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lunedì 27 dicembre 2010

Il mostro di Firenze

Autori: Jacopo Pezzan e Giacomo Brunoro
Prima edizione: La Case - 2010 - Audiolibro
Audio Editing: Giorgio Iannone Sound 
Design: Frank Martins 
Speaker: Max Dupré e Mauro Ferreri     

Dalla presentazione dell'autore: L’audiolibro racconta la più agghiacciante serie di delitti mai avvenuta in Italia. Una brutta storia su cui non si è ancora riusciti a scrivere la parola fine e che da più di trent'anni popola gli incubi di una delle regioni più belle e famose d'Italia, la Toscana. Quest'opera è il resoconto dei delitti del cosiddetto “Mostro Di Firenze”, una vicenda che ha messo in crisi tutti i modelli criminologici esistenti sui serial killer al punto che possiamo dire che esistono i delitti tradizionali, i serial killer e “il Mostro di Firenze”.
Maggiori info sul sito della casa editrice: Goodmood.

mercoledì 22 dicembre 2010

Daniela Bandinelli - Deposizione del 25 maggio 1994

Daniela Bandinelli fu ascoltata il 25 maggio 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.

P.M.: Bandinelli Daniela
Presidente: Signori silenzio, signori silenzio. Signora prego, può accomodarsi qua. Romano l’accompagni sennò la signora non trova… Stia attenta alle scaline. Ecco. Ecco, si accomodi lì signora. Si stia attenta ai fili. Ecco, sieda pure signora. Vogliamo dare quella dichiarazione? Quella formula da leggere. Vuol leggere quella dichiarzione signora?
Daniela Bandinelli: Consapevole della responsabilità morale e giudi giudi ridica che assumo con la sua deposizione mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto a mia conoscenza.
Presidente: Vuol dare le sue generalità alla signora? Quand’è nata?
D.B.:Il x di maggio del ‘xx
Presidente: Dove signora?
D.B.:San Casciano.
Presidente: A San Casciano. E risiede adesso?
D.B.:A San Casciano.
Presidente: Via?
D.B.:Via xxx xxxxx, 12.
Presidente: Senta signora preferisce… Vuole essere ripresa dalle telecamere oppure preferisce non essere ripresa?
D.B.:No preferisco di no.
Presidente: Di no. E allora per favore anche in questo caso allontaniamoci. Bene signora allora, il Pubblico Ministero e le altre parti vogliono rivolgerle alcune domande, cominciamo con il Pubblico Ministero, prego.
P.M.: Signora lei ricorda di essere stata con suo marito, allora suo fidanzato, nella piazzola degli Scopeti qualche volta in intimità?
D.B.:Si.
P.M.: Più di una volta o una volta sola?
D.B.:Mah anche qualche volta si.
P.M.: Ricorda una volta che una persona, un guardone con la pila vi si avvicinò? Vi spiò?
D.B.:Si.
P.M.: Come lo ricorda questo episodio?
D.B.:Che si era, insomma, in macchina di notte e all’improvviso si vide illuminare da il finestrino la macchina. Dentro.
P.M.: Lei era in posizione tale che vedeva la pila o no?
D.B.:No la posizione era un po’ strana praticamente, comunque la luce dentro la vidi.
P.M.: Lei ebbe modo di vedere da chi veniva o da dove veniva questa luce o non ebbe la possibilità? Vide solo la luce?
D.B.:Solo la luce. Si.
P.M.: Vide che era una luce di una pila o non lo vide?
D.B.:Si. La luce di una pila.
P.M.: Cosa faceste?
D.B.:A qui punto si scappò.
P.M.: Scappando prima lei ebbe modo di vedere poi questa pila o chi, o in che mani era la pila o no?
D.B.:No, si vide soltanto l’ombra, gli ripeto, gli era buio.
P.M.: Lei?
D.B.:Si, andando via, scappando, si vide la pila e l’ombra di questa persona e ma poi noi si andò via.
P.M.: Suo marito poi le disse chi aveva riconosciuto in quella persona?
D.B.:Si.
P.M.: E chi aveva riconosciuto?
D.B.:Eh l’è il Pacciani.
P.M.: Io non ho altre domande. Grazie.
Presidente: Signori avvocati di parte civile avete domande?
Avvocato Pellegrini: No Grazie.
Presidente: Signori avvocati della difesa, Avvocato Bevacqua.
Avvocato Bevacqua: Grazie. Signora lei ha avuto due volte occasione di essere oggetto di sguardi indiscreti da parte di persone estranee al vostro menage fidanzati prima, familiari dopo o no?
D.B.:Solo due volte.
A.B.: Due volte. Ohooo. Una volta… Ci racconti la prima e ci racconti la seconda.
D.B.:La prima volta era di giorno, di pomeriggio, verso, sarà stato verso le 4:00, così, sotto i boschi di Mercatale appunto. E la seconda volta era appunto questa notte qui, questa sera qui.
A.B.: Era notte? Che ora era?
D.B.:Ma sarà stato verso le undici e mezza…
A.B.: Le undici e mezza. Ecco, dove vi eravate nascosti?
D.B.:Quando dice?
A.B.: Mezzanotte, quella di mezzanotte. Era quasi mezzanotte.
D.B.:Nella piazzola dove poi è successo la strage. Insomma, la tragedia.
A.B.: Ah sii?
D.B.:Si.
A.B.: Ah. Era là.
D.B.:Quando s’ebbe paura che si scappò l’era là.
A.B.: Ecco. Da quanto tempo eravate lì voi?
D.B.:Con precisione non me lo ricordo ma sarà un’ore… mezz’ora/ un’ora.
A.B.: Quando è arrivata questa pila, questa luce voi eravate nell’intimità piena?
D.B.:Si.
A.B.: Piena, piena eh?
D.B.:Si.
A.B.: Ohoo. Senta signora, mi scusi, ma glielo devo domandare, lei dove stava? Nel sedile a lato della guida?
D.B.:No io ero nì sedile destro, quello…
A.B.: Dove sta il passeggero.
D.B.:Dove sta il passeggero.
A.B.: E suo marito?
D.B.:Mio marito l’era sopra di me.
-RISATE-
A.B.: Sopra di lei, ohoo. Son fatti di natura
Presidente: Signori via su.
A.B.: Son fatti di natura non c’è mica problemi.
D.B.:No, infatti, non mi sto mica vergognando io.
A.B.: Ecco signora scusi lei questa pila l’ha vista per quanti secondi/minuti/ore? Quanto c’è stata questa pila?
D.B.:Eh la pila… Frazione di secondi, si perché appena si vide illuminare dentro la macchina s’andò via, cioè si mise in moto e s’andò via.
A.B.: Quindi lei era supina, va bene?
D.B.:Mhm
A.B.: Sopra c’era suo marito, beati voi, facevate queste cose e lei stava sulla destra no?
D.B.:Si.
A.B.: Quando arrivò questa pila da che parte arrivò? La luce?
D.B.:Da sinistra. Dalla parte di là.
A.B.: Ecco, perché lei signora ai carabinieri disse: “Mentre eravamo in intimità un uomo si avvicinò con la pila accesa al vetro lato guida della vettura per spiarci. Lato guida. Capito? Cioè da un’altra parte. Se lo ricorda bene?
D.B.:No a quell’ora non me lo ricordo perché io mi ricordo, ora come ora, mi ricordo che l’era dalla mia parte.
A.B.: Dalla sua parte. Però alla Polizia, a proposito, quanti erano che la interrogavano signora?
D.B.:Non me lo ricordo, saranno stati quattro o cinque.
A.B.: Quattro o cinque ad interrogarla per una cosa così banale?
Presidente: Mica tanto.
P.M.: Bene, grazie Presidente. Grazie.
A.B.: Quattro o cinque. Senta… A volte basta uno, intelligente ne basta uno.
P.M.: Comunque non è banale quindi siamo a posto.
A.B.: Aldilà della banalità, mi scusi signora, quindi lei è sicura, ora è sicura che era il lato dove stava lei ma quando è stata interrogata dai Carabinieri o dalla Polizia, comunque Carabinieri e Polizia insieme, lei ha detto che invece era lato guida.
D.B.:Va be’ ora con precisione non me lo ricordo, so soltanto che la macchina s’illuminò poi…
A.B.: Ecco, s’illumino, non d’immenso, s’illumino e che fece?
D.B.:Come che fece?
A.B.: S’illumino, quando s’illumino lei che fece? Passò tutta la voglia sicuramente.
D.B.:Ehee, penso proprio di si.
A.B.: E suo marito che fece?
D.B.:Si scappò gliel’ho già detto.
A.B.: Prima di scappare ci si deve muovere un pochino, si deve togliere da una certa situazione imbarazzante…
D.B.:E’ certo, se gli sto dicendo che lui gli era sopra di me sarà ritornato al posto di guida…
A.B.: Mi scusi tanto ho bisogno di scandire questi momenti. Mi perdoni signora.
D.B.:Si, si ha’ voglia.
A.B.: Suo marito si toglie, si toglie, vede la luce, la vede anche lei, ci stanno guardando, pensate perlomeno, lei ha detto due o tre secondi, pochi secondi è stata ‘sta cosa no?
D.B.:Certo non si potea mica sta’ lì!
A.B.: Quindi pochi secondi, pochissimi.
D.B.:Si.
A.B.: Uno, due, tre, giusto?
D.B.:Si.
A.B.: Uno, due, tre.
D.B.:Il tempo di mettere in moto la macchina e anda’ via.
A.B.: Ecco però quando suo marito si toglie da sopra di lei, che è un po’ difficoltoso per vari motivi: perché c’è il freno a mano, perché il freno penso l’avesse messo, il freno a mano…
D.B.:Certo, la macchina senza freno a mano mi sa che un ci sta.
A.B.: Avrà probabilmente qualche vestito, qualche muta… qualche cosa, si mette dall’altra parte, giusto? E si mette… Quando suo marito è già alla guida questo è già scappato via con la luce?
Presidente: Se lo ricorda? Ricorda questi momenti signora? La scansione di questi momenti.
D.B.:Questo momento semplicemente non me lo ricordo. Io soltanto mi ricordo che quando lui entrò… insomma mise la macchina in moto per anda’ via a me mi venne di girarmi e vidi quest’ombra.
A.B.: Vide un’ombra.
D.B.:Che stava andando via.
A.B.: Ecco, quindi vide un’ombra, lei vide soltanto un’ombra?
D.B.:Si.
A.B.: Quello che vide lei l’avrà dovuto vedere anche suo marito?
D.B.:Penso di si.
A.B.: “Penso di si”. Quindi anche suo marito vide le ombre?
D.B.:Questa persona…
A.B.: Vide una luce e delle ombre? O un’ombra…
D.B.:Si
A.B.: Basta, non ho altre domande.
P.M.: Basta nemmen’io. Grazie.
Presidente: Altre domande avvocato?
Avvocato Fioravanti: Nessuna.
