Ecco, cioè un anno fa? Tre anni? Dieci anni fa? Cinque?
F.L.: Penso… Penso, avvocato, sia chiaro…
A.B.: Cogito ergo sum dicevano, noi ci siamo in questa terra perché pensiamo, sennò…
F.L.: Precedentemente all’ultimo periodo di detenzione.
A.B.: Precedentemente all’ultimo periodo di detenzione, ohooo, senta…
F.L.: Avvocato non la prenda per oro colato la prego…
A.B.: Io oro?
Presidente: L’ultimo periodo di detenzione quale intende dottore? Scusi se mi inserisco.
F.L.: No non l’attuale, quello delle bambine.
Presidente: Quello per…
F.L.: Si signore.
Presidente: Quando fu condannato per…
F.L.: Per le bambine, precedentemente.
A.B.: Precedentemente.
F.L.: Non vorrei aver detto una fesseria ma…
Presidente: No, no va bene era solo per precisare.
A.B.: Precedentemente. Senta in quella occasione lei ha detto questo: “Non ricordo se nel riferirmi questi fatti”, questi fatti di cui lei ha parlato ora, “lo Iandelli mi disse che suo nipote aveva parlato anche di una pistola” lei non se lo ricordava allora… non si ricorda di questa pistola, non se lo ricorda?
F.L.: No avvocato non me lo ricordo.
A.B.: Non se lo ricorda, quindi…
F.L.: Non me lo ricordo, potrei essere incriminato non me lo ricordo.
A.B.: per carità io…
F.L.: Ci mancherebbe, no, no…
A.B.: Non se lo ricorda, non le faccio nessun altra domanda, non la incrimino perché non ho poteri di nessun tipo…
F.L.: Perché altrimenti mi incriminerebbe?!
Presidente: Avvocato Fioravanti prego.
A.F.: Ecco, nel 1981/82 lei curava Pacciani già?
F.L.: Si se non altro mi pare fosse iscritto nella lista dei miei assistiti… dei miei mutuati diciamo.
A.F.: C’è stato in questo periodo un infarto? O angina pectoris?
F.L.: Di questo non posso assolutamente… sono assolutamente all’oscuro di fatti infartuari.
A.F.: Lei è al corrente che Pacciani ha avuto qualche problema cardiovascolare?
F.L.: Notevoli problemi però sono affiorati dopo la detenzione per causa delle bambine, cioè dal ’91 in poi. Se Pacciani ha avuto degli infarti infartuali precedentemente non mi risulta… ci saranno stati senz’altro…
A.F.: Lei ha letto mai le cartelle cliniche di Pacciani?
F.L.: Mah, avrò letto semmai…
A.F.: Ha mai avuto in mano una cartella clinica di Pacciani?
F.L.: Ecco, un’altra domanda a cui non so rispondere.
A.B.: Era medico lei…
F.L.: Prego?
A.B.: era medico, quando si fanno delle…
P.M.: Se il Pacciani non gliel’ha portate non l’ha lette.
F.L.: Signori io questo… mi consenta… io sono medico di tutto prestigio, mi consenta, e di tutta onestà, il fatto che lui non mi abbia mai manifestato quello che aveva evidentemente avrà creduto di non dirmelo.
A.F.: Gli ha mai prescritto a Pacciani lei Persantin?
F.L.: Siii, si.
A.F.: Ecco, questa medicina per che cosa si usa?
F.L.: Appunto, cardiocircolatorio.
A.F.: Ecco.
F.L.: Ma scusi, fin’ora ho detto che…
Presidente: Va bene, va bene, va bene.
A.F.: No, no io ho fatto una domanda dottore, sono soddisfatto della risposta, di questa ultima risposta.
F.L.: Si, si.
A.F.: Non sono soddisfatto delle altre ma…
P.M.: Ci dispiace.
Presidente: Avvocato… ma per fatti suoi, non per colpa del teste.
A.F.: Dispiace a me non al Pubblico Ministero, dice che dispiace al Pubblico Ministero…
Presidente: Va bene, va bene.
P.M.: No, no, no
A.B.: Scusi dottore…
Presidente: Altre domande signori?
A.B.: Si, senta il Persantin che sarebbe questo medicinale che deve essere adoperato, deve essere utilizzato, deve essere usato soltanto per certe persone che hanno delle patologie particolari perché se si da a persone…
F.L.: Patologie o a mo di prevenzione di eventuali.
A.B.: Prevenzione…
F.L.: ..di eventuali patologie minacciate.
A.B.: Minacciate.
F.L.: Si signore.
A.B.: Quindi insomma… perché potrebbe far male credo, no?
F.L.: Mhmm primo non nuocere quando si da le medicine.
A.B.: Difatti le medicine non so se questa sia un placebo oppure una medicina…
F.L.: No, no, no è una cosa seria, ci mancherebbe.
A.B.: Ohooo, la cosa seria può avere anche delle controindicazioni o no?
F.L.: Si, controindicazioni…
A.B.: No, scusi dottore, abbia pazienza non è che voglia domandare… io le volevo domandare… lei probabilmente non si ricorda, come non mi ricordo io quello che ho mangiato ieri, stasera, è possibile questo però se il signor Pacciani è venuto da lei e lei le ha prescritto, non lo so, nell’82, nell’83, nell’80, nell’81 delle medicine di questo tipo penso, penso che il Pacciani le abbia manifestato che egli stesso era stato all’ospedale, gli abbia detto: Guardi ho avuto un infarto! Perché il signor Pacciani, le voglio dire per tranquillità sua, ha avuto un infarto nel 1978 ed è stato ricoverato per un mese, nel 1978 eppoi ha avuto una ricaduta nel 1981, quindi se lei da al signor Pacciani queste medicine evidentemente qualcosa di queste due ricoveri li sapeva, o no?