Presidente: Allora signora invece ce n’è qualcuna. Quindi ricordiamo questi momenti. Innanzitutto, questa lampadina lei la vide, cioè la vide proprio o vide solo il chiarore all’interno dell’auto? Si rese conto che c’era una lampada perché c’era chiarore all’interno dell’auto?
D.B.:Era una torcia grossa così che era puntata su’ i’ vetro
Presidente: Era di forma circolare?
D.B.:Si.
Presidente: Quindi aveva una parabola circolare piuttosto grande?
D.B.:Queste torce grosse.
Presidente: Era grossa. Quindi aveva una parabola di diametro abbastanza grosso. Quindi faceva una luce discreta?
D.B.:S’illuminò tutta la macchina dentro!
Presidente: S’illuminò tutta la macchina. Senta signora quindi, diciamo che voi state scappando e cosa vi state dicendo in quel momento lì? Il su’ marito che gli stava dicendo? O lei a suo marito, se lo ricorda?
D.B.:Mah, ora proprio i particolari… Io non me lo ricordo. Si sarà detto: scappiamo perché c’è qualcuno che ci guarda! Io penso…
Presidente: Scappiamo. Ecco ma senta che era il Pacciani quando gliel’ha detto?
D.B.:Quando poi s’era, s’era un po’ calmata la cosa perché la paura fu tanta.
Presidente: Ecco ma quando, scusi?
D.B.:Quando s’arrivò a casa.
Presidente: Quando s’arrivò a casa. Cioè quella sera stessa cosa gli disse esattamente suo marito?
D.B.:“Lo sai chi era quello lì?” E allora me lo disse.
Presidente: E lei questo Pacciani lo conosceva?
D.B.:Lo conosco così di vista frequentando il paese di Mercatale.
Presidente: A quell’epoca?
D.B.:Si.
Presidente: A quell’epoca lei dove stava?
D.B.:Lì a San Casciano.
Presidente: A San Casciano. E lei conosceva il Pacciani a quell’epoca?
D.B.:Lo conoscevo come lo conosco ora. Così di vista, frequentando, gliel’ho detto, il paese…
Presidente: Veniva a Mercatale qualche volta questo Pacciani?
D.B.:Io?
Presidente: No il Pacciani.
D.B.:Si Pacciani stava a Mercatale.
Presidente: Stava a Mercatale. Quindi glielo disse la sera stessa?
D.B.:Si, quando s’arrivò a casa mi disse: “Lo sai chi era quello lì? L’hai riconosciuto chi gli era quello lì?” E mi disse chi era.
Presidente: Mostrava paura di questo fatto?
D.B.:I’ mi mari… insomma i’ mi’ fidanzato?
Presidente: Si, che fosse il Pacciani?
D.B.:Porca!
Presidente: “Porca” vuol dire si.
D.B.:Si.
Presidente: Ma glielo spiegò? Ma ora scusi ora è chiaro, dopo tutti questi fatti qui è là, uno può dire: “Uh che paura che ho del Pacciani” ma a quei tempi dice. “Hai visto chi era? Il Pacciani”, perché doveva aver paura allora del Pacciani?
D.B.:Perché s’era sentito a giro che gli era successo delle cose e… Insomma che c’era stato dei delitti, così e allora lì per lì uno è segno che ci abbia paura.
Presidente: ma riferiti al Pacciani già allora?
D.B.:Ma penso che allora Pacciani non c’entrava
Presidente: Ah, non c’entrava, allora non se ne parlava di delitti riferiti al Pacciani, allora perché questo Pacciani faceva tanta paura a suo marito? Provi a ricordare, se se lo ricorda perché capisco che…
D.B.:Perché c’era qualcosa che non andava, tutte le cose non andavano bene su di lui. Una gran cosa, una grande, come si dice? Ora un mi so spiegare…
Presidente: No dica pure con parole sue.
D.B.:No un mi so… Come si può dire?
P.M.: Reputazione.
Presidente: Cioè in pubblico non godeva di grossa conside… Estimazione diciamo?
D.B.:Come?
Presidente: In pubblico si diceva male di lui?
D.B.:Si appunto, la gente non diceva tanto bene di lui.
Presidente: Tanto bene di lui.
Avvocato Bevacqua: Scusi Presidente io devo fare una contestazione alla signora sulla base delle sue domande.
Presidente: Certo, prego.
A.B.: Senta signora lei quando fu sentita la prima volta, perché lei viene sentita due volte, va bene?
D.B.:Si.
A.B.: Se lo ricorda? Una volta con cinque persone e un’altra volta dal Dottor Vigna. Vero?
D.B.:Preciso.
A.B.: la prima volta che viene sentita con cinque persone lei dice esattamente così, io gliela leggo e poi lei mi dice se è vero o non è vero, lei non parla assolutamente che suo marito, allora fidanzato, gli ha detto un giorno dopo o comunque nell’immediatezza che quello era Pacciani e lei dice questo: “In un’altra occasione sempre negli anni ’78 era quasi mezzanotte e mentre eravamo in intimità un uomo si avvicinò con una pila accesa al vetro lato guida della vettura per spiarci, ci impaurimmo moltissimo ed il mio fidanzato ripartì immediatamente. La persona che spiava si allontanò nel bosco.” Quindi non si dice nulla chi è e chi non è. “In un’altra occasione sempre negli anni ‘78/’79 quando fummo molestati da un altro guardone che ho riconosciuto come Pucci Giuliano. Ricordo che io scesi di macchina per scacciarlo ed egli scappò per ritornare poco dopo a guardare dal vetro posteriore.” Bene?
D.B.:Si.
A.B.: “Nell’occasione ricordo che era di pomeriggio, verso le ore 15:00, era voce comune che il Pacciani Pietro abitante a Mercatale Val di Pesa maltrattava la sua famiglia”, questo lei ha detto allora, “maltrattava la sua famiglia”.
D.B.:Perché forse non è vero?
Presidente: -RIDE-
A.B.: Certo signora ma è proprio questo, capisce? E’ proprio questo.
D.B.:Si. Appunto.
A.B.: Quello che c’è in questo processo. C’è questo.
D.B.:E io gli ho detto quello che…
A.B.: Allora, “maltrattava la sua famiglia”, “In quegli anni mio marito abitava a Montefiridolfi ed egli mi diceva che il Pacciani era chiacchierato come guardone”, lei quel giorno ai Carabinieri e alla Polizia insieme non disse null’altro signora. Perché?
D.B.:Come non dissi altro?
A.B.: lei disse che Pacciani maltrattava la famiglia
D.B.:Si.
A.B.: E che secondo suo marito il Pacciani era un guardone. Punto e basta.
D.B.:Si e allora?
A.B.: Ah le sembra poco?
D.B.:io non gli ho mica detto che quella sera il Pacciani ci aveva la rivoltella per veni’ ad ammazzarmi, gli ho semplicemente detto che ci aveva una pila per illuminarmi dentro la macchina.
Presidente: Suo marito le aveva detto che quello era il Pacciani?
D.B.:Si vede che lui l’avrà riconosciuto.
A.B.: Ahaaa si vede che lui l’aveva riconosciuto. Ma lei non l’ha riconosciuto.
D.B.:Io vidi soltanto la macchina illuminarsi e quando lui scappò, quando io mi girai vidi l’ombra da i’ di dietro della persona.
A.B.: Ohooo. Ecco allora questa sera lei dice, conferma davanti alla Corte che questa pila era sulla destra dove stava lei o sulla sinistra? Sul lato guida?
D.B.:Ora come ora io mi ricordo che l’era la parte dov’ero io, poi se io l’altro giorno dissi da quell’altra parte… Tutte le cose, tutti i particolari non me li ricordo.
A.B.: Sono importanti i particolari.
D.B.:Va bene, eh lo so ma se non me lo ricordo
A.B.: Va bene. Grazie.
Presidente: D’altra parte dice la verità.
Avvocato Fioravanti: Presidente una sola domanda se permette.
Presidente: Avvocato Fioravanti. Silenzio.
A.F.: Io volevo sapere signora quanto era alta quest’ombra che lei ha visto? L’altezza dell’ombra.
D.B.:Mah, tanto alta la non era, sarà stata…
A.F.: Tanto alta non è una misura signora.
D.B.:Eh lo so ma unn’è che io le sappia giudicare tanto le altezze…
A.F.: Lei l’ha vista. Ha visto l’ombra.
D.B.:Certo che l’ho vista. Però ora non mi ricordo quanto poteva essere alta. Capito? Anche perché è passato diversi anni e non mi ricordo tutti i particolari.
Presidente: Tanto alto non gli sembrava. Così ha detto.
A.F.: Tanto alto non sembrava. Pucci nell’altra volta le sembrava tanto alto o no?
D.B.:Pucci lo vidi. Anzi scesi per scacciarlo, sicchè…
A.F.: E quanto è alto Pucci, signora?
D.B.:Non lo so quanto sarà alto
Presidente. Come suo marito? Di più o di meno?
D.B.:All’incirca sarà come lui. Non so.
A.F.: Senta, nella zona c’era molto verde? C’erano molte frasche? Molti alberelli? Era chiusa come zona?
D.B.:Quando? La notte?
A.F.: Si, nella piazzola.
D.B.:La piazzola l’è… Insomma c’è gli alberi alti ma non è che ci sia stato il verde. Il verde era d’intorno.
A.F.: D’intorno si, la boscaglia. C’era boscaglia?
D.B.:Intorno e lì c’è la piazzola dove ci si ferma le macchine.
A.F.: C’era la luna?
D.B.:La luna.
A.F.: Non era piena? Luna.
D.B.:Luna.
A.F.: Senta una cosa il vetro della macchina lato no guida ma lato passeggero, lato suo, era aperto?
D.B.:No era chiuso.
A.F.: Era chiuso. Vetro lato passeggero, vetro lato guida era aperto o chiuso?
D.B.:Questo non me lo ricordo. Sarà stato aperto perché generalmente lui lo tiene sempre aperto, comunque questo non glielo so dire, ecco, non lo so, cioè non me lo ricordo.
A.F.: Grazie.
Presidente: Altre domande signori?
P.M.: Nessuna grazie.
Presidente: Può andare signora grazie. Buonasera
D.B.:Buonasera.
P.M.: Presidente le dico subito che c’erano altri due testi, non so se è il caldo se è la giornata, aspettavano qua da stamani, due si sono sentiti poco bene e mi sono permesso un’oretta fa di mandarli via, quindi bisogna aggiornarci a domani come numero di testi.
Presidente: Mi spiace, il problema del caldo si farà sentire perché io ho ricevuto una lettera del Sindaco il quale mi dice che pur mettendocela tutta ci vorranno due mesi di lavoro non di meno e tra l’altro ci vorrà l’aula a disposizione per i lavori, i tecnici mi avevano detto esattamente il contrario e purtroppo quindi… Non so come potremo andare avanti…
P.M.: Se otteniamo qualche mezzo provvisorio
Presidente: Vediamo, vediamo. Signori ci aggiorniamo comunque a domani mattina alle ore 9:00. L’udienza è tolta buonasera.

martedì 21 dicembre 2010

Romano Pierini - Deposizione del 25 maggio 1994 - Terza parte

Segue dalla seconda parte.


A.B.: Non vede più nulla. Quindi lei ha visto una sagoma?
R.P.: Si eh!
A.B.: Perché non l’ha denunziata subito questa cosa ai carabinieri? A suo tempo? Nel ’79?
P.M.: Cosa doveva denunciare? Sarebbe pieno di denuncia la mattina.
R.P.: Io no. Io non denunciai nulla perché vedendo uno con la pila
P.M.: Gli aveva fatto qualcosa?
R.P.: Signor Presidente mi sembra che… assurdo…
P.M.: Per carità del Dio!
A.B.: Allora io le voglio fare una domanda.
Presidente: L’avvocato le fa questa domanda, è libero di farla.
A.B.: Questa domanda. Dunque lei è vero che è stato sentito insieme alla sua fidanzata?
R.P.: Si.
A.B.: Insieme dal Maresciallo dei Carabinieri e dai poliziotti?
R.P.: Si.
A.B.: Tutti e due insieme? Se lo ricorda questo?
R.P.: Si.
A.B.: Perché lei è stato chiamato da carabinieri quando?
R.P.:Io sono stato chiamato, guardi, forse mi ricordo anche il giorno, sono stato chiamato nell’ottobre del 1992.
A.B.: Bravo. Il 17.
R.P.:Il 17
A.B.: Ha visto, è una giornata tremenda il 17.
R.P.:Eh?
A.B.: Va bene. In questo giorno lei dice: “Era quasi mezzanotte” mi scusi Presidente, ecco perché mi ricordavo la mezzanotte…
R.P.:Un me lo ricordo…
A.B.: Eh?
R.P.:Io ho detto le nove e mezzo, poi…
A.B.: Era, dice però mezzanotte, qua, la mezzanotte deve quadrare in qualche modo
Presidente: Dopo cena ha detto, le 9:00 dopo cena
A.B.: Però qua c’è scritto “era quasi mezzanotte”
Presidente. E vuol dire che era mezzanotte, allora ricordava meglio, forse.
P.M.: Mi scusi, per correttezza, “era quasi mezzanotte” lo dice la donna!
A.B.: Certo ma poi lo conferma anche lui.
P.M.: No. La domanda è stata fatta alla donna.
R.P.:Io non me lo ricordo c’è qualche cosa
P.M.: Era quasi mezzanotte, eran passati dieci anni!
Presidente: Va be’ tanto signori…
A.B.: Eran passati dieci anni.
P.M.: Alla donna contestiamo che
Presidente: Ma la cosa non si sposta
P.M.: Una persona diversa che era mezzanotte…
A.B.: Non si sposta. Certamente. Volevo domandarle un’ultima cosa che… Lei è vero che un’altra volta fu avvicinato, in occasione di queste effusioni amorose che lei aveva con sua moglie, allora fidanzata, da un altro signore
R.P.:Si, si, si.
A.B.: Tal Pucci. Ecco, come sagoma questo Pucci assomiglia al Pacciani? Come sagoma?
R.P.:No. Gli è un omo piccino, basso…
A.B.: E lui invece è du’ metri?
R.P.:Si, no. Gli è più piccino perché, insomma…
A.B.: Lei l’ha visto anche questo di notte?
R.P.:No gli era di giorno allora. Una sera
A.B.: Ahaa, questo…
R.P.:Una domenica sera di giorno.
A.B.: E questo lo vide bene.
R.P.:Si, si.
A.B.: Oh, invece lui lo vide con la pila.
R.P.:Gli era di giorno come ora!
A.B.: Era di giorno come ora. Senta Presidente io non avrei altre domande sul punto però vorrei fare qualche domanda alla signora e poi eventualmente anche a loro, a lui insieme perché c’è una cosa che vorrei chiarire.
Presidente: Be, vedremo.
A.B.: Grazie.
Presidente: Avvocato Fioravanti ha domande da fare?
Avvocato Fioravanti: No Presidente, io volevo insistere con una istanza che aveva fatto l’avvocato collega che i testi devono essere fuori dall’aula e non con la porta aperta a sentire tutto l’interrogatorio.
Presidente: Quella è la stanza del Pubblico Ministero
A.F.: E lo so però
Presidente: Non ci dovrebbero stare i testi salvo che per motivi
P.M.: Presidente io vorrei allora farle presente un problema perché è un problema che io ho da tempo, mi risulta…
Presidente: Non me lo ha manifestato.
P.M.: No, no ma mi è venuto in mente ora, mi risulta che parte dei dibattimenti vengono trasmessi in diretta da una radio, noi non possiamo impedire ai testi lontani di sentire la radio quindi il problema della porta aperta è uguale identico alla radio.
Presidente: E va be’ se anche lo trasmettono in differita mi sembra…
P.M.: No, no in diretta. E quindi è allora un falso problema.
Presidente: No, i testi non possono stare
P.M.: Non ce ne sono.
Presidente: Devono stare fuori dell’aula.
P.M.: Chiudiamo sicuramente la porta, stia tranquillo.
Presidente: Se c’è qualcuno, per motivi di servizio, lì dentro, la porta deve essere chiusa.
P.M.: Non ne ho la più pallida idea io non controllo cosa c’è nelle porte lontane, comunque se cortesemente quella porta qualcuno la chiede, siamo disponibilissimi a dire a quei signori di andarsene in Questura e di chiamarli quando ne abbiamo bisogno, se è necessario.
Presidente: Va bene, sarebbe meglio, forse, per evitare…
P.M.: Lo facciamo, lo facciamo, lo facciamo.
Avvocato Fioravanti: Nessuna domanda devo fare.
Presidente: Dunque senta adesso signori Pierini. Riandiamo a quella sera, voi state facendo l’amore sul sedile della macchina, come accade tante volte, quindi lei vede questa lampada, questa lampada come se ne rende conto? Vede un chiarore dentro l’auto?
R.P.:Esatto.
Presidente: Ovviamente. Lei ha la testa girata?
R.P.:Certo.
Presidente: Questo chiarore si riferiva poi a questa famosa lampada
R.P.:Mhm
Presidente: Ricorda se questa lampada intanto era, questa luce veniva dal finestrino lato guida? Oppure dal lato…
R.P.:No da quell’altro lato.
Presidente: Dall’altro lato dov’era lei.
R.P.:Si, si dov’era la ragazza diciamo.
Presidente: Ecco.
R.P.:Dal lato destro.
Presidente: Dal lato destro, quindi dov’eravate voi in quel momento.
R.P.:Si,si.
Presidente: Lì per lì lei rimase un pochino sorpreso
R.P.:E’, si.
Presidente: Poi che fece? Si alzò di scatto?
R.P.:Alzai il capo, vidi e poi via.
Presidente: Ecco, un momento. Il concetto è chiaro, lei se l’è data a gambe. Intanto le domando, altre volte si era trovato in una situazione simile? Anche non in quel luogo lì?
R.P.:E… e.. no, perché noi fori non è che si andesse di molto. No.
Presidente: Quindi quella era la prima volta.
R.P.:Difatti quella fu l’ultima volta poi non siamo tornati più.
Presidente: Fu anche la prima volta che si trovò in una situazione simile?
R.P.:E si di notte perché poi, di giorno come ha detto l’avvocato…
Presidente: Con un guardone di notte.
R.P.:Quello lì. Si, si di notte.
Presidente: Quindi lei rialza il capo, guarda fuori del finestrino?
R.P.:Eh?
Presidente: Guardò fuori del finestrino?
Si, si, si.
Presidente: Il finestrino era abbassato? Semi-abbassato?
R.P.:Si è! Ora…
Presidente: D’estate probabilmente sarà stato…
R.P.:Certo.
Presidente: Va be’, comunque quello… Ecco, quindi lei vede questa luce, quando lei alzò il capo questa luce che fece?
R.P.:Quando alzai il capo, questa luce, ora, icchè la fece? La… Un me lo ricordo, se la s’allontanò un pochino, se abbassò la mano…
Presidente: Ecco ma le domando: lei riconobbe, lo ha detto, il Pacciani
R.P.:Si.
Presidente: E di questo ne è sicuro?
R.P.:Bah!
Presidente: Ma in questa situazione di buio, naturalmente, con in più questa luce che sicuramente in un primo momento l’ha abbagliata, le è stata proiettata negli occhi, comunque addosso, come fa a dire che fosse proprio il Pacciani? L’ha riconosciuto con sicurezza?
R.P.:
Presidente: Glielo domando.
R.P.:Io l’ho detto, per me…
Presidente: Potè vederne le fattezze?
R.P.:Eh.
Avvocato Bevacqua: Che vuol dire “eh”?
Presidente: Cioè “sì”?
R.P.:Sì.
Presidente: Ecco, per vedere le fattezze di una persona ovviamente questa persona deve trovarsi in una situazione di luce anche precaria ma sufficiente
R.P.:Certo ma ora un mi ricordo se c’era anche la luna, mi pare.
Presidente: Quindi c’era una situazione ambientale che comunque le fattezze di questa persona lei è sicuro di averle viste bene.
R.P.:Là un me lo ricordo se c’è un lampione, se c’è o là alla strada… Un me lo ricordo però, mi pare.
Presidente: C’era del chiarore che veniva dalla strada anche?
R.P.:Eh mi pare che ci sia stato un lampione, c’è un cancello più in su, c’è una villetta…
Presidente: Quindi lei dice che la situazione ambientale non era di notte fonda, di buio assoluto ma c’era un chiarore ambientale che derivava, lei ha detto c’era la luna.
R.P.:Bhe, mi sembra, si.
Presidente: Sembra che ci fosse la luna e poi forse anche un lampione lungo la strada.
R.P.:E poi forse anche un lamipine, si.