F.L.: E allora mi consenta, qui m’è stato domandato se ho prescritto il Persantin, non mi è stato domandato quando ho prescritto il Persantin…
P.M.: Glielo stavo per domandare si…
F.L.: Grazie dottore! Quando ho prescritto il Persantin!
A.F.: L’ho detto questo dottore, gliel’ ho chiesto questo!
A.B.: Nell’82 le abbiamo chiesto.
A.F.: ‘82
F.L.: Lei mi ha detto Persantin quando? Ho detto il Persantin…
Presidente: Va be’..
F.L.: Signor Presidente…
Presidente: Perché lei si riscalda?
F.L.: E mi riscaldo perché mi si attribuiscono delle…
A.B.: Nessuno attribuisce niente a lei, si attribuisce soltanto una poca memoria, ieri c’era Pico della Mirandola, lei oggi non ha memoria, come me, capito? Quindi il problema è questo.
Presidente: Non si preoccupi. Allora?
A.B.: Volevo sapere questo, normalmente, ora senza scherzare, siccome è facile…
F.L.: Ci mancherebbe
A.B.: Abbastanza seri, tutti seri, ecco dottore, se si prescrive il Persantin normalmente si prescrive a persona che è affetta da una patologia cardio-circolatoria…
F.L.: Certo, o minacciata patologia.
A.B.: Lei non ricorda però se lui ha avuto questo infarto, punto e basta.
F.L.: Assolutamente. Io gliel’ho prescritto quando è tornato via nel ’91 quando è tonato a casa.
P.M.: Ohooo, ecco ora l’ha sentito, sennò…
F.L.: Non me l’hanno mica domandato!
P.M.: E infatti non gliel’hanno domandato apposta.
Presidente: Va bene, va bene!
A.B.: Noi non facciamo questo apposta!
Presidente: Signori, signori per cortesia, d’altra parte il difensore ha diritto anche di giostrare un po’ a suo modo…
F.L.: Ah si?
Presidente: …le domande.
A.B.: Ha domandato esattamente al dottore se nell’80/81 il signor Pacciani aveva una certa patologia, dopo gli ha domandato avevase dato il Persantin, punto e basta.
Presidente: A questo punto il teste ha risposto.
A.B.: Bene, grazie.
Presidente: Passiamo a un’altra…
A.F.: ma io devo continuare un pochino Presidente.
Presidente: Prego.
A.F.: Mi scusi eh… Dunque, lei sa se esiste una clinica a Tavarnelle val di Pesa diretta dal professor Bozza?
F.L.: No, c’era un’ospedalino generico…
A.F.: Si, ospedalino.
F.L.: Diretto dal professor Bozza, che ora è stato ovviamente trasformato in gerontocomio o qualcosa di simile, malati non ce ne vanno pressoché più.
A.F.: Lei sa se Pacciani è stato ricoverato in quella clinica?
F.L.: E’ lì che non mi ricordo.
A.B.: Ohoo, non si ricorda.
F.L.: E’ quello che non mi ricordo.
A.F.: Non è peccato non ricordare. Non è peccato…
F.L.: Io posso documentarmi se vuole perché io chiamo il Bozza e glielo domando.
A.F.: …tanto deve ritornare per altre cose e farò questa domanda quando ritornerà. Ecco, senta una cosa, lei prescriveva il Persantin, ha prescritto qualche volta il Calvasin Nitrodur e Suguan?
F.L.: Allora, mi consenta avvocato, sono grosso modo tutte terapie che vanno quasi di pari passo, anzitutto c’è il Suguan che è quello che deve tenere un po’ ferma la glicemia, valori sopportabili, perché Pacciani ne soffriva, gli altri penso proprio di averli prescritti però non nell’82 eh!
A.F.: La ringrazio professore.
F.L.: Dottore prego.
A.F.: Dottore.
Presidente: Altre domande signori?
P.M.: Nessuna il P.M.
Presidente: Possiamo per il momento licenziare il dottore. Dottore grazie. Lei può andare.
F.L.: La ringrazio, la ringrazio.
P.M.: L’utilizzazione del verbale che dicevo 25 marzo…
A.B.: Ecco, mi scusi, mi scusi abbia pazienza, no, no, senta…
Presidente: Un’altra domanda?
A.B.: Si una domanda su Pacciani, questa cosa che ha lui, cos’è questa? Nitrodur? Possibile che si metta sotto…
Presidente: Il cerottino, si.
A.B.: Cerottino?
F.L.: Ci sono diverse forme di somministrazione, c’è anche il cerotto, ora non ricordo se si chiami esattamente Nitrodur, comunque c’è anche il cerotto.
A.B.: Ecco, il cerotto si deve portare tutti i giorni per… Non lo so…
F.L.: Ehee, di solito… ripeto, non è una regola fissata da nessuna posologia però dovrebbe essere 24 ore su 24 perché è un rilasciamento direi… per tutte le 24 ore del medicamento.
A.B.: Ho capito, grazie, no, siccome ce l’ha addosso, io non lo sapevo, è questo? E’ possibile che sia questo?
F.L.: E gliel’avrò scritto anch’io qualche volta e certamente li avrà avuti anche a casa.
A.B.: Glieli ha dati anche lei questi?
F.L.: Certamente, certamente, presumibilmente.
A.B.: Bene grazie.
A.F.: Grazie.
Presidente: Può andare dottore.
F.L.: Grazie, gentili.
Presidente: Buongiorno, arrivederci.
P.M.: L’utilizzazione del verbale.
Presidente: Benissimo.