Presidente: Comunque quello che volevo sapere è questo: lei è sicuro d’aver riconosciuto proprio il Pacciani. Mi dica una cosa, ma questo Pacciani lei lo conosceva… lei dove abita? Scusi, ha detto?
R.P.:Ora?
Presidente: No, allora dove abitava?
R.P.:Allora abitavo sopra Montefiridolfi.
Presidente: Sopra Montefiridolfi.
R.P.:Mhm
Presidente: Quindi il Pacciani lo conosceva bene?
R.P.:Di vista, di vista.
Presidente: Di vista si.
R.P.:Di vista. Io un ci ho mai parlato…
Presidente: Però lo vedeva frequentemente?
R.P.:Eh?
Presidente: A Montefiridolfi, che non è una metropoli, lo vedeva frequentemente?
R.P.:Si, poi l’ho rivisto a Mercatale, San Casciano, così.
Avvocato Bevacqua: Presidente, si ma questa zona che dice che c’era questo lampione che è in città allora?
R.P.:No perché vicino, lì sotto c’è come un ristorantino, a due o trecento metri ma quello però gli è distanti, però più su mi sembra, un me lo ricordo, però mi sembra io ce l’ho visto, c’è un cancello e c’è una villetta.
A.B.: Ma lei era davanti al cancello?
R.P.:Eh?
A.B.: Lei era davanti al cancello?
R.P.:No di qua alla strada
A.B.: Di qua alla strada quindi non si vede
R.P.:Insomma sulla strada.
A.B.: Sulla strada?
R.P.:Si.
A.B.: Era nascosto?
R.P.:Si. Lì lungo la strada.
A.B.: E dove ci si nasconde non ci sono i lampioni perché non ci si deve far vedere, o no?
R.P.:Si ora un me lo ricordo se questo lampione… Mi sembra che a questo cancello che ci fussi stato anche una luce pubblica, ecco. Però gliè passato tant’anni eh!
A.B.: Ma dico, in genere due amanti, due ragazzi che si voglian bene, due che vogliono fare come lei, uno sopra e uno sotto, non si mettono vicino alla luce, o no?
R.P.:Si ma sa…
A.B.: Si o no?
R.P.:Come?
A.B.: Si o no?
R.P.:Come?
A.B.: Si mettono alla luce per farsi vedere? Ha capito cosa le voglio domandare?
R.P.:Si
A.B.: In genere si nascondono. Quindi si ammacchiano, come si suol dire.
R.P.:Si, noi s’era…
A.B.: E quindi lei era ammacchiato?
R.P.:No, lungo la strada, lì.
A.B.: Ma nella macchia. Vicino a una macchia…
R.P.:C’è delle piazzole lì.
A.B.: C’è delle piazzole e s’è messo là, nelle piazzole non ci sono, in genere, a parte la luna, non credo che ci siano anche delle luci.
R.P.:No, no lì no.
A.B.: Lì non c’erano. Quindi c’era solo la pila
R.P.:Si.
A.B.: Grazie. Grazie.
R.P.:Lì c’era la pila.
Presidente: Senta, un’altra cosa che volevo domandarle, scusi avvocato Colao, per tornare a come è stato contattato dai Carabinieri. Sono venuti da lei su indicazione di qualcuno?
R.P.:No a me mi fu telefonato a casa.
Presidente: Lei di questo fatto ne aveva parlato a volte in giro? A suo tempo eh…
R.P.:No, no, no. In giro, ne avrò parlato a casa ma fuori no.
Presidente: Si, certo prego.
XXX : Scusi, ci vuole chiarire, però non so se si sappia… Funziona? Ecco, i Carabinieri quando la convocarono le chiarirono come erano arrivati a lei? Glielo spiegarono? L’abbiamo chiamata, abbiamo chiamato lei signor Pierini invece di Mario Rossi perché sappiamo che, faccio un ipotesi, perché ci interessa di capire come sono arrivati a lei e perché.
R.P.:No, io…
XXX : Glielo dissero?
R.P.:Un me lo ricordo bene ma insomma mi dissero… Cominciarono a farmi delle domande, durante che, s’era fidanzati, se ci si appartava, se s’era avuto, se s’era visto della gente vicino alla macchina, così.
XXX : Ho capito ma lei capisce bene che non è che l’hanno chiesto a tutta la popolazione giovanile della sua zona
R.P.:Certo.
XXX : Se l’hanno chiesto a lei un motivo ci sarà. Gliel’hanno chiarito?
R.P.:Mah io..
XXX : Non gliel’hanno chiarito.
R.P.:Un me lo ricordo.
Presidente: Vorrà dire che i verbalizzanti ce lo spiegheranno.
P.M.: Ce lo spiegheranno, tra l’altro l’hanno scritto in testa al verbale, così leviamo…
R.P.:Noi non ce l’abbiamo.
P.M.: Si, no, no, lo dicevo perché abbiamo la possibilità e la fortuna di chiederlo ai verbalizzanti che sono citati come testi e che non sono nell’aula né c’erano prima.
Presidente: Avvocato Colao
Avvocato Colao: Prego, ecco lei ha detto che ha visto il Pacciani, ha detto così e le faccio una domanda, la luce della lampadina tascabile era una luce forte o flebile? Una luce può essere o un faro o una piccola luce, secondo lei com’era questa luce?
R.P.:Ma ora… La luce gli’era abbastanza… E’ passato tant’anni ma insomma gli’era una luce abbastanza picchiante, insomma.
A.C.: Ecco ed era… Questa luce era alliniata col volto della persona che lei ha riconosciuto o era discosta dal volto della persona? Cioè era sulla stessa linea la luce o lontana?
R.P.:
A.C.: Ci pensi con calma.
Avvocato Bevacqua: Ha già detto, scusi. Ha già parlato.
A.C.: No ma scusa lascialo rispondere.
A.B.: No ha già detto. Era a quaranta centimetri dalla pila.
R.P.:Si, ora, ho detto a quaranta, venti…
A.C.: Allineata o discosta? E’ importante questo.
R.P.:Chi se lo ri… Volevo dire, unn’ha mica il metro uno!
A.B.: certo.
Presidente: Non ho mica il metro, dice.
A.C.: Ma di lato o davanti?
R.P.:Eh?
A.C.: La luce era davanti al viso della persona…
Presidente (fuori microfono): Non se lo ricorda bene.
A.C.: …O di lato?
R.P.:A i’ viso mio?
A.C.: Del Pacciani. C’era il Pacciani
Presidente: O presunto tale
A.B.: Io mi oppongo scusi.
Presidente: O presunto tale, avvocato, via…
A.B.: C’era un tizio il quale aveva una luce in mano.
Presidente: L’individio, diciamo.
A.B.: L’individuo.
A.C.: L’individuo. Io infatti stavo parlando
Presidente: E va be’, via, si capisce
A.C.: Questa luce, allora, non so se mi spiego, era davanti al viso di questo individuo o era di lato? Perché il viso voleva vedere dentro? No? Com’era?
R.P.:La luce… Sarà stata un po’ discostata, un me lo ricordo ora. Io veddi questa…
A.C.: D’accordo, grazie.
Presidente (fuori microfono): Avete altre domande? Avvocato Pellegrini.
Avvocato Pellegrini: A questo punto mi sembra importante, la lampadina la teneva bassa o alta questa persona?
R.P.:Da prima faceva pari del finestrino, quando alzai il capo
A.P.: pari del finestrino, quindi all’altezza della vita?
R.P.:Si. Vers.. Si. All’altezza dei vetri, a metà finestrino.
A.P.: A metà finestrino?
R.P.:Si. Circa.
A.P.: Su una macchina, una 126, una 127, cos’era?
R.P.:E quello un me lo ricordo di preciso.
A.P.: Una utilitaria
R.P.:Si. Certo.
Presidente: Avvocatessa, lei.
Avvocatessa: Scusi signor Pellegrini ma lei ci ha detto che era, Pierini, scusi, lei ci ha detto che era estate, poteva essere giugno o luglio? O che mese era? Se lo ricorda approssimativamente?
R.P.:Ehee no. Mi ricordo era una stagione buona, abbastanza calda anche.
Avvocatessa: Comunque alle nove di sera era già buio totale oppure c’era ancora un po’ di chiarore dato dal sole che non era ancora tramontato completamente?
Avvocato Bevacqua: -Incomprensibile-
Avvocatessa: Il signore ha detto le nove.
R.P.:Ho detto le nove e mezzo però io…
Avvocatessa: Si ma non è importante l’ora esatta è importante se c’era ancora un po’ di chiarore
Presidente: Il sole era tramontato?
R.P.:Il sole l’era tramontato.
Avvocatessa: Quindi era buio totale?
R.P.:Si.
Avvocatessa: O c’era ancora un po’ di chiarore tale da consentire di vedere eventualmente il volto?
Avvocato Bevacqua: Non suggerisca la riposta per cortesia. Abbia pazienza. La risposta no.
Avvocatessa: C’era ancora un po’ di chiarore?
R.P.:Si, se gli era le nove e mezzo d’estate
Presidente: No questo non può dirlo. Ha capito?
R.P.:Si, si.
Presidente: Non tragga deduzioni. Senta lei… Avvocatessa più di questo non si può dire, eh!
R.P.:Io un me lo ricordo.
Presidente: Se ero allora io, lui ha detto che comunque in quelle condizioni di luce, sarà la luna, sarà il lampione, sarà qualche cosa o non sarà, comunque in quelle condizioni di luce lui è riuscito a distinguere in quella figura con la lampadina il Pacciani. Secondo lui.
Avvocatessa: A me sta bene. Era solamente per fornire un quadro.
Presidente: Certo, certo.
Avvocatessa: E un’altra cosa lei raccontò l’episodio in paese a qualcuno?
R.P.:No, no.
Avvocatessa: Grazie.
R.P.:Unn’ho raccontato nulla.
Presidente: Possiamo licenziarlo?
P.M.: Senz’altro Presidente.
Presidente: Allora per il momento può andare di là signor Pierini, aspetti se ci fosse ancora qualche domanda da rifarle. Nel frattempo può andare via.