giovedì 21 aprile 2011

Franco Lotti - Deposizione del 31 maggio 1994 - Prima parte

Franco Lotti fu ascoltato il 31 maggio ed il 6 giugno 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.

Presidente: Bene, si accomodi. Questo signore è?
P.M.: Lotti Franco.
Presidente: Lotti Franco, buongiorno signor Lotti si accomodi. Vuole leggere quella formula per piacere?
F.L.: Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
Presidente: Consente le riprese televisive e fotografiche?
F.L.: Mhmm possibilmente… possibilmente no signor Presidente.
Presidente: Va bene. Quindi no.
F.L.: Purché i giornalisti non è che siano stati granché teneri con me.
Presidente: Ho capito.
F.L.: Ragion per cui…
Presidente: Benissimo, va bene, nessuna ripresa di nessun genere, allora. Vuole dare le sue generalità signor Lotti?
F.L.: Nato a Pontedera il 4 aprile 1923, abitante a Mercatale val di Pesa, Via Sonnino, 114.
Presidente: Questo è Lotti Franco. C’è un Lotti Francesco…
P.M.: Sarà sentito oggi non è questo signore.
Presidente: Tante volte Franco… Francesco…
P.M.: No, no sono due persone diverse, ora ci spiegherà il signor Lotti.
Presidente: Risponda per cortesia, signor Lotti, alle domande del Pubblico Ministero.
F.L.: Si signore.
P.M.: Signor Lotti lei conosce innanzitutto il Pacciani?
F.L.: Io conosco il Pacciani in quanto ne sono stato per lungo tempo il medico curante.
P.M.: Senta a me interessa sapere da lei innanzitutto, lei ha deposto su altre circostanze, io mi riservo di richiamarlo in altra occasione quando si parlerà di altri argomenti…
F.L.: Si signore.
P.M.: Oggi è una domanda soltanto. Lei conosce anche un signore che si chiama Iandelli e che ha un negozio di elettrodomestici?
F.L.: Si signore.
P.M.: Le ha mai riferito cose, questo signore, che riguardano il Pacciani? Questo signor Iandelli?
F.L.: Ss.. Beh… direttamente il Pacciani non esattamente comunque ebbe a dirmi…
P.M.: Allora, siccome stiamo parlando di cose che le sono state riferite da questo signor Iandelli che ha un negozio di elettrodomestici, conosce il nome?
F.L.: Guido, Guido Iandelli.
P.M.: Guido Iandelli.
F.L.: Si signore.
P.M.: Che cosa le ha riferito questo Guido Iandelli?
F.L.: Mi riferì molto tempo fa che in non so quale coppia di ragazzi che si erano appartati, ad un certo momento della notte, furono… si accorsero di aver vicino qualcuno, una persona e notarono che aveva un braccio bianco, non so se gessato o comunque bendato. Pare che il ragazzo, essendo dalla parte della guida, preso dalla paura, non so se giustificata o meno, abbia be brrr e sia fuggito, così si dice. In altre occasioni, a pochi giorni, abbiano ritrovato il Pacciani con il braccio bendato…
Avvocato Bevacqua: Signor Presidente io chiedo scusa, io però mi oppongo a questa domanda perché non è capitolata, questa domanda e se mi pare… perché siccome ci sono tre Lotti, mi perdoni Presidente, siccome ci sono tre Lotti, non tre lotti, tre Lotti Franco, Franco e Francesco e questo signor Lotti dovrebbe essere quello al numero 75 della lista testi del Pubblico Ministero, il quale è medico, sulla circostanza che il Pacciani non si lamentò mai con lui per problemi alla vista prima della sua scarcerazione, no, no non mi oppongo più perché c’è anche un inciso dopo.
P.M.: C’è e molto chiaro.
A.B.: Ho sbagliato.
P.M.: Avvocato e mi lasci lavorare!
A.B.: Mi lasci lavorare anche me.
P.M.: C’è scritto! E’!
Presidente: Signori lasciate lavorare la Corte magari, avanti.
P.M.: Allora leggiamole le cose invece…
Presidente: Va bene, va bene, va bene…
A.B.: Se lei mi dicesse prima quali testi porta…
P.M.: Io non glielo dico perché è un mio diritto.
Presidente: Però vedete che questo eccesso di polemica non giova a nessuno, capito? Quindi andiamo avanti.
A.B.: Presidente le chiedo scusa.
Presidente: Se vogliamo stabilire la verità che la domanda sia capitolata o meno… Avvocato tanto gliela avrei fatta io dopo…
A.B.: Certamente Presidente.
P.M.: Comunque è capitolata.
A.B.: Il problema è questo…
P.M.: Perché il lavoro è stato fatto nei limiti di quello che riusciamo umanamente a fare nel modo che è scritto negli atti.
Presidente: Va bene, proseguiamo.
P.M.: Compresi i verbali non firmati c’è spiegato perché!
Presidente: Proseguiamo, proseguiamo.
P.M.: Non si devono fare illazioni gratuite.
Presidente: Non polemizziamo più, no, no, basta via, per favore, per favore.
P.M.: Nella stessa mattinata per due volte si mette in dubbio…
Presidente: Signori, io vi tengo qui fino a mezzanotte eh… Perché stasera i testimoni li dobbiamo finire quelli che ci sono. Dottor Lotti ci scusi ma…
F.L.: La prego, ci mancherebbe.
Presidente: Bene.
F.L.: Mi scusi… (ride)
Presidente: Allora proseguiamo.
P.M.: Dottor Lotti ci scusi veramente, noi tentiamo di fare il possibile.
Allora torniamo un attimo a quello che lei ci stava dicendo. Innanzitutto lei questo racconto l’ha ricevuto da Iandelli… Mi scusi, l’ho perso… Guido? Ha detto si chiamava?
F.L.: Guido si.
P.M.: Guido. Questo Iandelli Guido riferiva il suo racconto al suo nipote? Lo ricorda? Lei l’ha detto nel…
F.L.: Si, vicino. Si, si.
P.M.: Un suo nipote. Si ricorda se il discorso fatto da questo nipote e relativo alla persona che poi era stata così identificata parlava anche di una persona con una pistola in mano?
A.B.: Ma scusi ma questa non è una domanda! Questa è una domanda con risposta. Mi perdoni!
Presidente: E’ una domanda… è una domanda che comunque ammetto. Aveva una pistola in mano?
A.B.: Va be’ ma io… Presidente mi perdoni, scusi…
Presidente: L’ha già detto a verbale, immagino.
P.M.: E’ nel verbale, si gli volevo contestare…
A.B.: Ma lui faccia le domande regolari, mi scusi, secondo legge, punto e basta, poi se se lo ricorda lo sa lui se se lo ricorda.
Presidente: E va be’ poi…
A.B.: Contesterà…
Presidente: Gliele contesta a questo punto il teste…
P.M.: Allora la contestazione è quest’uomo impugnava una pistola o revolver? L’ha riferito lei. Se lo ricorda.
F.L.: Non me lo ricordo.
P.M.: Non lo ricorda è nel verbale del signor Lotti Franco di cui io chiedo l’utilizzazione, verbale 25 marzo ’93, non ho altre domande grazie.

mercoledì 20 aprile 2011

Luigi Caioli - Deposizione del 31 maggio 1994

Luigi Caioli fu ascoltato il 31 maggio 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.

Presidente: Bene, buongiorno. Possiamo andare avanti con l’esame testimoniale, chi abbiamo signor Pubblico Ministero?
P.M.: Caioli Luigi.
Presidente: Signor Caioli Luigi, si accomodi qui per cortesia. Sieda lì signor Caioli. Innanzitutto lei consente le riprese televisive?
L.C.: Mah, non ci ho niente…
Presidente: A lei non gliene importa nulla. Benissimo allora siete autorizzati alle riprese. Vuole leggere per cortesia quelle formule?
L.C.: Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
Presidente: Vuol dare le sue generalità? Nome, cognome, dov’è nato…
L.C.: Caioli Luigi, nato a Firenze il xx febbraio del ’xx, residente a San Casciano val di Pesa.
Presidente: Signor Caioli per cortesia risponda alle domande del Pubblico Ministero.
L.C.: Si.
P.M.: Signor Caioli lei conosce per caso il signor Pacciani?
L.C.: No.
P.M.: Lei non lo conosce. Qualcuno le ha mai riferito episodi relativi a Pacciani?
L.C.: Si, una persona.
P.M.: Chi è questa persona che le ha riferito qualcosa?
L.C.: In particolare il signor Iandelli Luca.
P.M.: Cosa le ha riferito il signor Iandelli Luca e quando?
L.C.: Me lo ha riferito nel periodo… verso maggio/giugno… non dell’anno scorso, dell’anno prima.
P.M.: Precedente, ’92.
L.C.: Quando c’erano le perquisizioni in casa del Pacciani.
P.M.: Cosa le ha riferito e chi è o come conosce questo signor Iandelli Luca.
L.C.: Questo Iandelli l’ho conosciuto per rapporti di lavoro, perché fa il mediatore e ci siamo trovati per caso nella piazza del Galluzzo dove avevamo due appuntamenti che hanno tardato queste persone e abbiamo cominciato a parlare.
P.M.: Per motivi del vostro lavoro? Era l’epoca in cui c’erano le perquisizioni in casa Pacciani?
L.C.: Si, si.
P.M.: E cosa le ha riferito questo signore?
Avvocato Bevacqua: La prego, questo lo deve dire lui.
P.M.: L’ha detto ora.
Presidente: Va bene andiamo avanti.
P.M.: L’ha detto ora avvocato.
Presidente: Andiamo avanti.
P.M.: Lavoriamo a modo è inutile cominciare…
Presidente: Andiamo avanti non cominciamo fin dall’inizio… Forza!
P.M.: Sennò…
Presidente: Lasciamo parlare.
P.M.: Cosa le ha riferito il Signor Iandelli? Ci scusi.
L.C.: Il signor Iandelli parlando di… Il discorso cadde sulla vicenda Pacciani e lui tranquillamente mi disse, dice: tanto è question d’ore.
P.M.: “E’ question d’ore” per cosa?
L.C.: Per scoprire la verità.
P.M.: Cioè?
L.C.: Perché io appunto gli feci una domanda ben precisa: Come tu fai a dire una cosa simile? E lui mi disse: Te la posso dire perché prima di tutto lo conosco perché sono di Mercatale e so che persona è, il carattere che ha, come vive… Mi raccontò diversi episodi.
P.M.: Ci racconta innanzitutto questi episodi?
L.C.: Quello che mi dette più noia e che io lo rimproverai anche, mi raccontò che intorno al 1980 era nel piazzale del cimitero di San Casciano, una sera dopo cena, non mi disse l’ora, in intimità con una persona, sentì un rumore dalla parte del lato guida, dove gli apparì una mano con una rivoltella in mano…
P.M.: Una mano con una rivoltella in mano…
L.C.: Si,si una rivoltella dalla parte destra, dalla parte sinistra c’era un braccio o fasciato o ingessato, lì per lì mi sembrava m’avesse detto ingessato… Lui era con i seggiolini abbassati e prese una gran paura e il primo istinto fu quello di cercare di mettere in moto e ci riuscì però questa persona non so come rimase attaccata alla macchina, mi raccontò lui, non so come fece a rimanere attaccata così e lui fece delle giravolte per cercare di scaricarlo finchè ci riuscì, poi lo vide fuggire di spalle, lì per lì non lo aveva riconosciuto molto bene mi disse, l’aveva forse scambiato per un'altra persona di Mercatale. Il giorno dopo quando andò a cercare questa persona con l’idea di…
P.M.: Di verificare se era lui…
L.C.: …di verificare il fatto, la persona non la trovò e non aveva niente e trovò il Pacciani con il braccio fasciato o ingessato. Però a quanto pare non ebbe il coraggio di dirgli niente.
P.M.: Di dir niente a nessuno.
L.C.: A pacciani.
P.M.: Allo stesso Pacciani di quello ch era avvenuto la sera prima?
L.C.: Si, si, si, non, non… Io mi ricordo perfettamente tutti i discorsi che mi fece e lo esortai anzi a farsi vivo, a raccontarla questa storia e gli ho lasciato anche un po’ di tempo prima di farmi vivo io, perché mi sembrava una cosa molto importante.
P.M.: Lo rimproverò, ha detto, che non l’avesse fatto ancora.
L.C.: Ma lui si giustificò dicendo che erano due persone tutte e due impegnate…
P.M.: Quindi lui non raccontava questa cosa perché aveva delle remore personali che si sarebbe scoperto una sua relazione che preferiva non rendere nota?
L.C.: Si.
A.B.: Scusi la faccia dire a lui questo, scusi, abbia pazienza. Mi scusi Presidente.
Presidente: E’ così?
L.C.: Si. La stessa cosa
A.B.: Ma già l’ha già detto!
P.M.: L’ha già detto lui!
A.B.: L’ha già detto lei!
P.M.: Io ho cambiato le parole.
A.B.: E dice nulla!
Presidente: Va be’ via…
L.C.: La stessa cosa era anche per la ragazza che anche lei aveva un’altra persona e lui…
P.M.: Le disse per caso chi era questa ragazza?
L.C.: No, no, assolutamente. Io non glielo domandai, non mi permisi.
P.M.: Le disse dove era avvenuto questo episodio?
L.C.: Si, si, nel piazzale del cimitero di San Casciano.
P.M.: Lei è pratico di San Casciano?
L.C.: Si.
P.M.: Questo cimitero di San Casciano è…
L.C.: E’ sulla strada che va in paese, un pochino prima del paese, sulla destra rimane andando verso san Casciano…
P.M.: E dalla parte opposta dove si va?
L.C.: Dalla parte opposta…
P.M.: Da una parte si va verso…
L.C.: Andiamo verso Spedaletto, Chiesanuova.
P.M.: Cioè si passa per Scopeti?
L.C.: No.
P.M.: No.