lunedì 20 dicembre 2010

Romano Pierini - Deposizione del 25 maggio 1994 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.

Presidente: : Signori avvocati di parte civile niente.
Avvocato Bevacqua: : Signor Presidente io devo fare un’istanza piuttosto antipatica ma la devo fare. Mi dispiace per gli uomini di legge, perché gli uomini di legge sono, cioè…
Presidente: idente: : Avvocato non ci…
A.B.: Gli ufficiali di Polizia Giudiziaria che sono stati citati tutti come testimoni in questo processo e sono sempre nell’aula.
Presidente: Io non li vedo avvocato.
A.B.: E io li vedo. Li vedo e li rivedo.
Presidente: Allora diciamo che…
A.B.: E sono, dico quali sono: Ruggero Perugini, Riccardo Lamperi, Alessandro Venturini, Mario Spina, Callisto Di Genova, Paolo De Simone, Nunziatina Mantini, Paola Baghino, Livia Scirocchi, Giampero Mella, Giuseppe Pizzo, Enrico Colagiacomo, il Capitano Paolo Scriccia, Arturo Minoliti, Pietro Frillici.
Presidente: Eh si. Lei ha perfettamente ragione.
P.M.: Sono tutti questi elencati nell’aula?
Avvocato Fioravanti: Si.
A.B.: Io ho detto queste persone non dovrebbero stare in aula.
P.M.: Se ce n’è…
A.B.: Non lo so se ci sono o non ci sono.
P.M.: Ah, ecco, perfetto!
Presidente: Ci sono o non ci sono? Io, perdoni ma non li vedo.
A.B.: Io li conosco, li stimo moltissimo ma purtroppo non ci possono stare.
Presidente: Va bene, certamente. Se ci sono e non ci devono stare
P.M.: Lo sanno.
Presidente: Lo sanno, quindi se non lo ricordano glielo ricordiamo
A.B.: Dall’inizio speravo che non ci stessero ma…
Presidente: Avvocato lei me lo doveva segnalare prima.
A.B.: No deve dare atto il signor Pubblico Ministero
P.M.: Per una persona me l’ha detto e non c’è! Gli altri sono stati avvertiti.
Presidente: E allora io ovviamente non posso che ricordare l’obbligo
P.M.: Ce ne sono due soli di quell’elenco, stiamo pure tutti tranquilli.
Presidente: A futura memoria non c’è nessuna malizia
P.M.: Benissimo. Di quindici ce ne sono due soli, però ci sono in questo momento, ora non ci sono più…
Presidente: Non ci sono più e non ci devono essere.
A.B.: Pubblico Ministero mi deve dare atto della mia lealtà io…
P.M.: E la persona che c’era infatti, appena l’ha ricordato a quella persona, a cui era stato detto ma…
Presidente: Benissimo. Torniamo al teste.
A.B.: Allora senta signor Bend... Band… Signor? Lei si chiama…
Presidente: Perini
R.P.: Pierini
A.B.: Bandinelli è la moglie. Senta che lavoro fa lei? Mi scusi.
R.P.: Sono operaio.
A.B.: Operaio di che cosa?
R.P.: Sono una cantina vinicola abbastanza…
A.B.: Famosa.
R.P.: Famosa.
Presidente: Può dirci anche il nome tanto…
R.P.: Marchesi Antinori
A.B.: Ah, allora!
Presidente: Le cantine Antinori. Giustamente famose. Tutti le conosciamo.
A.B.: No, io, ecco, le volevo domandare come ha fatto lei, com’è stato, si è recato lei da qualcuno? E’ andato lei da qualcuno a dire queste cose oppure è stato qualcuno a venire da lei?
R.P.: No, no, voce così n’essere a i’ barre, nella piazza, nì posto di lavoro a volte…
A.B.: La voce di che?
R.P.: Eh?
A.B.: Ci sono voci e voci. Dico, no? Volevo domandare è andato lei spontanemante…
R.P.: No, no, no.
A.B.: Dal maresciallo a dire queste cose? O è venuto il maresciallo da lei?
R.P.: A dire icchè?
A.B.: A domandargli di queste cose.
R.P.: No, no voci così di gente comune.
Presidente: : Forse non ha capito la domanda. Signori silenzio.
A.B.: E’ andato lei a dire a qualcuno di questo episodio che le era accaduto o è stato qualcuno a domandare a lei: Ma le è mai accaduto un episodio del genere?
R.P.: Ma il fatto accaduto degli Scopeti?
Presidente: Si.
R.P.: Ah, la dice?
A.B.: Si.
R.P.: No, no son stato chiamato.
A.B.: Da chi è stato chiamato?
R.P.: Dai Carabinieri.
A.B.: Ecco, ma come l’hanno chiamato? Così?
R.P.: Eh?
Presidente: Come l’hanno… Perché l’hanno chiamato?
A.B.: Non guardi! Guardi me, guardi me io son… non sono bello ma insomma… Abbia pazienza. Guardi me, che cosa, che cosa le hanno detto?
R.P.: Mi hanno chiamato e hanno fatto delle domande.
A.B.: Che domande? Ce lo dica, tanto qua…
R.P.: Si, dì Pacciani…
A.B.: E che cosa le hanno domandato?
R.P.: Eh?
A.B.: Che cosa le hanno domandato?
R.P.: M’hanno domandato se avevo visto Pacciani, qui e là e…
A.B.: Qui e là dove? Che cosa le hanno domandato esattamente?
R.P.: Eh?
A.B.: Che cosa le hanno domandato? Se aveva visto Pacciani dove?
R.P.: M’hanno domandato dove avevo visto Pacciani durante…
A.B.: Perché loro sapevano che aveva visto Pacciani?
R.P.: Eh?
A.B.: Loro sapevano che aveva visto Pacciani?
R.P.: No l’hanno saputo quando l’hanno domandato.
A.B.: Quindi loro non lo sapevano.
R.P.: No.
A.B.: Loro non lo sapevano che lei aveva visto Pacciani?
R.P.: No.
A.B.: Non lo sapevano. Però, dice, vediamo, lui evidentemente, zac, si va e lei lo sa. Aveva visto Pacciani.
R.P.: Si.
A.B.: Ohoo e lei l’ha visto una notte Pacciani.
R.P.: Si, di sera.
A.B.: Una sera o di notte?
R.P.: Si dopo cena verso le 9:00 e mezza.
A.B.: Lei ha detto mezzanotte.
Presidente: No, avvocato!
P.M.: Non l’ha detto avvocato.
A.B.: No, non lo so, di notte? No ho sbagliato io è un’altra cosa. Va be’ ma arriviamo anche a questo.
Presidente: Verso le 9:00, dopo le 9:00.
A.B.: Scusi, che era? Estate? Inverno?
R.P.: No, no gli era stagione bona. Estate.
A.B.: Estate. E lei aveva il finestrino aperto? Chiuso? Macchina scoperta? Coperta?
R.P.: No il finestrino sarà stato giù, insomma a metà, un me lo ricordo, è passato vent’anni.
A.B.: Vent’anni.
R.P.: Si insomma sedici anni. Se è successo nel ’79!
A.B.: ‘78/’79…
R.P.: ‘78/’79.
A.B.: Senta e lei cosa ha visto? Lei era in intimità… Ora ci deve dire tutto dell’intimità, abbia pazienza, tanto, tanto… E l’intimità com’era lei? Dov’era messo? In macchina…
R.P.: S’era lì in macchina, gli era un quarto d’ora…
A.B.: E, si, do… qua… Quando lei ha visto questo lumicino, perché lei ha visto un lumicino no? Ha avuto paura del lumicino? O no?
R.P.: Si.
A.B.: Vede il lumicino che lo illumina, il lumicino lo illumina… Ecco, illumina lei? Illumina la sua ragazza che poi diventa moglie? Era sopra di qualcuno? Lei era sotto? Eravate insieme? Eravate abbracciati? Eravate così a parlare?
R.P.: S’era lì in macchina, ora non me lo ricordo, lì in intimità, s’era di certo.
A.B.: In intimità.
Presidente: Stavate facendo all’amore insomma.
R.P.: Ehh bravo!
A.B.: Ohoo
Presidente: Bravo…
A.B.: Stava facendo all’amore. Bravo lei che faceva all’amore!
Presidente: Silenzio, silenzio per favore. Silenzio.
A.B.: Lei stava facendo all’amore giusto? Ohooo e l’amore normale o l’amore…
P.M.: Presidente io faccio l’opposto delle contestazioni che mi sono state fatte fin’ora. Non lo so…
A.B.: Io voglio sapere come lui ha fatto a vedere. E quindi voglio sapere com’era, dov’era, in che posizione si trovava lui e si trovava la sua fidanzata. Mi pare che questo teste…
Presidente: Va bene. Grosso modo naturalmente. I particolari li eviti.
A.B.: Grosso modo se se lo ricorda. Era in eh?? Oppure era ancora in atteggiamento
R.P.: No s’era in atteggiamento…
P.M.: Presidente, rimaniamo almeno nel decente
Presidente: Be’, va be’, per favore, per favore! Smettiamola.
R.P.: Il teste dovrà…
Presidente: Pubblico Ministero lasciamo fare le domande semmai ci penso io. Allora, l’avvocato vuol sapere se lei, mentre stava facendo all’amore, era comunque in posizione tale… Comunque se poteva vedere chi le proiettava questa luce addosso.
R.P.: Si ero lì, sarò stato lì…
A.B.: Sarà stato o era?
Presidente: Che macchina aveva?
R.P.: No ero ma ora la posizione…
A.B.: Era di sopra? Di sotto?
R.P.: Di so… No sarò stato di sopra!
A.B.: Sarà stato di sopra. Ohooo!
R.P.: Ero di sopra.
A.B.: Quindi finalmente un fatto normale. Va bene? Lei era di sopra giusto?
Presidente: Scusate un momento è stato domandato al teste che macchina era la sua? Se la ricorda?
R.P.: Un me lo ricordo perché la cambiai, prima avevo la Cinquecento prima, prima…