L.C.: Scopeti, c’è un bivio, insomma sempre questa zona qui.
P.M.: E’ sempre questa zona qui, ho capito.
L.C.: Io sto lì, la conosco bene la conformazione.
P.M.: Al momento non ho altre domande. Grazie.
Presidente: Signori avvocati di parte civile avete domande? La difesa.
A.B.: Senta signor Caioli lei è stato sentito dai… da chi?
L.C.: Dai carabinieri.
A.B.: Come mai sono arrivati a lei?
L.C.: No sono stato io che ne ho parlato.
A.B.: Ah ecco e perché ne ha parlato?
L.C.: Ne ho parlato perché mi sembrava doveroso parlarne.
A.B.: Ho capito.
L.C.: Perché essendo successo nell’80 questo fatto… penso fosse stato il caso di parlarne prima.
A.B.: Ecco lei lo sa che il signor Iandelli quando è stato interrogato addirittura non sapeva neanche di conoscerla?
L.C.: Eh invece si sbaglia perché mi conosce bene, gli potrei dire dieci motivi per conoscermi.
A.B.: Ecco. Lei sa anche che il signor Iandelli ha detto anche ai carabinieri che non aveva mai riferito queste cose a lei?
L.C.: Mah non credo… Io so
A.B.: Lo sentiremo.
L.C.: Avvocato so ancora altre cose di questa conversazione e non me le posso certo essere inventate se non me le avesse raccontate lui, sennò si prosegue e io dico altre cose.
A.B.: E sarebbe una minaccia questa?
L.C.: No, no, no.
A.B.: Perché sa qua siamo…
L.C.: No, no minacce no.
Presidente: ma sono cose attinenti al processo?
L.C.: Sulla personalità del Pacciani.
A.B.: Ohooo, finalmente, siccome fino ad ora non abbiamo fatto altro che trovare prove ora cominciamo con la personalità.
P.M.: Uno che vede Pacciani con una pistola non sarà una prova però sarà certo personalità.
A.B.: Certo! Certo!
P.M.: Vedere Pacciani con una pistola è personalità… Io Presidente…
Presidente: Signori silenzio.
P.M.: Che deo fare?
Presidente: Silenzio. Sapete tutto voi ma noi non sappiamo nulla aspettate che ce lo racconti.
P.M.: Ha raccontato e si dice che è personalità! Ma io non lo so… Io sto zitto…
Presidente: Non stiamo… Vi tolgo il microfono tanto è inutile che stiate a battibeccare tra di voi. Va bene? Chi comincia per primo sarebbe da vedere. Allora…
A.B.: Presidente, certo. Senta signor Caioli lei mi pare che abbia detto che a un certo punto il signor Iandelli aveva ritenuto, quella sera, che la persona che probabilmente aveva lui intravisto fosse un’altra, un altro tipo di guardone, giusto?
L.C.: Si.
A.B.: Quindi lui individuò, penso di individuare, in una persona certamente diversa dal Pacciani questo signore, giusto?
L.C.: Poteva essere un’altra persona.
A.B.: Però lui ritenne di individuare il signor Pacciani soltanto perché qualche giorno dopo…
L.C.: No, il giorno dopo.
A.B.: Iandelli dice qualche giorno dopo.
A.B.: Va bene.
A.B.: Va bene? Veda già che c’è una diversità eh?
L.C.: Io non mi sbaglio.
A.B.: Ora lo faremo dire se il Pubblico Ministero chiamerà lo Iandelli, come mi auguro, no? Teste principale…
P.M.: Doveroso, è qua già stamani.
A.B.: E allora lo sentiremo. Sentiremo anche perché qualche volta non ha voluto firmare i verbali. Ce lo spiegherà
P.M.: Perché lo abbiamo minacciato…
A.B.: Io no di certo
P.M.: …cose terribili!
A.B.: Io no di certo.
Presidente: Andiamo avantiiii!
P.M.: Smettiamo coi verbali eh! Presidente non lo consento.
Presidente: Andiamo avanti signori sennò già fa caldo…
P.M.: Va be’ però!
Presidente: Se perdete anche tempo…
A.B.: Presidente io non faccio altro che riportare dei dati oggettivi.
Presidente: Avvocato facciamo la domanda per favore.
A.B.: Ecco, quindi secondo lei, cioè secondo lei quello che gli riferì il signor Iandelli, lui a un certo punto, il giorno dopo, due giorni dopo, quello che sia, vedendo il Pacciani con un braccio fasciato ritenne che potesse esser lui. Questo fu il collegamento, no?
L.C.: Avvocato a me riferì che il giorno dopo andò alla ricerca di questa persona che aveva creduto di individuare vedendola…
A.B.: In un’altra persona..
L.C.: …però invece che incontrare questa persona che lui credeva incontrò il Pacciani con la stessa fasciatura che gli aveva visto, intravisto, la sera avanti…
A.B.: La stessa fasciatura… Io non so se l’aveva vista…
L.C.: Lui mi disse..
A.B.: Lui vide il Pacciani con un braccio fasciato, perché era di notte, dal finestrino non poteva vedere questa fasciatura com’era fatta eccetera, penso di no, un po’ di paura l’ha avuta oppure no? Perché cerchiamo di rientrare nella realtà dei fatti.
L.C.: Avvocato lui mi disse che era rimasto terrorizzato da questo fatto, ciò nonostante ebbe modo di vederla bene questa sagoma appoggiata alla macchina, non so come fece a rimanere appoggiato…
A.B.: Poi si vedrà come… Perché lui addirittura, secondo lo Iandelli, questo signore che era piuttosto pesante evidentemente perché se doveva assomigliare o poteva assomigliare a Pacciani, va bene? Comunque era persona diversa da quella che lui aveva…
P.M.: Facciamo la domanda grazie.
A.B.: No io sto facendo il controesame, abbia pazienza…
P.M.: Sta dicendo le cose lei.
A.B.: Questa persona… Voglio capire. Vorrei capire. Questa persona nonostante lui girasse, va bene? E non avesse un camion con delle cose, aveva soltanto una Passat, mi pare, vero?
L.C.: Non mi ricordo.
A.B.: Va be’ ora ce lo faremo dire da lui…
L.C.: Mi sembra che…
A.B.: Questa persona è rimasta aggrappata a lui, con le unghie… non so con che cosa, questa macchina che girava intorno a questa piazzola, così le disse lui?
L.C.: Si, però avendo i sedili abbassati non poteva manovrarla bene, poi…
A.B.: Però girava la macchina?
L.C.: Si, si non era vestito, era in una situazione…
A.B.: Va bene, non ho altre domande, grazie.
Presidente: Altro?
P.M.: Nessuna domanda il P.M.
Presidente: Può andare, grazie, buongiorno.
L.C.: Buongiorno.

martedì 19 aprile 2011

Benito Acomanni - Deposizione del 30 maggio 1994 - Quarta parte

Segue dalla terza parte

A.B.: Senta, lei ha detto che questo giorno era con questa persona, a un certo punto ha visto questo tizio che aveva il collo taurino, come tanti, anche lei, anche io…
B.A.: Si.
A.B.: Ohooo, che aveva il collo taurino eccetera, eccetera e fu, in particolare, lei gli rimase in presso il fatto che avesse una specie di cappello eh?
B.A.: Un berretto con visiera.
A.B.: Con visiera e degli occhiali…
B.A.: Che mi sembrarono sprovvisti di lenti, a montatura scura.
A.B.: E però, non le sembra…
B.A.: …di ebanite o materiale simile
A.B.: Ma questo si mostro parecchio davanti a lei?
B.A.: Come dice?
A.B.: Si mostrò parecchio il volto davanti a lei? Lo mostrò abbastanza?
B.A.: Teneva a consegnarmi dell’immagine.
A.B.: Chi?
B.A.: Secondo me.
A.B.: Lui?
B.A.: Si.
A.B.: Va be’, era un po’…
B.A.: Non lo so. Perché è successo la prima e la seconda volta quindi lo deve dire lui perché voleva…
A.B.: Lui chi?
B.A.: …che memorizzassi…
A.B.: Lui chi?
B.A.: Il signor Pacciani. Perché voleva che memorizzassi quell’immagine?
A.B.: Perché il signor Pacciani, scusi? Come fa a dire…
B.A.: Perché voleva… Lo diciamo, lo diciamo oggi, scusi. Lo diciamo oggi.
A.B.: Ahaa, lo dice lei oggi. Quando fu sentito, dallo stesso dottor Vigna, lei disse questo: “..nel tempo, prima di quando il Pacciani mi portò a vedere una casa in piazza del popolo a Mercatale, dicendo che l’aveva acquistata per quelle bambine, ripetendo più volte questa affermazione”
B.A.: Esattamente
A.B.: ”Mi si fa presente che allora io avrei già dovuto” perché il Pubblico Ministero ha paura, dice: ma questo che dice?
P.M.: No è serio. Non ha paura di nulla, caro lei.
A.B.: I Pubblici Ministeri non hanno mai paura di nulla.
P.M.: E’ serio.
A.B.: Siamo noi che abbiamo paura.
P.M.: E’ serio.
Presidente: Vada avanti avvocato Bevacqua.
A.B.: E’ serio.
P.M.: E allora cosa c’entra la paura?
Presidente: Proseguiamo signori per favore.
A.B.: “Mi si fa presente che allora io avrei già dovuto riconoscere nel guardone il Pacciani”
P.M.: Che paura?
A.B.: Pubblico Ministero, seriamente, come dice, sostiene, gli do ragione, ma dice: come mai questo all’ultimo momento… mah… dice questa cosa? “Ma le dico francamente che questo non avvenne e che il collegamento fra il guardone ed il Pacciani io l’ho fatto quando ho rivisto quest’ultimo in immagini televisive riprodotte sul giornale.”
B.A.: Controllavo tutto, logicamente.
A.B.: Si ho capito, scusi, lei ha detto questo al Pubblico Ministero, non è che l’ha detto a me. Capito?
B.A.: Ma io le spiego perché.
A.B.: Dopo dieci anni lei fa questo collegamento. La domanda la faccio io lei mi risponde.
B.A.: Si, si ma dopo le spiego perché se vuole che le spieghi.
A.B.: No io non la voglio spiegare. “Io l’ho fatto quando ho rivisto quest’ultimo in immagini televisive riprodotte sul giornale e in particolare feci il collegamento quando in taluna di queste immagini io lo rividi con un berretto con visiera portata rialzata che mi richiamò alla memoria l’uomo visto nei dintorni di Crespello.” Cioè lei sembra che al Pubblico Ministero dica alle contestazioni, legittime del Pubblico Ministero, come fa lei all’ultimo momento a dire che lei ci ha in casa un dipendente della questura? Come fa lei all’ultimo momento, lei all’ultimo momento, così dopo dieci anni, a ricordare il Pacciani? Lei dice che ricorda questa persona perché ha visto Il Pacciani con un cappellino in su. Conferma questa circostanza?
B.A.: Dunque, mi permette di chiarire?
A.B.: Conferma o non conferma?
B.A.: Mi permetta di chiarire…
A.B.: No. Conferma questo che le ho detto?
Presidente: Avvocato
B.A.: Se non mi da modo di spiegarmi, mi scusi, allora… Il Pubblico Ministero e il Procuratore capo, dottor Pier Luigi Vigna, mi hanno fatto questa domanda ma io ho detto subito che avevo fatto due segnalazioni già nel ’92 al Comando dei carabinieri. Quindi, allora, il dottor Vigna cos’ha detto? Ha tenuto una copia di questo e io ho detto: no. Perché non ho tenuto una copia? Perché con i carabinieri, ci sono stato insieme in caserma, non ho bisogno di tenere copie, questa la ragione. Quindi questo accadeva nel ’93 mentre le segnalazioni erano state fatte nel 1992.
A.B.: Siamo d’accordo. Nel ’92 lei fa questa segnalazione…
B.A.: Si.
A.B.: …dopo aver visto il berretto del Pacciani?
B.A.: No dopo aver visto la trasmissione televisiva dico che questo è l’uomo che mi ha portato a vedere la casa di quelle bambine e domando ai carabinieri se poteva esserci qualche collegamento con il guardone che avevo visto a Mercatale, così, così, così…
A.B.: E lei lo riconosce attraverso questo cappello, perché lei dice…
B.A.: Non ho avuto risposta
A.B.: “Lo rividi con un berretto con visiera portata rialzata che mi richiamò” lei che è Pico della Mirandola “alla memoria l’uomo visto nei dintorni di Crespello” è vero questo?
B.A.: Si e anche dopo.
A.B.: Quindi, praticamente, alla sua memoria portentosa richiama questa sagoma di questa persona un cappellino con la visiera rialzata…
B.A.: No, non soltanto il cappellino.
A.B.: Lei così ha detto.
B.A.: La fotografia…
A.B.: Non ho più domande grazie Presidente
B.A.: La fotografia… non mettevo un cappellino… (ride)
A.B.: Non ho più domande!
P.M.: Lo lasci finire in santa pace!
Presidente: Senta signor Acomanni.
B.A.: Prego.
Presidente: Ma lei oggi con tutta sincerità, in tutta coscienza, vedendo il Pacciani di persona, sono passati tanti anni eccetera… E’ in grado di confermare…
B.A.: Non solo sono in grado di confermare questo ma sentite cosa ha fatto Pacciani dopo che io avevo parlato di motorino rosso a l’autorità giudiziaria ed anche gli occhiali che mi sembravano sprovvisti di lenti, nell’agosto del 1992 dopo che il dottor Vigna proprio l’aveva detto, dove ha messo questo motorino? Aveva un motorino rosso lei, aveva anche degli occhiali che si erano rotti, poi c’era una terza questione sollevata da un anonimo, non sono io se Pacciani lo vuol sapere… Allora…
Presidente: Senta, senta, ma noi guardi… Le sue considerazioni non ci interessano
P.M.: Sono fuori della testimonianza
Presidente: Fuori della testimonianza. Io le ho semplicemente domandato se vedendolo oggi di persona lei è in grado, se è in grado, sono passati anni, le fisionomie cambiano, si modificano, di confermare quel riconoscimento che lei avrebbe operato nelle circostanze che già sappiamo.
B.A.: Sissignore.
Presidente: Io non ho altre domande.
P.M.: Nessuna grazie il P.M.
Presidente: Può andare grazie signor Acomanni.
B.A.: La ringrazio.