A.B.: Ah! Sarà difficile…
R.P.: Nel ’79 forse avevo la Centoventisette. Allora.
A.B.: Color bianco, pisello, com’era?
R.P.: Se avevo la centoventisette mia si era bianca. Invece se gli era quella della mi’ ragazza gli era gialla.
A.B.: Gialla. Allora…
Presidente: Era sempre una 127?
R.P.: Si.Si.
A.B.: Quindi lei era di sopra alla ragazza. Questa luce, questo lumino, questa… Dove lo vide lei? Lei era così… E faceva…
R.P.: Alzo la testa e…
A.B.: Alza la testa?
R.P.: Si.
A.B.: Si è girato dal finestrino e si vede davanti a lei che cosa?
R.P.: La lampadina.
A.B.: La lampadina. Ohooo, vede la lampadina, quindi vede una luce che l’abbaglia, che fa lei in quel momento?
R.P.: Icche fo?
A.B.: Eh..
R.P.: Vo via, l’ho detto dianzi.
A.B.: Quindi lei vede una luce?
R.P.: Si vedo una luce e vedo un signore
A.B.: E come fa a vedere il signore con la luce davanti?
R.P.: Bene!
A.B.: Bene come? Che giorno era?
R.P.: Insomma bene, gli era lì di notte ma vidi, fisicamente, insomma.
A.B.: Come?
R.P.: Fisicamente. Da i’ fisico.
A.B.: E dal fisico che vuol dire?
R.P.: Dalla statura.
A.B.: Scusi, la teneva in bocca la lampadina? Dove la teneva?
R.P.: L’avrà avuta in mano.
A.B.: L’ha vista la mano lei?
R.P.: Eh?
A.B.: L’ha vista la mano lei?
R.P.: Si.
A.B.: Ha visto la mano e la faccia a che distanza l’aveva dalla mano?
R.P.: Dalla mano? La faccia dalla mano?
A.B.: E’!
R.P.: A quaranta centimetri.
A.B.: Quaranta centimetri lei vede la pila, la mano e la faccia di questo signore? E lo riconosce?
R.P.: Mah, si, fisicamente.
A.B.: Fisicamente che vuol dire?
R.P.: A i’ fisico, alla statura!
A.B.: Alla statura e al fisico.
R.P.: Si. A i’ fisico della persona.
A.B.: Con la pila in mano?
R.P.: Si, con la pila.
A.B.: Con la luce in faccia?
P.M.: Ha detto di si già tre volte Presidente! Tre volte ha detto di si.
Presidente: Silenzio, silenzio, Pubblico Ministero lasciamo che il difensore faccia le domande.
A.B.: Voglio capire, voglio capire! Mentre lei sta facendo l’amore si vede una luce
R.P.: No ma io vedo…
A.B.: Stava facendo l’amore, lei stava di sopra, vede una luce
R.P.: Si.
A.B.: Ha paura, vede il braccio, la luce è qua, la distanza, la faccia e lei riconosce Pacciani di notte?
R.P.: Alzo il capo e io vedo
A.B.: Alza il capo?
R.P.: Si. La testa.
A.B.: E lei riconosce…
R.P.: Io…
A.B.: Va be’ faremo un esperimento sul punto, Presidente.
P.M.: Va be’ l’ho faremo.
R.P.: Per quanto che abbia potuto constatare si.
A.B.: Che significa “per quanto ha potuto constatare”? Me lo spieghi.
P.M.: Presidente, mi scusi…
Presidente: No, no, no Pubblico Ministero lasciamo la difesa che faccia le domande.
A.B.: Come mi spiega, come ha fatto a constatarlo? Quando l’ha constatato?
R.P.: Subito, quando…
A.B.: Subito quando?
R.P.: Alzo la testa, vedo la lampadina, alzo il capo e vedo…
A.B.: Alza il capo e che fa?
R.P.: E vedo l’omo, insomma, vedo la persona.
A.B.: Vede la persona? E la lampadina resta lì?
R.P.: La lampadina non me lo ricordo se
A.B.: No lei se lo deve ricordare perché se vede la faccia si deve ricordare dov’è andata a finire la lampadina.
R.P.: Si, la lampadina proiettava verso la macchina
A.B.: Verso la macchina, quindi anche verso di lei?
R.P.: Certo.
A.B.: Ma lei lo sa… L’ha mai vista una lampadina di notte? L’ha mai vista una persona di notte con la lampadina? Che tiene la lampadina e un altro che è illuminato… Ha mai visto quell’altro che è illuminato che riesce a riconoscere quello che tiene la lampadina? L’ha mai visto lei?
R.P.: Cosa?
A.B.: Dico, si è mai reso conto che è impossibile? No, dico, lei se lo deve ricordare perché qua c’è una persona che rischia tanto, capisce?
R.P.: Si, si.
Presidente: Avvocato, avvocato.
P.M.: Ora mi sembra…
Presidente: Ora lasciamo stare perché cosa rischia Pacciani non si sa.
A.B.: Voglio sapere come ha fatto, mi scusi Presidente
Presidente: Insomma… Ha capito il senso? Dice l’avvocato se lei aveva la lampadina piantata in faccia e quindi era abbagliato…
P.M.: Ha detto era a tre metri eh, non dimentichiamocelo.
R.P.: L’avrà abbassata la lampadina quando ho alzato il capo l’avrà abbassato la lampadina!
A.B.: L’avrà abbassata o l’ha abbassata?
R.P.: L’ha abbassata, io…
A.B.: E dove l’ha messa? Lei si ricorda tutto, mi deve dire dove ha messo la lampadina.
R.P.: Non lo so, l’avrà messa fuori, l’avrà messa…
R.P.: L’ha messa o l’avrà messa? Lei deve ricordare un fatto. Perché noi da questo fatto che lei ricorda dobbiamo trarre delle conclusioni che sono importanti. Va bene?
R.P.: Mhmm.
A.B.: Capisce che cosa? Ecco…
P.M.: Non so se è un’intimidazione al teste…
Presidente: Nooo
P.M.: Va bene.
A.B.: Sono importanti.
Presidente: Non forziamo la situazione.
P.M.: Non forziamo, esatto.
Presidente: Il teste… Lei deve stare assolutamente tranquillo comunque.
R.P.: Si, si io son tranquillo.
Presidente: Se lei dice la verità poi che sia verosimile o non verosimile lo giudicheremo noi. Lei deve dire la verità. Stia tranquillo non le succederà assolutamente nulla.
A.B.: Ha capito cosa voglio dire io? Mi sembra un po’ difficile così.
R.P.: No, io…
A.B.: Lei ha detto che questa lampadina scendeva in giù. Giusto? Quindi andava a finire dove? Nella portiera?
R.P.: Alla portiera, certo.
A.B.: La portiera non illumina. Non illumina né custodisce.
R.P.: Si.
A.B.: Né regge o governa nessuno. O no?
R.P.: Si, allora avevo già alzato il capo e avevo visto la figura della persona.
A.B.: Quindi aveva intravisto una sagoma?
R.P.: Si.
A.B.: Quindi una sagoma.
R.P.: Si.
A.B.: Ohoo, quindi non le fattezze? Capisce?
R.P.: Per conto mio…
A.B.: No. Ma lei aveva visto una sagoma o non aveva visto una sagoma?
R.P.: Si. Da prima ho visto la sagoma.
A.B.: Da prima. Vediamo da prima. Lei vede la sagoma e che fa? Ha paura, si toglie da quella posizione gradevolissima per lei?
R.P.: Si.
A.B.: E anche per la sua partner? Di sopra?
R.P.: Si.
A.B.: E che fa?
R.P.: Alzo la testa e poi… E poi l’ho detto, vo via.
A.B.: Lei dov’era sul sedile anteriore di guida o sul sedile a lato?
R.P.: Sul sedile non di guida, sul sedile destro.
A.B.: E allora che fa lei? Si toglie da lì, si alza, non so come faccia, va be’ si alza e poi che fa? La prima cosa che fa, che fa?
R.P.: La prima cosa che fo metto in moto la macchina e vo via.
A.B.: Allora lei, aspetti un attimo, mi scusi, mi scusi, lei vede questa pila, vede questa luce, la prima cosa che fa… E’ giusto?
R.P.: Si.
A.B.: Quindi non ha neanche il tempo di vedere altro che una sagoma? Si vede una luce, o no?
R.P.: Io ho visto…
A.B.: Si o no?
R.P.: Si ho visto la luce, ho visto la sagoma…
A.B.: Una sagoma lei vede, cioè immagina di aver visto una sagoma perché c’è una luce
R.P.: Si ma la luce poi la fu abbassata, io alzai il capo e…
A.B.: Allora lei che fece? Allora lei aspetta che la luce si abbassa e non ha detto prima che scappava? Che guidava? Che andava via?
R.P.: Si eppoi andai via.
A.B.: Insomma lei l’ha vista o non l’ha vista questa persona?
R.P.: Si l’ho vista.
A.B.: Ha visto una sagoma.
R.P.: Si.
A.B.: Una sagoma.
R.P.: Si.
A.B.: Dopo di che si alza da lì e va, dove va?
R.P.: Quando vo via di lì?
A.B.: Si alza da sopra la sua dolce fanciulla, oggi signora, e che fa?
R.P.: Vado dalla parte della guida,metto in moto la macchina e vo via.
A.B.: E va via.
R.P.: Si.
A.B.: E ‘sta luce dov’è andata a finire?
R.P.: La luce poi ndo’ gli’è andata a finire…
A.B.: Cioè lei la luce lei la vede un attimo e poi non la vede più?
R.P.: No io poi vo via.
A.B.: Quindi lei vede la luce soltanto nel momento in cui lei si accorge di qualche cosa di strano, perché la luce mentre sta facendo all’amore, diciamo la verità, vede questa luce, ha paura, forse la sua donna non capisce che cosa c’è, lei piglia, si rimette, non so come faccia perché l’ha ci deve essere stato un gran canaio, prima di arrivare alla fine, si va via e chiuso e non vede più la luce?
R.P.: Andato via di lì un vedo più nulla.