lunedì 18 aprile 2011

Benito Acomanni - Deposizione del 30 maggio 1994 - Terza parte

Segue dalla seconda parte 
Presidente: Avvocato Bevacqua, silenzio per favore.
Avvocato Bevacqua: Senta lei che è Pico della Mirandola II…
B.A.: (ride) Mi chiamavano non è che lo fossi.
A.B.: La chiamavano… E amico o parente di Benito
B.A.: Non parente, mia madre si chiamava Peschi e mio padre Acomanni, quindi…
A.B.: Ah, no, credevo che… Siccome il professore ha detto che…
Presidente: Andiamo avanti, andiamo avanti! Le domande!
B.A.: Avvocato io ho una grande stima per lei ma non mi faccia… (Ride)
Presidente: Signor Acomanni…
A.B.: Mi dirà che mi chiamano Rosario, lei Benito, io Rosario.
Presidente: Va bene
A.B.: Ci ho quattro santi dalla mia, lei ce ne ha uno solo morto. Allora aldilà di questo, lei so che è un ottimo venditore, l’ha detto lei…
B.A.: Di automobili.
A.B.: Di automobili. Ne ha vendute tantissime?
B.A.: Lo ero. Si, si.
A.B.: Quindi qualche volta vendeva qualche macchina che non era proprio… eh?
P.M.: Ma scusate, la pertinenza?
A.B.: Aspetti, l’ha detto lui.
B.A.: Si, si.
P.M.: No che macchine ehhh non l’ha detto!
Presidente: Non l’ha detto.
A.B.: Ha venduto tantissime macchine.
Presidente: Fuoristrada.
A.B.: Certamente. Ha venduto tante macchine…
Presidente: Avvocato ha detto, per la verità, dei fuoristrada.
A.B.: Anche dei fuoristrada.
Presidente: Anche dei fuoristrada. Non macchine che andavano fuori strada, fuoristrada.
A.B.: Non lo so, io volevo arrivare a questo e lei mi ha preceduto Presidente…
B.A.: Dica, dica…
A.B.: Ne ha vendute moltissime, quindi lei era un abilissimo venditore?
B.A.: Ma lo ero, si, si.
A.B.: Lo era, quindi lei vendeva parlando? O no?
B.A.: Scusi vendevo?
A.B.: Magnificando la sua merce, dicendo: questa macchina è bellissima, ottima lo chassis va bene, non è stata battuta…
B.A.: Se non lo era battuta, sennò…
A.B.: Qualche volta se lo era diceva: è stata battuta ma è stata… Insomma, vendeva benissimo!
B.A.: Da Brandini eravamo molto seri, se era urtata la vendevamo per urtata.
A.B.: Per urtata. Comunque lei era una persona che vendeva bene le macchine. Lei dice di avere fatto questa dichiarazione… perché? Lei lo dice ma perché? Come? Quando l’ha fatta la dichiarazione? Come si rivolge? Chi la chiama?
B.A.: Perdoni, a quale dichiarazione si riferisce?
A.B.: Queste che… Su cui il Pubblico Ministero ha fatto le domande.
B.A.: Può rileggermela per cortesia?
A.B.: No sennò devo fare la contestazione.
Presidente: No, vuole sapere semplicemente l’avvocato
B.A.: Ah l’interrogatorio che ha fatto il dottor Vigna…
A.B.: Si certo, dottor Vigna dopo e prima nel febbraio ’93 da… credo la SAM, sa cos’è la SAM?
B.A.: Si, si Squadra Anti Mostro. Ci ho il genero in Questura guardi…
A.B.: Ohooo, ora si spiega tutto! Va benissimo.
B.A.: (Ride)
A.B.: Ci ha il genero in Questura…
B.A.: Si ma non…
A.B.: No, no assolutamente, ma che scherza!
P.M.: Lo spiega lei avvocato.
A.B.: Spiega tutto.
P.M.: Lo spiega lei avvocato.
A.B.: Ma l’ha detto lui, non lo sapevo.
Presidente: Si, certo, più sincero di così.
P.M.: Meglio di così.
A.B.: Dunque ci ha il genero in Questura quindi a quest’ora in Questura che fa?
B.A.: Quando mi ha interrogato…
A.B.: E’, la SAM. Come va? Lo dice a suo genero mentre mangiate la pastasciutta…
B.A.: Mi hanno convocato.
A.B.: L’hanno convocata. Perché?
B.A.: Perché il signor Pacciani aveva fatto una sciocchezza, aveva segnato un numero di telefono…
A.B.: Si chiama Alemanni però!
B.A.: …che corrispondeva a quello di mia sorella che non era più in elenco da diverso tempo.
A.B.: Perché sarebbe una sciocchezza questa scusi? Mi spieghi la sciocchezza.
P.M.: Forse facciamogliela spiegare sennò non…
A.B.: Sto chiedendo.
B.A.: Perché teneva questo numero che non era più in elenco da tanto tempo, per quale ragione? Questo lo sa lui non lo so io. E chi glielo aveva dato?
A.B.: Ah non lo so io…
B.A.: Se non era più in elenco… Chi glielo aveva dato?
A.B.: Ma aveva avuto lei a che fare…
B.A.: Pacciani per cortesia non faccia né versacci, né mi oltraggi sennò…
A.B.: Guardi, guardi, i tempi passati son passati, va bene?
Presidente: Silenzio, silenzio non ho visto cos’ha fatto. Lei Pacciani stia buono.
B.A.: Ha fatto così.
Presidente: Ha fatto così.
Avvocato Fioravanti: Non ha fatto niente.
Presidente: Guardi che se… Io non l’ho vista
A.B.: No, ricorda Pico della Mirandola…
Presidente: Sennò la faccio allontanare se ci riprova. Stia zitto.
A.B.: Allora, senta, lei ha detto esattamente… quindi a un certo punto hanno fatto questa ricerca su di lei, hanno visto che lei aveva questo telefono prima.
B.A.: Sono risaliti.
A.B.: E hanno ricollegato, penso, questo numero di telefono alla data nella quale lei pare che abbia incontrato, o in quel periodo, il signor Pacciani per questi quartieri, o no?
B.A.: Non lo so. Le posso dire questo perché ho controllato, perché io avevo un vecchio elenco dell’83. L’ho guardato proprio in questi giorni. Nell’83 quel numero di telefono non c’è giù più.
A.B.: Quindi può darsi che fosse nell’82?
B.A.: L’aveva preso prima. Chi glielo aveva dato?
A.B.: Ma scusi lei non ha detto che aveva conosciuto Pacciani prima dell’83?
B.A.: No signore.
A.B.: Eh scusi…
B.A.: Ha capito molto male. Io le ho detto che ho conosciuto Pacciani alla televisione durante la trasmissione del 1992, primavera, TG3 serale.
A.B.: Ho capito ma lei aveva detto anche che aveva conosciuto Pacciani per gli appartamenti alle bambine, o no?
B.A.: Nell’81 si, dopo che era successo…
A.B.: Ohooo, quindi nell’81 si sa, almeno che lei sa tutto, anche sull’aritmetica, si sa che l’81 viene prima dell’83, o no? L’81 viene prima o no dell’83?
B.A.: Ma io non ho mica controllato quand’è stato…. Alla Sip quand’è stato…
A.B.: Lei ha detto, suggestionando, perché lei…
B.A.: No, no..
A.B.: …lei sa vendere molto bene la sua merce… ha detto che nell’83 lei ha confrontato e nell’83 il suo numero di telefono non c’era più nell’elenco, però lei il signor Pacciani l’ha conosciuto nell’81, se l’ha conosciuto nell’81 lei l’ha controllato il…
B.A.: Ha preso il numero quando c’era, scusi avvocato sennò si tira la zappa sui piedi lei…
A.B.: Ma quale zappa? Guardi io non so zappare…
B.A.: (Ride)
A.B.: Anche perché per me il terreno purtroppo è troppo lontano, essendo molto alto, senta abbia pazienza, lei ha detto nell’83, ha visto nell’83 il suo numero di telefono non c’era più…
B.A.: Non il mio, scusi, era il numero di mia sorella che era intestato a me.
A.B.: Perché mi dice che ha fatto un errore Pacciani?
B.A.: Perché ha tenuto quel numero che non serviva più a nulla.
A.B.: Ma l’ha tenuto perché è stato in galera per tanto tempo, scusi. L’ha tenuto. Gli hanno rovistato tutto. Tutto hanno rovistato. Va be’ allora…
B.A.: Non l’ho ordinato io.
A.B.: No. Va be’ ma lei è contiguo abbia pazienza. Allora aldilà di questo, “io ho conosciuto in passato ma non sapevo che fosse Pacciani” lei ha detto questo: “per quanto riguarda la mia conoscenza con Pacciani Pietro voglio preliminarmente chiarire che il personaggio di cui parlano attualmente le cronache per le indagini sul mostro di Firenze, io l’ho conosciuto in passato ma non sapevo che fosse il Pacciani”.
B.A.: Esatto.
A.B.: Va bene? Ohooo, lei dice, ad un certo punto, che questa signora, questa signora si può trovare? Questa signora o signorina?
B.A.: Penso di si. Si chiama Assunta Ricci vedova Mancini.
A.B.: Questa signora chi sarebbe?
B.A.: Era la mia confinante, io non la vedo più da tanto tempo però eh…
A.B.: No ma la signora che stava con lei nel pullman.
B.A.: Ah la signora? Si chiamava Irene Damiani, è deceduta.
A.B.: E’ deceduta?
B.A.: Si, che io sappia si.
A.B.: E’ deceduta… Quindi non si sa, si deve cercare…
Presidente: Avvocato è morta.
A.B.: Va be’, è deceduta.
P.M.: Se è morta possiamo fare dei miracoli.
A.B.: E’ deceduta.
Presidente: Silenzio, silenzio.
A.B.: E’ deceduta.
Presidente: Non siamo a teatro.