sabato 18 dicembre 2010

Udienza del 21 maggio 1999 - 16

Quella che segue è una sintesi dell'udienza del 21 maggio 1999 relativa al Processo d'appello per i delitti del "mostro di Firenze" davanti alla prima sezione della Corte d'Assise d'Appello di Firenze.


Avvocato Mazzeo: E veniamo agli Scopeti che come accennavo sempre sotto il profilo della disamina della consistenza intrinseca del racconto del dichiarante con riferimento ai canoni di coerenza, spontaneità, costanza, attendibilità, verosimiglianza, mi permetto di svolgere da ultimo, parlerò dei riscontri oggettivi con riferimento agli Scopeti perché essendo la vicenda che richiede una più lunga esposizione anche con riferimento al problema delle macchine e quindi ho ritenuto così, non so se ho fatto bene. Quindi i capitoli sono questi: contraddizioni cioè differenze tra un racconto e quello successivo; inverosimiglianze cioè cose che in natura teoricamente non possono esistere ma che sono possibili che esistano, certo non è probabile, quindi non c’è la verosimiglianza, quindi non valgono come risco… come, come, come consistenza della intrinseca attendibilità del racconto; falsità oggettive, nel senso che contrastano con le leggi di natura, nel senso che contrastano con i dati acquisiti dagli inquirenti e quindi falsità oggettive fino all’assurdo ridicolo. Quindi, sulle distanze, siamo agli Scopeti, alla domanda: “A che distanza erano Vanni e Pacciani quando minacciarono il Lotti che si era portato dietro il Pucci?” Che si era portato dietro, il Pucci, nel senso che in quell’occasione, curiosamente, il Lotti dice: Guarda che si fa un omicidio eh… Mi vien voglia di farti partecipare come testimone. Ma è vero, non è vero. Guarda che è vero. Anche qui signori io comincio a sentire la terra che mi manca da sotto i piedi a pensare un dialogo di questo genere, no? Stasera alle 11:00 ho un appuntamento per fare un omicidio e per fare uno scempio di cadaveri e poi non si sa che altro, eccetera, eccetera. Ma dai, fa quell’altro. No, no è vero, ti ci porto e ti fo vedere. Ma se veramente le cose, i rapporti interni a questo sodalizio fossero di questo genere non sarebbe umanamente in natura possibile che dopo tanti anni non si fosse mai aperta una crepa. Gli stessi parenti del Pucci, poi ci arriverò, dice: Ma lui era un omino così tranquillo, la sera cenava con noi, si guardava la televisione, ha visto con noi tutto il processo Pacciani, mai una battuta, mai una volta che abbia detto du’ parole! Anche loro erano meravigliati, per forza non ha detto due parole, perché non c’era da dire due parole allora. E quindi “A che distanza erano Vanni e Pacciani quando minacciarono il Lotti che si era portato dietro il Pucci?” Lotti risponde nell’incidente probatorio: “A tre/quattro metri il massimo”, quindi da qui a lì. Lotti e Pucci stanno salendo lo stradello e a tre/quattro metri al massimo trovano Vanni e Pacciani che gli dice: “Che fate voi qui? Andate via…” e poi non si capisce perché “Andate via”nel senso che lui lo sapeva che doveva arrivare, semmai doveva arrabbiarsi, dice, perché ti sei portato dietro quello? Anche questo “Andate via” non è assonante, poi doveva fare il palo, poteva dire, “Andate via” nel senso: vai via, vai giù e resta giù a fare il palo! In questa specie di, felicemente definito, parcheggio di quella sera, che c’era una marea di macchine lì, non si capiva che c’era lì. “A tre/quattro metri il massimo”, al dibattimento invece all’udienza del 9 dicembre ’97 ha detto: “Io ho detto una distanza di dodici metri” notare la precisione, “dodici”, io non lo so neanche quanti sono dodici metri di preciso, posso dire una diecina, lui ha detto “dodici”, aveva detto tre o quattro. Sui movimenti del Vanni dopo il taglio della tenda, Lotti fornisce le seguenti versioni, una volta tagliata la tenda Vanni che fa? Abbiamo detto prima che c’è un dato contrastante con le leggi di natura, chiamato a indicare il punto del taglio sulla fotografia che riproduceva il campo del delitto, della tenda, lui l’ha indicato non accanto, l’ha indicato proprio sulla facciata opposta, cioè non sul didietro della tenda rispetto a chi sale ma sul davanti della tenda ed è un documento che è agli atti. Quindi, una volta arrivati alla tenda Vanni che fa? Lotti: “Poi si sente entrare dentro”. No perché è già stato autorevolmente sostenuto e riferito che il secondo telo della tenda non è intaccato, quindi entrare dentro dal taglio è impossibile in natura, sarebbe comunque stato impossibile in natura considerando l’altezza di un metro e quaranta della tenda, lo squarcio del taglio che sono quaranta centimetri e la figura un po’ allampanata del Vanni, insomma, non lo so io, credo che anche sotto questo profilo sia impossibile la cosa. Avvocato Santoni Franchett: “Lei conferma che il Vanni entrò dalla parte posteriore della tenda?”, “Siii”, incidente probatorio. Dice che entrò dalla parte posteriore rispetto a chi sale però poi chiamato al dibattimento a indicare il punto del taglio lo mette nella parte anteriore. Avvocato Filastò: “Lei ha visto subito dopo entrare dentro la tenda il Vanni?” Lotti: “Può darsi”, qui… “Può darsi che in quel momento mi sia spostato e che sia andato dentro, poi non l’ho rivisto più” sicchè questo sparisce, il Vanni da un certo momento in poi, durante tutta l’azione, del Vanni non si sa più nulla finchè non rientra nella tenda alta un metro e quaranta e vedremo come dice che rientra, col Pacciani per compiere quelle macabre operazioni. Stavolta col Pacciani, noto, perché negli altri racconti era solo il Vanni quello che eseguiva queste operazioni. “Può darsi che in quel momento mi sia spostato” udienza citata 5 dicembre ’97, dibattimento: “No non l’ho rivisto più sarà entrato di certo” ma stiamo ragionando di Vanni che taglia la tenda nel lato posteriore poi non lo vede più quindi sarà entrato, come ha detto prima, attraverso il taglio. “Nel momento in cui il giovane scappa Vanni dove si trova?”, “Eh, lì fuori non c’era” dice, “Dentro la tenda”, udienza dibattimentale 28 novembre: “Io l’ho visto gli era dentro certamente!”. Qui abbiamo un Vanni che penetra all’interno della tenda attraverso lo squarcio, che noi sappiamo essere una cosa impossibile in natura, “Io l’ho visto gli era dentro certamente!”, a meno che non si voglia immaginare che lui si sia distratto e che Vanni in realtà abbia fatto un girotondo, abbia iniziato lo squarcio e sia entrato dall’ingresso naturale della tenda. Lotti insiste: “Io l’ho visto entrare”, non sta dicendo che è entrando dalla parte dove si entra, sta dicendo che l’ha visto tagliare ed entrare: “Io l’ho visto entrare ma dopo se c’era sempre dentro non lo so”. Lotti sempre all’udienza dibattimentale: “Pensai che fosse entrato dentro”“Si quando non l’ho visto più sarà entrato dentro la tenda”. “Ma io credo, dentro non c’era”, qui è un’udienza successiva, “No, gli era fuori la tenda”, tra il 28 novembre ’97, questo succede, e il 5 dicembre ’97. E’ un po’ la storia della povera Pia Rontini e di come fu uccisa. “No gli era fuori la tenda”, “ Ma se era rimasto dentro come fo a vedere io? Sarà risortito, quando è risortito il coso…” cioè il povero ragazzo francese. Allora noi abbiamo un Vanni che entra dalla tenda nello squarcio posteriore: impossibile; un aggiustamento a seguito di contestazioni fra il 27 novembre e il 5 dicembre del ’97 in dibattimento per cui lui è entrato dentro ma c’è entrato che c’erano anche quei due poveretti per cui si ritrova dentro con questi due… ora, non so se avete presente com’è fatta quella tenda ma è tecnicamente impossibile, ve lo posso garantire, allora entra Vanni, il ragazzo francese, poveretto chissà cos’avrà pensato, è scappato via e allora Vanni esce anche lui. Capito? Perché lui dice: “Sarà risortito quando gli è sortito il coso. Nella tenda? Questo o un gli era sortito da una parte?”, gli chiede questo difensore: “Dopo che è uscito il francese è uscito anche il Vanni?”, “Si”, all’udienza del 9 dicembre. Allora, c’è un Vanni che entra con le due vittime dentro la tenda, il francese esce, ancora non si sta parlando di spari eh, ancora nessuno ha parlato di spari, quindi sono tutti e due, anche la povera donna, sono tutti e due ben vivi. “E’ uscito anche il Vanni?”, “Si”, Presidente: “Quando lo ha rivisto lo ha rivisto che usciva dalla tenda?”, “No gli era accosto alla tenda”. Quindi, io non ho visto il momento materiale in cui uscivano ma ho visto che era accanto alla tenda, quindi il francese scappa, il Vanni resta accanto alla tenda e a questo punto entra in scena Pacciani.
Segue...

venerdì 17 dicembre 2010

Romano Pierini - Deposizione del 25 maggio 1994 - Prima parte

Romano Pierini fu ascoltato il 25 maggio 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.

Presidente: : Bene, riprendiamo l’udienza, ci siamo tutti, signor Pubblico Ministero.
P.M.: Vorrei introdurre Pierini Romano.
Presidente: : Signor Pierini Romano prego. Buonasera signor Pierini si accomodi prego, sempre girato verso di me, verso la Corte, bene. Senta lei non è che ha legami di parentela con le parti? Con l’imputato?
R.P.: Come dice Presidente?
Presidente: : Legami di parentela con l’imputato? Con nessuno?
R.P.: No, no, no, no.
Presidente: .: Benissimo. Allora…
R.P.: Devo legge’ questo?
Presidente: : Vuole leggere quella formula?
R.P.: Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
Presidente: : Consente la ripresa con telecamere eccetera?
R.P.: No.
Presidente: . Preferisce non essere ripresoo.
R.P.: Se mi fa piacere, se fosse possibile.
Presidente: : Certamente, non riprendete il signore e non fotografatelo. Vuole dare le generalità alla signora per cortesia?
R.P.: E’ il nome, cognome?
Presidente: : Nome, cognome, dove sta, quand’è nato…
R.P.: Pierini Romano, San Casciano Val di Pesa, Via xxx xxxxxx, 12.
Presidente: : Risponda per cortesia alle domande del Pubblico Ministero.
R.P.: Si.
P.M.: Signor Pierini lei ha presente, ha conosciuto, di vista il Pacciani?
R.P.: Di vista si.
P.M.: da tanto tempo?
R.P.: Si è da una ventina d’anni.
P.M.: Una ventina d’anni.
R.P.: Si, di vista.
P.M.: Senta una cosa, signor Pierini, lei ricorda di essere stato, negli anni passati, in macchina…
R.P.: Siii ma tanti anni.
P.M.: Tanti anni fa.
R.P.: Si, si.
P.M.: Sa localizzare… In macchina in intimità?
R.P.: Da fidanzati, quando ero fidanzato co…
P.M.: Con sua moglie.
R.P.: Con mia moglie.
P.M.: Benissimo quindi non abbiamo nessun problema, di quel tipo, nel raccontarlo. Bene? E’ questo il concetto.
R.P.: Si.
P.M.: Sa localizzare nel tempo questi episodi in cui andava…
R.P.: Si una volta agli Scopeti.
P.M.: Perché evidentemente è successo un episodio particolare ma io intanto volevo vedere se riuscivo a localizzarlo nel tempo.
R.P.: Ah!
P.M.: In che epoca poteva essere?
R.P.: Ah, la dice l’anno? E, questo qui verso il ‘78/’79
P.M.: Cosa successe questo caso che lei ricorda? Primo perché si ricorda, grosso modo, l’anno, come mai le viene così in mente? C’è qualche particolare che lo lega a questo anno? Eppoi, cosa successe?
R.P.: Si, mi ricordo che l’anno fu questo qui, non dopo, perché quando successe questo mio padre era sempre vivo e lui è morto il 24 di giugno del 1980.
P.M.: Ecco, quindi è sicuramente…
R.P.: Prima!
P.M.: L’episodio che lei ci vuole raccontare… Un episodio avvenuto prima che avvenisse suo padre.
R.P.: Certo.
P.M.: Qualche tempo prima. Cosa successe in questa piazzola degli Scopeti?
R.P.: Eh successe che ci si fermò con la macchina
P.M.: Lei e la sua allora fidanzata
R.P.: Si, moglie ora, e insomma…
P.M.: Era nella piazzola diventata famosa?
R.P.: Nella piazzola famosa si.
P.M.: Famosa perché? Io ho usato…
R.P.: Nella piazzola dov’è successo l’ultimo…
P.M.: Delitto dei francesi
R.P.: Delitto, delitto. Si.
P.M.: Bene, lei si ferma, ebbe più occasioni o era un caso particolare? C’era stato più volte in quella piazzola?
R.P.: No, lì… Non ho ricordanza, no.
P.M.: Quindi le è rimasto particolarmente impresso. Cosa successe?
R.P.: Ci si fermò con la macchina
P.M.: Era giorno, era sera?
R.P.: No era sera, dopo cena.
P.M.: Era buio.
R.P.: Era buio, si. Verso le 9:00.
P.M.: Cosa successe?
R.P.: Ci si mise un pochino lì fermi e dopo venti minuti, mezz’ora, ora… Vidi come una lampadina
P.M.: Vicino alla macchina?
R.P.: Si, si a tre o quattro metri.
P.M.: da che parte?
R.P.: Dalla parte destra, si, noi s’aveva la macchina girata in giù per andare verso Firenze
P.M.: Dalla parte del finestrino suo o…
R.P.: No dalla parte del finestrino della…
P.M.: Della sua moglie?
R.P.: Si.
P.M.: Della sua fidanzata di allora. Vide una pila?
R.P.: Si. Vidi una pila e alzai il capo e vidi Pacciani.
P.M.: Che lei già conosceva?
R.P.: Si, si.
P.M.: Cosa fece lei a quel punto?
R.P.: Eh, via, s’andò via subito. S’andò via subito.
P.M.: Ebbe paura perché era Pacciani o sarebbe scappato per…
R.P.: Eh no vidi così di buio e s’andò… insomma l’istinto d’andà via e basta, subito immediatamente.
P.M.: Non è che riconoscendo Pacciani ebbe una paura particolare?
Avvocato Bevacqua: : Faccia la domanda, scusi, Pubblico Ministero!
P.M.: Ebbe una paura particolare perché era Pacciani? Ecco la domanda. Lei ha riferito questo alla Polizia Giudiziaria.
R.P.: Si, si.
P.M.: Sotto questo profilo. Cioè, dice, se forse avessi riconosciuto che era un altro…
Avvocato Bevacqua: : Facciamo rispondere lui, scusi eh…
P.M.: Infatti mi son fermato subito.
R.P.: Scusi mi rifà la domanda per favore?
P.M.: Dico, lei scappò subito proprio perché aveva riconosciuto che era Pacciani e sapeva che era un tipo particolare..
R.P.: Si, è! Scappai, insomma, si.
P.M.: per questo motivo?
R.P.: Si. Sarei scappato uguale però, comunque…
P.M.: Riconoscendo lui non ebbe dubbi che era meglio scappare. Non gli venne il dubbio, così, che era meglio affrontarlo?
R.P.: No, no, no.
P.M.: Dargli una sassata?
R.P.: No.No.No.
P.M.: Era meglio scappare. Perché sapeva qualcosa di Pacciani?
R.P.: Eh no, come… Così, così, voce di popolo ma insomma unnè che…
P.M.: Qual’era questa voce che la fece scappare?
R.P.: Si, insomma, la voce, s’era sentito dire dei fatti successi dì Mugello…
P.M.: Che fatti erano?
R.P.: Quello che, insomma, ci fu un morto nì Mugello e compagnia, ecco a quel punto…
P.M.: Allora appena vide che era lui…
R.P.: Si, via!
P.M.: Scappaste via.
R.P.: Poi a quel punto io, insomma, non sapevo tante cose, ecco.
P.M.: Ed era la piazzola dov’è avvenuto quell’omicidio lì?
R.P.: Si, si.
P.M.: Non ho altre domande grazie.
 
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