giovedì 14 aprile 2011

Benito Acomanni - Deposizione del 30 maggio 1994 - Seconda parte


Segue dalla prima parte 

B.A.:Un ci son problemi.
Avvocato Bevacqua: L’aspettava questa domanda lei? Se l’aspettava questa domanda?
B.A.:No
Avvocato Fioravanti: Eccome no?
A. B.: Come non se l’aspettava?
B.A.:Bah, non me l’ha mica detto…
A.F.: Eccome no?
B.A.:M’ha fatto una domanda è chiaro io…
P.M.: Stia tranquillo signor… Va bene così. Non ho altre domande, grazie.
Presidente: Prego avvocato Colao.
Avvocato Colao: Prego, scusi, vuol precisare che ore erano?
B.A.:Mah, circa le 15:30 signore. Pieno pomeriggio di sole, ho ragione di ritenere che molto probabilmente fosse sabato, perché il sabato e la domenica io andavo a fare vedere i miei quartierini che avevo in vendita, erano liberi, quindi avevo molte probabilità di negoziarli ed avevano anche un po’ di giardino dietro. Giardino… Piccolo terreno.
A.C.: Senta scusi, riguardo gli occhiali, come potè ritenere…
B.A.:Assenza di riflessi signore! Fenomeno fisico molto noto. Assenza di riflessi sulla superficie vetrosa. Completamente.
A.B.: Ecco!
A.C.: Senta scusi, io noto che lei ha delle particolari capacità di rilevare fatti e di ricordare le cose, anche topografiche, il fatto di aver accertato che quota era in un secondo tempo…
B.A.:Certo!
A.C.:…il livello della macchina in cui si trovava, in base a quali esperienze poggiano queste sue conoscenze?
B.A.:Sono cresciuto nell’area del diritto positivo nelle scuole civili e militari del nostro paese e ne vado orgoglioso.
Presidente: Va bene ma questo…
A.C.: La ringrazio molto. Grazie.
B.A.:Prego.
Presidente: Signori avete altre, signori avvocati di parte civile… Nessun altra domanda. Benissimo. Avvocato Fioravanti?
Avvocato Fioravanti: Si.
Presidente: Prego.
A.F.: Signor Acomanni
B.A.:Professore!
A.F.: Dottor Acomanni…
B.A.:Professore buongiorno! E’ stato il mio insegnante, ottimo insegnante, uomo di cultura ed è un galantuomo.
A.B.: Chi?
A.F.: La ringrazio, la ringrazio ma erano tempi belli quelli.
B.A.:Si.
A.F.: Era prima dell’81.
B.A.:Si.
Presidente: Va be’…
A.F.: Era prima dell’81.
B.A.:Perché ’69… ’69..’70…
A.F.: Erano belli perché io mi sono sposato nel ’69, senta un po’ è parente di Mussolini
Presidente: Siamo alle ricorrenze hai visto! Allora, benissimo…
A.F.: Volevo chiedere…
Presidente: Veniamo a noi ora però!
A.F.: Si, si veniamo al processo. Volevo chiedere se lei è parente di Mussolini.
B.A.:Non so se sia pertinente la domanda
A.F.: Voglio chiedere se è parente di Mussolini…
P.M.: No, chiedo scusa
Presidente: Avvocato…
P.M.: Prima mi spiega perché
Presidente: Questa veramente
A.F.: Ho avuto dei… Al Pubblico Ministero non devo spiegare niente, lo spiego alla Corte!
P.M.: Io chiedo che le domande non pertinenti magari le evitiamo
Presidente: Avvocato, francamente questa… O me la spiega prima sennò davvero non è pertinente.
B.A.:Sconfiniamo nelle situazioni politiche signor Presidente. (Ride) Ridiamoci sopra.
Presidente: Perché non di Ornella Muti, non lo so…
A.F.: No…
(Risate)
A.F.: Ci sarebbe…
Presidente: basta, basta, finita la ricreazione per favore veniamo a noi.
A.F.: Ecco lei mi dice che nel 1981…
B.A.:Sissignore.
A.F.:…vide il 23 di febbraio…
B.A.:Ho detto, mi scusi eh… Mettiamolo come limite superiore, fino al 22, perché il 23 è stato consegnato l’automezzo, se vuole posso produrre la dichiarazione di responsabilità…
A.F.: L’automezzo veniva consegnato di domenica? Se il 22 è di sabato…
B.A.:Può darsi l’abbia consegnato di lunedì, questo… (Ride)
A.F.: E allora… e allora… va bene. Quindi “forse poteva essere un guardone che avevo visto nel bosco”, questa è una sua affermazione.
B.A.:Forse, forse.
A.F.: Come deriva questa affermazione sua? Localizzata il 22/23 febbraio dell’81? Da che cosa? Da quale convinzione?
B.A.:Ho venduto automobili per 25 anni e i guardoni li conosco perché molte volte quando provavo le macchine mi son trovato circondato e sempre sono disceso e li ho mandati via così parlando.
A.F.: lei per caso andava a provare le macchine nelle stradine sterrate, in mezzo ai boschi?
B.A.:Le provavo dappertutto perché vendevo anche i fuoristrada avvocato.
A.F.: Ah, benissimo.
B.A.:Sono stato il più grande venditore di automobili di Firenze, come soggetto dipendente se c’è qualcuno qui che può smentirmi lo faccia pure. Vedremo quante ne avrò vendute!
A.F.: Si ma lei deve rispondere alle domande che faccio io non alle sue… non tenere molto ad allargare il campo.
B.A.:No, no, professore ora rispondo!
A.F.: Lei risponda alle domande. Dunque lei mi ha detto che questo signore che per me non è Pacciani ma per lei è Pacciani…
P.M.: Ma lei non c’era avvocato!
A.F.: Questo signore… e non è detto… io ho
P.M.: Ah, c’era quel giorno lì?
(Risate)
B.A.:Quel giorno lì per me…
P.M.: Per carità!
Presidente: Silenzio, silenzio.
B.A.:Scusi professore, io l’ho riconosciuto in televisione, quel giorno lì non sapevo che era Pacciani, ha capito?
A.F.: Ma poi in dieci anni, un salto di dieci anni indietro, lei ha collegato: era Pacciani.
B.A.:Perché non si ricorda che alla scuola mi chiamavano Pico della Mirandola?
P.M.:Ohooo… Bella battuta!
A.F.: Lei certo con queste domande non mi fa essere più professore suo.
B.A.:No, no per carità!
Presidente: Però certamente questo signore è una persona che offre dei riscontri perlomeno.
A.F.: Per carità!
Presidente: Più precisi, poi…
A.F.: lei ha notato bene
Presidente: …poi sarà tutto da valutare.
A.F.: Si, si, ha notato bene che pantaloni color sabbia…
B.A.:Color sabbia sissignore
A.F.: Berretto con visiera tipo guardiaboschi o guardiacaccia
B.A.:Come modello
A.F.: Occhiali probabilmente senza lenti perché mancava di riflessi…
B.A.:Esatto.
A.F.: In quante frazioni di secondo lei ha potuto constatare questo?
B.A.:Il motore diesel non parte subito avvocato! Ci vuole un pochino.
A.F.: La ringrazio delle risposte avute. Grazie.
 
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